Molti anni fa il commentatore politico ebreo-americano Walter Lippmann si rese conto che l’ideologia politica poteva essere completamente costruita, utilizzando i media per controllare sia la presentazione che la concettualizzazione, non per creare false credenze profondamente radicate nella popolazione ma anche per cancellare completamente le idee politiche indesiderate nella mente delle persone. Da qui ha preso il via non solo l’isteria americana per libertà, democrazia e patriottismo, ma anche tutta l’opinione politica prefabbricata, un processo che è in funzione da allora.  Lippman ha creato quelle teorie di persuasione di massa, usando “fatti” completamente costruiti e insinuati profondamente nelle menti di un pubblico ingenuo. Ma c’è molto di più in questa storia. Un ebreo austriaco di nome Edward Louis Bernays, nipote dello psicoanalista Sigmund Freud, è stato uno dei più precoci studenti di Lippmann, ed è stato colui che ha messo in pratica le sue teorie. Bernays, molto conosciuto in America come il padre delle Pubbliche Relazioni, dovrebbe invece essere più opportunamente considerato come il padre del marketing bellico americano e della manipolazione di massa dell’opinione pubblica.

Bernays affermava che “se capiamo il meccanismo e le motivazioni della mente collettiva” è possibile “controllare e irregimentare le masse secondo la nostra volontà, senza che loro lo sappiano”. Definiva questa tecnica scientifica di manipolazione delle opinioni “ingegneria del consenso” e, per realizzarla, ha combinato teorie di psicologia di massa con idee psicoanalitiche di suo zio Sigmund Freud. Bernays considerava la società come irrazionale e pericolosa, con un “istinto di branco”, e pensava che, se il sistema elettorale multipartitico (che era stato costruito da un gruppo di élite europee come meccanismo di controllo popolare) doveva sopravvivere e continuare a essere a servizio di quelle élite, era necessaria la manipolazione di massa della pubblica opinione. Queste élite, queste “persone invisibili”, avrebbero avuto – attraverso la loro influenza sul governo e il loro controllo dei media – il monopolio del potere di plasmare i pensieri, i valori e le risposte della popolazione. Lui era convinto che questo gruppo dovesse inondare le persone con disinformazione e propaganda carica di forza emotiva per “ingegnerizzare” l’acquiescenza delle masse e, quindi, governarle. Questo prefabbricato consenso delle masse (che crea conformità nella pubblica opinione, plasmata con lo strumento della falsa propaganda) sarebbe essenziale, secondo lui, per la sopravvivenza della democrazia. (1) (1a)(2)

Bernays scriveva: “La manipolazione cosciente e intelligente delle abitudini e delle opinioni organizzate delle masse è un elemento importante nella società democratica. Coloro che manipolano questo invisibile meccanismo della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere di governo del nostro paese”. Ha affermato che in America le persone sono governate, le loro menti plasmate, i loro gusti educati, le loro idee suggerite, in gran parte per mano di persone di cui non hanno mai sentito parlare. Diceva che “questo è un logico risultato del modo in cui la nostra società democratica è organizzata. Un gran numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera. In quasi ogni atto della nostra vita quotidiana siamo dominati da un numero relativamente piccolo di persone che conoscono i processi mentali e i modelli sociali delle masse. Sono loro che tirano i fili che controllano l’opinione pubblica”. (3)

Nel suo lavoro principale intitolato “Propaganda” (4) (4a), scritto nel 1928, Bernays sosteneva che la manipolazione dell’opinione pubblica è una parte necessaria della democrazia, in cui gli individui sono intrinsecamente pericolosi (rispetto all’avidità delle élite), ma che può essere imbrigliata e canalizzata dalle stesse élite a loro vantaggio economico. Scriveva successivamente che “nessun sociologo serio crede più che la voce della gente esprima […] alcuna saggia idea. La voce delle persone esprime l’opinione delle persone e quell’opinione è creata […] da quelle persone che conoscono la manipolazione dell’opinione pubblica. E’ composta da pregiudizi ereditati, simboli, cliché e formule verbali fornitegli dai leader. Fortunatamente […] il politico è capace, grazie allo strumento della propaganda, di plasmare e formare la volontà delle persone”. Credeva ovviamente che il controllo praticamente totale della popolazione fosse possibile e, forse, facile da raggiungere: “Così grande è il numero delle menti che possono essere irreggimentare e così tenaci sono quando vengono irreggimentate, che producono una pressione irresistibile di fronte alla quale sono impotenti i legislatori, gli editori e gli insegnanti”.

