27 Aprile 2016 (Tony Cartalucci – NEO)

Altro giorno, altra protesta in Armenia. E se dovessimo credere ai media occidentali al riguardo, si potrebbe avere l’impressione che il popolo armeno sia arrabbiato con la politica russa e col “Putinismo.” In realtà, le proteste sono guidate dalle stesse forze sostenute dagli USA, gia’ esposte durante le proteste di meta’ 2015, definite “Electric Yerevan,” il cui scopo era di rovesciare l’attuale governo dell’Armenia, per imporne uno pro-Occidentale, favorevole ai programmi di Wall Street, Londra e Bruxelles.

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L’International Business Times, nel loro articolo “Armenia-Russia Ties Under Question Amid Fighting, Anti-Moscow Protests“, riferisce a proposito delle recenti proteste:

Durante una recente manifestazione con un migliaio di partecipanti, nella capitale dell’Armenia, Gruetta Sanasaryan ha gettato un paio di uova contro l’Ambasciata russa.

Il gesto ha provocato sia ridicolo che approvazione, in questo piccolo paese senza sbocco sul mare, che condivide valori e mantiene tradizionalmente legami molto stretti con il suo grande vicino del nord. “Le nostre proteste non sono contro la Russia, ma contro la politica russa e il Putinismo,” ha dichiarato il politico attivista Sanasaryan, in un’intervista con l’International Business Times, la scorsa settimana.

Davit Sanasaryan (scritto anche “David Sanasaryan”), tra l’altro, è un politicante dell’opposizione, il Heritage Party (Partito della Tradizione), che ha contribuito a fomentare le precedenti proteste a meta’ del 2015, (Electric Yerevan), con aiuto USA. Egli è anche associato alla cosiddetta Iniziativa Nazionale dei Cittadini (INC). La quale INC, nel proprio bollettino, ha pubblicato un articolo dal titolo, “INC si concentra sul Settore Minerario dell’Armenia.

Dove e’ scritto tra l’altro, “Il rappresentante di INC, Davit Sanasarian ha accolto il pubblico con il discorso di apertura. “Lo sfruttamento del Teghut e’ soggetto che richiede un serio dibattito e suggerimenti prima che il progetto sia intrapreso” – ha detto Sanasarian.

Il bollettino di per se’ sembra abbastanza innocuo, tuttavia, un altro bollettino INC avrebbe rivelato che l’organizzazione agisce come organo coordinatore per la ricezione di aiuti dal National Endowment for Democracy (NED). “INC Partecipa in un Incontro con la Società Civile“, afferma (enfasi aggiunta):

I rappresentanti dell’ INC hanno partecipato, tra il 14 e il 15 aprile 2011, al convegno dal titolo “Assistiamo le Organizzazioni per la Societa’ Civile in Armenia.” L’evento è stato un’iniziativa del Partenariato Europeo per la Democrazia (EPD) e dell’ Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) (ufficio di Yerevan), ed è stato organizzato con l’assistenza del National Endowment for Democracy (NED).

L’obiettivo della conferenza era di contribuire a sviluppare la capacità delle organizzazioni della società civile armena – capacita’ di cooperazione e scambio di know-how con altrettante Associazioni della Società Civile nell’Europa Centrale e Orientale.

Naturalmente, se si considera che il NED è presieduto da rappresentanti finanziario-militaristi, lo “sviluppo della capacità delle organizzazioni della società civile” in Armenia non era all’ordine del giorno. Invece, l’intento di creare un fronte di facciata col quale controllare l’Armenia per conto di interessi stranieri, era appena nascosto dietro la fasulla “società civile”. In tale contesto, l’”associazione” di Sanasarian con l’INC, è certamente preoccupante.

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Ma l’associazione di Sanasarian con la NED degli Stati Uniti si estende ben oltre. Egli è anche membro del consiglio di amministrazione dell’Istituto Armeno per Affari Internazionali e Sicurezza (AIISA), un presunto think-tank, direttamente finanziato dalla NED. La sua posizione nel consiglio di fondazione e’ stata rivelata in un bollettino intitolato “AIISA Terza Serata della “Scuola Democratica” – “Sfide per la Democrazia”,” dove si legge:

“In collaborazione con il National Endowment for Democracy (NED), il terzo corso DemSchool, della durata di 11 giorni, è stato aperto dall’Istituto Armeno Internazionale per Affari Internazionali e Sicurezza – titolo della prima lezione, “Sfide per la Democrazia” “

Dove anche si legge:

La cerimonia per il certificato di premiazione si è tenuta nell’11mo giorno della DemSchool. Vi ha anche partecipato David Sanasaryan, giovane politico e attivista, nonche’ membro del Consiglio di amministrazione dell’AIISA.

Inoltre, è chiaro il ruolo di Sanasarian nelle proteste del 2015 appoggiate dagli USA. È stato rivelato che le proteste del 2015, dal nome “Electric Yerevan ” erano state completamente finanziate e appoggiare da ONG (Organizzazioni Non Governative). Il coinvolgimento di Sanasarian lo implica nel coordinamento e nella ricezione di aiuti da parte di un governo straniero, nel tentativo di sovvertire il  proprio governo. A quel tempo, la Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL) – finanziata dal Dipartimento di Stato USA – scrisse un articolo nel quale si diceva che, “Gli Armeni dicono che ri-avvieranno le proteste “Electric Yerevan,” e che:

“Al rally di Yerevan del 17 Luglio, hanno partecipato diverse centinaia di attivisti. Il leader di “Forza Armenia” e consigliere comunale dell’opposizione (Partito della Tradizione), Davit Sanasarian, ha detto che una campagna-dimostrazione contro l’aumento dei prezzi dell’elettricità si terra’ dal 27 al 31 Luglio. durante la quale con i dimostranti bloccheranno le vie del centro di Yerevan e di altre città di tutto il paese.”

“Noi continuiamo la nostra lotta. Distribuiremo volantini porta a porta,” Sanasarian detto. “Per noi sarà un successo.”

RFE/RL ha quindi involontariamente ammesso che i manifestanti utilizzavano i prezzi dell’energia elettrica come semplice pretesto per organizzare dimostrazioni, e che la loro prossima mossa sarebbe stata di natura più politica, con obiettivo l’attuale governo armeno. In altre parole, fu una rivoluzione colorata di marca USA, nascosta dietro a legittime preoccupazioni a riguardo dei prezzi dell’elettricita’.

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Visti gli estesi legami con gli USA, il ruolo di spicco di Sanasarian nelle proteste anti-russe lo qualifica non come un “politico” o “attivista”, ma come delegato finanziato dall’estero. E tali proteste non rappresentano legittimo dissenso, ma ingenenza straniera. Sanasarian afferma di lottare contro una presunta influenza russa, mentre non e’ altro che un agente di Wall Street, Londra, e Bruxelles. L’influenza di tali centri di potere dimostra l’ipocrisia ormai spesso osservata  nell’organizzazione di proteste contro i molti nemici dell’egemonia occidentale in tutto il mondo.

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Articolo di Tony Cartalucci pubblicato da LandDestroyer il 27 Aprile 2016
Traduzione in Italiano a cura di Voltaire1969 per SakerItalia