Non importa quanto provi a scavare la tomba politica della Cancelliera tedesca Angela Merkel, lei si dimostra più abile nel sopravvivere di uno scarafaggio dentro una catasta di legna. In un recente scontro tra i membri dell’Unione Europea in merito ai “coronabond”, è riuscita a trovare ancora un’altra via di fuga per evitare la sua fine politica.

Grazie alla Merker che mantiene la linea sulla mutualizzazione del debito e l’integrazione fiscale europea, che è molto impopolare in Germania, il suo partito dell’Unione Cristiano Democratica (CDU) è a dei livelli mai raggiunti da prima delle ultime elezioni generali del 2017.

Secondo Europe Elects, le ultime rilevazioni sulla Germania vedono la CDU al comando con circa il 35-37% degli elettori tedeschi. Questo è un partito che non più di due mesi fa era totalmente nel caos, dopo che la legittima erede della Merkel, Annagret Kramp-Karrenbauer, si era dimessa da nuova leader della CDU, costringendo ad una nuova votazione per la leadership che, opportunamente per la Merkel, è stata ora rinviata a tempo indeterminato a causa della crisi Covid-19.

Parte di tutto questo è il normale fenomeno dello “stringersi al leader in carica” che si verifica durante qualsiasi crisi. Negli Stati Uniti i numeri del presidente Trump sono stati consistenti malgrado le due crisi. Anche leader marginali, come il Primo Ministro Italiano Giuseppe Conte, hanno visto salire i numeri del consenso.

Ma un’impennata del 15% per la Merkel è eccezionale, e capita solo in congiunzione con il suo rifiuto di capitolare sulla Germania che viene vista abbandonare l’Europa meridionale. Può assicurarle il sostengo internamente, ma prepara un futuro disastroso per l’Unione Europea.

Mentre il Covid-19 imperversa in tutta Europa, le due principali fazioni all’interno della UE stanno combattendo una violenta battaglia per il suo futuro, con al centro il tema della mutualizzazione del debito. Ora, io sono totalmente convinto che il lockdown e le misure draconiane per combattere la malattia siano stati adottati più per un uso politico che pratico. Utilizzare una crisi della sanità pubblica per portare avanti un’agenda politica è l’apice del cinismo e della megalomania.

Da una parte, abbiamo gli euro-integrazionisti, guidati dal Presidente francese Emmanuel Macron, dall’altra parte, ci sono i conservatori fiscali guidati dalla Merkel, che ha ceduto il posto al Primo Ministro olandese, Mark Rutte, per essere l’uomo di punta della derisione di Macron.

Intrappolata nel mezzo c’è la vera tragedia umana del nord Italia, in cui migliaia di persone sono morte a causa del mix fatale di mancanza di infrastrutture mediche, alta concentrazione di persone ad alto rischio, e mancanza di conoscenza su come combattere la malattia.

Peggio ancora, il Governo italiano è stato messo insieme per guidare questo scontro sugli Eurobond, da quando Conte è stato tenuto in carica per garantire che non lo facesse la Lega di Matteo Salvini e che combattesse Macron e Merkel minacciando di uscire dalla euro-zona.

Che si creda o meno che la risposta dell’Unione Europea o, più precisamente, la sua mancata risposta, ai problemi dell’Italia sia stata motivata da cattiveria o incompetenza, il risultato non cambia: migliaia di Italiani sono morti e si sono indeboliti i già deboli legami tra l’Italia e il resto della tecnocrazia europea.

Come ho illustrato nel mio articolo del 14 marzo scorso. [in inglese]

Quindi, nel mezzo di questo casino è arrivato il Covid-19, e a oggi la relativa risposta scoordinata e inutile da parte del centro politico dell’Europa. Solo ora stanno arrivando alla conclusione che devono limitare i viaggi, dopo essere rimasti immobili per alcune settimane mentre morivano centinaia di Italiani.

E pensate che questo stia generando ondate di amore e di affetto negli Italiani nei confronti dei Tedeschi?

Se lo pensate, allora non conoscete gli Italiani…per niente.

E’ questo il segnale che aspettavate per l’inizio della crisi reale. Perché, mentre il Covid-19 può essere stato il catalizzatore del crollo dei mercati finanziari, i mercati finanziari stavano semplicemente aspettando che scoccasse quella scintilla.

Onestamente, non è stata molto rigorosa la mia valutazione di ciò che stava accadendo allora, ma era chiaro che questa crisi veniva usata per spingere i piani integrazionisti della UE di Macron e del Presidente della BCE Christine Lagarde, che cercavano di portare sulla loro posizione i Tedeschi e gli Olandesi.

