L’isteria americana sull’“imminente” invasione russa dell’Ucraina ha fatto esplodere ogni misuratore geopolitico di stupidità esistente. E questo è un ottimo risultato.

Che casino. Parti del Dipartimento di Stato americano sono in aperta rivolta contro il gruppetto che telecomanda il Manichino da Crash Test travestito da POTUS [Presidente degli Stati Uniti]. L’asse neoconservatore-neoliberale non vede l’ora di fare una guerra ma non ha alcuna idea di come venderla ad un’opinione pubblica immensamente frammentata.

UK e USA, che di fatto controllano lo spionaggio di Five Eyes, riescono benissimo solo nella propaganda. Quindi, alla fine, tocca all’asse di intelligence CIA/MI6 e alla sua ampia rete di chihuahua mediatici accelerare su “Paura e Ripugnanza” all’infinito.

La terra dei russofobici think thank americani apprezzerebbe moltissimo una “invasione” russa di punto in bianco, e non gliene fregherebbe nulla dell’inevitabile annientamento dell’Ucraina. Il problema è che la Casa Bianca (e il Pentagono) deve “intervenire”, energicamente. In caso contrario, rappresenterebbe una perdita di “credibilità” catastrofica per l’Impero.

Quindi, che cosa vogliono queste persone? Vogliono provocare Mosca con tutti i mezzi disponibili per arrivare ad una “aggressione russa”, che si tradurrebbe in una guerra lampo e in un’autostrada per l’inferno per l’Ucraina ma con zero vittime per la NATO e il Pentagono.

Poi, l’Impero del Caos darebbe la colpa alla Russia, scatenerebbe uno tsunami di nuove sanzioni (soprattutto finanziarie) e proverebbe a spezzare tutti i legami economici tra Russia e il NATOstan.

La realtà dice chiaramente che nulla di tutto questo accadrà.

Tutti gli esponenti della leadership russa, a partire dal Presidente Putin, hanno già chiarito, ripetutamente, che cosa succederà se gli ukro-dementi daranno il via a una guerra lampo in Donbass: l’Ucraina sarà schiacciata senza pietà (e questo vale non solo per la banda etno-fascista di Kiev). L’Ucraina non esisterà più come Stato.

Da parte sua, il Ministro della Difesa Shoigu ha messo in scena ogni sorta di persuasione non esattamente soft, grazie alla partecipazione dei bombardieri Tu-22M3 e dei Tu-160 “Cigno Bianco”.

L’inestimabile Andrei Martyanov ha spiegato definitivamente [in inglese] e ripetutamente che “la NATO non ha le forze non solo per ‘contrastare’ qualsiasi cosa la Russia faccia ma, anche se volesse, non ha ancora i mezzi per affrontare una guerra con la Russia”.

Martyanov osserva che “ora e nel prossimo futuro, non esiste nulla nell’arsenale americano che possa intercettare obiettivi alla velocità Mach=9-10+, figuriamo a Mach=20-27. Questo è il punto. Lo stesso metodo analitico si applica nella situazione in ‘errore 404’, cioè in Ucraina. L’unica cosa che gli Stati Uniti (NATO) possono sperare è di provocare in qualche modo la Russia e fare in modo che invada quel Paese di merda, e poi raccogliere tutti i SIGINT [l’attività di raccolta di informazioni mediante l’intercettazione e analisi dei segnali] che riescono a intercettare, una volta che il C4ISTAR russo entra in modalità di combattimento completo”.

Tradotto: qualsiasi cosa l’Impero del Caos e la sua filiale NATO tentino di fare in Donbass, direttamente o indirettamente, l’umiliazione farà sembrare il “ritiro” dall’Afghanistan un ricevimento del film House of Gucci.

Non ci si può aspettare che gli incapaci burattini della NATO (a partire dal Segretario Generale Stoltenberg) capiscano la posta in gioco dal punto di vista militare. Dopo tutto, questi sono gli stessi burattini che stanno creando la situazione che potrebbe lasciare a Mosca un’unica, estrema scelta: essere pronti a combattere una guerra calda su vasta scala in Europa, guerra che potrebbe diventare nucleare in un lampo. E sono pronti.

Tutto dipende da Minsk

In una realtà parallela, “l’ingerenza in un errore 404” (un delizioso riferimento di Martyanov all’inferno che è poco di più di un errore informatico) è una storia totalmente diversa e si adatta perfettamente all’ethos infantile degli Americani.

Qualche adulto, almeno, sta parlando in stanze selezionate. Burns della CIA è andato a Mosca per tentare di ottenere una qualche garanzia che le forze speciali NATO abbiano la possibilità di scappare, in caso finiscano nel calderone (stile Debaltsevo 2015) che escogiteranno, con l’aiuto della Russia, le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk.

Il suo interlocutore, Patrushev, ha detto diplomaticamente a Burns di sparire.

Il Capo di Stato Maggiore, il Generale Valery Gerasimov, ha parlato al telefono con il Capo dello Stato Maggiore Integrato, il Generale Mark Milley, ufficialmente per assicurarsi, in gergo del Pentagono, “una riduzione del rischio e una risoluzione operativa del conflitto”. Non sono trapelati dettagli significativi.

