Ora che è passata poco più di una settimana dall’attesissimo vertice Putin-Trump a Helsinki, ho avuto il tempo di leggere molte delle reazioni e dei commenti che ha generato. Sto arrivando alla conclusione paradossale che questo vertice è stato sia un non-evento che un vero spartiacque storico. Diamo un’occhiata all’evento stesso, e quindi alle sue conseguenze.

Il vertice in sé: un non-evento molto necessario

Innanzitutto, bisogna ben accogliere il fatto che Putin e Trump si sono parlati, non tanto perché questo fatto di per sé è ottimo, ma perché è una situazione estremamente pericolosa quando i leader delle due superpotenze militari (e nucleari) non si parlano l’un l’altro. Negli ultimi due anni, quasi tutti i contatti tra funzionari russi e statunitensi sono stati tagliati unilateralmente, tutti da parte degli Stati Uniti, ovviamente. L’unica eccezione a questo silenzio quasi totale sono stati i contatti tra militari russi e statunitensi e funzionari di sicurezza/dell’intelligence, che è una cosa molto buona. Tuttavia, anche questo non è sufficiente, perché né i militari né i funzionari della sicurezza/dell’intelligence sono tenuti a fare politica e, quindi, quando sono gli unici a parlare possono accadere due cose: o a) questi ufficiali militari e della sicurezza/dell’intelligence sono severamente limitati nella loro autorità di prendere decisioni, o b) i funzionari militari e della sicurezza/dell’intelligence sono obbligati a prendere in mano la situazione e iniziano a formulare politiche nonostante la loro mancanza di autorità a farlo. Tale stato di cose è intrinsecamente pericoloso (per non dire non democratico). Tuttavia, il fatto che i due presidenti e i loro consulenti abbiano parlato tra loro è uno sviluppo tanto necessario che, auspicabilmente, segnerà il ritorno a un normale dialogo multilivello tra Russia e Stati Uniti.

Ma oltre al fatto che il dialogo è per definizione buono, cos’altro ha ottenuto il summit?

Assolutamente niente. Niente di niente.

Oh certo, c’è stato un certo numero di dichiarazioni generiche fatte su “discussioni positive” e simili, e alcuni vaghi riferimenti a vari conflitti, ma la verità è che non è stato concordato nulla di reale e tangibile. Inoltre, e questo è, credo, assolutamente cruciale, non c’è mai stata alcuna possibilità che questo summit ottenesse qualcosa. Perché? Perché i russi hanno concluso molto tempo fa che i funzionari degli Stati Uniti sono “incapaci di fare accordi” (недоговороспособны). Hanno ragione – gli Stati Uniti sono stati incapaci di fare accordi almeno dal momento in cui Obama e Trump non hanno fatto altro che peggiorare le cose: non solo gli Stati Uniti ora hanno rinnegato l’Accordo sul Nucleare iraniano (illegalmente – dal momento che questo piano è stato approvato dall’UNSC), ma Trump ha persino pateticamente fatto marcia indietro sulla dichiarazione più importante che ha fatto durante il summit, quando ha cambiato retroattivamente il suo “Il Presidente Putin dice che non è stata la Russia. Non vedo alcuna ragione per cui sarebbe stata lei” in “non vedo alcuna ragione per cui non sia stata la Russia” (altro che scacchi 5D!). Se Trump non può nemmeno attenersi alle sue stesse parole, come potrebbe qualcuno aspettarsi che i russi prendano quello che dice seriamente?! Inoltre, sin dalle molte promesse verbali occidentali di non spostare la NATO “di un centimetro verso est[in inglese], i russi sanno che le promesse occidentali, le rassicurazioni e le altre garanzie sono inutili, sia fatte a parole che scritte su carta. In realtà, i russi sono stati molto schietti nel loro disgusto non solo per la disonestà occidentale, ma anche per la mancanza fondamentale di professionalità delle loro controparti occidentali, da qui il commento di Putin [in inglese] su “è difficile avere un dialogo con persone che confondono l’Austria con l’Australia”. È abbastanza ovvio che i russi hanno acconsentito al summit pur sapendo benissimo che non ne sarebbe, o addirittura potuto, uscire nulla. Questo è il motivo per cui stavano già scaricando titoli del Tesoro USA prima di incontrarsi con Trump [in inglese] (un chiaro segno di cosa il Cremlino pensi davvero a proposito di Trump e degli Stati Uniti).

