Le notizie che si susseguono velocemente possono essere poco chiare. I resoconti possono essere contraddittori e mancare di alcuni dettagli significativi. Notizie che sono fake news possono improvvisamente diventare vere, mentre la corretta versione di una notizia può diventare una fake news.

Lo vediamo in diretta con questo caso, che mostra come e perché possa succedere.

Ieri la Polizia di Stato italiana ha arrestato un certo numero di neo-nazisti che avevano combattuto in Ucraina contro i separatisti appoggiati dai Russi. La polizia ha trovato il loro consistente deposito di armi. L’arresto è diventato una notizia internazionale, perché tra le armi sequestrate c’era un missile aria-aria francese, originariamente fornito al Qatar (probabilmente è stato mandato in Libia dal Qatar, a sostegno del fronte dei Fratelli Musulmani, e quindi venduto ad alcuni contrabbandieri italiani).

Mark Amer ha sottolineato che il resoconto sul caso sembrava contraddire la dichiarazione della polizia italiana (vedi tweet @MarkAmesExiled – 20:34 UTC – 15 luglio 2019) [in inglese]

La dichiarazione ufficiale della polizia italiana afferma che i Nazisti con il missile avevano combattuto “contro i separatisti [pro-Russi]”, mentre la BBC dichiara i nazisti italiani avevano combattuto “a favore” dei separatisti appoggiati dai Russi. Qualcuno sta facendo disinformazione https://www.poliziadistato.it/articolo/225d2c47fb2c9ef299497390

A sostegno della sua affermazione, Ames aggiunge gli screenshot di molti retweet della notizia della BBC e della dichiarazione originale della polizia.

La notizia della BBC, così come la dichiarazione della polizia, sono cambiate. Fortunatamente entrambe sono state salvate più volte su archive.org

Nella notizia originale della BBC, archiviata il 15 luglio alle 15.04 UTC [in inglese], si legge (il grassetto è mio):

In nord Italia la polizia anti-terrorismo ha sequestrato un missile aria-aria e altre armi sofisticate durante i blitz contro i gruppi estremisti di destra.
Tre persone sono state arrestate, due di queste nelle vicinanze dell’aeroporto di Forlì. Ci sono stati altri blitz contro movimenti di propaganda neo-nazista in molte città.
I media italiani affermano che le irruzioni facevano parte di un’indagine sugli aiuti italiani di estrema destra a favore delle forze separatiste, sostenute dalla Russia, nella parte orientale dell’Ucraina.

I media italiani riportano i nomi degli arrestati: Fabio Del Bergiolo di 50 anni, ex funzionario della dogana e attivista del movimento di estrema destra Forza Nuova, Alessandro Monti di 42 anni, svizzero, e Fabio Bernardi, 51 anni, italiano.

Il 3 luglio il tribunale di Genova ha arrestato tre uomini accusati di combattere a favore dei separatisti sostenuti dai Russi, che controllano una vasta area delle regioni ucraine di Donetsk e Lugansk.

Il secondo paragrafo della dichiarazione originale italiana, archiviata la prima volta il 15 luglio alla 14.06 UTC [in inglese], riportava (il grassetto è mio):

Le indagini erano iniziate circa un anno fa quando la questura di Torino, coordinata dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, aveva monitorato alcune persone legate a movimenti politici dell’ultra destra e che avevano combattuto nella regione ucraina del Donbass contro gli indipendentisti.

Molte persone hanno avuto l’impressione [in inglese] che la notizia della BBC affermasse che l’arresto di ieri riguardava le persone che avevano combattuto a favore dei separatisti.

Secondo il tweet di Caroline Orr (@RVAwonk – 19:43 UTC – 15 luglio 2019):

Porca miseria. In Italia la polizia ha sequestrato un missile qatariota aria-aria “pronto al combattimento” e materiali di propaganda nazista appartenenti a gruppi italiani neo-nazisti, collegati alle forze separatiste appoggiate dalla Russia in Ucraina. Vedi articolo [in inglese]

La notizia della BBC insinuava che i neonazisti recentemente arrestati combattevano per il fronte separatista, ma di fatto non lo ha detto: diceva soltanto che l’arresto è avvenuto nell’ambito di un’indagine su un qualche sostegno da parte dell’estrema destra ai separatisti.

Gli autori della BBC possono essersi confusi. E’ stata l’agenzia stampa britannica Reuters che per prima ha insinuato che i neonazisti arrestati avevano combattuto sul fronte separatista. Ha inoltre troncato la dichiarazione della polizia. Ecco il lancio della Ruters pubblicato [in inglese] dal New York Times il 15 luglio (il grassetto è mio):

Una dichiarazione della polizia ha affermato che le forze di elite della polizia hanno fatto perquisizioni in tutto il nord Italia a seguito di un’indagine sugli Italiani che avevano combattuto a fianco delle forze separatiste supportate dalla Russia nella parte orientale dell’Ucraina.

La dichiarazione continua dicendo che l’inchiesta “è nata a seguito di attività di alcuni combattenti italiani di estrazione estremista che avevano preso parte al conflitto armato nella regione ucraina del Donbass”.

L’ultimo paragrafo è quello in cui la Reuters omette di aggiungere “contro i separatisti”, frase presente nella dichiarazione scritta dalla polizia. Il corrispondente della Reuters era probabilmente lui stesso confuso visto che i fatti sembravano contraddire loro stessi.

C’è effettivamente un’indagine italiana sugli Italiani di destra che hanno combattuto per il fronte separatista. Il 6 agosto del 2018 il Washington Post riportava:

In Italia è sempre stato un segreto di pulcinella che attivisti di estrema destra combattessero in Donbass, la regione orientale dell’Ucraina, dove i separatisti filo-russi – con l’assistenza del governo russo – stanno combattendo contro il governo ucraino dal 2014. Le autorità italiane, comunque, non sembravano interessate a fermarli.

Tutto questo è cambiato improvvisamente la scorsa settimana, quando i pubblici ministeri della città italiana di Genova hanno ordinato l’arresto di sei uomini accusati di far parte delle milizie filo-russe in Donbass e di reclutare persone per la causa.

Uno dei fuggiaschi è Andrea Palmeri, ex leader dei Bulldog Lucca, gruppo hooligan di estrema destra, che era in precedenza apparso sulla tv nazionale vantandosi di aver combattuto in Ucraina. Un altro è Gabriele Carugati, figlio di un politico esponente della Lega, partito di estrema destra (la Lega è attualmente uno dei due partiti al governo in Italia), che ha pubblicamente elogiato la scelta del figlio di combattere in Ucraina.

La confusione può essere spiegata. Ci sono molti partiti di estrema destra in Italia. La Lega Nord è un partito nazionalista/populista ed è attualmente guidata del vice-Primo Ministro Matteo Salvini. La Lega Nord è filo-russa e ha un accordo di cooperazione con Russia Unita, il più grande partito russo che sostiene il presidente Putin. E’ stata accusata [in inglese] di avere cercato soldi russi. Non sorprende quindi che le persone associate alla Lega Nord possano combattere nelle fila dei separatisti sostenuti dalla Russia nella regione del Donbass.

Le persone arrestate ieri sono associate a Forza Nuova, partito molto più piccolo della Lega Nord, e apertamente fascista:

Il leader di Forza Nuova Roberto Fiore è stato un tempo stretto alleato del partito ucraino di estrema destra Svoboda ma, allo scoppio della guerra in Donbass, Forza Nuova e Fiore “si sono considerevolmente spostati verso il campo filo-russo”.

Uno degli uomini arrestati ieri è stato un candidato di Forza Nuova. Non sorprende sapere che abbia combattuto dalla parte dei fascisti ucraini contro i separatisti del Donbass.