E non erano solo le masse a essere “intrinsecamente pericolose”: anche i leader di una nazione si adattano a questa descrizione, quindi anche loro avevano bisogno di manipolazione e controllo. Bernays aveva capito che se puoi influenzare i leader di una nazione, con o senza la loro consapevole collaborazione, puoi controllare il governo e il paese, e qui è esattamente dove lui ha posto la sua attenzione. Bernays aggiunge: “In alcuni settori della nostra vita quotidiana, in cui noi ci immaginiamo attori liberi, siamo governati da dittatori che esercitano un grande potere. Ci sono governanti invisibili che controllano i destini di milioni di persone. Solitamente non si comprende fino a che punto le parole e le azioni dei nostri più influenti uomini politici siano dettate da persone scaltre che operano dietro le quinte, né (cosa ancora più grave) fino a che punto i nostri pensieri e le nostre abitudini siano modificate dalle autorità”. Ha proseguito dicendo che “il governo invisibile tende ad essere concentrato nelle mani di pochi a causa della dispendiosità della manipolazione della macchina sociale che controlla le opinioni e le abitudini della masse”.  E in questo caso i “pochi” sono le ricche élite, i loro banchieri ancora più ricchi e i loro amici che controllano i media, l’editoria e le industrie dell’intrattenimento.

Il presidente americano Wilson cercava disperatamente di adempiere ai suoi obblighi nei confronti dei suoi “manipolatori” facendo entrare gli Stati Uniti nella Prima Guerra Mondiale, come desideravano, ma aveva poco successo con la pubblica opinione domestica perché pochi Americani volevano entrare nella guerra europea. Nel 1917 Wilson fondò quello che fu chiamato il “Comitato della Pubblica Informazione”, di cui Bernays divenne un membro di punta. A rivelarsi così efficaci nell’alterazione dell’opinione pubblica in merito alla guerra, sono stati gli ampi schemi di propaganda di Bernays e la sua influenza nel promuovere la palesemente falsa idea che l’entrata in guerra degli Stati Uniti era principalmente volta a “portare la democrazia a tutta l’Europa”. Grazie a Edward Bernays, nacque – senza mai più morire – il marketing bellico americano.

Fino alla Prima Guerra Mondiale, queste teorie della creazione di una pubblica opinione completamente falsa e basata sulla disinformazione, e poi sulla manipolazione della stessa per il controllo delle persone, erano ancora solo teorie: il sorprendente successo della propaganda di Bernays e del suo gruppo durante la guerra ha svelato le possibilità di controllare costantemente la pubblica opinione su ogni questione. Gli “accorti” progettisti del “governo invisibile” di Bernays svilupparono una tecnica standard di ciò che era essenzialmente propaganda e controllo dell’opinione, e la infiltrarono in tutto il governo americano, i suoi dipartimenti e le sue agenzie, e tra i suoi leader e i suoi politici. In coincidenza con questo, si esercitavano a contagiare i leader di ogni gruppo identificabile (confraternite, gruppi religiosi, commerciali, patriottici, sociali) e incoraggiavano queste persone a contagiare nello stesso modo i loro sostenitori.