Allora, perché si sono accordati sull’incontro?

Perché hanno valutato correttamente le conseguenze di questo incontro.

Le conseguenze del vertice: un’unanimità di odio e caos

Questo è il classico caso in cui la vera “azione è nella reazione[in inglese] e, in questo caso, la reazione dei Neoconservatori che conducono lo stato profondo degli Stati Uniti e la sua macchina di propaganda (i media corporativi statunitensi) è stata a dir poco di totale e abbietta isteria. Potrei elencare un numero immenso di citazioni, affermazioni e dichiarazioni che accusano Trump di essere un codardo, un traditore, un venduto, un agente di Putin e tutto il resto. Ma ho trovato l’illustrazione più potente di quell’isteria piena di odio in una raccolta di vignette dei media corporativi occidentali pubblicata da Colonel Cassad in questa pagina:

https://colonelcassad.livejournal.com/4330355.html

Non la ripubblicherò qui, ma per favore prendetevi il tempo di guardarla e di vedere di persona che tipo di messaggio inseriscono. Il messaggio è portato da diverse angolazioni e in modi diversi, ma il tema generale unificante è questo: Trump è infinitamente malvagio, ha venduto gli Stati Uniti a Putin-il-Diavolo, e tutto ciò che gli americani ritengono sacro e caro ai loro cuori è ora in immenso pericolo. Mi sono sempre piaciute le vignette e il modo in cui non rispettano e ridicolizzano i poteri, ma quello che vediamo oggi non è l’umorismo, la mancanza di rispetto o persino la critica virulenta. Quello che vediamo oggi è una campagna di odio contro Trump e la Russia che penso che il mondo non abbia mai visto prima: anche all’inizio del 20° secolo, compresi gli anni prima della Seconda Guerra Mondiale, quando c’era un sacco di odio in giro, non c’è mai stata una tale unanimità di odio come quella che vediamo oggi. Inoltre, ciò che viene attaccato non è solo “Trump l’uomo” o “Trump il politico”, ma “Trump il Presidente”. Per favore, confrontate i seguenti due esempi:

  1. Le guerre degli Stati Uniti dopo l’11 Settembre: molte persone hanno avuto grosse riserve sulle guerre contro l’Afghanistan, l’Iraq e l’intera faccenda della guerra al terrorismo. Ma la maggior parte degli americani sembrava essere d’accordo con lo slogan “sosteniamo le nostre truppe”. La logica era qualcosa del tipo “non ci piacciono queste guerre, ma sosteniamo i nostri uomini e donne combattenti e l’istituzione militare in quanto tale”. Quindi, mentre una politica specifica è stata criticata, questa critica non è mai stata applicata all’istituzione che la mette in pratica: le Forze Armate statunitensi.
  2. Trump dopo Helsinki: tenete a mente che Trump non ha fatto alcun accordo con Putin, nessuno. Eppure quella politica di non stipulare accordi con Putin è stata istericamente bollata come un tradimento. Ciò pone la domanda: quale tipo di politica avrebbe l’approvazione dello Stato Profondo americano? Forse Trump che dà un pugno sul naso a Putin? Questo è del tutto ridicolo, ma a differenza della guerra al terrorismo, non c’è alcuna differenziazione tra la politica di Trump nei confronti di Putin e Trump come Presidente degli Stati Uniti. Si parla addirittura di impeachment, tradimento e “crimini di Stato e illeciti” o del “KGB” (sciolto 27 anni fa, ma non importa) che ha partecipato all’elezione del Presidente degli Stati Uniti.

Quello che Trump sta affrontando oggi non è una raffica di critiche ma un vero e proprio linciaggio! E ciò che è davvero spaventoso è che quasi nessuno osa denunciare quel linciaggio isterico per quello che è. Ci sono alcune eccezioni, ovviamente, anche nei media (penso a Tucker Carlson), ma queste voci sono totalmente soffocate dagli strilli pieni di odio della stragrande maggioranza dei politici e dei giornalisti statunitensi. Anche i supposti sostenitori del presidente Trump come Trey Gowdy, che si è completamente gettato anima e corpo sulla sciocchezza la Russia ha cercato di attaccarci” [in inglese]. Con amici come questi…

Ciò che è accaduto dopo il summit è un “due minuti di odio” orwelliano, ma ora si è protratto in due settimane di odio. E non vedo alcun segno che questo linciaggio si stia calmando. Infatti, a partire da questa mattina, i livelli di isteria stanno solo aumentando [in inglese].

