Il governo afgano, diretto dagli Stati Uniti, era il più grande produttore ed esportatore mondiale di oppio, morfina e del loro prodotto finale, l’eroina.

Come fece la prima volta che assunse il potere a metà degli anni ’90, il movimento talebano, antidroga e anticomunista, sta chiudendo il commercio di droga. I miliardi di dollari di oppio e morfina che fluivano in Asia Centrale, Russia, Iran, Turchia, Pakistan e Asia Sudorientale saranno velocemente ridotti. L’economia afgana basata sulla droga è in grave pericolo.

Tutto ciò non si saprebbe seguendo soltanto la faziosa stampa occidentale, le grandi reti televisive statunitensi, i social media o la BBC, che crede di essere il vecchio ufficio coloniale britannico. I media occidentali si sono focalizzati quasi solamente sulle presunte sofferenze delle benestanti donne occidentalizzate di Kabul. Questo è tutto quel che vedrete in televisione.

Che queste coccolate signore non possano curarsi le unghie non è il più grosso problema dell’Afganistan. Non lo è neanche la chiusura delle scuole di danza o delle boutique di moda.

Quel che veramente conta è non avere più la distruzione di matrimoni e villaggi afgani da parte degli aerei da guerra statunitensi o dai B-2 e B-52 , o che i talebani abbiano interrotto la tortura su larga scala perpetrata dalla polizia segreta, diretta dai comunisti, il cui capo, Amrullah Saleh, era un alleato chiave degli Stati Uniti e vero uomo forte afgano.

Nel frattempo, i media occidentali ignorano semplicemente le sofferenze delle donne nel Golfo e in Arabia Saudita. Io ricordo bene di essere stato arrestato due volte a Jeddah, in Arabia Saudita, dalla polizia religiosa per aver passeggiato con una donna attraente (una consulente di bellezza della Estee Lauder).

Fui arrestato in Kuwait per fatti analoghi, e frustato dalle forze di sicurezza aeroportuali saudite. E tutto ciò che ascoltiamo o vediamo sono le riprese dei maligni talebani che maltrattano le donne afgane.

Quel che vorrei veramente sapere è dove sono finiti i miliardi di dollari di denaro della droga raccolti dal regime di Kabul, sostenuto dagli Stati Uniti, e dai signori della guerra suoi alleati? Dove sono i bancali di banconote da 100 dollari fresche di stampa, arrivati in volo da Washington per finanziare il regime di Kabul? Si vide lo stesso fenomeno accadere nell’Iraq occupato dagli Stati Uniti, queste montagne di soldi sono giusto “andate a spasso”, come dicono gli australiani. Gli americani e i loro alleati arabi si sono fregati la maggior parte di questi fondi scomparsi.

L’Iraq e l’Afganistan rappresentano uno dei più grandi furti di denaro dei tempi moderni. Molto di questa storia sordida è stato documentato dalla SIGAR, l’agenzia anti-corruzione dello stesso governo statunitense, che ha condotto una battaglia valorosa per combattere il crimine in Afganistan durante la ventennale guerra da duemila miliardi di dollari.

Molti di questi criminali spacciatori di droga sono già stati tirati fuori dall’Afganistan mediante un ponte aereo statunitense/britannico/francese. Altri, oppositori dei talebani, la maggior parte di loro capibanda tagichi e uzbeki, sono riusciti a trovare rifugio nei vicini Uzbekistan e Tajikistan.

La più forte opposizione ai talebani è venuta dall’Alleanza del Nord tagìca, nella valle del Panjshir, a nord di Kabul. Questo gruppo alleato degli Stati Uniti ha dominato il traffico di droga finché non è stato buttato fuori dai talebani e, ora, sta cercando di sollevarsi con il sostegno segreto di Francia, India e Stati Uniti.

La Cina sta giocando cautamente in Afganistan. Nel 1981, fui invitato a Pechino dal controspionaggio militare cinese per chiedere il mio parere: se avrebbero dovuto iniziare a fornire armi alla resistenza islamica afgana anti-sovietica, i “mujaheddin”. Quello fu l’apice nella crescente divisione cino-sovietica. A Washington, nessuno sembrò vederlo o capirlo.

Quarant’anni dopo, la Cina sta ancora lottando con questo problema. Pechino vuole buone relazione con i talebani, ma è molto preoccupata dai selvaggi islamici che sostengono la libertà e l’indipendenza per i musulmani Uiguri del Xinjiang (Turkestan orientale) sotto il governo cinese.

Intanto, la macchina sputa soldi afgano-americana s’è fermata, e la sua produzione è stata segretamente investita nell’immobiliare statunitense e nelle banche svizzere.

*****

Articolo di Eric Margolis pubblicato su Oriental Review il 28 settembre 2021
Traduzione in italiano di Fabio_san per SakerItalia

 __________

 La redazione di SakerItalia ribadisce il suo impegno nella lotta anti-mainstream e la sua volontà di animare il dibattito storico e politico. Questa che leggerete è l’opinione dell’autore; se desiderate rivolgere domande o critiche purtroppo questo è il posto sbagliato per formularle. L’autore è raggiungibile sul link dell’originale presente in calce.

 L’opinione dell’autore non è necessariamente la nostra. Tuttavia qualsiasi commento indecente che non riguardi l’articolo ma l’autore, sarà moderato, come dalle regole in vigore su questo sito.

Condivisione: