Rex Tillerson ha abbastanza meriti perché gli avversari di Donald Trump facciano di tutto per affossare la nomina dell’ex capo di ExxonMobil a capo della diplomazia degli Stati Uniti. Ai loro occhi, l’ex capo di una delle più grandi aziende del mondo è la personificazione di tutti i cambiamenti nei rapporti con la Russia promessi dal nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump. E infatti dopo la notizia della nomina di Tillerson a Segretario di Stato il senatore repubblicano John McCain ha dichiarato a una stazione radio: “Ho dei legittimi dubbi nei riguardi del signor Tillerson. Credo che sia contro le sanzioni imposte alla Russia dopo l’Ucraina, e ha un rapporto molto stretto con Vladimir Putin, da cui – tra l’altro – è stato premiato”.

Rex Tillerson ha infatti alle spalle quasi due decenni di conoscenza personale con il presidente russo, dalla fine degli anni ’90, quando Vladimir Putin era ancora Primo Ministro, e la ExxonMobil era appena arrivata in Russia. Come ha notato il Wall Street Journal, tra gli americani solo Henry Kissinger può competere con il candidato a Segretario di Stato per il numero di incontri con il presidente russo.

Oggi il gigante petrolifero americano sta sviluppando insieme alla Rosneft il progetto Sakhalin-1, e dal 2011 aveva in programma diversi progetti importanti per lo sfruttamento dei giacimenti del mar di Kara e del mar Nero, e nel 2013 Putin ha insignito Tillerson dell’Ordine dell’Amicizia dei Popoli. Nel 2014, tuttavia, la cooperazione strategica tra la Rosneft e la ExxonMobil si è interrotta a causa delle sanzioni degli Stati Uniti. Allora Tillerson era uno di quegli americani influenti che si sono espressi contro le sanzioni. Oggi gli ricordano le parole pronunciate durante la riunione annuale degli azionisti: “Dobbiamo sempre spiegare, a chi prende tali decisioni, i danni collaterali che esse provocano, e a chi queste decisioni fanno davvero danno”, disse Rex Tillerson. E non si limitò a questo. Nel 2014, arrivò al Business Forum di San Pietroburgo, che Washington invitava a ignorare, e definì suo amico Igor Sechin, il capo della Rosneft, che a sua volta avrebbe detto agli azionisti della sua azienda che gli sarebbe piaciuto fare un giro degli Stati Uniti in moto con Tillerson. Nei media occidentali si ritiene che tali dichiarazioni testimonino un rapporto molto stretto del candidato alla carica di Segretario di Stato con il Cremlino e con le persone più influenti in Russia.

L’esempio più recente: i lobbisti della ExxonMobil hanno bloccato in Senato la delibera sul supporto della stabilità e della democrazia in Ucraina, che avrebbe reso più difficile al nuovo presidente la revoca delle sanzioni. Secondo il periodico Politico, il 19 dicembre il Comitato del Senato ha lasciato la delibera senza esaminarla.

Per gli Stati Uniti, questo passo può già essere considerato una vittoria dei sostenitori della realpolitik, che comprendono anche Rex Tillerson. Infatti, nel suo atteggiamento verso la Russia c’è più pragmatismo che emotività. A causa delle sanzioni e della sospensione dei suoi progetti in Russia, la ExxonMobil ha perso circa 1 miliardo di dollari. Allo stesso tempo, Tillerson è diventato il capo di una delle più grandi aziende a livello mondiale proprio grazie ai successi nell’ambito russo.

Tuttavia, come dicono gli esperti, è anche vero che con Tillerson la ExxonMobil è entrata in quasi tutti i progetti del gas naturale liquefatto (GNL) del Qatar, che evidenzia come il candidato per la Segretaria di Stato sappia difendere gli interessi della propria azienda a qualsiasi livello e con qualsiasi governo.

“Come capo della ExxonMobil, si trovava al timone di una delle più grandi società del mondo – ha detto ad Al-Monitor il direttore in Medio Oriente della RAK Petroleum Amir Handjani. – Solo i capi dei paesi protagonisti a livello mondiale hanno l’esperienza di Rex Tillerson in complessi negoziati. Anche se non ha esperienza politica, ha però più esperienza di affari concreti con i capi di Stato di molti politici e senatori. Il fatto che egli possa negoziare con Vladimir Putin è un qualcosa di più, non di meno”.