A proposito, queste sono le tipiche tattiche in stile neoconservatore: raddoppiate la posta, poi raddoppiate di nuovo, quindi rilasciate dichiarazioni che vi rendono impossibile fare marcia indietro, quindi ripetete tutto il numero di volte necessario. Questa strategia è inutile contro un nemico potente e di principio, ma fa miracoli con un nemico debole e senza spina dorsale come Trump. Ciò è particolarmente vero per i politici e i giornalisti statunitensi che da tempo sono diventati complici dello Stato Profondo (specialmente dopo l’attacco sotto falsa bandiera dell’11 Settembre, e il suo insabbiamento) e che ora non possono arretrare in nessuna circostanza o trattare il Presidente Trump come un normale, regolare, presidente. La retorica anti-Trump è andata troppo oltre, e gli Stati Uniti hanno ora raggiunto quello che credo sia un punto di non ritorno.

La crisi costituzionale in fermentazione: i Neoconservatori contro i “deplorevoli”

Credo che gli Stati Uniti si trovino di fronte a quella che potrebbe essere la peggiore crisi della loro storia: il presidente legittimamente eletto viene apertamente delegittimato, il che, a sua volta, delegittima il processo elettorale che lo ha portato al potere e, naturalmente, critica aspramente anche i “deplorevoli” che hanno osato votare per lui: la maggioranza del popolo americano.

Il processo che sta avvenendo sotto i nostri occhi divide i cittadini degli Stati Uniti in due categorie principali: in primo luogo, i Neoconservatori e coloro ai quali i media statunitensi hanno effettuato con successo il lavaggio del cervello e, in secondo luogo, tutti gli altri. Questo secondo gruppo, tra l’altro, è molto vario e include non solo sostenitori di Trump in buona fede (molti dei quali sono stati anche zombificati a modo loro), ma anche paleo-conservatori, libertari, attivisti contro la guerra, (veri) progressisti e molti altri gruppi. Immagino anche che molte persone nell’esercito stiano guardando con orrore mentre le loro Forze Armate e il loro paese sono distrutte dai Neoconservatori e dai loro sostenitori. Fondamentalmente, quelli che pensavano “Rivoglio indietro il mio paese” e che speravano che Trump lo facesse accadere ora sono inorriditi da ciò che sta accadendo.

Credo che quello che stiamo vedendo sia un massiccio e deliberato attacco dei Neoconservatori e del loro Stato Profondo contro il sistema politico e il popolo degli Stati Uniti. Il Congresso, in particolare, è ora colpevole di un colpo di Stato contro l’esecutivo su così tanti livelli che sono difficili da contare (e molti di loro sono probabilmente nascosti all’occhio del pubblico) compresi i ripetuti tentativi di impedire a Trump di esercitare i suoi poteri costituzionali come, ad esempio, le decisioni sulle questioni di politica estera. Un perfetto esempio di ciò si può trovare nella dichiarazione ufficiale di Nancy Pelosi su un possibile invito di Trump a Putin:

“L’idea che il Presidente Trump inviti un tiranno a Washington è incredibile. I continui attacchi di Putin alle nostre elezioni e alle democrazie occidentali e le sue azioni illegali in Crimea e nel resto dell’Ucraina meritano la feroce, unanime condanna della comunità internazionale, non un biglietto VIP per la capitale della nostra nazione. La spaventata servilità del Presidente Trump nei riguardi di Putin è un imbarazzo e una grave minaccia per la nostra democrazia. Un invito ad affrontare una riunione congiunta del Congresso dovrebbe essere bipartisan, e lo Speaker Ryan deve immediatamente chiarire che non c’è – e mai ci sarà – un invito per un criminale come Putin a parlare di fronte al Congresso degli Stati Uniti”.

