La mia valutazione oggi, senatore, è che la Russia rappresenta la più grande minaccia alla nostra sicurezza nazionale.

Qui [in inglese, nel 2015] il generale Joseph Dunford, Chairman of the US Joint Chiefs of Staff [Presidente dei Capi di Stato Maggiore statunitensi].

Direi che le principali minacce iniziano con la Russia.

Qui [in inglese, nel 2017] il generale James Mattis, Segretario alla Difesa degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti continuano ad avere la più alta spesa militare nel mondo. Nel 2017 gli Stati Uniti hanno speso nel campo militare (610 miliardi di dollari), più di tutti e sette paesi a più alta spesa militare messi insieme. . . . le spese militari della Russia nel 2017 ammontavano a 66,3 miliardidi dollari e sono state ridotte del 20% rispetto al 2016.

Qui [in inglese] lo Stockholm International Peace Research Institute, World Report a maggio 2018.

L’amministrazione Trump sta alzando il livello dello scontro e affilando le spade in tutto il mondo, dal Mar Cinese Meridionale al Baltico passando dal Golfo Persico. I paesi dell’alleanza militare USA-NATO hanno aumentato enormemente le loro spese militari e stanno incrementando il dispiegamento delle loro forze in Europa in conformità con la politica di Enhanced Forward Presence, cioè il posizionamento di aerei da combattimento, navi armate di missili e formazioni corazzate lungo il confine della Russia.

Nel marzo 2018 il vice segretario generale della NATO, l’ex sottosegretario di Stato USA Rose Gottemoeller, ha parlato all’aeroporto militare di Varsavia e si è detto “entusiasta ed esuberante” riguardo al movimento in avanti delle truppe USA-NATO. Così si è espressa [in inglese]:

volevo dirvi quale onore fosse [per me] poter visitare il gruppo tattico schierato qui in Polonia oggi . . .

È estremamente costoso spostare e mantenere forze militari in paesi stranieri, e lo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) fa sapere [in inglese] che nel 2016 la spesa militare collettiva della NATO è salita a 881 miliardi di dollari “mentre i membri della NATO in Europa hanno speso $ 254 miliardi nel 2016, 3 volte di più della Russia”.

Nel gennaio 2018 il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti pubblicò [in inglese] la sua strategia nazionale di difesa che affermava “la sfida centrale alla prosperità e alla sicurezza degli Stati Uniti è il riemergere di una competizione strategica a lungo termine” da parte della Russia e della Cina che sono “poteri revisionisti” e sono una “minaccia in crescita” che richiede un grande aumento delle spese militari statunitensi. La missione del Pentagono implica [in inglese] il ripristinare il vantaggio militare competitivo dell’America per dissuadere la Russia e la Cina dallo sfidare gli Stati Uniti, i loro alleati o dal cercare di rovesciare quell’ordine internazionale che ha funzionato così bene dalla fine della seconda guerra mondiale.

Questo è l’ ”ordine internazionale” imposto dagli Stati Uniti che dal 1945 ha perpetrato la guerra disastrosa in Vietnam, l’invasione dell’Iraq che ha spinto il Medio Oriente all’attuale stato di caos, una catastrofe continua da sedici anni in Afghanistan e un selvaggio blitz che ha ridotto la Libia all’ingovernabilità. In tutte queste feroci incursioni del “gendarme globale” auto-nominatosi ci sono stati una colossale distruzione e la morte di un numero innumerevole di cittadini innocenti.

Ed ora [in inglese] gli Stati Uniti hanno circa 1,3 milioni di persone nel loro esercito fra marina, aviazione e Corpo dei Marines, con circa 200.000 di loro stazionati [in inglese] in circa 800 basi militari d’oltremare, al fine di continuare l’applicazione dell’ “ordine internazionale”.

La Nuclear Posture Review, pubblicata [in inglese] il 2 febbraio 2018, due settimane dopo il documento sulla strategia di difesa, chiarisce anche chi considera suoi nemici il Pentagono poiché menziona la Cina 47 volte, l’Iran 39 volte e la Russia 127 volte, il che rende insensate le affermazioni [in inglese] del Dipartimento di Stato quali “non vogliamo considerare la Russia un avversario. . . Questo non è un NPR [dichiarazione via Radio Pubblica] incentrato sulla Russia. ” Inoltre, il 12 febbraio il Pentagono ha annunciato [in inglese] che:

oggi il presidente Donald Trump ha inviato al Congresso una proposta di bilancio per l’anno fiscale 2019 di $ 716 miliardi per la sicurezza nazionale, $ 686 miliardi di dollari per il Dipartimento della Difesa.

Si tratta di circa 70 miliardi di dollari in più rispetto all’anno precedente.

La politica “America First” di Trump ha alienato gli alleati degli Stati Uniti da molto tempo e aumenta la sfiducia di molti paesi che si trovano contrapposti militarmente (ed economicamente, chiedete agli europei). L’ironia di questo slogan semplice ma forte è l’affermazione americana che “è sempre più chiaro come la Cina e la Russia vogliano modellare un mondo coerente con il loro modello autoritario, ottenendo il diritto di veto sulle decisioni economiche, diplomatiche e di sicurezza di altre nazioni”, perché questo è esattamente ciò che significa “America First”: dominio militare e ascesa totale sulle economie del mondo.

Il modo in cui i media occidentali che hanno riportato il discorso del Presidente Putin all’Assemblea Federale russa il 1° marzo è stato intrigante. Si concentrava quasi interamente sugli sviluppi delle armi russe, con il New York Times, ad esempio, riferendosi al presidente russo riportava [in inglese] che:

..usava il discorso per rassicurare i russi sul fatto che la crescita militare procedeva con successo.

Le 1.500 parole dell’articolo del New York Times erano quasi interamente dedicate alla descrizione fatta da Putin sulle nuove armi russe, progettate per scoraggiare l’avventurismo USA-NATO, e solo 65 parole riguardavano i programmi di miglioramento sociale che descriveva.

Nel delineare le sue priorità, il Presidente ha dichiarato [in inglese] che:

il principale fattore chiave di sviluppo è il benessere delle persone e la prosperità delle famiglie russe. Permettetemi di ricordarvi che nel 2000, 42 milioni di persone vivevano al di sotto della soglia di povertà, il che ammontava a circa il 29-30% della popolazione. Nel 2012, questo indicatore è sceso al 10 percento. La povertà è leggermente aumentata nel contesto della crisi economica. Oggi, 20 milioni di cittadini russi vivono in povertà. Certamente, questo è molto meno dei 42 milioni di persone nel 2000, ma è ancora fin troppo.

La Russia vuole migliorare la vita dei suoi cittadini e intende farlo, a prescindere dalle dimensioni dell’armamento militare USA-NATO intorno ai suoi confini. Ma non si fermerà e non farà nulla mentre il blocco militare USA-NATO si espande e accelera il conflitto. C’è stata una massiccia riduzione del bilancio della difesa della Russia, mentre gli Stati Uniti e il resto della NATO stanno aumentando enormemente le spese militari, ma resta necessario che la Russia mantenga le sue capacità di difesa per contrastare le minacce USA-NATO della Enhanced Forward Presence.

Come notato [in inglese] dal Veterans Today il 15 giugno scorso, il Presidente Putin ha affermato che:

i sottomarini americani sono in allerta permanente al largo della costa norvegese; sono equipaggiati con missili che possono raggiungere Mosca in 17 minuti. Però abbiamo smantellato tutte le nostre basi a Cuba molto tempo fa, anche quelle non strategiche. E loro ci definiscono aggressivi?

Sì, lo fanno, nonostante tutta la belligeranza mostrata dai dispiegamenti e dalle manovre militari USA-NATO nell’Europa orientale.

Ad esempio, l’esercitazione Siil 2018 si è tenuta [in inglese] in Estonia dal 2 al 13 maggio 2018, coinvolgendo oltre 15.000 soldati da 10 paesi della NATO – Regno Unito, Stati Uniti, Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Lettonia, Lituania e Polonia – e dai cinque paesi apparentemente neutrali come la Finlandia, Georgia, Irlanda, Svezia e Ucraina.

Poi, il 4 giugno, la CNN ha riferito [in inglese] che:

Una massiccia esercitazione militare guidata dagli Stati Uniti che ha coinvolto 18.000 soldati di 19 nazioni, principalmente membri della NATO, ha preso il via domenica 3 giugno lungo il confine orientale degli alleati Baltici. Saber Strike 18 si svolgerà fino al 15 giugno in Polonia, Lettonia, Lituania ed Estonia. L’esercitazione sarà condotta nel mentre delle forti tensioni con Mosca, la quale considera negativamente le attività militari della NATO lungo il suo confine, sostenendo che aumenta la “reciproca sfiducia”.

Quell’esercitazione non avrebbe potuto essere più appropriata, perché non c’è dubbio che tutti questi guazzabugli di sferragliar di spade portati avanti da USA-NATO scimmiottano la “sfiducia” della Russia verso le nazioni che muovono migliaia di truppe vicine ai suoi confini. Mentre la Russia riduce le spese per la difesa e cerca di impegnarsi nel commercio con il mondo per migliorare le condizioni di vita dei suoi cittadini, 18.000 truppe di USA-NATO si sono riunite per “affilare i coltelli” fuori dai suoi confini.

Non ci potrebbero essere segnali più chiari che il Pentagono e le sue “succursali” a Bruxelles stiano intensificando il conflitto.

 

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Articolo di Brian Cloughley apparso su Counterpunch il  15 giugno 2018
Traduzione in italiano di Diego per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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