A quanto pare, Bernays fu sbalordito dall’eccezionale successo del suo slogan democratico e della campagna d’odio nell’aver influenzato l’opinione pubblica a favore della guerra, e quindi cominciò immediatamente ad applicare il suo modello ad iniziative in tempo di pace. “Con l’applicazione delle teorie di suo zio Freud alla gestione della concezione delle persone, Bernays capì che provocare una paura per il comunismo e quindi manipolare le emozioni delle persone verso di essa, poteva essere una ricetta sicura per il successo di una ingegnerizzazione diffusa della pubblica opinione e per il controllo delle persone. Questa teoria era così potente che divenne un’arma vera e propria durante la Guerra Fredda”. Il termine “propaganda” aveva acquisito una reputazione negativa, quindi Bernays creò e promosse il termine “Pubbliche Relazioni”; ma, ovviamente, i suoi processi erano un’altra cosa. L’etica delle PR di Bernays prevedeva la manipolazione psicologica e il controllo dell’opinione pubblica attraverso una propaganda concepita in modo intelligente (e completamente falsa).

La responsabilità di Bernays è ben di più di quella dell’ingresso dell’America nelle due guerre mondiali: lui è stato determinante nell’aprire la strada alla cannibalizzazione e alla colonizzazione militare di gran parte del mondo da parte degli Stati Uniti, e nell’insediamento e nel sostegno degli Stati Uniti a dozzine di brutali dittature militari in tutto il mondo. Il suo primo progetto internazionale è stato aiutare a progettare il rovesciamento da parte degli Stati Uniti del governo eletto dal popolo di Jacobo Arbenz in Guatemela. In quel periodo, la United Fruit Company dei Rockefellers e varie élite finanziarie americane e internazionali possedevano gran parte del Guatemala, compreso il 70% di tutte le terre coltivabili, le strutture di comunicazione, l’unica ferrovia e il porto commerciale, e controllavano gran parte delle esportazioni. Quando Arbenz cominciò ad espropriare e a redistribuire la terra, Bernays sviluppò una massiccia campagna di propaganda che bollò Arbenz come comunista, terrorista, nemico della democrazia, un’onta dell’umanità e molto altro, fino al punto in cui l’opinione pubblica americana sostenne una farsa oltraggiosa e una delle più brutali violazioni dei diritti umani nella storia degli Stati Uniti. Il modello di Bernays è stato usato circa 70 volte per le invasioni americane di così tante nazioni, che è una delle cause dell’enorme scollamento tra ciò che gli Americani credono che il loro governo abbia fatto e ciò che ha realmente fatto. Per inciso, il Guatemala fece appello alle Nazioni Unite per fermare la massiccia interferenza degli Americani nel paese, una supplica che fu benevolmente accolta dal Segretario Generale dell’ONU Dag Hammarskjold, e che risultò fastidiosa per gli Stati Uniti. Fece la stessa cosa pochi anni dopo, e fu assassinato dalla CIA a causa dei fastidi provocati.

Prima ho trattato la mentalità “bianco/nero” che pervade l’America. Gran parte di questo è sostenuto dai tipi di caccia alle streghe della Cristianità che gli Americani hanno sposato, ma molta della colpa deve essere attribuita ai metodi di propaganda di Bernays. Lo stesso Bernays ha affermato che la propaganda potrebbe produrre nel pubblico delle risposte emotive rapide e forti, ma che la gamma di queste risposte è limitato, in quanto il carico emotivo insito nella sua propaganda avrebbe creato una sorta di mentalità binaria, costringendo alla fine la popolazione all’interno di un mondo impostato “bianco/nero”, che è precisamente ciò che vediamo oggi negli Stati Uniti. Non è difficile da capire. In una discussione per scegliere l’architettura paesaggistica del nostro giardino, potremmo avere una serie di risposte spontanee che vanno dall’avversione all’adorazione, ma se Bernays inonda il pubblico con favole inventate sui Tedeschi che uccidono i bambini, la gamma delle risposte potenziali non sarà spontanea, bensì completamente emotiva, e sarebbe limitata o all’avversione o forse a un blocco dell’informazione. In un certo senso, il nostro interruttore emotivo sarebbe limitato alla posizione “on” o su quella “off”, senza nessun’altra scelta ragionevole. Lo vediamo nei dibattiti su argomenti come il riscaldamento globale, in cui le posizioni non corrispondono alla provenienza educativa o lavorativa, non all’esperienza, ma tendono ad essere risposte fortemente emotive coerenti alle linee ideologiche e politiche, con esattamente il tipo di mentalità binaria che Bernays aveva predetto.