Un altro esempio dello stesso si può trovare nella risoluzione unanime 98-0 del Senato degli Stati Uniti [in inglese] che esprime l’opposizione del Congresso a che il governo degli Stati Uniti consenta alla Russia di interrogare i funzionari statunitensi. Trump, naturalmente, ha immediatamente ceduto, anche se in origine aveva dichiarato “fantastica” l’idea di rispettare i termini di un accordo esistente del 1999 sull’assistenza reciproca in materia penale tra gli Stati Uniti d’America e la Russia. La “portavoce” della Casa Bianca, Sarah Sanders, ha fatto ancora meglio e ha dichiarato [in inglese]: (corsivo e grassetto aggiunti)

“È una proposta fatta in sincerità dal presidente Putin, ma il presidente Trump non è d’accordo. Spero che il presidente Putin permetta ai 12 russi identificati di venire negli Stati Uniti per provare la loro innocenza o colpa

A proposito della megalomania imperiale! Gli Stati Uniti non permetteranno ai russi di interrogare nessuno, ma vuole che Putin estradi i cittadini russi. Stupefacente…

Per quanto riguarda Nancy Pelosi, il suo ultimo “tweet” di oggi è tutt’altro che sottile. Si legge:

Ogni giorno mi trovo a chiedere: cosa pensano i russi di @realDonaldTrump personalmente, finanziariamente e politicamente? La risposta a questa domanda è l’unica cosa che spiega il suo comportamento e il suo rifiuto di opporsi a Putin. #ABetterDeal.

Abbastanza chiaro, no? “Trump è un traditore e dobbiamo fermarlo”.

Ormai ci sono prove schiaccianti che un piccolo colpo di Stato neoconservatore è in corso sin dal primo giorno della presidenza Trump, e che i Neoconservatori sono lungi dall’essere soddisfatti di aver distrutto Trump e aver assunto il potere de facto nella Casa Bianca: ora apparentemente lo vogliono anche de iure. La vera domanda è questa: ci sono delle forze negli Stati Uniti in grado di impedire ai Neoconservatori di prendere completamente tutte le redini del potere e, se sì, come potrebbe manifestarsi una reazione patriottica a questo colpo di Stato neoconservatore? Onestamente non lo so, ma la mia sensazione è che presto potremmo avere un “Presidente Pence” nello Studio Ovale. In un modo o nell’altro, si sta preparando una crisi costituzionale.

E gli interessi russi in tutto questo?

L’ho detto molte volte, la Russia e l’Impero Anglo-Sionista (al contrario degli Stati Uniti come paese) sono in guerra, una guerra che è per circa l’80% di informazioni, il 15% economica e solo per il 5% “cinetica”. Questa è comunque una guerra molto reale, ed è una guerra per la sopravvivenza, semplicemente perché l’Impero non può permettere a nessuno dei principali paesi del pianeta di essere veramente sovrano. Pertanto, non solo l’Impero Anglo-Sionista rappresenta una minaccia esistenziale per la Russia, la Russia rappresenta anche una minaccia esistenziale per l’Impero. In questo tipo di conflitto per la sopravvivenza non c’è spazio per nient’altro che un gioco a somma zero, e tutto ciò che è buono per la Russia è negativo per gli Stati Uniti e viceversa. I russi, incluso Putin, non hanno mai voluto questo gioco a somma zero, è stato loro imposto dagli Anglo-Sionisti, ma ora che sono stati costretti a giocarci, lo faranno nel miglior modo possibile. È quindi logico concludere che le massicce crisi sistemiche in cui i Neoconservatori e le loro folli politiche hanno gettato gli Stati Uniti vanno a vantaggio della Russia. A dire il vero, lo scenario ideale sarebbe che Russia e Stati Uniti (contrapposti all’Impero Anglo-Sionista) lavorassero insieme sulla lunghissima lista di questioni in cui condividono interessi comuni. Ma dal momento che i Neoconservatori hanno conquistato il potere e stanno sacrificando gli Stati Uniti per il loro disegno imperiale, questo semplicemente non succederà, e i russi lo capiranno. Inoltre, dal momento che gli Stati Uniti costituiscono la più grande componente del potere dell’Impero Anglo-Sionista, qualsiasi indebolimento degli Stati Uniti indebolisce anche l’Impero e tutto ciò che indebolisce l’Impero è benefico per la Russia (a proposito, il logico corollario di questo stato di cose è che il popolo degli Stati Uniti e il popolo della Russia hanno lo stesso nemico – i Neoconservatori – e questo li rende di fatto alleati).

