032223-saif-al-islam-gheddafiIn un articolo dei primi di maggio scrissi “Lasciate un posticino nella vostra mente per la potenziale importanza futura di Saif Gheddafi”.

La notizia [NdT:in inglese] del rilascio di Saif al-Islam Gheddafi, erede del suo defunto padre, dalla prigione di Zaitan ha sorpreso molti forestieri ma è nulla in confronto a ciò che potrebbe arrivare: il ritorno, in qualche forma, al potere.

Nel 2011, durante l’insurrezione della Primavera Araba in Libia, Saif si unì a padre e fratelli sulle barricate, affrontando in un’amara guerra rivoluzionaria i ribelli sostenuti dalla NATO. Mentre più tardi quei ribelli misero alle strette ed uccisero suo padre Muammar e suo fratello Moatasim a Sirte, Saif fu catturato vivo mentre cercava di fuggire in Niger attraverso il Sahara.

Forse è merito della sua buona stella che le unità che lo catturarono provenissero da Zintan, una cittadina di montagna a sud di Tripoli, le stesse che nel 2014 mossero guerra agli islamisti di Alba Libica reduci dalla recente cattura della capitale. Quando là ci fu un processo di massa delle ex figure del regime, Zintan si rifiutò di consegnare Saif, risparmiandogli le brutalità inflitte agli altri prigionieri inclusi l’ex capo dello spionaggio Abdullah al Senussi ed il fratello più giovane Saadi, quello che fu filmato mentre lo picchiavano in una cella della prigione di Tripoli.

Gli abitanti di Zintan non erano amici del precedente regime, combatterono contro le forze di Gheddafi rivelandosi come una delle squadre più efficaci dei ribelli durante quell’insurrezione vinta infine dai bombardamenti della NATO.

Ma dai pochi resoconti da parte degli autorizzati a visitarlo in un edificio ben custodito da qualche parte della città, lui è stato trattato bene, è vissuto praticamente agli arresti domiciliari, finora.

Un anno fa, una corte di Tripoli operante sotto gli auspici di Alba Libica lo ha condannato a morte, lui ed altri incluso Al Senussi. Lassù a Zintan, non è cambiato molto per Saif, con Zaitan ancora impuntatasi a rifiutare la sua consegna alla truce prigione di Al Habda a Tripoli.

L’amnistia concessa ad aprile a Saif e agli altri prigionieri ha cancellato le loro condanne a morte e li ha messi in libertà, e sembra che sia opera del caotico Governo di Accordo Nazionale (GAN), quello guidato da un Primo Ministro fantoccio ed operante da una base navale di Tripoli, la sola parte della città che controlla.

Da allora, l’ubicazione di Saif è un mistero, ma l’atteggiamento della gente di Zintan verso di lui è mitigato dalla loro alleanza con le tribù che sostenevano Gheddafi, comprese quelle di Ben Walid e di Warshfani, nella brutale lotta contro gli islamisti di Alba Libica. La stessa tribù di Gheddafi ha la sua base intorno a Sebha, a sud di Zantani, e fa causa comune con la gente di Zintan contro la milizia di Alba Libica che controlla la capitale e spadroneggia sul GAN.

Prima dell’insurrezione libica, Saif ha girato in lungo e in largo il globo promuovendo un programma per la democratizzazione che, lui sperava, avrebbe potuto riformare il paese. È impossibile sapere se per gli intenti poco seri o per la frustrazione da parte dei suoi più duri fratelli Moatsem e Khamis, fatto sta che è riemerso dalla prigionia trovando la Libia cambiata in un qualcosa che aveva previsto.

Nel febbraio 2011, Saif al-Islam tenne un discorso prevedendo ciò che stava arrivando. Ed aveva ragione. Disse che:

Ci sarà una guerra civile in Libia… noi ci uccideremo a vicenda nelle strade, e tutta la Libia sarà distrutta. Avremo bisogno di quarant’anni per raggiungere un accordo sul modo di guidare il paese, perché oggi chiunque vuole essere il presidente o l’emiro e tutti vogliono guidare il paese.

Saif sapeva che la sua nazione sarebbe stata fatta a pezzi se il regime di suo padre fosse stato rimosso dall’Occidente.

Da allora, le brutalità del regime di suo padre sono state uguagliate da quella di alcune delle milizie che l’hanno deposto, particolarmente visibile nel pestaggio di suo fratello Saadi in una prigione di Tripoli, registrato dai suoi carcerieri nei più macabri dettagli.

Molte delle tribù che sostenevano Gheddafi, ora stanno combattendo contro gli islamisti e contro gli opportunisti loro alleati di Misurata, Alba Libica, e vedranno in Saif una figura che può unificare le loro richieste di non essere espulsi dalla vita politica libica.

Si può affermare che stiano diminuendo le resistenze al suo ingresso in qualche ruolo politico, perché lui non ha mai fatto parte dei “muscoli” del regime di Gheddafi, spendendo, come ha fatto, la maggior parte del suo tempo a Londra nei circoli dorati dei ricchi magnati, degli accademici e della élite politica attorno a Tony Blair.

In altre parole, c’è un’apertura per un uomo che fu punito dai ribelli per aver sminuito, pubblicamente alla TV verde di Gheddafi, la loro ribellione durante l’insurrezione, ma che non ha mai sparato un colpo. Con il suo rilascio, può avere l’occasione di mettere in pratica il piano che ha sempre detto di voler seguire: riformare il suo paese ed unire le tribù chiave che si sentono marginalizzate dai negoziatori del potere della Libia.

I pezzi stanno andando al loro posto affinché lui possa partecipare in una qualche sorta di Gran Consiglio. Con il GAN incapace di persuadere all’unione gli altri due governi della Libia, ci sono richieste di un maggiore sforzo di mediazione, con l’Arabia Saudita e soprattutto l’Oman che offrono una mediazione la cui discussione è prevista per il 18 luglio a Bruxelles con il Segretario di Stato statunitense Kerry.

In questo sbattuto e caotico paese, con i governi che si combattono a vicenda e contro lo Stato Islamico, Saif Gheddafi deve trovare un nuovo ruolo come parte della soluzione e non del problema.

Nelle 24 ore seguenti la notizia del suo rilascio, i libici, in tutta la nazione, in città e paesi diversi, hanno innalzato la foto di Saif gridando il suo nome. Per quel che ne so, dal 2011 è la prima volta che sono state tenute manifestazioni pro-Gheddafi in maniera così evidente in così tante parti del paese.

È tempo per Saif di giocare un ruolo con gli altri libertari dentro e fuori della nazione, promuovendo la vecchia costituzione e, in particolare, bandendo i membri di LIFG, ex affiliato di Al Qaeda.

Abbondano le voci che Saif terrà una conferenza stampa molto presto. Se ciò accadrà, sarà realmente molto interessante.

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Articolo di Richard Galustian apparso su Moon of Alabama il 7 Luglio 2016
Traduzione in italiano di Fabio_San per SakerItalia.it