Devo confessare che la mia prima reazione è stata semplicemente quella di ignorare questa relazione, dal momento che è un inutile mucchio di stupidaggini. Poi ho ascoltato un blogger ucraino, Anatolii Sharii, farsi beffe di questo rapporto per più di 10 minuti. Mentre lo ascoltavo, la mia prima reazione è stata “non può essere così, Sharii sta esagerando”. Poi Sharii ha iniziato a riportare dei lunghi estratti del documento e, semplicemente, non potevo credere ai miei occhi (leggevo il testo originale che Sharii traduceva in russo): ogni parola di Sharii era vera. Allora ho deciso di scaricare il documento e di leggerlo. Eccolo qui, in modo che possiate leggerlo anche voi. Per favore, leggete il testo completo. E’ assolutamente stupefacente.

 

 

Prima di passare ai dettagli, raccomanderei anche la lettura di questi due esempi, su come i media corporativi americani forniscano “provvidenzialmente” ai loro lettori una ”guida” per comprendere meglio questo rapporto [in inglese]:

CNN: i 10 indizi più compromettenti del rapporto sull’interferenza elettorale russa

VOX: gli indizi chiave del rapporto dell’intelligence americana sull’hackeraggio russo, decodificati

Anche se so che costa molta fatica, vi invito nuovamente a leggere il testo completo delle “guide” fornite da questi organi di stampa.

Adesso passiamo ai contenuti.

Prima di tutto, ricordate qual era lo scopo dichiarato di questo rapporto: convincere il Presidente-eletto Donald Trump che i Russi hanno interferito pesantemente nelle elezioni presidenziali americane. Dal momento che Donald Trump ha più volte, anche apertamente, espresso un profondo scetticismo su tutta la questione, questo rapporto è quanto di meglio siano riusciti a fare i Neoconservatori per cercare di fargli cambiare opinione.

In secondo luogo, nella prima pagina del rapporto c’è questa frase-chiave: “anche se tutte le conclusioni del rapporto sono le stesse dell’indagine classificata, la relazione aperta al pubblico non comprende, e non può farlo, tutte le informazioni che la avvalorano in pieno, compresi i metodi e le fonti specifiche dell’intelligence”. In linguaggio normale questo significa: “Anche se non possiamo dirvi esattamente come facciamo a sapere quello che sappiamo, dal momento che non vogliamo che i cattivi scoprano i nostri metodi supersegreti per la raccolta delle informazioni, vi garantiamo che tutte le conclusioni rese pubbliche oggi sono provate dalle nostre ricerche. In altre parole, mentre “le fonti e i metodi” sono tenuti segreti, le conclusioni che rendiamo pubbliche sintetizzano fedelmente le nostre scoperte. Con parole ancora più semplici potremmo dire che “le nostre conclusioni sono esaustive, non ci sono altre scoperte tenute segrete, solo i mezzi e i metodi d’indagine sono stati classificati”. In pratica, significa che questo è tutto ciò di cui dispongono i Neoconservatori.

Ecco che cosa dice il rapporto:

  1. I Russi sono stati critici nei confronti del processo democratico americano (pag.2)
  2. Putin & Compagni preferivano Trump alla Clinton (pag.2)
  3. I media russi (statali e privati) sono stati critici nei confronto della Clinton (pag.2)
  4. L’agenzia dell’intelligence militare russa (GRU) funge da copertura per hackers molto ben conosciuti (pag. 2 e 3)
  5. I russi sono riusciti a penetrare nei registri elettorali americani, ma questo non ha interferito con i risultati dei conteggi (pag.3)
  6. I Russi utilizzeranno in futuro questa esperienza contro gli Stati Uniti e i loro alleati (pag.3)