Non è il mio scopo qui discutere di quando e come i Neoconservatori siano saliti al potere negli Stati Uniti, quindi dirò semplicemente che le politiche deliranti seguite dalle varie amministrazioni USA almeno dal 1993 (e, ancor più, dal 2001) sono state disastrose per gli Stati Uniti, e potrebbero essere descritte come un caso infinito di tracotanza imperiale (per usare il titolo dell’eccellente libro del 2004 di Michael Scheuer). Ecco alcune delle conseguenze di ciò:

  1. Non esiste più una “diplomazia americana” (sono lontani i tempi di James Baker o anche di George Shultz!). Tutto ciò che i cosiddetti “diplomatici statunitensi” stanno facendo sta portando ad ultimatum, minacce, sanzioni, “tabelle segnapunti” dei diritti umani, elenchi di “paesi che sponsorizzano il terrorismo”, ecc. Ancora peggio, qualsiasi tipo di negoziato è ora interpretato come segno di debolezza o, peggio, tradimento. I politici statunitensi si sono convinti che si dovrebbe negoziare solo con amici e alleati, ma la verità è che gli Stati Uniti non hanno amici o alleati – solo colonie, protettorati, regimi fantoccio e altri stati vassalli gestiti da compradores. Per loro, gli Stati Uniti impartiscono ordini, che è molto diverso dai negoziati, che implicano la ricerca di un compromesso tra parti all’incirca eguali.
  2. La “comunità dell’intelligence” degli Stati Uniti è diventata uno strumento per piccoli interessi politici, e gli analisti competenti e gli esperti di politica estera sono chiaramente assenti dai livelli più alti di questa comunità (Dmitrij Orlov ha appena scritto un buon articolo su questo argomento qui [in inglese]). La lunga serie di guerre perse e disastri in politica estera sono il risultato diretto di questa mancanza di competenze anche basilari. Ciò che oggi passa per “competenza” è fondamentalmente un’iperbole piena di odio e un’isteria guerrafondaia, da cui l‘inflazione nella paranoica retorica anti-russa.
  3. Le forze armate statunitensi sono brave in tre cose: sprecare immense somme di denaro, distruggere paesi e alienarsi il resto del pianeta. Sono ancora le forze armate più costose e gonfie del pianeta, ma nessuno le teme più (nemmeno gli stati relativamente piccoli, né la Russia né la Cina). In termini tecnologici, i russi (e in misura minore i cinesi) hanno trovato risposte asimmetriche a tutti i programmi chiave di pianificazione delle forze del Pentagono e l’ex superiorità aerea, terrestre e marittima degli Stati Uniti è ormai una cosa del passato. Per quanto riguarda la triade nucleare americana, è ancora in grado di portare a termine la sua missione, ma è inutile come strumento di politica estera o per combattere la Russia o la Cina (a meno che non si preveda il suicidio).

[Nota a margine: questa incapacità delle forze armate statunitensi di raggiungere gli obiettivi politici desiderati potrebbe spiegare perché, almeno finora, gli Stati Uniti hanno apparentemente rinunciato alla nozione di riconquista della Siria, o perché gli ucronazisti non hanno osato attaccare il Donbass. Certo, è troppo presto per dirlo, e questi zig potrebbero essere seguiti da molti zag, specialmente nel contesto della crisi politica negli Stati Uniti, ma sembra che nei casi di Corea del Nord, Iran, Siria e Ucraina ci siano molti latrati ma non molti morsi provenienti dalla presunta unica “iperpotenza” del pianeta]