E’ interessante notare che i manipolatori alla fine sono diventati dei manipolati. Wilson, con la sua impazienza di manipolare l’opinione pubblica in favore della guerra, non è stato capace di capire che lui stesso era stato manipolato dai suoi “manipolatori”, dalle stesse élite di propagandisti le cui ambizioni belliche lui stava realizzando, così come altri schemi che loro avevano già impiantato nella sua mente. Il burattinaio era diventato il burattino, e la pratica divenne costante. L’élite di pochi, come li chiamava Bernays, aveva capito subito il potenziale per il controllo dei governi e, in ogni amministrazione americana successiva, il presidente e lo staff della Casa Binaca, i politici, i leader delle forze armate e delle agenzie di intelligence, tutti caddero preda della stessa malattia dell’astuta manipolazione. Il “forte desiderio di guerra” che aveva Roosvelt (5)(6)(7) nel 1939 è stato il risultato dello stesso processo di contagio e, una volta contagiato, lui ovviamente approvò il contagio dell’intera popolazione americana. Non differiscono George Bush con l’Iraq e Obama con la Libia e la Siria. Walter Lippmann e Edward Bernays hanno avuto un successo che è andato oltre le loro più ampie aspettative.

Bernays aveva proprio ragione nel dire che l’abilità di una società nell’essere partecipe di una democrazia dipendeva da quanto fosse ben informata: gli Americani però non riescono ad apprezzare che è l’ignoranza e non la conoscenza o l’educazione che protegge l’esistenza di sistemi politici multi-partito. Ecco perché i leader americani, controllati dallo stesso “governo invisibile” e con i media di proprietà dell’élite completamente accondiscendenti, hanno intenzionalmente mistificato al pubblico la loro politica e le loro azioni attuali, mentre la loro “élite di pochi” si specializzava in un massiccio revisionismo storico, specialmente della storia americana nel mondo e degli effetti di questa storia sulle altre nazioni. Tenendo gli Americani nell’ignoranza e nella disinformazione, con la mente piena di assurdi e falsi miti, e sempre con l’attenzione rivolta a cose irrilevanti, i leader americani e i loro burattinai hanno utilizzato le teorie di Bernays per controllare l’opinione pubblica e le convinzioni attraverso le bugie, la religione, il patriottismo e la propaganda emotiva. Era una vera e propria “ignoranza ingegnerizzata”, creata da un continuo programma di disinformazione, manipolazione e inganno, una sovversione abilmente pianificata del popolo americano.

La quasi schiacciante nebbia ideologica politico-religiosa che avvolge oggi l’America è dovuta a generazioni di inganno e propaganda istituzionalizzati, ed è la causa diretta di gran parte della nota ignoranza degli Americani. Anche la loro ideologia capitalista è radicata nell’idea sbagliata di economia e nella falsa propaganda, con il risultato che oggi quasi nessun americano ha alcuna capacità di comprendere le reali (e in gran parte criminali) ragioni del loro successo economico nazionale. Un altro esempio è la stupefacente ampiezza della polarizzazione binaria della politica e del governo, ma pochi Americani hanno una qualche conoscenza delle proprie condizioni. Come ha osservato un autore “in America i ricchi hanno creato un sistema intrinsecamente squilibrato che è sfruttabile dai ricchi, e questi stanno elaborando l’uso della propaganda e della disinformazione per convincere gli Americani che il sistema è giusto e, semmai, ingiustamente orientato verso i poveri”. E ancora: “il sistema economico che l’America ha sviluppato è dipendente dallo sfruttamento di paese stranieri e dall’acquisizione di risorse straniere, ragione per cui (gli Stati Uniti) perseguono una strategia di dominio mondiale”.  Prosegue dicendo che la politica estera della Destra americana è stata sviluppata attraverso un’ampia propaganda e un’esasperazione di minacce straniere tali da mantenere le condizioni per avere il sostegno dell’opinione pubblica e per giustificare la repressione del dissenso.

