Per me la principale tragedia di questa settimana non è il massacro a Dallas, per quanto sia orribile.

È il video girato a Falcon Heights in seguito all’uccisione di Philandro Castile da parte della polizia.

Assolutamente straziante da guardare. E dovrebbe essere visto fino alla fine. È una lancinante descrizione di una famiglia distrutta e dei sopravvissuti che cercano disperatamente di tenerla insieme con coraggio e dignità… fin quando possibile.

Penso che anche Micah Johnson lo abbia visto, e questo potrebbe aver contribuito alla sua decisione di sparare agli agenti di polizia a Dallas. Probabilmente ha anche visto il video di Alton Sterling che viene ucciso mentre lotta con due agenti di polizia a Baton Rouge. E alcuni altri video.

Non possiamo chiederlo a lui perché, a giudizio del Dipartimento di Polizia di Dallas, inviare un robot con del C4 [Un esplosivo, NdT] attaccato ad esso ad uccidere Johnson è stato preferibile rispetto all’aspettare che uscisse. Ho la sensazione che parte del codice dell’omertà dei poliziotti comprenda esecuzioni extragiudiziarie, così come l’uccisione di assassini di poliziotti come Christopher Dorner come esempio/deterrente, ma probabilmente non avremo mai l’ultima parola su entrambi i casi.

L’8 Luglio, un afroamericano ha aperto il fuoco sulle auto di passaggio su un’autostrada in Tennessee, uccidendo una persona e ferendone tre. È stato ferito, incarcerato e ha detto agli agenti che lo aveva fatto “perché era turbato dagli incidenti che vedevano coinvolti gente di colore e agenti delle forze dell’ordine”.

Micah Johnson è stato meno circospetto. Prima di morire, secondo il Dipartimento di Polizia di Dallas, ha detto ai “negoziatori” che voleva uccidere gente bianca, soprattutto agenti di polizia bianchi.

Il New York Times ha iniziato il suo articolo su Johnson con l’ingannevole introduzione “Un soldato veterano che ha detto che il suo obiettivo era uccidere agenti di polizia bianchi ha aperto il fuoco giovedì notte nel centro di Dallas…”

Piuttosto sciatto, Grey Lady [Letteralmente Grigia Signora, il soprannome del New York Times, NdT]. Ed evita un argomento che sarebbe pura dinamite e farebbe aumentare le visualizzazioni. I neri che vanno a caccia di bianchi è un argomento caldo. Un veterano che si arrabbia con i poliziotti… no.

Sono sempre più dell’opinione che ci sia il trucco, e che il governo americano ai massimi livelli sia determinato ad usare gli strumenti a sua disposizione per mettere un coperchio su questa cosa per paura che si intensifichi in un incubo nazionale fatto di emulazioni e uccisioni per ritorsione. Suppongo che coinvolga un gabinetto di crisi (gestito dal Procuratore Generale Loretta Lynch? Qualcuno più in alto?) e si estenda ai leader surrogati, mediatici e d’opinione, con un messaggio:

Ix-nay on the ace-ray ar-way.

“Minimizzate l’aspetto della guerra razziale” per quelli di voi che non parlano fluentemente il Latino maccheronico.

O come ha detto Loretta Lynch, “Non fate in modo che questa diventi la nuova normalità”.

Penso che la cosa coinvolga lo stesso Donald Trump, il che spiega le sue affermazioni sull’attacco a Dallas che non sono state “da lui”, hanno dignitosamente evitato l’esca razziale e, di fatto, hanno incluso un comprensivo se non spassionato messaggio di supporto a Castilo e Sterling.

Penso che stia andando avanti una gestione dell’immagine ad alto livello, con l’inevitabile descrizione di Johnson come di un “lupo solitario” (Il Talking Points Memo qui fa il lavoro pro bono di tornare indietro ai rapporti di tiratori multipli usando la storia del New York Times).

A proposito, a mezzogiorno dell’8 Luglio sembra che il Voice of America non abbia ancora ricevuto il promemoria di parlare di un lupo solitario. E nemmeno il Dipartimento di Polizia di Dallas.

Accerchiato dalla polizia dopo un’imboscata, un sospetto – probabilmente Johnson – ha detto ad un negoziatore che voleva “uccidere gente bianca, specialmente agenti (di polizia) bianchi”, e ha detto che stava agendo da solo e che non era affiliato ad alcun gruppo, ha detto Brown durante una conferenza stampa venerdì…

Più tardi, Brown ha detto che comunque l’investigazione ha “rivelato che questa è stata una perfida tragedia ben pianificata e ben organizzata da parte di questi sospetti”.

