“Strimpellare la cetra mentre Roma brucia” fu come gli storici dipinsero l’inadeguato imperatore romano Nerone quando l’antica città fu consumata dalle fiamme nel 64 a.C. La stessa espressione potrebbe essere ora applicata a certi stati occidentali, certi ideologhi e sapientoni nei confronti della pandemia attuale di coronavirus.

Si potrebbe pensare che, per via dell’emergenza globale, sarebbe stato opportuno mettere da parte antipatie e ostilità con lo scopo di lavorare insieme come esseri umani motivati dalla solidarietà, dalla pietà e dall’istinto di sopravvivenza. Purtroppo, e in modo bizzarro, non sembra che questo sia il caso.

Questa settimana, [la prima di aprile], la Russia ha inviato un grosso aereo cargo negli Stati Uniti contenente apparecchiature mediche per contrastare la diffusione epidemica della patologia letale. Gli Stati Uniti sono sulla via di diventare il nuovo epicentro della pandemia, in parte per la grave carenza di apparecchiature che ha il paese. Il gesto di solidarietà dalla Russia è stato prontamente predisposto dopo che il Presidente Trump ha telefonato alla controparte russa Vladimir Putin richiedendo assistenza.

Tuttavia, in maniera patetica, l’aiuto umanitario è stato cinicamente distorto [in inglese] dagli irriducibili russofobi che l’hanno liquidato come “un mezzo di propaganda” per Mosca. Si è speculato sul fatto che la Russia stava provando a sfruttare la mossa per “fare leva” su Washington al fine di ottenere la revoca delle sanzioni, e che Putin stesse tentando di dare al mondo una prova di superiorità della Russia rispetto agli Stati Uniti.

Fortunatamente, questi meschini punti di vista non sono stati raccolti dalla gran parte dei media statunitensi. Ciò tenderebbe a dimostrare che la maggior parte delle persone riesce a vedere tali opinioni come irrazionali, inappropriate e indecenti, perché siamo in una situazione globale dove la priorità devono essere le azioni collettive concordate al fine di contenere questa pandemia. Tutte le altre considerazioni, in particolare le discutibili caricature ideologizzate, sono infatti equivalenti allo “strimpellare la cetra mentre Roma brucia”.

Nel giro di poche settimane, il mondo è stato preso da una tempesta dovuta alla malattia causata da Covid-19, che si è diffusa dalla Cina, devastando l’Europa e il Nord America. Questa settimana, il bilancio globale dei morti ha passato i 50.000. Potenzialmente il bilancio di morti negli Stati Uniti potrebbe arrivare a milioni.

Ciononostante, la persistenza della impostazione mentale da Guerra Fredda, apparentemente immune alla necessaria risposta comune per superare l’emergenza Covid-19, è un segno deprimente di fallimento nella conduzione politica e morale.

Questa settimana, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l’Unione Europea hanno bloccato un progetto russo di risoluzione presso le Nazioni Unite che faceva appello alla fine di tutte le sanzioni internazionali imposte unilateralmente. L’appello per la fine delle sanzioni è stato appoggiato anche dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Tutti gli impedimenti alla lotta contro la diffusione dell’epidemia devono essere rimossi, è una questione dovuta a esigenze pratiche.

Le sanzioni imposte ai paesi aggiungono inevitabilmente delle difficoltà al contrasto della pandemia. Come dimostra l’epidemiologia della malattia, non ci sono paesi immuni. Se esiste in un posto, alla fine si diffonderà a tutti gli altri. Sicuramente è richiesta inoltre una strategia globale di cooperazione, e parte di tale strategia deve essere quella di assicurare che tutte le nazioni siano in grado di sconfiggere la pandemia. Questo potenziamento richiede che sia dato agli stati la piena libertà economica per raccogliere risorse ed ottenere un aiuto medico internazionale. In questo contesto, le sanzioni sono un nemico della risposta corretta. Ancora peggio, queste sanzioni a oggi possono essere viste come un atto barbarico.

Russia, Cina e Cuba, tre nazioni che hanno subìto sanzioni unilaterali da parte dell’Occidente, hanno dimostrato un ammirevole spirito di solidarietà internazionale nelle recenti settimane. Queste nazioni hanno inviato apparecchiature e personale medico ad altri paesi durante colpiti. L’Italia, uno dei paesi che ha subìto la botta peggiore, con quasi 14.000 morti per ora, ha ringraziato la Russia per la sua assistenza.

Tuttavia, l’autentico gesto di solidarietà è stato vergognosamente distorto dai russofobi occidentali, come nel caso dell’aiuto della Russia agli Stati Uniti.

Nell’Unione Europea, alcuni parlamentari e un cosiddetto osservatorio sui media hanno accusato Russia e Cina di portare avanti una “campagna di disinformazione” sulla pandemia Covid-19. Essi hanno affermato che Russia e Cina tentano di “seminare divisioni” e di “minare la fiducia pubblica” all’interno dei paesi occidentali. (Certamente Cina ed USA hanno entrambe fatto ricorso ad inappropriate affermazioni in merito alle armi biologiche, ma quella scaramuccia verbale è marginale rispetto al problema centrale.)

Vladimir Chizkov, inviato della Russia presso l’Unione Europea, ha respinto le accuse indecenti definendole “segno di povertà di intelletto”. Si potrebbe anche dire che tali accuse rivelano “povertà di umanità”.

La pandemia di Covid-19 può essere vista come una potente livella. La minaccia comune per l’umanità ci ricorda della nostra comune appartenenza al genere umano. Tutte le distinzioni tra le nazioni e all’interno delle stesse appaiono ora inutili. La priorità è un’azione collettiva per il bene supremo.

Per coloro che soffrono di russofobia, sembra non esserci alcuna cura, escludendo la loro stessa obsolescenza e declino.

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 Editoriale pubblicato su Strategic Culture il 3 aprile 2020
Traduzione in italiano di Michele Passarelli per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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