Ai media mainstream piace mettere tutti i partiti di destra nello stesso contenitore “estrema destra”. Ci sono però molte più sfumature di quanto si pensi nell’estrema destra. I nazionalisti di destra sono spesso isolazionisti, mentre la destra fascista è spesso internazionalista. E’ un po’ come il conflitto tra Stalin e Trotsky del secolo scorso. Entrambi erano comunisti ma [in inglese]:

Dopo la morte di Lenin, una delle domande principali in Russia era la questione dell’internazionalismo, se cioè si dovesse seguire la politica della “rivoluzione internazionale” o quella del “socialismo in un solo paese”. Trotsky appoggiava la prima ipotesi, Stalin la seconda.

La polizia italiana indagava sulle persone di estrema destra che avevano combattuto in Ucraina appoggiando i separatisti. Ma l’arresto di ieri ha riguardato qualcuno che aveva combattuto sul fronte opposto.

Ora la BBC ha corretto la sua notizia. La versione archiviata il 16 luglio alle 10.50 UTC [in inglese] è diversa nel terzo paragrafo, e aggiunge un’importante dichiarazione tratta dalla dichiarazione originale della polizia:

La polizia torinese ha dichiarato che il blitz faceva parte di un’indagine sulle implicazioni dell’estrema destra italiana nel conflitto nell’Ucraina orientale.

La dichiarazione della polizia affermava che gli arresti facevano parte di un’indagine, partita circa un anno fa, sui gruppi di estrema destra “che avevano combattuto nella regione ucraina del Donbass contro i separatisti”.

La data sulla notizia della BBC è ancora il 15 luglio, e non ci sono indicazioni editoriali che sia stata cambiata.

Se quanto detto sopra non è abbastanza confuso, provate con questo.

Circa nello stesso periodo in cui la BBC correggeva la sua notizia, la Polizia di Stato italiana cambiava la propria.  La nuova versione è stata archiviato il 16 luglio alle 10.32 UTC [in inglese]. Il secondo paragrafo ora recita:

Le indagini erano iniziate circa un anno fa quando la questura di Torino, coordinata dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, aveva monitorato alcuni combattenti italiani con ideologie oltranziste responsabili in passato di aver preso parte al conflitto armato nella regione ucraina del Donbass.

Le ultime tre parole del paragrafo originale (“contro gli indipendentisti”) sono state cancellate. Ora c’è la frase più generica “chi ha combattuto nella regione ucraina del Donbass”. Alla fine della pagina è riportato: “15/07/2019 (modificato il 16/07/2019)”. (vedi screenshot)

La notizia della BBC che prima era vera, ora è diventata falsa. Afferma che la dichiarazione della polizia a cui si riferiva parlava di “chi aveva combattuto nella regione ucraina del Donbass contro i separatisti”. Ma la relativa dichiarazione della polizia non lo dice più. La notizia modificata della BBC è diventata improvvisamente fake news.

Cosa possiamo imparare da questo fiasco?

Prima lezione: mai fidarsi delle notizie. Ha senso? I fascisti dell’ultra destra potrebbero combattere a fianco dei separatisti del Donbass contro i fascisti ucraini dell’Azov, che hanno la stessa ideologia? Se si ha un dubbio, si devono verificare le notizie, come ha fatto Mark Ames, guardando le fonti e le dichiarazioni originali.

Secondo lezione: non prendetevela con i poveri autori. Se ci sono delle contraddizioni nelle notizie, è probabilmente perché gli autori non avevano la piena comprensione della situazione. Chi scrive per i giornali non ha il tempo per approfondire tutte le notizie. Le loro fonti potrebbero sbagliare. Specialmente le agenzie sono spesso incomplete o fuorvianti. Un editore potrebbe avere interferito per ragioni politiche.

La terzia e ultima lezione è che le notizie non possono mai rimpiazzare il dovere di un’informazione indipendente. Ci vuole tempo per ottenerla, ma ne vale la pena.

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Articolo di Moon of Alabama pubblicato il 16 luglio 2019
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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