La Corte Penale Internazionale (ICC) ha chiesto alla Libia di consegnare il figlio dell’ex leader Mu’ammar Gheddafi, Saif, dopo la sua liberazione da parte di una milizia armata la scorsa settimana, ma è la Corte, non Saif, che dovrebbe essere processata.

Una parola vi dirà tutto quello che dovete sapere sull’ICC e questa parola è ISIS: questi terroristi hanno perpetuato i crimini più spaventosi in Libia, non ultima l’esecuzione rituale – filmata e caricata sul suo sito web – di Cristiani Copti egiziani su una spiaggia due anni fa. Il risultato? Nessun accusa da parte dell’ICC.

L’ICC è un tribunale illegale, ammesso che sia mai stato un tribunale, e la sua caccia a Saif è uno schiaffo alla politica. Va considerato che Saif si è speso per anni per le riforme in Libia, e bisogna anche considerare che egli non comandava nessuna unità militare o di polizia. Infatti, non era nella posizione di commettere crimini di guerra, eppure l’Aia lo vuole processare per crimini contro l’umanità.

Per quanto riguarda le accuse a Saif, dove sono le prove? Le e-mail trapelate dimostrano il suo ruolo nel tentativo di fermare i combattimenti nella rivoluzione del 2011.

Una delle e-mail inviate da Hillary Clinton, la “UNCLASSIFIED U.S. Department of State Case No. F-2014-20439 Doc No. C05792027 Date: 01/07/2016 RELEASE IN PART B6”, afferma:

Da: hrod17@clintonemail.com

Inviata: domenica 27 febbraio 2011 10:10 “i moderati, guidati da Saif al-Islam Gheddafi, favoriscono la tattica aggressiva antisommossa della polizia, ma si oppongono all’uso della forza letale. Saif vuole anche dei negoziati con i leader tribali dell’est, compresi i membri dell’ex famiglia reale”.

Inoltre, considerate come l’ICC ha trattato Abdullah Senussi, ex capo dell’intelligence di Gheddafi, anch’egli incriminato dall’ICC: l’ICC ha convenuto che la Libia poteva processarlo, e non ha sollevato obiezioni quando quel “processo” è degenerato in una completa assoluzione, con le milizie a guardia del tribunale e che intimidivano i testimoni.

Quel “processo” di Tripoli si è trasformato da pessimo a farsa quando la milizia di al-Zintan, che ad essere sinceri non ha mai maltrattato Saif, si è rifiutata di consegnarlo a Tripoli. Così, invece, i funzionari del tribunale di Tripoli hanno organizzato un collegamento video con al-Zintan, in modo da poterlo “processare”. Quel collegamento video si è interrotto più volte e alla fine Saif e le milizie di al-Zintan si sono rifiutati di partecipare. Non importa; i giudici di Tripoli lo hanno condannato a morte, senza aver mai prodotto prove circostanziali.

I detrattori sostengono correttamente che l’ICC è “concentrata sull’Africa” ​​e ignora i Siriani, gli Iracheni, i Cingalesi, gli Israeliani, i Britannici e gli Americani, ritenuti “al sicuro”.

Dopo tutto, nessuno ha mai sentito dire che l’ICC sta pensando di portare davanti alla giustizia a Tony Blair!

Chiaramente, la ICC non funziona. Le interferenze legali esterne di una moribonda ICC sono negative, e i sostenitori di una tale mossa dimostrano un giudizio estremamente scarso.

Questa non è una questione accademica perché Saif Gheddafi, ora libero in una località sconosciuta in Libia, ha una parte da giocare nel porre fine alla guerra civile.

La caccia a Saif da parte dell’ICC è una parodia della giustizia. L’unico motivo per cui i giudici dell’ICC emettono verdetti scandalosi è perché in effetti stanno emanando sentenze contro l’Africa; contro gli Africani è possibile fare tutto senza timore di ripercussioni. La finta ICC basata all’Aia è un tribunale disonorevole che fa cose disonorevoli. Che tragedia per la giustizia penale internazionale.

È stato detto che l’ICC è un tribunale politico; un tribunale politico che deve essere combattuto politicamente. L’ICC non ha nulla a che fare con la giustizia penale internazionale: è un tribunale “illegale” che riceve sottobanco istruzioni dirette dalle potenze neocoloniali occidentali, che a loro volta non accettano le sentenze della ICC.

In un certo senso, l’ICC è l’equivalente europeo di Guantánamo, un tribunale che è tale solo nel nome. I suoi giudici, i procuratori e gli altri, dovrebbero dimettersi invece di rubare senza vergogna stipendi enormi e impegnarsi in attività procedurali scandalose, razziste, illegali, inutili e insignificanti, che hanno solo una motivazione politica.

Diversi giornali, tra cui la Reuters, hanno riferito il 20 febbraio 2011, o intorno a quella data, che Saif Gheddafi è a favore dello stop alla lotta ai ribelli in Libia, e che spera in un cessate il fuoco.

Saif può aiutare ad unificare la Libia e portare la pace nel paese in guerra. Dovrebbe essere libero dalle interferenze dell’Aia e delle potenze occidentali, se sceglierà di fare questo.

Gli Stati Uniti non sono firmatari dello Statuto di Roma, pertanto l’ICC non può condurre attività investigative negli Stati Uniti d’America, né ha alcuna reale giurisdizione nei confronti dei suoi cittadini, ad eccezione di circostanze straordinarie che fino ad oggi non sono mai avvenute.

I sette paesi che hanno votato contro il trattato sono Cina, Iraq, Israele, Libia, Qatar, Stati Uniti e Yemen. Dopo 60 ratifiche, lo Statuto di Roma è entrato in vigore l’1 luglio 2002 (il suo 15° anniversario è prossimo), quando è stata formalmente istituita la Corte Penale Internazionale. La posizione del Regno Unito riguardo all’ICC è selettiva e ambigua.

Quindi, in conclusione, in nome della giustizia, l’ICC deve essere riformata e ristrutturata, perché è lì che si trova il cuore del problema.

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Articolo di Richard Galustian pubblicato su Ron Paul Institute il 18 giugno 2017.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

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