Anche se ora sappiamo che non ci sono prove della collusione di Donald Trump con i russi, i mezzibusti Neocon continuano ancora a parlare in lunghi monologhi della ormai screditata teoria sulla cospirazione.

Ad esempio, Samatha Vinograd, analista della “sicurezza nazionale” di Propaganda One della  CNN.

La signora Vinograd è un ex membro del NSC di Obama, e un ex consigliere senior del presidente, un David E. Rockefeller membro della Trilateral Commission, un Millennium Fellow all’Atlantic Council in cui le sciocchezze sulla collusione russa sono mantenute vive, ed è anche, in servizio al Moloch Goldman Sachs,  un facilitatore di relazioni fasciste fra pubblico e privato (vedi [in inglese]Il fascismo economico” di DiLorenzo).

Dan Cohen, in un post su Twitter, riporta un servizio della CNN:

Dan Cohen @dancohen3000

L’ex banchiera di Goldman Sachs e funzionaria di Obama @sam_vinograd, diventata la voce pro-guerra della CNN, rimprovera Trump di non forzare (attaccando direttamente) la Russia a lasciare la Siria e il Venezuela, mentre l’ospite neo-colonialista @vausecnn si lamenta che non venga applicata la dottrina Monroe.

20:10 – 29 marzo 2019

 

C’è ben poco che gli Stati Uniti possano fare contro la Russia nel loro “cortile”, e non hanno alcun diritto riconosciuto a livello internazionale di farlo, a meno che la Russia non minacci direttamente gli Stati Uniti, cosa che non ha fatto (a meno di non considerare un atto di guerra l’erogazione di aiuti umanitari al Venezuela affamato, come fanno i Neocon).

La Vinograd non è semplicemente un’altra attraente giovane mezzobusto che promuove in politica estera la linea dell’establishment. Come notato sopra, è una trilateralista e membro del Consiglio Atlantico. Ciò significa che ciò che lei ci dice durante questa intervista sarà probabilmente adottato in una forma o nell’altra dall’amministrazione Trump, ora pienamente colonizzata dai Neocon ai massimi livelli.

È importante notare che l’osservazione di apertura della Vinograd combina sia una critica alla performance del presidente, sia la pur ridimensionata e screditata collusione russa alle elezioni americane, progettata da una petulante Hillary Clinton e dal DNC, per destituire il presidente regolarmente eletto degli Stati Uniti.

La Vinograd  è sicuramente a conoscenza del risultato delle indagini di Mueller, il quale ammette che l’inquisitore speciale non ha nessuna prova contro Trump. Il suo è piuttosto un tentativo di allontanarsi da quella realtà e continuare a tenere nel mirino il nuovo Hitler: Vladimir Putin. Questo è il nuovo buono-pasto per il complesso di sorveglianza militare-industriale, ora che lo Stato Islamico fabbricato artificialmente è quasi “sconfitto” in Siria.

 Il governo ha smesso di promuovere i dividendi per la pace già da molto tempo.

Ora abbiamo il sempre battagliero John Bolton, demagogo della politica estera neocon e consigliere speciale per la sicurezza nazionale del presidente Trump. Bolton ha detto [in inglese] alla Russia che il governo degli Stati Uniti e i suoi proprietari rivendicano l’intero emisfero occidentale:

diffidiamo con risolutezza gli attori esterni all’emisfero occidentale a schierare risorse militari in Venezuela o altrove nell’emisfero, con l’intento di istituire o espandere operazioni militari … Considereremo tali azioni provocatorie come una minaccia diretta per la pace internazionale e la sicurezza nella regione.

Il neocon John può permettersi di dire questo a causa del deplorevole fatto che la maggior parte degli americani sono quasi completamente privi di conoscenza sulla storia degli innumerevoli interventi statunitensi in America Centrale e Meridionale. Se sapessero qualcosa sui colpi di Stato, sulle manovre elettorali, sugli squadroni della morte paramilitari e sulla corruzione massiccia, potrebbero pensare due volte a quello che ha detto Bolton.

La minaccia di Bolton è arrivata due giorni dopo che Trump ha dichiarato “tutte le opzioni sono sul tavolo” per quanto riguarda la presenza della Russia in Venezuela. Nel tipico stile trumpiano, una via di mezzo tra un boss della mafia e un imbonitore vestito da carnevale, il presidente ha chiesto alla Russia di “uscire” da Caracas. Ha lanciato il messaggio a Washington, durante un incontro con Fabiana Rosales, moglie di Juan Guaido.

Putin, per ora, ha dato scacco a Trump e ai suoi Neocon. Il 25 marzo il Venezuela ha affermato che “l’autoproclamato” presidente ad interim “Juan Guaido e altri leader dell’opposizione sono stati coinvolti in un complotto per compiere atti di terrorismo che impiegano paramilitari stranieri addestrati in Colombia”, secondo fonti [in inglese] di Venezuelananlysis.com:

Secondo il ministro delle Comunicazioni Jorge Rodriguez, i servizi segreti venezuelani hanno scoperto piani per assoldare mercenari dalla Colombia e dall’America centrale e portarli in Venezuela per uccisioni mirate e atti di sabotaggio, aggiungendo che “almeno la metà” dei gruppi armati è riuscita a penetrare nel territorio venezuelano ed essi sono attualmente ricercati.

Se le analisi dei servizi segreti venezuelani sono corrette, una delle più grandi banche private del paese è servita da ufficio paghe per questi terroristi mercenari.

La schermata Whatsapp del telefono del capo dello staff di Guaido, Roberto Marrero, arrestato dalla polizia, ha rivelato dettagli di presunti conti bancari attraverso i quali si suppone che i pagamenti ai gruppi paramilitari siano effettuati. Uno di loro era nella filiale di Panama di Banesco.

 Banesco è la più grande banca privata del Venezuela, e Rodriguez ha invitato il proprietario di Banesco Ricardo Escotet ad informare i servizi di sicurezza se questo conto esiste, e quali movimenti sono stati fatti.

Il presidente Trump è noto per la sua impazienza. Ora vuole fare qualcosa per il Venezuela e la sua enorme riserva di petrolio, la più grande del mondo.

La Russia è a Caracas per sventare qualsiasi tentativo di invasione del paese e fornire assistenza per la cattura dei mercenari che pianificano di destabilizzare il Venezuela tramite violenze e attacchi terroristici.

Le menti neoliberali che stanno dietro alla politica estera degli Stati Uniti sanno che l’ipotesi di andare in guerra contro la Russia non è percorribile. Ma credono anche che una “rivoluzione democratica” in Venezuela dal basso, usando i consueti partner NED e ONG sovversive, oppure un tentativo di colpo di Stato violento, non sia possibile se la Russia si frappone come in Siria.

Per ora continueremo a sentire i Neocon come Bolton e gli insider globalisti come la Vinograd dichiarare che il Manifest Destiny e la Monroe Doctrine sono ancora in vigore e rappresentano la volontà del popolo americano, il che ovviamente è spazzatura.

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 Articolo di Kurt Nimmo apparso su Global Research il 30 marzo 2019
Traduzione in italiano di Hajduk per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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