L’ex diplomatico statunitense e consigliere per gli affari esteri dello studio legale Patton Boggs Frank Wisner ritiene che Tillerson abbia qualcosa che manca a molti politici e anche diplomatici: “Le persone come lui hanno una conoscenza molto precisa della situazione politica ed economica dei paesi in cui operano, perché sono dei negoziatori”.

Secondo Suzanne Maloney, un’esperta dell’Iran già al Dipartimento di Stato, non bisogna credere che Tillerson agirà in favore della Russia. “Gli uomini d’affari fanno affari in tutto il mondo, e non sono alla ricerca di amici. La fiducia e il rispetto reciproco: questo è ciò che per loro è importante”, ha detto in un’intervista ad Al-Monitor.

Le qualità di Tillerson delineate dagli esperti si adattano perfettamente al ruolo di Segretario di Stato, e se Donald Trump manterrà le sue promesse, la politica estera degli Stati Uniti si baserà principalmente sugli interessi economici di Washington.

“La nomina di Rex Tillerson a Segretario di Stato sarà, infatti, la prima nomina ad una carica così elevata di un rappresentante delle multinazionali del petrolio, e il loro trionfo nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti – ritiene l’americanista Areg Galstyan. – In questa chiave si possono interpretare anche le altre nomine della Casa Bianca”.

Tuttavia, ritiene l’esperto, non bisogna sperare eccessivamente nel pragmatismo del grande business, nel migliorare le relazioni tra Russia e Stati Uniti.

Secondo Areg Galstyan “tra USA e Russia c’è una crisi sistemica, che è poco probabile si risolva nei prossimi anni. Inoltre, l’obiettivo principale della Casa Bianca, come ha più volte ribadito Trump, è il contenimento della Cina, che i repubblicani faranno in maniera più aggressiva rispetto ai democratici. Pertanto cambierà poco nelle relazioni tra la Russia e gli Stati Uniti. Piuttosto, la retorica sarà più morbida, ma è poco probabile che le sanzioni vengano annullate. La Casa Bianca farà qualche dichiarazione, e forse delegherà qualcosa al Congresso, che tuttavia, a causa di un sentimento comune sia tra i democratici che tra i repubblicani, affosserà tutte queste proposte”.

“Molti sostenitori di Trump, che ha promesso di tenere a freno il grande business e diventare un presidente del popolo, sono delusi dalle nomine alla Casa Bianca. A Mosca, nonostante le promesse, non ci si aspettano passi avanti importanti nelle loro relazioni” – sostiene Areg Galstyan.

“Credo che si sperava che con Trump gli Stati Uniti non avrebbero interferito negli affari interni della Russia come avrebbe fatto Hillary Clinton, e che ci fosse una tregua sulle questioni sensibili: il Medio Oriente e l’Ucraina”, – dice l’esperto. Areg Galstyan sottolinea che le accuse di orientamento pro-russo rivolte all’ex capo della ExxonMobil sono collegate non tanto con il suo incarico, quanto con la lotta delle lobby al Senato.

“Se guardiamo con attenzione i nomi degli oppositori di Tillerson, sono principalmente i lobbisti dell’altra multinazionale del petrolio, la Chevron. Tra la Chevron e la ExxonMobil c’era finora un equilibrio, che la nomina di Tillerson può compromettere. Per questo si sono attivati i senatori lobbisti della Chevron. Dopo la nomina a Ministro dell’Energia dell’ex governatore del Texas, Rick Perry, che può essere considerato come un protetto della Chevron, la maggioranza dei senatori si è calmata”. Per quanto riguarda Tillerson, Areg Galstyan non prevede iniziative concrete per abolire le sanzioni. “Una cosa è gestire un’azienda, un’altra essere Segretario di Stato – sostiene l’esperto. – Credo che l’ex capo della ExxonMobil sarà cauto anche nelle dichiarazioni, e non darà occasione per essere incolpato. I repubblicani non hanno più la stragrande maggioranza nel Congresso, e i sentimenti anti-russi sono molto popolari anche tra di loro. Pertanto, la posizione filorussa del Segretario di Stato può anche diventare un’occasione per sfiduciarlo, che sarebbe per Donald Trump un colpo molto forte. Credo che lui conti su un secondo mandato presidenziale, e sorprese simili non gli servono”.

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Articolo pubblicato su Eadaily.com il 20 dicembre 2016

Traduzione dal russo a cura di Elena per SakerItalia.it