La Russia ha accolto cautamente la presidenza USA di Donald Trump, ma sta ancora saggiamente aspettando di vedere se un miglioramento delle relazioni internazionali possa essere attuato col nuovo occupante della Casa Bianca.

Il desiderio di Trump di ripristinare dei legami amichevoli con la Russia [in inglese] e l’aver affermato la scorsa settimana che darebbe al leader russo Vladimir Putin tanta fiducia quanta ne darebbe alla leader tedesca Angela Merkel, sono tutti da accogliere come passi espliciti verso una politica statunitense più sensata.

Tuttavia, rimagono grossi dubbi sulla sua affidabilità nel metterli in pratica.

Sono sicuramente più incoraggianti le presunte aspirazioni di Trump ad una normalizzazione delle relazioni con la Russia rispetto alla russofobia aggressiva alla base della politica dei suoi predecessori Barack Obama e George W. Bush. Ma l’ex magnate ci riuscirà?

Che il miliardario diventato politico dica molte cose [in inglese] che poi contraddice completamente è più che una vaga sensazione. Non è chiaro se questo sia dovuto ad un raggiro consapevole, o meno malignamente, ad un’inefficace mancanza di attenzione. In ogni caso ne viene fuori un carattere la cui integrità è incerta.

Nel fine settimana, seguendo l’inaugurazione di Trump come 45° presidente degli Stati Uniti, abbiamo avuto più di un esempio del suo modo di fare vacillante.

Sabato, la prima mansione ufficiale per Trump nella prima vera giornata da presidente, è stata la visita al quartier generale della CIA a Langley in Virginia, dalla sua Casa Bianca a Washington DC, subito dopo il fiume Potomac.

Lì si è prodigato in elogi e ringraziamenti all’agenzia, dicendo che appoggia al 1000% il suo lavoro di intelligence. Trump inoltre ha riso degli articoli dei media secondo i quali sarebbe coinvolto in una faida con la CIA [in inglese]. “Nessuno vi appoggia tanto quanto me” ha detto Trump incoraggiando i membri dell’agenzia.

Aspettate un momento. Trump stava facendo pubblicamente e sul serio battaglia alla CIA e ad altre agenzie di spionaggio, prima e dopo l’elezione di Novembre. Aveva inizialmente definito “ridicole[in inglese] le loro affermazioni per cui la Russia avrebbe hackerato le elezioni, e in seguito ha praticamente ritratto le accuse,concordando con loro, contro la Russia.

Solo poche settimane prima del suo insediamento, Trump ha attaccato la CIA per le loro pratiche “naziste” sulle indiscrezioni trapelate nei media sui ricatti da parte della Russia.

Alcuni osservatori hanno approvato questo atteggiamento duro nei confronti della CIA, che indicherebbe un’audace indipendenza dall’insieme dei centri di potere americani che rimangono dietro le quinte e non sono eletti, il cosiddetto Stato Profondo. Invece, quello che abbiamo visto durante il fine settimana è stato Presidente Trump che coccola gli spettri che agiscono come muscolo dietro lo Stato Profondo. Basta ricordare la frase: “Sono al 1000% con voi”, piuttosto diversa dalla promessa di John F. Kennedy di “frantumare la CIA in mille pezzi”.

La CIA è una delle agenzie segrete più criminali e assassine della storia del mondo, che è stata essenziale per la proiezione del potere americano. È coinvolta in qualsiasi cosa, dall’assassinio di leader stranieri, al rovesciamento di governi democratici, facendo posto a regimi sanguinari, per armare in segreto gruppi terroristi.

Correre a Langley nel primo ordine del giorno della prima giornata ufficiale di Trump, ed esaltare un’agenzia conosciuta più accuratamente col nome di “Omicidi, Inc”, è un segno inquietante di quali siano le sue priorità.

Gli esempi seguenti non sono da intendere come elenco che comprende altri dietrofront di Trump, ma qui c’è abbastanza per nutrire seri dubbi sul suo comportamento.

Subito dopo il giuramento presidenziale al Campidoglio, venerdì Trump è stato ospite di un pranzo al Congresso, e nei brindisi successivo ha definito Hillary Clinton e  suo marito, l’ex presidente Bill, “brave persone”, chiedendo che entrambi si alzassero per ricevere un applauso dalle centinaia di ospiti.