Notate il termine sospetti al plurale, il che significa che probabilmente il Dipartimento di polizia di Dallas teneva in considerazione l’affermazione di Johnson che avesse agito come complice di un’operazione di sicurezza.

Ma alla fine della giornata dell’8 Luglio il sindaco di Dallas, ricevuto il promemoria, ha affermato in una conferenza stampa – riportata all’inizio da Buzzfeed! – “Crediamo, dati i fatti che abbiamo oggi, che il Sign. Johnson, attualmente deceduto, era l’unico tiratore”.

Poi c’è stato il bisogno di mettere a tacere la possibilità estremamente sgradevole che l’attacco potesse essere descritto come terroristico, lanciando così una bella granata sulle relazioni razziali negli USA. La formula del “terrorismo” si adatta ai Musulmani, apparentemente, ma nessuno vuole affibbiare quell’etichetta al 13% della popolazione americana.

L’offuscamento è stato eseguito dall’annuncio preventivo piuttosto frettoloso da parte del governo americano che non c’erano “legami col terrorismo”.

Bene, la definizione di “terrorismo” dell’FBI non comprende i “legami”. Viene definito interamente dalle azioni e dalle intenzioni:

“Terrorismo interno” vuol dire attività con le tre seguenti caratteristiche:

  • Comprende atti pericolosi per la vita umana che violano la legge federale o statale;
  • Appare inteso (i) ad intimidire o costringere una popolazione civile; (ii) influenzare la politica di un governo con l’intimidazione o la coercizione; o (iii) influenzare la condotta di un governo con distruzioni di massa, assassinii o rapimenti; e
  • Avviene soprattutto all’interno della giurisdizione territoriale degli USA

C’è un determinato sforzo per fornire la gradevole storia di un lupo solitario infuriato dalla violenza della polizia e che ha perso il controllo.

C’è un distinto e comprensibile disgusto nell’esplorare le esplicite simpatie nazionaliste nere di Johnson. Una delle poche fotografie di Johnson lo mostra mentre dà la mano a Professor Griff, uno dei membri dei Public Enemy (Professor Griff comunque ha negato qualsiasi relazione con Johnson sul suo profilo twitter).

Nel nostro mondo giornalistico guidato dalle visualizzazioni, si potrebbe pensare che l’intersezione magica di celebrità, assassinio e nazionalismo nero avrebbe dato vita ad una frenesia. Ma la storia è arrivata oltreoceano, all’inizio al Daily Mail, e negli USA è stata raccolta solo dal New York Daily News, il che ha portato al ripudio da parte di Griff. In altre parole, bazzecole.

Un altro argomento sono le affermazioni di destra che affermano che le espressioni di comprensione per le vittime nere della violenza della polizia da parte del presidente Obama e di Hillary Clinton abbiano creato un ambiente che condona e legittima le espressioni di rabbia dei neri contro gli agenti di polizia che potrebbero andare oltre all’ingrossare la folla ad un raduno del movimento Black Lives Matters. Goffo, ma probabilmente vero. Di nuovo, non lo sapremo mai. E i media, ne sono piuttosto sicuro, non sono inclini a speculare.

Tanto da metterci un coperchio sopra. Tanto che l’insabbiamento continua. Una storia a sé. Secondo la mia opinione.

Secondo me l’America non è “dilaniata” dalla violenza. Viene tenuta insieme dalla violenza, in un modo complicato ed estremamente carico. In teoria lo stato ha perso il suo monopolio della violenza fin dall’inizio e gestire l’impatto di attori violenti non statali è stato un lavoro a tempo pieno per gli ultimi 240 anni. A volte diventa molto, molto difficile – ricordate la Guerra Civile? – e oggi non penso che sia una passeggiata nel parco.

Oggi, grazie alla proliferazione di armi e cellulari, e le storie crescenti di nazionalismo bianco e responsabilizzazione dei neri, e il mantra liberale secondo il quale il modo migliore per risolvere le tensioni sociali passa attraverso la crescita e le opportunità economiche (mentre i poliziotti fanno a pezzi gli scontenti), il lavoro è particolarmente duro.

Pieno di materiale infiammabile, pieno di fiammiferi. Pieno di sofferenza e frustrazione che il governo degli USA sta cercando di gestire quando non possono essere ignorate. E per quanto mi riguarda, preoccupazione che il governo si concentri sul gestire i sintomi – e l’ottica – perché sta perdendo una lotta per rivolgersi alle cause sottostanti

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Articolo di Peter Lee pubblicato su Unz Review e China Matters l’8 Luglio 2016
Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.it

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