Rimane da vedere come questa “risoluzione del conflitto” avverrà in pratica, quando il Ministro della Difesa Shoigu ha rivelato che i bombardieri americani a capacità nucleare si stanno esercitando, nelle loro sortite in tutta l’Europa orientale, “sulla capacità che hanno di usare le armi nucleari contro la Russia”. Shoigu ne ha discusso approfonditamente con il Ministro della Difesa cinese Wei Fenghe: dopo tutto, gli Americani utilizzeranno sicuramente lo stesso stratagemma contro la Cina.

La causa principale di tutto questo dramma è chiara: Kiev si rifiuta semplicemente di rispettare gli Accordi di Minsk del febbraio 2015.

In breve, l’accordo prevedeva che Kiev concedesse autonomia al Donbass attraverso un emendamento della Costituzione denominato “status speciale”, facesse un’amnistia generale, e avviasse il dialogo con le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk.

Nel corso degli anni, Kiev ha rispettato esattamente zero impegni, mentre la proverbiale macchina mediatica del NATOstan martellava incessantemente l’opinione pubblica mondiale con fake news, inventando che la Russia stava violando gli Accordi di Minsk. La Russia non è neanche menzionata negli Accordi.

Mosca ha, di fatto, sempre rispettato gli Accordi di Minsk, che si traducono nel considerare il Donbass una parte integrante e autonoma dell’Ucraina. Mosca ha zero interesse a promuovere un cambio di regime a Kiev.

Questa farsa è arrivata a un punto che, dal punto di vista diplomatico, non ha precedenti: il Ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha perso la sua pazienza taoista.

Date queste circostanze, Lavrov è stato costretto a pubblicare 28 pagine di corrispondenza tra Mosca da un lato, Berlino e Parigi dall’altro, in merito alla preparazione di un meeting ad alto livello in Ucraina.

Mosca chiedeva di fatto che si attuasse uno dei punti centrali degli Accordi: un dialogo diretto tra Kiev e il Donbass. Berlino e Parigi hanno risposto che era inaccettabile. Quindi, sì: a tutti gli effetti, entrambe hanno distrutto gli Accordi di Minsk. L’opinione pubblica di tutto il NATOstan non ha alcuna idea di cosa sia realmente accaduto.

Lavrov non ha usato mezzi termini: “Sono certo che voi capiate la necessità di questo passo non convenzionale: si tratta di rivelare alla comunità mondiale la verità su chi, e come, sta rispettando gli obblighi previsti dal diritto internazionale che sono stati concordati al più alto livello”.

Non c’è quindi da meravigliarsi che la leadership di Mosca abbia concluso che è un’assoluta perdita di tempo parlare dell’Ucraina con Berlino e Parigi: hanno mentito, imbrogliato e poi hanno dato la colpa a Mosca. Questa “decisione” a livello di Unione Europea rispecchia fedelmente la campagna NATO che alimenta le fiamme di una imminente “aggressione russa” contro l’Ucraina.

Guerrieri da salotto, unitevi!

In tutto il NATOstan, la stupidità distintiva della terra dei think thank americani regna sovrana, radunando un numero illimitato di accoliti che vomitano gli argomenti chiave da scegliere: “inarrestabile sovversione russa”, “criminale intimidazione” di Putin all’Ucraina, russi come “predatori”, tutto ora accoppiato alla “guerra della Cina, assetata di potere, ai valori occidentali”.

Alcuni hacker britannici sono riusciti, in modo contorto, a riassumere efficacemente la complessiva impotenza (e insignificanza) dell’Europa, dipingendo quest’ultima come una vittima, “un’isola democratica assediata in un mondo anarchico, che una crescente marea di autoritarismo, impunità e illegalità internazionale minaccia di inondare”.

La risposta dei Ministri della Difesa del NATOstan è di elaborare una Bussola Strategica [in inglese] (fondamentalmente una truffa anti Russia e anti Cina) completa di “forze di dispiegamento rapido”. Guidate da chi, dal Generale Macron?

Allo stato attuale, il povero NATOstan sta singhiozzando senza controllo e accusa quegli hooligan dei Russi (“mostri spaventosi” per citare David Bowie) di aver organizzato un test con un missile anti-satellite, dimostrando di “disprezzare le preoccupazioni sulla sicurezza dell’Europa”.

Qualcosa deve essersi perso nella traduzione. Quindi, ecco cosa è accaduto: la Russia ha dimostrato definitivamente di essere in grado di annientare uno per uno tutti i satelliti NATO e di accecare “tutti i suoi missili, aerei e navi, per non parlare delle forze di terra” in caso decidano di mettere in pratica le loro idee guerrafondaie.

Ovviamente, quei sordi, muti e ciechi clown guerrieri da salotto, freschi della loro “performance” afgana, non coglieranno il messaggio. Ma il NATOstan, comunque, non è mai stato accusato di amare la realtà.

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Articolo di Pepe Escobar pubblicato su The Saker il 29 novembre 2021
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per Saker Italia.
[I commenti in questo formato sono del traduttore]


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