Tutto qui. Veramente. Questo è tutto quello che hanno. Il resto del rapporto è una sorta di generica discussione piena di “riteniamo”, “crediamo” ed altre perle di “linguaggio valutativo” (come spiegato a pagina 13 del rapporto). La cosa stupefacente è che nelle 25 pagine della relazione non c’è UN SINGOLO ELEMENTO DI PROVA. Assolutamente nulla. Tutto quello che c’è potrei definirle unicamente come “lamentele politiche” (i punti 1, 2, 3 dell’elenco) e affermazioni assolutamente gratuite riguardanti il monitoraggio illegale di vari computer/server/network americani. E questo, cari amici, è assolutamente stupefacente. Come mai?. Perché, in primo luogo, le agenzie di intelligence americane si lamentano del fatto che i Russi abbiano usato il loro assolutamente valido diritto di esprimere le proprie opinioni e le proprie preferenze e, in secondo luogo, gli Stati Uniti accusano la Russia di fare esattamente quello per cui era stata ufficialmente (e in segreto) creata la più grande delle agenzie di intelligence americane, l’NSA: spiare gli altri.

Circa metà rapporto è in pratica un lungo, paranoico sproloquio sul successo raggiunto da RT e da Sputnik e su come esse siano divenute popolari in Occidente. Seriamente, stanno cercando di convincere Trump che i Russi sono cattivi, dicendo che RT produce dei buoni talk-show! Questo, semplicemente, mi annichilisce.

E il fatto che il GRU sia in qualche modo collegato a Guccifer o a DCLeaks.com è assolutamente ridicolo, potrebbero anche dire che sono i servizi dell’intelligence marziana ad essere collegati con Wikileaks, o che le macchine russe per viaggiare nel tempo sono state coinvolte nell’assassinio di JFK. Francamente, tutto ciò è tanto stupido quanto patetico.

Non so che cosa pensasse Trump quando ascoltava questa montagna di escrementi bovini, ma so che, se fossi stato al suo posto, avrei letteralmente buttato a calci giù per le scale di casa mia la gente che mi presentava il rapporto e avrei immediatamente licenziato tutte le persone e gli uffici coinvolti nella stesura di questo testo. Perché?

Perché avendo io stesso scritto dei rapporti analitici, vedo che questa relazione è così scadente e vaga che sarebbe inaccettabile anche se provenisse da un giovane analista al suo primo anno di lavoro, figuriamoci poi dagli alti papaveri dell’intelligence. In secondo luogo, questo rapporto non contiene assolutamente nessun dato di intelligence utile. Allora, ai Russi non piace Hillary, e lo dicono pure. Qual è il problema? Hillary è stata il Segretario di Stato più incompetente e russofobo di tutta la storia degli Stati Uniti e, se fosse stata eletta, il rischio di una guerra termonucleare sarebbe stato enorme. Sorprende veramente qualcuno il fatto che la maggior parte dei russi (compreso il sottoscritto) la odi, la disprezzi e la tema nel modo più assoluto? Che cosa dovrebbe fare adesso Trump: chiamare Putin e dirgli “Vladimir, per favore, dì a RT di non criticare più i funzionari pubblici americani”? E come dovrebbe replicare Trump se Putin gli rispondesse: “Donald, gli Stati Uniti hanno interferito profondamente in Russia, avete fatto da padroni nella nostra nazione negli anni ’90, avete falsato le nostre elezioni, nel 1993 i vostri cecchini sparavano alla gente dal tetto della vostra ambasciata, e i vostri media mi stanno demonizzando, personalmente, ormai da anni, e tu vorresti che mi mettessi a moderare RT?!”.

La buona notizia è che Trump ha fatto la cosa giusta: ha dileggiato questo rapporto assolutamente ridicolo e ha reiterato il suo desiderio di buoni rapporti con la Russia.

“Avere buone relazioni con la Russia è una cosa buona, non cattiva. Solo gente “stupida”, o folle, può pensare sia cattiva! Abbiamo abbastanza problemi nel mondo senza aggiungerne altri. Quando sarò Presidente, la Russia ci rispetterà molto più di quanto lo faccia ora ed entrambi i paesi, forse, lavoreranno assieme per risolvere alcuni dei maggiori pressanti problemi e questioni del MONDO!”

