- Marco Bordoni -

Gli Italiani (e gli Europei in genere) hanno un problema. Qualcuno potrebbe pensare che si stia parlando delle crescenti diseguaglianze sociali, della sudditanza ad un conglomerato burocratico-affaristico insensibile alle aspettative dei cittadini, o magari della crisi economica ed dell’impoverimento crescente. Sbagliato: il problema è la propaganda russa. A sentire la propaganda russa l’Italia è un paese in crisi, costretto da alleati – padroni a levare sanzioni autolesioniste contro uno dei suoi maggiori partner commerciali, ad appoggiare la destabilizzazione di paesi cruciali per la sua sicurezza e ad applicare ricette economiche depressive a tutto vantaggio di stranieri che possono comprare a prezzi stracciati ciò che rimane della sua ricchezza industriale. Tutte falsità di Putin, ovviamente, per svelare le quali da qualche settimana abbiamo un nuovo strumento: l’edizione italiana del sito Stop Fake.

Vi segnaliamo questa pregevole realtà editoriale e prendiamo nota di tre fatti curiosi.

Il primo è che non si tratta di un sito “anti bufale”. Almeno i pezzi scritti in Italia non denunciano falsi, ma semplicemente informazioni che non piacciono. Sui social, si sa, il genere “anti fake” ha successo quasi quanto il genere “fake”, ed è per questo che la piattaforma cerca di richiamarsi nello stile un certo tipo di realtà. Ma nei fatti quello che si fa è contestare le opinioni avversarie (da qui spassosi intermezzi in cui gli autori sono costretti a spiegare che “non è fake solo la cosa falsa, ma anche la maldicenza, la suggestione, il sussurro… insomma qualsiasi cosa gli venga in mente di denunciare).

Secondo: agli autori di Stop Fake l’Ucraina interessa ben poco. Come vivono gli Ucraini, cosa sperano, qual è la loro realtà: tutto questo non trova spazio. L’universo di Stop Fake si esaurisce in una ossessione maniacale contro la Russia e contro Putin. Non siamo noi che diciamo che il nazionalismo ucraino inizia e finisce nell’odio per la Russia. Sono loro che si occupano di dimostrarlo quotidianamente.

Terzo motivo per cui vi segnaliamo questa gemma della libera informazione: gli amici di Anti Fake hanno attaccato dei galantuomini, ovvero Fulvio Scaglione e gli autori di Donabass Season. Sono due pezzi anonimi, anzi peggio: nel caso si Donbass Season la redazione annota in epigrafe: “questo articolo rappresenta le opinioni personali dell’autore. Stop Fake potrebbe non condividere queste opinioni”! Dissociarsi da un autore anonimo: niente male per gente che dice di voler fare chiarezza. Lo stile è comunque quello a cui il potere di Kiev ci ha abituato. I “rei” vengono passati in rassegna con nome e cognome, trattati con insinuazioni e accostamenti maliziosi, e liquidati come agenti del nemico.

Peccato non essere in Ucraina, e non poter usufruire di quel tanto di libertà europea che i filorussi di quelle zone assaggiano da due anni! La citazione di Saker Italia (menzionata fra le “organizzazione che diffonda la propaganda russa in italia”) la prendiamo come un attestato di merito che sventoleremo davanti al naso del cassiere dell’ FSB al momento di ritirare il prossimo compenso in lingotti.

A proposito di soldi. La cosa più spassosa non ve la abbiamo ancora detta. Chi sono questi Zorro della libera informazione, questi vendicatori della propaganda filo Russa, questi specchiati paladini della verità? Ebbene si, cari amici, come nei gialli di terza classe, quelli talmente scontati e prevedibili da essere noiosi, il colpevole è sempre il maggiordomo, quando ci sono operazioni di ingegnerizzazione del consenso c’è sempre la firma dell’Architetto di tutte le Rivoluzioni: il mitico George Soros. Basta cliccare sul link nel portale e si finisce dritti nel sito della Reinassance Foundation, con annessa agiografia del magnate ungherese.

Però, niente paura: “Il progetto si basa sul sostegno dei lettori. Nel 2015, StopFake ha ricevuto il sostegno finanziario della Fondazione Internazionale Rinascimento, il Fondo Nazionale per la Democrazia e del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Ceca. Tuttavia, StopFake mantiene la sua indipendenza editoriale. Le organizzazioni e i Governi che sostengono il progetto decidono come vengono assegnati i fondi, ma non influiscono sui contenti di StopFake.”

Il sostegno finanziario non influisce. Benissimo. Allora stiamo tranquilli. Alla prossima notizia dubbia, sappiamo come verificarla: lo chiederemo ai ragazzi di George.