  1. Gli Stati Uniti sono ora impegnati in conflitti simultanei non solo con l’Iran o la Russia, ma anche con l’UE e la Cina. In effetti, persino le relazioni con stati vassalli come il Canada o la Francia sono ora peggiori che mai. Solo i leader prostituti della “nuova Europa”, per usare il termine di Rumsfeld [in inglese], stanno ancora prestando il loro servizio alla nozione di “leadership americana”, e solo se vengono pagati per questo.
  2. Le “élite” statunitensi e i vari gruppi di interesse che le rappresentano ora si sono chiaramente scambiati l’un l’altro, il che è un chiaro segnale che l’intero sistema è in uno stato di profonda crisi: quando le cose stavano andando bene, tutti potevano ottenere ciò che volevano e non si stava verificando alcuna lotta intestina visibile.
  3. La Lobby di Israele ha ora completamente subordinato il Congresso, la Casa Bianca e i media alla sua ristretta agenda favorevole al Likud e, come risultato diretto di ciò, gli Stati Uniti hanno perso tutte le loro posizioni nel Medio Oriente, e il coro di quelli abbastanza coraggiosi da denunciare questo governo di occupazione sionista sta lentamente, ma costantemente, aumentando (almeno su Internet). Persino gli Ebrei statunitensi sono stufi dello stato israeliano ora apertamente a favore dell’apartheid (vedi qui o qui [tutti e tre i link in inglese]).
  4. Ritirandosi da una lunga lista di importanti trattati e organismi internazionali (TPP, Protocollo di Kyoto, START, ABM, Accordo sul Nucleare iraniano, UNESCO, Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, ecc.), gli Stati Uniti si sono completamente isolati dal resto del pianeta. L’ironica verità è che la Russia non è stata isolata, ma che gli Stati Uniti si sono isolati dal resto del pianeta.

Al contrario, i russi stanno capitalizzando ogni singolo errore degli Stati Uniti – che si tratti della loro Marina portaerei-centrica, del sostegno incondizionato ad Israele, o delle guerre commerciali simultanee con la Cina e l’UE. Molto è accaduto grazie alla recente rivelazione di nuovi e rivoluzionari sistemi d’arma russi (vedi qui e qui), ma c’è molto di più oltre allo spiegamento di nuovi sistemi e tecnologie militari: la Russia sta traendo vantaggio dalla mancanza di qualsiasi vera politica estera americana per far avanzare i propri interessi in Medio Oriente, naturalmente, ma anche altrove. Prendiamo solo l’ultimo esempio di un disastro in termini di pubbliche relazioni autoinflitto – il seguente “tweet” di Trump: (scritte in maiuscolo presenti anche nell’originale)

Al presidente iraniano Rouhani: MAI, MAI MINACCIARE DI NUOVO GLI STATI UNITI O SUBIRETE CONSEGUENZE CHE POCHI IN TUTTA LA STORIA HANNO MAI SUBITO PRIMA. NON SIAMO PIÙ UN PAESE CHE SOPPORTERÀ LE VOSTRE PAROLE DI VIOLENZA E MORTE. SIATE PRUDENTI!

Questo tipo di tentativi infantili (non sembra un bambino di 6 anni?) e, francamente, piuttosto dementi, di spaventare gli iraniani (fra tutti!) garantiscono l’esatto contrario di quanto presumibilmente cercato: i leader iraniani potrebbero ridacchiare disgustati, o si faranno una bella risata di pancia, ma non saranno impressionati [in inglese]. I cosiddetti “alleati” degli Stati Uniti saranno alquanto imbarazzati per essere “guidati” da un individuo così primitivo, anche se non lo dicono in pubblico. Per quanto riguarda i russi, esploreranno felicemente tutte le possibilità offerte loro da un comportamento analfabeta e controproducente.

Conclusione uno: un vertice utile per la Russia

Come conseguenza diretta del vertice di Helsinki, le lotte intestine alle classi dominanti statunitensi si sono drammaticamente intensificate. Inoltre, di fronte a una raffica di attacchi odiosi, Trump ha fatto quello che fa sempre: ha cercato di placare simultaneamente i suoi critici cedendo alla loro retorica, mentre allo stesso tempo cercava di apparire “duro” – da qui il suo ultimo “sono un duro con un grande bottone rosso” contro l’Iran (ha fatto esattamente la stessa cosa nei confronti della Corea del Nord). Probabilmente non scopriremo mai di cosa abbiano discusso Trump e Putin durante il loro incontro privato, ma una cosa è certa: il fatto che Trump sia andato a faccia a faccia con Putin senza alcuna “supervisione” dei suoi mentori dello Stato Profondo è stato sufficiente per creare panico totale nella classe dirigente degli Stati Uniti, causando ancora più lamenti su collusione, impeachment, crimini di stato e reati minori e persino tradimento. Ancora una volta, l’obiettivo è chiaro: Trump deve essere rimosso.