Dall’incontro del 26 marzo, quel piano è fallito. Rutte, Merkel, il Cancelliere austriaco Sebastain Kurz e la Norvegia hanno tutti mantenuto la loro posizione, e l’incontro si sarebbe concluso con una rissa se non si fosse svolto con le regole delle distanze sociali, tramite teleconferenza.

Quel meeting organizzato la scorsa settimana, che ha visto l’Italia sbattere sul muro dell’intransigenza tedesca e olandese. Macron e Lagarde hanno perso, assicurandosi solo 500 miliardi di nuovi prestiti, ma non tramite emissione di bond della Banca Centrale Europea. Ora il tema è se Conte parteciperà o meno al programma.

Il suo fallimento come “agente della vergogna” di Macron per garantire il futuro dell’Unione Europea, mette ora in pericolo l’intero progetto europeo, in quanto il Governo di Conte è in grave difficoltà in Italia. In più, questo fallimento era probabilmente inaspettato perché anche i più convinti integrazionisti europei del Governo italiano si stanno chiedendo perché facciano parte dell’Unione Europea. [in inglese]

Nel frattempo, in Italia i sondaggi non sono proprio cambiati, con la Lega di Salvini a circa il 30% delle preferenze dell’elettorato, e Fratelli d’Italia che mantiene i livelli ottenuti di recente tra gli adolescenti.

Inoltre, la domanda sulla partecipazione alla UE è ora in Italia una questione di “testa o croce”. Due diversi sondaggi (diponibili qui [in inglese] e qui [in inglese]) fanno capire bene il margine di errore.

Infine, e cosa più importante, la coalizione del Governo Conte è divisa sull’avvalersi o meno dei prestiti recentemente approvati. La Reuters ha riportato che le divisioni all’interno della coalizione italiana [in inglese] stanno aumentando e preannunciano una spaccatura. In un’esibizione di carattere politico che non si vedeva da più di un anno, si oppone il socio anziano che è il Movimento 5 Stelle (M5S), mentre i Democratici eurocentrici sono tutti a favore, dato che, ora come ora, non ci sono vincoli collegati al denaro.

Conte dovrà risolvere la questione prima della video conferenza tra i leader europei del 23 aprile, quando ci si aspetta che l’Italia chiarisca la sua posizione.

Mercoledì ha provato ad appianare le divergenze, avvertendo tramite un post su Facebook che il MES “rischia di dividere l’intera Italia” e aggiungendo che sono necessarie più informazioni sui termini di ogni linea di credito prima di poter prendere alcuna decisione finale.

Fino a quando questi termini non sono chiari, discutere se un prestito del MES sia negli interessi dell’Italia è – aggiunge Conte – “solo un dibattito teorico e schematico”.

Ma sappiamo tutti che alla fine ci saranno delle condizioni. Se dubitate di questa affermazione, vi suggerisco di fare questa domanda alla Grecia. Quindi, Conte ha un compito molto difficile. Adesso c’è una reale urgenza nell’Unione Europea di ottenere anche una simbolica approvazione degli Eurobond, prima che la Germania assuma in luglio la presidenza della Commissione Europea, in cui definirà l’agenda del budget europeo dei prossimi sette anni.[in inglese]

Avendo passato anni ad evitare caotici disordini politici, che è il marchio di fabbrica della Merkel, nulla è cambiato nella UE quando si tratta di rimettere a posto una struttura insostenibile. E per questa ragione, fino a quando Angela Merkel sarà in scena, non ci sarà alcun sogno europeo.

Tutto quello che fa la Merkel è manipolare gli eventi per tornare al precedente status quo. Lei non ha la capacità o lo stomaco per affrontare gli elettori tedeschi, né permetterà a nessun altro di esprimersi completamente. La sua gestione della negoziazione per la Brexit è stata, fortunatamente, un fallimento per l’Unione Europea, e la sua gestione dell’Italia è oggi altrettanto inetta.

Con Salvini che aspetta dietro le quinte, le persone pronte a ribellarsi contro la gestione tedesca della crisi, e con una debole coalizione di Governo messa in atto dalla Merkel per tenere insieme le cose, la probabilità che si verifichi una Italexit aumenta giorno per giorno.

Quindi, se da un lato la Merkel potrebbe aver vinto quest’ultima battaglia, alla fine potrebbe perdere la guerra per l’Unione Europea. E, per colmo dell’ironia, il popolo europeo potrebbe doverla ringraziare per la liberazione dalla sua disfunzione.

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Articolo di Tom Luongo pubblicato su Strategic Culture il 20 aprile
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per Saker Italia.

[I commenti in questo formato sono del traduttore]


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