Breaking news
  • No posts where found

Eastring contro Balkan Stream: la battaglia per la Grecia

Eastring contro Balkan Stream: la battaglia per la Grecia

La Russia non stava bluffando quando ha detto che il Turkish Stream sarebbe stata l’unica via per le spedizioni di gas deviato dall’Ucraina dopo il 2019, e dopo tentennamenti increduli per più di sei mesi critici, l’Unione Europea è ritornata solo ora ai suoi sensi e sta cercando disperatamente di procacciarsi un’alternativa geopolitica. Fermo restando che il suo bisogno di gas deve assolutamente continuare a essere soddisfatto dalla Russia per

La democrazia ateniese contro gli Dei neoliberali

Il Primo Ministro Alexis Tsipras permette al popolo greco di decidere il proprio futuro attraverso un referendum democratico. Ciò è’ abbastanza per procurare alla Troika – la Banca Centrale Europea (BCE), la Commissione Europea (CE), e il Fondo Monetario Internazionale (FMI) – una rabbia parossistica. Ecco, in breve, tutto ciò che c’è da sapere sul “sogno” europeo. Tsipras ha, ovviamente, ragione; ha dovuto indire un referendum perché la Troika ha

Armenia, la situazione a Yerevan

La situazione attuale a Yerevan, capitale dell’Armenia, dove le proteste di piazza per gli aumenti delle tariffe elettriche nascondono una nuova “rivoluzione colorata” in gestazione. ***** Sottotitoli in italiano a cura di Mario per Sakeritalia.it

E’ una “rivoluzione colorata” quella in corso in Armenia?

Electric Yerevan’  sta andando fuori controllo Gli armeni sono scesi in strada per protestare contro l’aumento programmato del 17-22% delle bollette dell’energia elettrica voluto dalla Armenian Electricity Network, in risposta al drammatico deprezzamento del dram armeno nel corso dell’ultimo anno (almeno pari in percentuale allo stesso aumento di prezzo). Anche se è comprensibile che in una nazione che economicamente non se la passa troppo bene, alcuni possano essere adirati per

Libro di scuola olandese raffigura la Russia come un mostro che divora l’Ucraina

Un paio di settimane fa, ho scritto un pezzo per Russia Insider sui pericoli di un uso eccessivo del termine ‘russofobia’. Ho scritto che un uso eccessivo della parola era controproducente; che non è solo una parola che possiamo strombazzare per vendicarci di ogni critica della Russia. Ho anche detto che l’uso smodato in realtà banalizza le vere, genuine istanze di russofobia. Il che mi porta alle immagini qui sotto. Questo

Il Caucaso senza la Russia: ieri, oggi, domani

Due anni fa gli Stati Uniti hanno perso con la Russia in Siria. Non sono riusciti ad umiliarla, anzi la sua posizione nella regione è diventata ancora più forte a spese degli Stati Uniti. Ma i “cacciatori di gloria” del Dipartimento di Stato e della CIA, sebbene disillusi, non hanno fatto una piega. Hanno lasciato la Siria in preda ad una guerra divampante, alimentata dal terrorismo internazionale dell’ISIS, spostando poi

Intervista a Vladimir Solovyov

Vladimir Solovyov, uno dei più popolari giornalisti radiotelevisivi russi, spiega molto concisamente la politica della Federazione Russa nei riguardi del Donbass. ***** Sottotitoli in italiano a cura di Mario per Sakeritalia.it

Da Slavyansk a Minsk

Il periodo compreso fra il primo attacco a Slaviansk e il primo accordo di Minsk è stato non solo quello più difficile per la DPR e l’LPR, ma anche quello in cui si sono consolidate le opinioni dei cosiddetti “militaristi” e “pacificatori”. Metto di proposito questi termini fra virgolette perché sono entrambi abbastanza approssimativi. Se si fa uno spaccato delle opinioni giornalistiche sull’argomento, si vede che la gran maggioranza dei

Alexander Dugin è davvero il Mentore di Putin?

Carissimi, mi spiace tanto per quelli che si immaginano analisti di faccende russe senza essere mai stati in Russia, senza aver mai studiato la cultura e la letteratura russa, senza sapere il russo, e quindi senza poter leggere i media russi, che non sono più monolitici come un tempo, e che a volte criticano Putin e le politiche del Cremlino. Cliff Kincaid è un “analista” di questo tipo. Basta un passaggio

Qui vive la gente

Anche se l’autore non si definisce “giornalista”, questo è un servizio giornalistico sulla guerra nel Donbass, perché scava nei fatti alla ricerca della verità; una cosa alla quale non siamo più abituati qui in Occidente, dove la quasi totalità del “giornalisti” si è ridotta da tempo al ruolo di passacarte delle veline del potere. Nessuno, qui in Occidente, sa che la situazione del Donbass è quella che mostra il servizio.