Nella notte, forse in risposta ad un aumento della pressione delle truppe delle Repubblica di Donetsk sul ridotto governativo di Peski (la cui posizione pare farsi difficile) sono ripresi i bombardamenti dell’ VSU (Esercito Ucraino) sulla città di Gorlovka. La città, che dista una quarantina di chilometri da Donetsk, è in prima linea sin dalla metà di luglio. I collegamenti con la capitale sono precari e l’arteria che collega la città a Donetsk, la M04, corre parallela al fronte, da cui la separano poche centinaia di metri, mentre il centro è minacciato anche da est, dal saliente di Debalchevo, dove è attestato un potente dispositivo militare governativo. L’odierna conformazione del fronte rende la città difficile da difendere, e soggetta a tentativi di accerchiamento da parte del nemico.

Per la città la tregua di capodanno è stata brevissima: l’ultimo bombardamento si era avuto la notte fra il 29 ed il 30: vi erano stati feriti ed estesi danni sui quartieri Miniera 6 e 7, Glubokaja, Shirokaja Balka, Rtutnij, Kurganka e Bessarabka. Il bombardamento della notte scorsa è stato ancora più massiccio. E’ possibile leggere su Facebook le testimonianze dello spavento della cittadinanza.

Una donna scrive verso le undici: “I bombardamenti continuano, arrivano dove non sono mai arrivati. Bisogna scendere nei rifugi, non facciamo l’elenco dei quartieri colpiti, colpiscono tutti i quartieri. Consiglio a tutti di mettersi al riparo: ci sono morti e feriti, la priorità è sopravvivere.”

Un’ altra testimonianza: “alle dieci e mezza di sera, tutti già pensavano di coricarsi, il papà stava seduto vicino alla finestra al computer, mamma era in cucina. Io stavo entrando in camera da letto e sono stata buttata dall’onda d’urto due metri indietro nel corridoio. Papà è caduto istintivamente e in tre secondi si è coperto con una sedia. Le finestre sono state sradicate: volava tutto, finestre, vetri e polvere. Dopo un gran botto di esplosione si sono tutti azzittiti. Ho coperto il fratellino con la schiena. Ho iniziato a gridare e chiamare papà e solo dopo qualche minuto ho sentito che lui era vivo e che era tutto a posto. sono stati i minuti più spaventosi della mia vita. Dopo qualche minuto si sono ripresi tutti. Sono passati circa 5 minuti, non di più. E’ arrivato un secondo colpo proprio in casa nostra. La notte scorsa siamo stati salvati proprio da Dio. E’ stato colpito il tubo del riscaldamento: l’acqua bollente schizzava fuori: prima che si riuscisse a fermarla ci siamo bruciati tutte le mani. Il secondo colpo è arrivato direttamente nella camera da letto dove viveva la famiglia: la mamma è riuscita per poco a portare fuori il neonato, nel corridoio prima che dietro le sue spalle crollasse il soffitto. Non so cos’è: destino, fortuna o l’aiuto di Dio, ma grazie a Dio siamo tutti vivi. Come abbiamo meritato tutto questo? A cosa pensa la Guardia Nazionale quando spara sui quartieri residenziali? A cosa pensate, bestie? Vi auguro buon anno e vi auguro di bruciare tutti all’inferno, e ai vostri figli di provare quello che abbiamo vissuto noi in questa notte spaventosa. Stando seduti al freddo in una nuvola di polvere con i bimbi piccoli in braccio e in gola il sapore di sangue dall’onda d’urto. Stai seduto senza sapere quale di questi minuti sarà l’ultimo. Ma la cosa più interessate è che la mattina, quando le donne sono andate dai miliziani, questi hanno detto che non sanno niente e che non sono i problemi loro. Praticamente si sono liberati di noi. Praticamente stavano lì, a parlare tranquillamente fra loro mentre la gente sgomberava il cortile fra le schegge e cercava le vittime. Grazie mille ai miliziani da Bessarbka. Tutti se ne fregano di noi. Siamo come topi di laboratorio. Io li odio tutti quelli che sparano, quelli che sponsorizzano e continuano questi omicidi di massa tutti i giorni. Grazie a Dio che siamo tutti rimasti vivi questa notte. E a voi Dio sarà giudice: tutto tornerà indietro”

Il racconto di una ragazza, questa mattina: “Mia nonna di 86 anni è rimasta a sedere tutta la notte nel corridoio del suo appartamento! Ha detto ha avuto una gran paura!! Una persona che ha passato la Grande Guerra Patriottica… che ha avuto paura! Gli esseri che hanno guadagnato un centesimo da questa guerra: vi odio tutti! Tutti, senza eccezioni! E’ stata una notte infernale per gli abitanti di Gorlovka! Il bombardamento è cominciato alle 20 ed è finito alle 4 (si prospetta una felice celebrazione del Natale)!” [il natale ortodosso è il 7 gennaio]

Un video girato questa mattina documenta le distruzioni patite dalla città. Il bilancio ufficiale parla di un morto e tre feriti.

Denis Pushilin, portavoce della Repubblica di Donetsk presso il Gruppo di Contatto di Minsk, ha annunciato che l’episodio verrà contestato a Kiev in occasione della prossima riunione del gruppo la cui data, tuttavia, non è ancora stata fissata. (Marco Bordoni)

 AGGIORNAMENTO: l’anno è iniziato tristemente. In seguito al bombardamento di artiglieria sulla città di Gorlovka da parte dell’VSUil 1 gennaio 2015 sono morte quattro persone: un militare e tre civili. La situazione rimane tesa. !

 

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