Dal punto di vista russo, importa poco se Trump viene rimosso dal suo incarico o meno – il problema non è una delle personalità, ma una delle caratteristiche dell’Impero Anglo-Sionista. I russi semplicemente non hanno i mezzi per abbattere l’Impero, ma le lotte intestine delle élite statunitensi sì e, se non li hanno, almeno la crisi attuale indebolirà ulteriormente gli Stati Uniti; da qui la volontà russa di partecipare a questo vertice, anche se da solo non ha portato risultati assolutamente tangibili: l’azione è stata nella reazione.

Conclusione due: le azioni della banda della Clinton possono provocare una vera catastrofe per gli Stati Uniti

L’obiettivo principale di Trump nell’incontro con Putin era probabilmente quello di scoprire se c’era un modo per dividere il partenariato strategico russo-cinese, e sostenere le richieste israeliane per la Siria. Per quanto riguarda la Cina, Trump non ha mai avuto una possibilità dal momento che gli Stati Uniti non hanno davvero nulla da offrire alla Russia (mentre la Cina e la Russia sono ora uniti in una relazione simbiotica vitale [in inglese]). In Siria, i russi e gli israeliani stanno ora negoziando i dettagli di un accordo che darebbe al governo siriano il controllo della linea di demarcazione con Israele (non è un confine in senso giuridico), e il sostegno di Trump a Israele non farà alcuna differenza. Per quanto riguarda l’Iran, i russi non appoggeranno l’agenda degli Stati Uniti per molte ragioni, che vanno dall’interesse personale al rispetto del diritto internazionale. Quindi, mentre Trump ha fatto la cosa giusta incontrando Putin, era prevedibile, almeno con l’attuale serie di circostanze, che non sarebbe andato via con risultati tangibili.

Nonostante tutti i suoi veri fallimenti, Trump non può essere biasimato per la situazione attuale. I veri colpevoli sono la banda della Clinton e il Partito Democratico che, con il loro comportamento assolutamente irresponsabile, stanno creando una crisi molto pericolosa per gli Stati Uniti: i Neoconservatori e la banda della Clinton sono disposti a dire qualsiasi cosa, non importa quanto sia destabilizzante, per ferire Trump, anche se venisse messo a rischio il sistema politico statunitense. Inoltre, i Neoconservatori hanno ora completamente ribaltato la presunzione di innocenza – sia esternamente (“attacco” russo alle elezioni americane) che internamente (la “collusione” di Trump con Putin). Per quanto riguarda Trump, qualunque siano le sue buone intenzioni, è debole e non può combattere da solo l’intero Stato Profondo degli Stati Uniti. I Neoconservatori e gli Stati Uniti sono ora in rotta di collisione con la Russia e il popolo degli Stati Uniti, e mentre la Russia ha i mezzi per proteggersi dall’Impero, non mi è chiaro chi o cosa potrebbe impedire ai Neoconservatori di danneggiare ulteriormente gli Stati Uniti. Le crisi profonde e sistemiche spesso provocano l’ingresso di nuove personalità sul palcoscenico, ma nel caso degli Stati Uniti è ormai innegabile che il sistema non può riformare sé stesso, e che quando una personalità cerca di riformarlo, il sistema reagisce con potenza malvagia.

A seconda del contesto, la parola “catastrofe” può avere uno dei seguenti significati: qualsiasi evento grande e disastroso di grande significato, un disastro oltre le aspettative, un evento drammatico che avvia la risoluzione della trama o un tipo di biforcazione, in cui un sistema cambia tra due stati stabili. Nel contesto della situazione politica negli Stati Uniti, si applicano tutte queste definizioni. Sia nel bene che nel male, il risultato più probabile dell’attuale crisi sarà un qualche tipo di cambiamento di regime politico.

Il Saker

*****

Pubblicato su The Saker.is il 26 luglio 2018.
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

Condivisione: