La virtuosa dichiarazione dei liberali, quella secondo cui essi si oppongono all’ingiustizia e proteggono gli oppressi, viene di fatto messa a nudo ogni volta che gli si fa una domanda sulla loro esagerata venerazione per il guerrafondaio John McCain.

E’ una provocazione. Lo ammetto senza problemi. Ma è una provocazione con una miccia che dovrebbe essere inconsistente, perché nessuno dovrebbe avere nulla da obiettare a chi parla male di un assassino con una conta dei morti come quella di McCain. E l’accusa che si innesca è sproporzionata davvero in maniera sorprendente rispetto a ciò che viene detto.

“John McCain era un guerrafondaio psicopatico assetato di sangue e il mondo è migliore senza di lui. La morte è la “cancel culture” della natura. “— Caitlin Johnstone (@caitoz) 11 luglio 2020

Mi spiego: guardate le centinaia di risposte al mio ultimo atto di blasfemia [in inglese], in cui ho affermato che McCain è stato un guerrafondaio psicopatico assetato di sangue e che il mondo è migliore senza di lui. Su Twitter ci sono dei liberali che dicono che io merito di morire per aver detto queste cose, che c’è un posto preciso all’inferno per persone che dicono questo tipo di cose, che i miei genitori mi avrebbero dovuto abortire, che il karma me la farà pagare per questo.

Stanno sempre a cianciare di “karma”. Prima di essere temporaneamente bannata [in inglese] da Twitter nel 2018, dopo che una massa di indignati democratici mi aveva segnalata per i miei commenti fatti su McCain, il mio profilo Twitter era pieno di persone che mi ripetevano continuamente che il “karma” mi avrebbe causato il cancro e mi avrebbe ucciso per aver detto che il mondo sarebbe stato un posto migliore senza uno psicopatico facilitatore di omicidi di massa.

“Twitter ha sospeso l’account di Caitlin Johnstone, a quanto pare per il tweet su McCain che riporto qui sotto.  Le è stato detto che la violazione riguardava il “comportamento offensivo”, che Twitter definisce come il tentativo di “molestare, minacciare o far tacere l’espressione di un altro” — Matt Taibbi (@mtaibbi) 17 agosto 2018

E penso che dica davvero tanto su come i liberali mainstream tendano a vedere il mondo. Secondo il modo con cui di solito gli occidentali comprendono il mondo, il “karma” significa solamente che un giorno qualcuno dirà una cosa cattiva a me, nello stesso modo con cui io ho detto una cosa cattiva su John McCain. Sarebbe una reazione equivalente e proporzionata da parte del karma. Tuttavia, non è ciò che loro dicono che farà il karma: dicono di essere certi che quando il karma mi punirà con la morte (e, in alcuni casi, con l’inferno) sarà la risposta appropriata da parte dell’universo per aver pronunciato parole sacrileghe su uno della loro élite al potere.  Perché per loro un senatore morto è molto più importante, prezioso e sacro della vita di una persona normale.

 

Non lasciare che i fatti ostacolino un buon attacco anti-Russia

I liberali sono dei tali stupidi idioti. Fingono di sostenere la verità e la logica, poi passano anni a promuovere la narrativa priva di fondamento della collusione Trump-Russia. Fingono di sostenere la giustizia sociale per poi mollare quei valori quando diventa conveniente dal punto di vista politico. Fanno battute omofobiche [in inglese] su Trump e Putin, chiamano Lindsay Graham “Lady G[in inglese] per essere un gay non dichiarato e fanno prediche [in inglese] ai leader politici neri su come i neri dovrebbero pensare e votare. Fanno finta di sostenere il piccoletto ma poi sostengono l’austerity e la guerra mentre adorano letteralmente John McCain.

