Io non voto. Per un motivo: non voglio prendere la cittadinanza degli Stati Uniti. Anche se però avessi un passaporto americano, non andrei a votare per le seguenti ragioni: primo, scegliere fra i due partiti è come farlo fra Coca Cola e Pepsi Cola, tutte e due nocive e impossibili da distinguere. Secondo, tutte le volte che il popolo americano ha votato in favore di un certo tipo di politica, ha poi ottenuto l’esatto contrario, dal “guarda le mie labbra, niente tasse” di Bush al “cambiamento da poterci credere” di Obama. Terzo, quello di cui hanno bisogno gli Stati Uniti non è un cambio di amministrazione, ma un “cambio di regime”: cambiare i burattini e tenere gli stessi burattinai non ha assolutamente senso. Quarto, per vincere c’è bisogno di un sacco di soldi: invece di essere “un uomo un voto”, (lo slogan) dovrebbe essere “un dollaro un voto”. Ne consegue che l’1% che sta al vertice conta più di tutto il rimanente 99%. La “democrazia” americana è davvero la miglior “democrazia che il denaro può comprare”. Quinto, votare è moralmente sbagliato perché fa venir meno la possibilità di poter dire “non in nome mio”. Per tutte queste ragioni, non ho mai prestato attenzione al circo delle elezioni presidenziali americane. Beh, questo non è completamente vero, avrei dovuto dire “non ho quasi mai prestato attenzione”. Ciò che potrebbe sempre capitare è il “fenomeno Frankenstein/Golem”: i creatori perdono il controllo della loro creatura, che finisce per rivoltarsi contro di loro. Per quanto basse siano le probabilità di un simile evento, alle volte un cambio di burattini può causare una drammatica metamorfosi dei burattinai.

L’altro motivo per cui tengo d’occhio la corsa presidenziale è la possibilità che si materializzi un vero e proprio incubo: Hillary alla Casa Bianca, questa volta come POTUS. Lei mi fa veramente paura. Ho il fiero convincimento che sia una delle persone più velenose e assolutamente crudeli mai prodotte dal sistema americano, e che sia anche abbastanza stupida da pensare di poter costringere la Russia alla sottomissione. Ogni singola questione che ha cercato di risolvere è finita in un completo fallimento, per cui deve dare prova di sé stessa. Questo la rende particolarmente pericolosa. Perciò, non ho altri interessi nella politica americana se non “chiunque, ma non Hillary”.

E poi è arrivato Trump.

2-Puppets-300x200Il mio primo pensiero è stato che Trump fosse stato “creato” per spaventare la gente e indurla a votare per Hillary. Solo un pagliaccio che si agita come una scheggia impazzita potrebbe far perdere al “Repubblicratici” le prossime elezioni presidenziali a favore dei “Demoblicani”, giusto? Potrebbe anche essere.

Ma adesso comincio ad avere la sensazione che i Neoconservatori stiano veramente facendosela sotto, e che Trump, e la cosa magari sorprende anche lui, stia iniziando a credere di potercela fare. E allora?

Ron Unz, in un suo recente articolo, ha descritto in maniera molto accurata quello che sembra stia accadendo: (fonte)

Negli ultimi mesi sono stato troppo impegnato con il mio ruolo di Supervisore alla Harvard University per prestare molta attenzione agli sviluppi della corsa presidenziale; ho letto attentamente i giornali del mattino, come faccio da sempre, ma non ho guardato uno solo degli innumerevoli dibattiti. Comunque, anche dedicando all’evento pochissima attenzione, l’ascesa di Donald Trump mi sembra certamente la notizia politica del decennio, o anche degli ultimi cinquant’anni, con il miliardario fanfarone di Reality TV che ora ha una buona chance di aggiudicarsi la nomination per il Partito Repubblicano, nonostante l’opposizione feroce di quasi tutte la correnti repubblicane e dei più importanti opinionisti.

Sebbene sia rimasto sorpreso da questo interessante sviluppo come tutti quanti , col senno di poi, il mio stupore è stato maggiore di quello che avrebbe dovuto essere. Basandomi esclusivamente sulle mie letture quotidiane del New York Times e del Wall Street Journal, Trump mi sembra veramente un pagliaccio ignorante ed una scheggia impazzita, ma, essendo una scheggia impazzita, si muove a casaccio, non di rado nella giusta direzione, che è molto di più di quanto io possa dire di tutti i suoi rivali nel Partito Repubblicano.

