L’Algeria, un grande Paese arabo del Nord Africa, mantiene relazioni amichevoli con la Federazione Russa da diverso tempo. Nel 1960, nel mezzo di otto anni di una sanguinosa lotta per indipendenza dalla Francia, l’Unione Sovietica riconobbe il governo provvisorio della Repubblica Algerina. Nel 1963, a guerra finita, l’URSS inviò una squadra di sminatori per aiutare a rimuovere le mine dalla Repubblica Algerina Democratica e Popolare. E’ stato stimato che gli esperti sovietici abbiano disinnescato un milione e mezzo di mine. Da allora continuano le strette relazioni tra i due Paesi. L’URSS inviò specialisti militari in Algeria per aiutare ad aumentare le capacità difensive del giovane Paese, e medici e tecnici per addestrare e qualificare molti algerini nei rispettivi campi di attività. L’Unione Sovietica aiutò la Repubblica Algerina Democratica e Popolare anche a costruire diverse strutture manifatturiere e a sfruttare giacimenti petroliferi e gassiferi, nel complesso contribuendo in maniera sostanziale al suo sviluppo industriale e socioeconomico.

Le relazioni si sono mantenute amichevoli anche dopo il collasso dell’URSS, con la Federazione Russa in qualità di successore dell’Unione Sovietica. La Russia è ancora presente nei settori petrolifero e del gas della Repubblica Algerina Democratica e Popolare, oltre che in quelli metallurgico e agricolo. Nell’agenda della cooperazione tra Algeria e Russia ha assunto primaria importanza la questione della lotta al terrorismo internazionale.

Nel 2001 i due Paesi hanno sottoscritto una dichiarazione di partenariato strategico.

Nel 2002 il primo satellite algerino, ALSAT-1, è stato messo in orbita dal veicolo di lancio spaziale russo Kosmos-3M, partito dal cosmodromo Plesetsk.

Nel 2006 il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, si è recato in visita ufficiale presso la Repubblica Algerina.

In anni recenti il commercio tra Russia ed Algeria è cresciuto a ritmi sostenuti, e nel 2017 l’interscambio commerciale bilaterale si è attestato su un valore di circa 4,6 miliardi di $, il doppio che nel 2015. La vendita di attrezzatura militare è ammontata a 3 miliardi di $.

La cooperazione militare e tecnologica ricopre un ruolo importante nelle relazioni tra Russia ed Algeria. Ad esempio, la Repubblica Algerina da tempo apprezza il settore aeronautico militare russo, tanto che tutti gli aerei da guerra algerini, cioè caccia, bombardieri e ricognitori, sono di provenienza sovietica o attuale russa.

Già nel 1979 l’Algeria iniziò ad acquistare gli intercettori-ricognitori sovietici Mikoyan-Gurevich MiG-25 e i bombardieri-ricognitori MiG-25RBS. Dal 1990 al 2000 il Paese ha acquistato più di 30 bombardieri Sukhoi Su-24M7MK e diversi ricognitori Su-24MR. Inoltre, all’inizio degli anni 2000 l’Algeria ha acquisito dalla Bielorussia e dall’Ucraina più di 20 Mikoyan MiG-29 caccia multiruolo sovietici usati.  Dal 2007 l’Algeria ha acquistato 58 caccia Sukhoi Su-30MK dalla Federazione Russa.

Il Su-30 è il famoso caccia multiruolo russo, progettato nell’URSS alla fine degli anni ’80 e successivamente messo in servizio dalla Federazione Russa. A partire dagli anni ’90 ne è stata lanciata una variante per l’esportazione, il Su-30 MK, dove la “M” e la ”K” stanno rispettivamente per “ammodernato” e “commerciale”. Subito dopo è stato introdotto il Su-30MKI, dove la lettera “I” indica l’India, essendo realizzato in base alle esigenze del mercato indiano. Successivamente è stato introdotto il Su-MKI(A). Ovviamente la lettera “A” sta ad indicare l’Algeria. Essendo la dirigenza russa convinta dell’affidabilità del partner e vista la sua alta domanda di questo tipo di aereo, gli ingegneri aeronautici russi lo hanno progettato appositamente per soddisfare le necessità dell’aeronautica militare algerina.

