Mike Pompeo è diventato il primo Segretario di Stato ad aver visitato la Bielorussia in 26 anni. Il 1 febbraio è arrivato a Minsk e ha incontrato il presidente Alexander Lukashenko.

La visita è avvenuta durante il periodo che vede nuove tensioni tra Minsk e Mosca in merito alle forniture energetiche e la riluttanza da parte di Lukashenko ad adempiere agli obblighi bielorussi previsti nell’accordo dell’Unione Russia-Bielorussia. Southfront ha in precedenza seguito questi sviluppi: Unione [in inglese], Energia [in inglese]. Per farla breve, Minsk tenta di continuare a ricevere dalla Russia risorse energetiche a basso prezzo, tecnologie, prestiti agevolati (piuttosto che contributi all’economia bielorussa), altri vantaggi economici e commerciali, ma non vuole comportarsi come un alleato della Russia negli ambiti economici, diplomatici e anche di sicurezza, in alcuni casi.

L’approccio di Minsk ha portato a problemi previsti nelle relazioni Russia-Bielorussia. Il 31 dicembre 2019 la Russia ha smesso di fornire petrolio alla Bielorussia dopo che entrambi i Paese non erano riusciti a rinegoziare l’accordo sul prezzo del petrolio, a seguito di un altro giro di negoziati sull’ulteriore attuazione dell’accordo sull’Unione Russia-Bielorussia. Lukashenko ha risposto accusando la Russia di aver bloccato le forniture “per dissolvere la Bielorussia”.

“Oggi andrò in visita in Bielorussia, la prima visita di un Segretario di Stato americano negli ultimi 25 anni. A Minsk spero di incontrare il presidente Lukashenko e il ministro degli Esteri, vogliamo infatti allargare la nostra collaborazione”

Durante l’incontro con Lukashenko, Pompeo ha affermato che gli Stati Uniti sperano di essere d’aiuto nel fornire una opportunità alla Bielorussia di raggiungere la “sovranità” e l’“indipendenza” che sta cercando.

“Gli Stati Uniti vogliono aiutare la Bielorussa a costruire un proprio paese sovrano” ha affermato Pompeo durante una conferenza stampa congiunta insieme al ministro degli esteri Vladimir Makei. “I nostri produttori di energia sono pronti a fornire a prezzi competitivi il 100% del petrolio di cui avete bisogno. Siamo i più grandi produttori di energia al mondo, e tutto quello che dovete fare è chiamarci”.

Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha fatto un appello per “progressi reali” nelle relazioni bilaterali con la Bielorussia, e ha incoraggiato le riforme economiche e politiche, oltre al miglioramento dei diritti umani. Lukashenko ha detto a Pompeo che è stato “molto apprezzabile che abbia rischiato nel venire a Minsk dopo una serie di incomprensioni tra Bielorussia e Stati Uniti”. Il ministro degli Esteri bielorusso ha ufficialmente accolto il rafforzamento del ruolo degli Stati Uniti in Bielorussia. Minsk ha affermato che sia Bielorussia che Stati Uniti hanno molte sfide e minacce in comune che dovrebbero essere indirizzate congiuntamente.

L’approccio dell’attuale leadership bielorussa dimostra che Lukashenko non ha imparato la lezione di altri “regimi autoritari” che hanno “flirtato” con gli Stati Uniti e con i loro “partner europei”.  Anche Muammar al-Gaddafi (Libia), Slobodan Milosevic (Jugoslavia), Saddam Hussein (Iraq) pensavano che con il blocco guidato dagli Stati Uniti potevano negoziare un accordo che gli avrebbe permesso di rimanere al potere (o almeno vivi) in cambio della resa degli interessi nazionali e degli alleati del loro paese. Tuttavia, tutti i casi citati sono finiti in grandi tragedie. Il governo di Lukashenko si sta mettendo con le proprie mani sull’orlo di questo destino.

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Articolo pubblicato su Southfront.org il 1 febbraio
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per
Saker Italia.

[I commenti in questo formato sono del traduttore]


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