Cosa?! La rivale democratica Hillary Clinton durante la campagna elettorale era stata ferocemente definita da Trump “La corrotta Hillary” a causa delle squallide connessioni con Wall Street. Trump aveva inoltre giurato di far partire indagini contro di lei, e incoraggiava i suoi sostenitori nelle manifestazioni ad intonare “Che vada in galera! Che vada in galera!”.

Un’altra delle costanti di Trump nei raduni era la promessa di “prosciugare la palude,” a Washington, dei grandi interessi di uomini d’affari, lobbisti e politici; ma fino ad ora ha riempito il suo nuovo governo con figure miliardarie di quella stessa palude di Washington, nominando finanzieri di Wall Street in posizioni di sovrintendenza della finanza e dell’economia del governo.

Più banale, ma ugualmente illuminante, è stata la rabbia di Trump su Twitter nei confronti dell’attrice Meryl Streep. Dopo aver distrutto Trump alla cerimonia dei Golden Globe all’inizio di questo mese, lui ha risposto descrivendo la stella del cinema come “sopravvalutata”, quando era uno dei suoi artisti preferiti solo un paio di anni fa.

Per tornare a discorsi più seri, la scorsa settimana Donald Trump ha concesso interviste a tutto campo [in inglese] ai media inglesi e tedeschi, nelle quali ha messo alla gogna la Russia per il suo intervento militare in Siria, e ha biasimato Mosca per aver scatenato una “crisi militare”.
Segna un certo cambiamento rispetto alle precedenti dichiarazioni sulle azioni in Siria dei russi, quando li ha elogiati per aver spazzato via Daesh (anche conosciuto come ISIS/ISIL/IS) e altri gruppi terroristici.

Nel suo fine settimana di ossequi alla CIA, Trump si stava rifacendo alle prostrazioni patetiche del governo da lui scelto, avvenute nelle scorse due settimane durante l’udienza di nomina del congresso. Nomina dopo nomina, inclusa la sua scelta per il segretario della difesa, il generale James “cane rabbioso” Mattis e il nuovo direttore della CIA Mike Pompeo, hanno vigliaccamente adottato la linea della Russia che rappresenta una grave minaccia per la sicurezza nazionale statunitense.

Tutto questo, e altre cose ancora, sollevano la questione: ci si può fidare di Trump?

Quando Trump dice che l’alleanza militare NATO [in inglese] guidata dagli Stati Uniti è “obsoleta”, cosa vuol dire davvero? [in inglese] Che la macchina da guerra da 28 nazioni dovrebbe essere smantellata? O piuttosto “obsoleta” nei pensieri imperscrutabili di Trump significa che la macchina da guerra ha bisogno di essere rinnovata e rinvigorita?

Non ci sono molti dubbi che l’elezione di Trump era comunque da preferire su quella di Hillary Clinton. La sua aperta ostilità verso la Russia e la volontà di un confronto militare sarebbero state disastrose.

Al contrario, la volontà dichiarata di Trump di avere a che fare positivamente con la Russia è una partenza benvenuta rispetto alla politica bellicosa esistente a Washington.

Tuttavia, più di un indizio fa pensare che Trump sia solo un anticonformista chiacchierone, che dice cose per il solo piacere di contraddirsi del tutto più tardi.

Forse Trump vuole personalmente risanare le relazioni con la Russia [in inglese], forse andrà avanti e incontrerà Putin di persona presto.

Fino ad ora Mosca ha accolto la presidenza Trump con cautela, ma i leader russi sanno che le ragioni della belligeranza sistematica americana sono più profonde di quanto un uomo solo sia in grado di contestare.

Inoltre, visto il modo di fare imprevedibile di Trump ci sono motivi sufficienti per sospettare che il sistema centrale del potere americano, lo Stato Profondo, sarà in grado di manipolarlo per adottare la sua agenda; e nei confronti della Russia e di tutti quelli percepiti come rivali nel mondo, quell’agenda è fatta di ostilità e conflitti, non di collaborazione. Così opera il potere capitalista statunitense.

In questo caso la Russia resta in guardia dall’amministrazione Trump. Spera per il meglio, ma si aspetta un suo dietrofront in qualsiasi momento.

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Articolo di Finian Cunningham  pubblicato su SputnikNews il 22/01/2017

Traduzione in italiano a cura di Chiara per Sakeritalia