Prima ho scritto che nessun governo di Destra potrebbe sopravvivere alla luce del giorno se rivelasse tutte le verità, perché gran parte di queste verità sono duramente anti-sociali e ideate solo per creare un flusso di ricchezza nazionale per relativamente pochi membri delle élite e della finanza. Per poter funzionare del tutto, un governo di Destra come quello degli Stati Uniti deve essere sempre più riservato e fare affidamento ancora più pesantemente a Bernays e alla sua propaganda, al fine di indurre nella popolazione sia un consenso ingegnerizzato che un’ignoranza ingegnerizzata, senza cui una democrazia non potrebbe sopravvivere. E’ così vero che dopo la Seconda Guerra Mondiale l’esercito americano ha pesantemente limitato il controllo dei media nella Germania e nel Giappone occupati, perché aveva capito che i media potevano facilmente educare i cittadini ai pericoli della presenza americana sia a casa che in Europa. Questo velo di segretezza è stato portato ad un tale livello che le élite americane e internazionali hanno creato ciò che uno scrittore ha definito un enorme quadro di bugie che funziona come un’arena, in cui le idee della propaganda desiderata vengono presentate agli Americani come informazione, ma dove la realtà è molto diversa da quella in cui opera la leadership americana. Lo stesso scrittore ha dichiarato in maniera perfetta che “in questo quadro di bugie il mondo sembra essere un semplicistico luogo del bene e del male. Il sentimento degli Americani, secondo cui siamo le persone con più successo sulla terra e che l’America è il paese con più successo al mondo, viene utilizzato per sostenere l’idea che la politica americana è intrinsecamente altruistica perché la nostra cultura ci dice che il successo è la misura della virtù. Ciò che invece è vero è che l’America ha successo proprio perché la politica americana non è altruistica”.

Il prossimo saggio di questa serie descriverà in dettaglio gli inizi – e i devastanti risultati – degli sforzi iniziali di Bernays.

Gli scritti di Romanoff sono stati tradotti in 28 lingue, e i suoi articoli sono stati pubblicati su oltre 150 siti web di informazione e politica in lingua straniera in più di 30 paesi, oltre a più di 100 piattaforme in lingua inglese. Larry Romanoff è un consulente aziendale in pensione e uomo d’affari. Ha ricoperto posizioni dirigenziali di alto livello in aziende internazionali di consulenza e ha gestito un’attività di import-export internazionale. È stato professore ospite presso l’Università Fudan di Shanghai, in cui ha presentato dei casi di studio in Affari Internazionali a classi di EMBA di livello superiore. Romanoff vive a Shanghai e attualmente sta scrivendo una serie di dieci libri per lo più legati alla Cina e all’Occidente. E’ uno degli autori della nuova antologia di Cynthia McKinney “When China sneezes” [“Quando la Cina starnutisce”]. Il suo archivio completo può essere consultato su https://www.moonofshanghai.com/  e http://www.bluemoonofshanghai.com/

Può essere contattato a: 2186604556@qq.com

Note [tutti i link sono in inglese]

(1) https://www.amazon.com/Engineering-Consent-Edward-L-Bernays/dp/B0007DOM5E;

(1a) https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/1b/The_Engineering_of_Consent_%28essay%29.pdf

(2) http://classes.dma.ucla.edu/Fall07/28/Engineering_of_consent.pdf

(3) https://www.goodreads.com/quotes/203430-the-conscious-and-intelligent-manipulation-of-the-organized-habits-and

(4) https://www.amazon.com/Propaganda-Edward-Bernays/dp/0970312598; (4a) http://www.historyisaweapon.com/defcon1/bernprop.html

(5) https://famguardian.org/Subjects/Scams/FDR/fdr.htm

(6) https://www.chroniclesmagazine.org/article/wikileaks-1941/

(7) https://mises.org/library/roosevelt-nobody-knows

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Articolo di Larry Romanoff pubblicato su The Saker il 6 febbraio 2021
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per Saker Italia.

[I commenti in questo formato sono del traduttore]


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