Dopo il tentativo fallito di impedire la presidenza di Trump persuadendo gli elettori del Collegio Elettorale a modificare la propria preferenza, tra gli avversari di Trump si discute di utilizzare la Clausola sugli Emolumenti, contenuta nella Costituzione americana, per procedere all’impeachment del Presidente.

Come previsto, la campagna contro la prossima presidenza di Donald Trump prosegue senza sosta, malgrado il fallito tentativo di convincere gli elettori repubblicani del Collegio Elettorale a ritirare il voto a suo favore.

L’obiettivo adesso è il suo impeachment, attraverso la cosiddetta Clausola sugli Emolumenti [in inglese], contenuta nell’Articolo 1 della Costituzione degli Stati Uniti. La clausola così recita:

Nessun titolo di nobiltà dovrà essere garantito dagli Stati Uniti: e nessuna persona che detenga una posizione di profitto o di fiducia sotto la loro autorità, potrà, senza il consenso del Congresso, accettare qualsivoglia dono, emolumento, ufficio, o titolo, di qualsiasi tipo, da qualsivoglia sovrano, principe, o Stato straniero.

Sta diventando consuetudine tra i promotori dell’impeachment di Trump per mezzo di tale clausola, che questi citino a proprio supporto The Federalist Papers, una serie di articoli scritti da Alexander HamiltonJames Madison, e John Jay [in inglese], volti a promuovere la ratifica della Costituzione americana. L’articolo citato in questo caso è il Federalist No.22, nel quale Alexander Hamilton scrive quanto segue:

Uno dei punti di debolezza delle repubbliche, tra i loro innumerevoli vantaggi, è il fatto che lasciano troppo facilmente spazio alla corruzione proveniente da soggetti esteri. Un monarca ereditario, sebbene spesso disposto a sacrificare alle sue ambizioni i propri sudditi, ha di contro un grande interesse personale nel governo e nella gloria della nazione, tanto che non è semplice, per un potere straniero, trovare un’offerta che abbia un valore tale da indurlo a tradire lo Stato. Il mondo ha assistito a pochi esempi di questa prostituzione regale, sebbene, ve ne siano in grande abbondanza, in riferimento ad altri tipi di forme di governo.

Nelle repubbliche invece, individui elevati sopra la massa della comunità, grazie al suffragio dei propri concittadini, a una condizione di preminenza e potere, potrebbero ricevere dei vantaggi dal tradire la loro fiducia, vantaggi che, a quasi tutti, tranne che a spiriti animati e guidati da una superiore virtù, possono apparire ben più allettanti del bene comune, tanto da alterare ogni senso di obbedienza vero i propri doveri istituzionali.

Quanto sopra riportato si suppone debba spiegare la ragione dietro la scelta della Clausola sugli Emolumenti, sebbene nel Federalist No.22 non vi sia nessun riferimento concreto al tipo di vicenda in oggetto, e sebbene i Federalist Papers non siano altro che saggi giornalistici, senza nessun reale legame con la Costituzione americana.

Che gli avversari di Donald Trump stiano già parlando del suo impeachment, prima ancora della sua elezione a presidente, non sorprende affatto. Anzi, io stesso, ben prima delle elezioni, ho  previsto che ciò sarebbe accaduto [in inglese]:

Se il prossimo presidente sarà Donald Trump, allora dovrà fare i conti con il fatto che egli è il candidato che Hillary Clinton, la sua campagna elettorale, la maggior parte dell’establishment politico, quasi tutti i media, e la comunità dell’intelligence americana, affermano pubblicamente essere stato aiutato dalla Russia.

Nel caso Trump vincesse le elezioni, come farà da presidente a esigere il rispetto e la lealtà delle burocrazie estere, della comunità dei servizi informativi, dell’esercito, dei mezzi di comunicazione, e del Congresso, quando è in atto una campagna per convincere tutti questi attori che egli è il candidato, e forse anche l’agente, di una potenza estera? Non considereranno piuttosto tali soggetti, come loro dovere patriottico, ostacolarlo e disobbedirgli ad ogni occasione possibile, in modo da impedirgli di svendere la nazione ai suoi mandanti?

Come farà fronte Trump all’insinuazione che penderà sulla sua presidenza, sin dal primo giorno della sua elezione, che è unicamente grazie all’aiuto russo  che egli ha vinto (aiuto che arriva persino alla manomissione informatica dei dispositivi per votare), e che pertanto egli non rappresenta la vera scelta degli americani? Non si troverà a questo punto Trump nella posizione di dover temere una procedura di impeachment nei suoi confronti per ogni suo anche piccolo errore; con la sensazione diffusa tra molti americani che ogni occasione è lecita per rimuovere un presidente accreditato come agente di una potenza ostile?

(grassetto corsivo aggiunto)

Non sorprende quindi che si stiano aggrappando disperatamente alla Clausola sugli Emolumenti. Donald Trump è un uomo d’affari molto ricco, con legami a livello internazionale. Va da sé che tale posizione lo ha visto da sempre coinvolto in rapporti commerciali con Stati esteri. Continuano ad uscire a getto insinuazioni sul fatto che le sue attività siano state finanziate dalle banche russe, e che egli abbia misteriosi legami commerciali con la Russia stessa, legami che sta tentando di nascondere per ragioni di opportunità fiscale. E’ inutile sottolineare che la notizia che l’FBI abbia investigato la veridicità di tali insinuazioni prima delle elezioni, trovandole senza fondamento, non abbia scoraggiato affatto i nemici di Trump dal reiterarle [in inglese].