Pensate alla guerra in Iraq e a tutto quello che ne è derivato, sicuramente uno degli eventi geopolitici più importanti degli ultimi decenni. A metà degli anni ‘2000, il mio vecchio amico Bill Odom, un generale a tre stelle, che aveva comandato l’NSA sotto Ronald Reagan, aveva descritto bene quella guerra definendola “il più grosso disastro strategico nella storia degli Stati Uniti”. Nonostante ciò, oggi la sua nefasta eredità e il suo costo di cinque trilioni di dollari vengono difesi a spada tratta da molti dei top-leaders repubblicani, ma quasi nessuno osa criticare pubblicamente quell’impresa.

Comunque, proprio un paio di settimane fa, Trump, durante un dibattito televisivo a diffusione nazionale, ha sparato a zero su questa guerra e sulle bugie dell’Amministrazione Bush che le stanno dietro, mandando completamente in crisi i commentatori repubblicani, crisi che si è trasformata in apoplessia quando, subito dopo, ha strappato una vittoria schiacciante nell’ultra-conservatrice e filo-militare South Carolina. Talvolta, un’unica, coraggiosa e onesta dichiarazione riesce ad attraversare tutti gli infiniti strati delle bugie e della propaganda mediatica; mi dispiace solo che il Generale Odom non sia più tra noi per poterlo vedere.

All’inizio dell’anno, un ardente sostenitore di Trump aveva dichiarato che il suo candidato preferito era per il 95% un clown, ma per il 5% un patriota, e per questo giganteggiava al di sopra tutti i suoi avversari repubblicani, e questo mi sembra giusto.

Sono d’accordo con Unz. Trump sembra davvero “muoversi a caso, non di rado nella giusta direzione” e certamente si presenta “al 95% come un clown, ma per il 5% come un patriota e per questo giganteggia al di sopra di tutti i suoi avversari repubblicani“. Infatti sono sicurissimo che tutti quelli che sostengono Trump fornirebbero volentieri un lungo elenco di dichiarazioni da cui si potrebbe evincere come Trump abbia ragione in percentuale molto superiore al 5% dei casi. La cosa più sorprendente è che Trump sembra auspicare un cambiamento radicale della politica americana nei confronti della Russia e di Israele: Trump vuole la pace con la Russia ed essere un “onesto intermediario” con Israele. Quest’ultima cosa basta a far si che anche la testata israeliana Ha’aretz (che dovrebbe essere di sinistra) elenchi non una, ma “Sei ragioni per cui Trump sarebbe un disastro per Stati Uniti, Ebrei, Israele e il Medio Oriente“.

trump-uss-iowa-1200-ts600Potrebbe essere che il “progetto Trump” sia andato fuori controllo e che il cosiddetto “burattino” rifiuti la parte?

Può essere. Onestamente non lo so.

Quello che so è che da parte dei Demoblicani, la nomination di Hillary sembra cosa fatta. D’altra parte, non è che Sanders sia un’opzione fattibile. Anche se potrebbe piacere ai sostenitori di Occupy Wall Street (soprattutto se dovesse far squadra con Tulsi Gabbard), il marchio di “socialista” lo rende ineleggibile in una società americana che è visceralmente antisocialista (sopratutto perché la maggior parte degli Americani non ha la più pallida idea di che cosa sia il Socialismo). Tra parentesi, Sanders è comunque un leale Sionista e perciò, se fosse eletto, si potrebbe pensare che i Neoconservatori dormirebbero sonni tranquilli sapendo che alla Casa Bianca c’è un “loro uomo”. Evidentemente però Sanders, secondo loro, non è abbastanza assetato di sangue, per cui vogliono Hillary e solo Hillary. Solo lei può garantire davvero il bagno di sangue che vogliono i Neoconservatori.

Tutto questo fa di Trump il proverbiale “male minore”?

In confronto ad Hillary, lo sarebbero quasi tutti, per cui credo che Trump possa andare bene. E, chi lo sa, magari tutte le stupidaggini che Trump sputa in continuazione fanno parte unicamente della politica elettorale e non sono un assaggio di quella che sarebbe la Presidenza Trump.

A questo punto, tutto quello che posso dire e che non posso tirare nessuna conclusione che vada oltre due considerazioni di base:

  • Assioma: Hillary è di gran lunga l’opzione peggiore.
  • Una Presidenza Trump potrebbe essere una cosa interessante da osservare. Potrebbe.

Questo è tutto l’entusiasmo che riesco a provare per l’argomento.

The Saker

*****
Pubblicato su Thesaker.is il 10 Marzo 2016
Tradotto in Italiano da Mario per SakerItalia.it