Proprio la scorsa notte, su MSNBC Chris Hayes stava parlando [in inglese] della controversa commutazione della pena detentiva di Roger Stone e ha ripetuto a pappagallo la dichiarazione completamente falsa e totalmente infondata che Stone era un “intermediario”.
Hays ha affermato che:

Roger Stone è ciò che sembra: un intermediario tra la campagna di Trump e WikiLeaks, quindi ha mentito di proposito, cosa per cui è stato dichiarato colpevole.

È completamente falso. Prima delle elezioni presidenziali del novembre 2016, le uniche comunicazioni tra Stone e WikiLeaks  sono state quelle in cui WikiLeaks diceva a Stone di smettere di dichiarare il falso [in inglese] affermando di essere in contatto con loro e di star ottenendo informazioni dal canale. Stone disse alla campagna di Trump di aspettarsi aspettare che Wikileaks rilasciasse delle informazioni dannose per loro, ma questo solo dopo che era già di pubblico dominio [in inglese] il fatto che ce lo si doveva aspettare.

Tutti quelli coinvolti [in inglese] nella storia hanno negato che ci sia mai stato un canale secondario verso WikiLeaks, e non c’è prova che abbiano mentito. Nulla nella condanna di Stone ha qualcosa a che fare con l’essere “un intermediario tra la campagna di Trump e WikiLeaks”, perché non lo era.

“Siamo a luglio 2020 e @chrislhayes sta ancora spacciando la teoria cospirativa secondo cui Roger Stone “era un tramite tra la campagna di Trump e WikiLeaks”. È rilevante che Mueller, il processo Stone e chiunque sia stato convolto abbiano rifiutato questa fantasia?” — Aaron Maté (@aaronjmate) 11 luglio 2020

Ma Hayes lo ha comunque dato come un dato di fatto. Uno dei reporter più famosi sulla rete più violentemente pro-democratici in America ha dichiarato al suo pubblico una cosa oggettivamente falsa, non subirà alcuna conseguenza per averlo fatto e, probabilmente, non dovrà nemmeno mai fare una smentita perché mentire su un qualcosa, anche se lontanamente collegato alla Russia, è considerato normale e accettabile sui media mainstream liberali di oggi.

Eppure, questa stessa fazione politica lamenterà “l’era post-verità” che secondo loro è stata accompagnata da Trump.

 

La grande farsa liberale

I liberali – o “neoliberali”, o “liberali corporativi”, o “centristi” o qualsiasi altra definizione che pensiate si dovrebbe usare per questa ideologia su cui nessuno può concordare su come etichettarla – sono proprio una falsa imitazione di ciò che è l’attuale sinistra. La sinistra di fatto lotta per la giustizia, l’uguaglianza, la pace, la verità e l’anti-autoritarismo, mentre i liberali stanno entusiasticamente sostenendo Joe Biden e le sociopatiche agenzie di intelligence, portando a una inerzia infinita ogni movimento che miri a un cambiamento reale. La sinistra è ciò che i liberali fanno finta di essere.

Ed è per questo che i liberali odiano la vera sinistra: perché la sinistra gli ricorda continuamente che i liberali non sono quelli che fingono di essere, cioè che sono solo dei conservatori che indossano una falsa maschera di plastica di giustizia e integrità mentale, che le loro vite sono un grezzo pastello con cui disegnano dei valori che fanno finta di abbracciare, uno strato di piacevoli narrative e podcast, di canzoni di Hamilton che tappezzano un’avida e omicida macchina da guerra infinita, eco-cidio e oppressione.

E, ovviamente, non è tutta colpa loro: sono stati psicologicamente brutalizzati nella loro posizione da generazioni [in inglese] di propaganda massmediatica. Alla fine però è responsabilità [in inglese] di ciascuno espandere la propria coscienza in modo da poter essere utile al mondo. Prima o poi, liberali, ve ne dovete rendere conto.

 

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Articolo di Caitlin Johnstone pubblicato su Russia Today il 12 luglio 2020
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per Saker Italia.

[I commenti in questo formato sono del traduttore]

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