Per la cronaca, sebbene io non sia un esperto costituzionalista, non ritengo che la Clausola sugli Emolumenti abbia qualcosa a che vedere con le precedenti attività commerciali, o con i legami di Donald Trump, reali o presunti, con Stati esteri o uomini d’affari stranieri, o con la Russia stessa.

Quanto riportato mi sembra chiaramente inteso a sconfiggere quel tipo di corruzione, attraverso cui uno Stato compra i servigi di un pubblico ufficiale degli Stati Uniti, in cambio di un incarico o di una prebenda. Incidentalmente, questo è il punto a cui giunge Alexander Hamilton, nel Federalist n. 22, utilizzando le seguenti parole, che seguono direttamente a quanto ho citato prima, ma che coloro che cercano di sottoporre Donald Trump a procedura di impeachment, appellandosi alla Clausola sugli Emolumenti, e che citano il Federalist n. 22, sembrano travisare completamente:

Ora, la storia ci fornisce tanti esempi mortificanti della prevalenza di corruzione proveniente dall’estero nei governi repubblicani. In che misura ciò abbia contribuito alla rovina delle vecchie repubbliche, ciò è già stato spiegato. E’ abbastanza risaputo che i deputati delle Province Unite siano stati, in diverse occasioni, l’oggetto delle intenzioni interessate di emissari dei regni confinanti. Il Conte di Chesterfield (se la memoria non mi inganna), in una lettera alla sua corte, lascia intendere che il suo successo in una importante negoziazione dipenda dal fatto che egli ottenga l’incarico di maggiore per uno dei suoi deputati. In Svezia, le fazioni opposte erano con alternanza comprate dalla Francia e dall’Inghilterra, in maniera così sfrontata e plateale, da suscitare nel Paese uno sdegno universale, e ciò fu la causa principale per cui la monarchia europea più moderata, in un solo giorno, in maniera tumultuosa, con la violenza e nessuna opposizione politica, divenne una delle monarchie più assolute e dispotiche.

C’è una differenza fondamentale tra denaro trasferito per normali transazioni commerciali – ciò che Trump ha fatto finora – e il denaro pagato sotto forma di tangenti, per un favore corrisposto da un funzionario governativo in carica, o che diventerà tale. Se proprio vogliamo ragionare in questi termini, i finanziamenti fatti alla Clinton Foundation da vari governi e cittadini stranieri assomigliano a delle tangenti, più di qualunque transazione effettuata a favore di Donald Trump.

Niente di tutto questo ricade in ciò a cui mira in realtà ogni discussione sull’impeachment. Inoltre, personaggi facoltosi sono diventati presidenti degli Stati Uniti anche prima, senza che nessuno sollevasse obiezioni in merito alla Clausola sugli Emolumenti. La verità è che se si parla di impeachment contro Trump, prima ancora che egli si sia insediato, è perché, pericolosamente, una larga porzione dell’élite politica americana rifiuta la sua legittimità, malgrado il fatto che Trump sia stato eletto legalmente e secondo la Costituzione, e la Clausola sugli Emolumenti è semplicemente un pretesto che vien bene all’occorrenza.

Nel breve termine, i tentativi di impeachment verso Donald Trump si trovano a fronteggiare un ostacolo insormontabile nella Camera dei Rappresentanti, nella quale i repubblicani hanno la maggioranza. E’ difficile pensare che la Camera dei Rappresentanti lascerà passare un impeachment contro un presidente repubblicano che è stato appena eletto.

Ma è vero anche che non tutti i repubblicani appoggiano o hanno simpatie per Trump. Al contrario, vi è uno zoccolo duro di repubblicani che lo detestano decisamente. Sebbene Trump sembra avere più sostenitori nella Camera dei Rappresentanti che in Senato, non c’è nessuna garanzia che tutti i repubblicani nella Camera dei Rappresentanti stiano dalla sua parte.

A mia conoscenza, non esiste nessun precedente per parlare di un impeachment di un presidente appena eletto, prima del suo insediamento. Molti democratici fanno riferimento alla implacabile ostilità mostrata nei confronti di presidenti democratici come Bill Clinton e Barack Obama da parte del partito repubblicano. Tuttavia, in nessuno dei casi i repubblicani hanno mai messo in discussione la legittimità della loro elezione, o hanno tentato di cooptare gli elettori democratici del collegio elettorale, al fine di indurli a modificare il proprio voto, oppure hanno fatto riferimento a procedure di impeachment prima che Bill Clinton o Barack Obama si fossero insediati come presidenti.

Donald Trump dovrà mostrare doti politiche eccezionali per evitare che i suoi quattro anni di mandato siano anni contraddistinti da uno stato di crisi, e divengano politicamente molto difficili.

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Articolo di Alexander Mercouris pubblicato su The Duran il 23 dicembre 2016

Traduzione in italiano a cura di Francesco Pastoressa per Sakeritalia.it

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