 

Ma questa non dovrebbe essere la fine della storia. Non solo questo rapporto è un tentativo patetico e rattoppato al servizio degli egoistici interessi politici dei Neoconservatori, ma è anche una enorme macchia sulla reputazione, già abbastanza malconcia, della comunità dell’intelligence americana. Abbiamo già avuto le armi chimiche di Saddam Hussein, abbiamo già avuto un tira e molla di stupidaggini sul programma nucleare militare iraniano, e adesso abbiamo questa intromissione diretta, a livello di asilo infantile, nella politica interna degli Stati Uniti. Se gli Stati Uniti fossero uno staterello piccolo ed insignificante, come, per esempio, l’Estonia, non sarebbe un grosso problema. Ma quando i contribuenti americani spendono parecchi miliardi per finanziare non una, non due o tre, ma 16 agenzie di intelligence, e tutto ciò che queste riescono a produrre è una stronzata solenne, allora questo è un problema. Un problema peggiorato dal fatto che questa fattispecie di “intelligence” è poi quella che userà il Presidente quando dovrà prendere delle decisioni critiche, compresa quella di scendere in guerra o anche quella di usare le armi atomiche.

Per quanto ciò possa essere divertente, fa però anche paura. Sembra che negli Stati Uniti la comunità dell’intelligence sia stata così totalmente politicizzata da essere incapace di espletare il suo compito più importante: informare i responsabili del potere esecutivo americano.

Ancora una volta, arrivo alla medesima conclusione: Trump deve andarci giù duro, molto duro, sulla comunità dell’intelligence americana, sopratutto sulla CIA. L’intera comunità deve essere riformata e ridotta drasticamente di dimensioni. Quando si tratta di intelligence, la grandezza non è un vantaggio, e un’enorme ed ipertrofica comunità di 16 agenzie è qualcosa che, in tutta la storia, nessuna singola nazione ha mai tentato di fare. Questo non è solo un completo spreco di risorse, è una cosa decisamente pericolosa.

Per anni i Russi si sono lamentati di quella che educatamente chiamano la “mancanza di professionalità” dei loro colleghi americani. Senza dubbio, adesso cominceranno a criticare apertamente la “mancanza di professionalità” dei servizi di intelligence americani. Come mai? Perché la sicurezza stessa della Russia dipende moltissimo dal fatto che la comunità dell’intelligence statunitense fornisca al Presidente americano rapporti sulla Russia che siano veritieri e ben fatti. Una comunità di intelligente americana competente direbbe al Presidente che la Russia non costituisce affatto una minaccia, e che collaborare con la Russia sulla base di un sano interesse reciproco, del comune buon senso e del vicendevole rispetto sarebbe nell’interesse di entrambe le nazioni. Ma, in questo momento, la comunità dell’intelligence americana sta solo peggiorando le cose, e questo danneggia sia gli Stati Uniti che la Russia.

Trump dovrebbe nominare al vertice dell’FBI qualcuno che abbia “una testa fredda, un cuore ardente e le mani pulite” (prendendo in prestito l’espressione di Felix Derzhinskii) e dare un grosso giro di vite sul Congresso, sui media americani e sulla comunità dell’intelligence. Proprio come Putin aveva fatto in Russia e, proprio come gli Stati Uniti hanno fatto con Al Capone, probabilmente egli potrebbe far condannare la maggior parte di loro con l’accusa di corruzione, intralcio alla giustizia, frode, abuso di potere, cospirazione criminale ai fini di lucro, ecc. Il Congresso (che si è sempre ritenuto al di sopra della legge) e la comunità dell’intelligence (che usa la segretezza per nascondere la corruzione) dovrebbero essere particolarmente vulnerabili a tattiche del genere.

Per Trump e, aggiungerei, per gli Stati Uniti come nazione, è assolutamente vitale purgare i massimi livelli del potere da simili pagliacci, incompetenti e disonorevoli. Tenendo poi conto che non lasceranno tranquillo Trump, non dandogli nemmeno una giusta opportunità per mettersi alla prova. E i Neoconservatori non si possono ammansire, vogliono sempre di più. A meno che Trump non entri immediatamente in azione contro di loro, appena insediato alla Casa Bianca, la sua presidenza sarà condannata, e con essa il futuro degli Stati Uniti.

The Saker

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Pubblicato su Thesaker.is l’8 gennaio 2016

Tradotto in italiano da Mario per Sakeritalia.it