libyarevolutionariesoilDiamo un’occhiata all’ultima “commedia degli errori”, quella per gentile concessione di USA/ONU & UK ed i loro nominati Consiglio Presidenziale (CP) e Governo di Concordia Nazionale (GCN).

La Libia dell’Est aveva ordinato ad un’impresa russa la stampa di quattro miliardi di dinari, le prime spedizioni stanno partendo e saranno disponibili attraverso le banche per il 1° giugno. La settimana scorsa, il CP ha scritto al Governo USA dicendo che i quattro miliardi erano contraffatti. Gli USA hanno rilasciato una dichiarazione formale, non da Washington ma dalla loro ambasciata in Libia, dicendo che [in inglese, NdT] anche per loro, le banconote erano false. Ma, l’altro giorno, sia il CP/GCN che lo stesso Primo Ministro designato Fayez Serraj hanno fatto un voltafaccia ed hanno detto [in inglese, NdT] che la valuta stampata in Russia è legale. Come mai questa confusione sulla valuta? Gli Stati Uniti ritireranno la loro dichiarazione che afferma che il governo di Tobruk, democraticamente eletto e riconosciuto internazionalmente, sta stampando valuta falsa? Serraj sta cercando di rendersi simpatico al Cremlino?

Le domande abbondano. Ma quello che è più nauseante è che i miliziani dello Stato Islamico (SI) in Libia leggono, come noi, gli stessi social media. Conoscono lo spettro politico della Libia, ed i problemi come il doppio gioco sulla valuta giocano a loro vantaggio.

Guardiamo alla realtà militare sul terreno. Nonostante tutti i dinieghi dei governi di Stati Uniti e Regno Unito, ci sono sicuramente truppe inglesi, dentro ed attorno a Misurata, che stanno lavorando con le milizie per attaccare lo SI. L’Esercito Nazionale Libico (ENL) sta già rinforzando alcune posizioni strategiche nel bacino della Sirte e, ad ovest di Tripoli, gli Zintanis, che appartengono all’ENL, pongono una minaccia diretta agli alleati dello SI presenti nella città. Controllano la maggior parte dei flussi di gas e petrolio diretti all’unico porto ad ovest di Tripoli. Inoltre, un’altra milizia proprio fuori Tripoli ha stipulato la sua alleanza con l’ENL.

E così, senza che nessuno lo ammetta, sembra procedere, con l’aiuto dell’Occidente, la ridicola decisione fatta a Vienna lunedì 16 maggio da americani, inglesi ed italiani, di armare le milizie islamiste della “Alba Libica” che, importante, includono le milizie di Misurata. Non è venuto in mente a nessuno di armare il legittimo capo dell’ENL, il generale Khalifa Hafter, la cui posizione è stata ratificata dal Parlamento della Camera dei Rappresentanti (PCR) di Tobruk? Hafter conosce perfettamente la situazione e persegue gli interessi di Tobruk nello spazzar via la casa base dello SI a Sirte.

Il CP/GCN è un miraggio, proprio non esiste. “Controlla” solo il piccolo territorio in cui risiede una base navale, popolarmente chiamata “il bunker”, in cui i cosiddetti membri del CP/GCN, eletti tutti da ONU/USA/UK, possono incontrare i dignitari in visita. La maggior parte del tempo questi buffoni sono fuori dalla Libia. Per esempio, Serraj era giusto in Arabia Saudita e negli Emirati. A proposito, perché andare proprio là? Sia Riyad che Abu Dhabi sostengono Tobruk. Forse Serraj cerca di fare nuove amicizie che scambino il loro appoggio con promesse di future concessioni in Libia, nonostante che i Fratelli Musulmani e l’ex Gruppo di Combattenti Islamici Libici (GCIL, una affiliazione di Al Qaeda) stiano ancora comandando a Tripoli col sostegno occidentale? Un altro dei molti misteri che circondano le politiche in Libia dell’Occidente.

Siamo chiari: la posizione di Serraj è stata in efficacemente dirottata dai misuratiani Abdel Rahman Swelhli e dai membri della sua famiglia (che include Maeting, il Vice Primo Ministro designato) dove lui, Swehli, è a capo del Consiglio di Stato, correntemente illegale. Nessun diplomatico, decisore politico, persona interessata od altro ha visto questo relazione. Sorprendente ed ingenuo.

Una domanda che ho già posto ma che devo ripetere. Perché la comunità internazionale insiste con questa farsa? Questa parodia finirà per scoppiare sulle facce occidentali.

Qual’è il rimedio per questa commedia? C’è un solo politico libico che può occupare, da pari con le controparti straniere, la scena internazionale e quello è il Dottor Mahmoud Jibril. La sua figura pubblica non ha uguali in tutto lo spettro politico libico. Non c’è nessuno in Libia che abbia la sua statura e credibilità. La sua motivazione è quella di difendere la popolazione libica e di non partecipare a giochi regionali o religiosi. Ha perfino un piano economico, vantaggioso ed unificante, per salvare la Libia. Perché mai la comunità internazionale non lo ha scelto al posto di uomini d’affari falliti e piuttosto dubbi come Serraj e Maeting? Oppure, se non il sofisticato e civile Jibril, perché la comunità internazionale non ha scelto il capo dell’Esercito Libico, generale Khalifa Hafter?

La risposta è sfortunatamente semplice. L’America e la Gran Bretagna sono accecate dalla loro storia d’amore con la Fratellanza Musulmana ed i loro aderenti nella Libia Occidentale, soprattutto dentro ed attorno a Tripoli. Questo errore di giudizio costerà caro in tanti modi all’Occidente, ed all’Unione Europea in particolare.

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Articolo di Richard Galustian apparso su Moon of Alabama il 28 Maggio 2016
Traduzione in Italiano di Fabio_San per SakerItalia.it