Oltre a questo, la maggior parte degli elicotteri militari algerini è di provenienza sovietica o attuale russa. Su 135 elicotteri dell’aviazione militare della Repubblica Algerina 75 sono diverse varianti del Mil  Mi-8 sovietico. La flotta comprende anche 31 Mil Mi-24, 3 Ka-32T sovietici e 8 Mil Mi-26 e 6 Mi-28NE russi.

Non solo le forze armate algerine impiegano aeromobili sovietici e russi: negli scorsi decenni l’URSS e la Federazione Russa hanno fornito all’Algeria anche una grande quantità di veicoli corazzati, quantificabili in più di mille carri armati, un migliaio di veicoli corazzati da combattimento per fanteria (VCCF) e più di ottocento veicoli trasporto truppe (VTT). L’Algeria dispone anche di 6 sottomarini russo-sovietici (che fanno della sua flotta sottomarina la più potente dell’Africa) e di sistemi di difesa aerea.

Nel complesso, dal 1991 al 2016 la Repubblica Algerina Democratica e Popolare ha acquistato attrezzatura militare russa per un valore di circa 10 miliardi di dollari, facendone il terzo importatore di armi russe dopo l’India e la Cina.

Ancora più importante, tuttavia, è che grazie alla cooperazione militare e tecnologica prima con l’Unione Sovietica e successivamente con la Russia, l’Algeria ha acquisito centinaia di esperti militari istruiti in istituti specializzati sovietici e russi.

Nell’agosto del 2018 i mezzi di informazione hanno riportato che la Repubblica Algerina ha espresso il suo interesse per un ulteriore lotto di aerei da guerra russi, e che i due Paesi hanno intavolato trattative per la fornitura di caccia MiG-29M/M2 (una variante ammodernata del MiG-29 già utilizzato dai piloti militari algerini).

Nell’ottobre dello stesso anno l’esercitazione militare Storm 2018 è stata condotta in Algeria. Durante le esercitazioni sono stati dispiegati per la prima volta i sistemi missilistici Buk-M2E (acquistati dalla Federazione Russa).

Nel gennaio del 2019 Sergej Lavrov, il Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, si è recato in Algeria. Anche se i mezzi di informazione non hanno dato notizia di sottoscrizione di accordi, la visita ha attestato la volontà dei due Paesi di promuovere la cooperazione in tutti i campi. La settimana dopo a Mosca si è tenuto un incontro della commissione intergovernativa Russo-Algerina, incentrato sui progetti per sviluppare ulteriormente la cooperazione tra i due Paesi. Si è concordato di sviluppare la collaborazione nell’industria petrolifera e del gas, nel settore agricolo, in quello medico e farmaceutico e nella sicurezza cibernetica.

Nel marzo del 2019 a Mosca Sergej Lavrov ha incontrato Ramtane Lamamra, il Ministro degli Affari Esteri dell’Algeria. Lavrov ha dichiarato che la cooperazione militare e tecnologica tra la Federazione Russa e la Repubblica Algerina Democratica e Popolare ha contribuito significativamente ad assicurare la stabilità nell’intera regione nord-africana.

Nel settembre 2019 è stata data notizia che l’Algeria ha deciso di acquistare 30 caccia russi (16 Su-30MKI(A) e 14 MiG-29M/M2) con il relativo equipaggiamento aggiuntivo e di munizioni. Il costo totale dell’acquisto ammonta a più di 2 miliardi di dollari. Inoltre è stato annunciato che la Russia avrebbe ammodernato l’esistente flotta algerina di aerei da combattimento. Il relativo accordo è stato siglato durante il MAKS-2019 (il Salone Internazionale Spaziale e dell’Aeronautica) tenutosi in Russia tra agosto e settembre 2019.

La cooperazione militare e tecnologica tra la Russia e l’Algeria avvantaggia entrambi i Paesi. La Federazione Russa è tra i principali leader nel mercato globale degli armamenti, ed i suoi prodotti sono altamente apprezzati, venduti e persino copiati in tutto il mondo. L’Algeria è uno dei paesi più potenti dell’Africa del Nord, ed esercita una notevole influenza in tutto il mondo islamico. Oltre a ciò la cooperazione militare e tecnologica tra i due Paesi dimostra in modo inequivocabile il loro allineamento su questioni chiave di politica estera. Questa collaborazione nella sfera militare garantisce il rafforzamento della posizione della Russia in tutto il Medio Oriente.

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 Articolo di Dmitry Bokarev apparso su New Eastern Outlook il 24 settembre 2019
Traduzione in italiano di DS per SakerItalia

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