Prima di tutto, fatemi riassumere alcuni punti fondamentali, visto che ho dati molto attendibili su ciò che è successo:

  1. Ora è piuttosto chiaro che l’Iran ha intrapreso delle azioni per assicurarsi che gli Stati Uniti sapessero quando e dove sarebbe avvenuto l’attacco. In particolare, l’Iran ha avvertito il governo iracheno e i diplomatici svizzeri che rappresentano gli interessi americani in Iran.
  2. Tuttavia, allo stesso tempo, l’Iran ha fatto la minaccia più consistente che poteva fare: ha detto agli Stati Uniti che ogni contrattacco verso l’Iran avrebbe portato ad un forte attacco iraniano contro Israele.
  3. Gli Stati Uniti hanno preso evidentemente la decisione di non contrattaccare e di “dimenticare” la promessa di Trump di colpire i 54 obiettivi iraniani. Voglio sottolineare che, date le circostanze, questa è stata la decisione corretta.
  4. Sembra anche che gli Iraniani siano riusciti in un qualche modo a modificare i missili con una sorta di capacità di guida finale, che non avevano originariamente.
  5. Il livello di precisione degli attacchi è stato assolutamente eccellente e piuttosto sorprendente.
  6. Trump ha dichiarato che l’Iran ha deciso di fare un passo indietro, e che gli Stati Uniti hanno prevalso. Ovviamente, questa versione brilla per ridicolaggine, ma non è così per le persone che si informano attraverso i media ufficiali.
  7. Gli Iraniani hanno dichiarato che questo attacco specifico è terminato, ma hanno immediatamente aggiunto che è stata solo una prima misura e che ne sarebbero seguite altre.

Voglio, poi, condividere con voi alcune foto interessanti.

La prima è questa foto della base dopo gli attacchi, che mi è stata mandata da un amico:

Riporto quanto aggiunto dal mio amico: l’idea di base è davvero semplice e comprensibile per chiunque pensi alla statistica (anche in un contesto quotidiano). In termini numerici, equivale quasi a tirare un dado e fare 6 tre volte di seguito, perché la probabilità di fare 6 tirando idealmente un dado è di 16,67% (e la probabilità di fare tre volte 6 è meno dell’1%), rispetto alla probabilità di circa il 18% di colpire un edificio nell’ambito dell’area della mappa indicata nell’immagine della CNN (se partiamo dall’ipotesi che i missili non fossero guidati entro quest’area). Per essere ancora più precisi, la probabilità di colpire 3 diversi edifici 3 volte di seguito è di fatto anche leggermente inferiore allo 0,62%, dato che si dovrebbe sottrarre l’area colpita dall’area totale coperta dai palazzi (non l’ho considerata per semplificare). Una probabilità inferiore all’1% per un evento singolo come questo significa che è davvero altamente IMprobabile (per usare l’espressione britannica per il caso Skripal ma al contrario [“hightly likely”]) che si sia verificata in modo casuale, rispetto ai presupposti che ci eravamo dati inizialmente. Il che significa che i missili sono stati sicuramente guidati e con molta precisione, avendo colpito obiettivi dalle dimensioni inferiori a ~50 metri con un elevato livello di affidabilità (in quest’area specifica 3 su 3, in altre probabilmente 1 su 1 come nel caso della pista, ecc.). Forse, in qualche caso e senza copertura di immagini satellitari, non è stato colpito l’obiettivo, ma non cambia la sostanza dell’alto livello di precisione che i potenziali avversari degli iraniani presenti nel raggio di questi missili devono da questo momento in poi dare per assodato. Le persone più interessate erano probabilmente gli Israeliani, poiché sono presumibilmente il principale obiettivo potenziale per questo tipo di missile in caso di futura escalation.

Tenete presente che né io né il mio amico siamo degli analisti di immagini di professione, e che si tratta di una considerazione che il mio amico ha voluto condividere con me in una mail privata, e che io ora voglio condividere con voi.

Un ringraziamento particolarmente a chi fa di mestiere l’analista di immagini e volesse confermare/confutare le conclusioni fatte dal mio amico.

Voglio poi condividere con voi questa seconda immagine, che mostra il Generale Ali Amir Hajizadeh, comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran, durante una conferenza stampa dedicata all’analisi dei recenti attacchi missilistici da parte dell’Iran contro la base aerea di Ain al-Assad in Iraq.

E’ chiaro che gli Iraniani siano molto orgogliosi della loro capacità di condurre attacchi mirati con una precisione pari a quella di qualsiasi missile russo o americano.

Infine, guardate questa immagine del generale iraniano che tiene una conferenza stampa con alle spalle una fila di bandiere molto interessante:

Le bandiere della foto sono le seguenti: Iran, Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, Forze Aereospaziali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, Hezbollah libanese, Ansarullah huthi-yemenita, Unità di Mobilitazione Popolare irachene (PMU), Hamas palestinese, Liwa Fatemiyoun afghana [milizia sciita afgana che combatte in Siria dalla parte del governo], Liwa Zainebiyoun pakistana [brigata filogovernativa che combatte in Siria composta da sciiti pakistani].

Trovo tutto questo molto interessante: quando Trump (o ogni altro politico americano) fa una dichiarazione solenne, è circondato in genere da una serie di assistenti, consiglieri, generali, deputati, senatori, ecc. Si suppone per dimostrare la determinazione, la risolutezza e l’unita dello Zio Shmuel, specialmente quando lo Zio Shmuel fa qualcosa di illegale o immorale.

La dimostrazione iraniana di unità non sta nel mostrare più iraniani, ma nel mostrare l’unità di tutte le forze in Medio Oriente che ora sono ufficialmente unite e il cui scopo è chiaro e molto ufficiale: cacciare lo Zio Shmuel fuori dal Medio Oriente.

Ditemi quale trovate più impressionante!

Poi c’è il tema delle vittime. Francamente (e questa è solo la mia ipotesi migliore), io non credo alle cifre ufficiali date dagli Iraniani. Perché? Bene, prima di tutto gli Iraniani non hanno cercato di massimizzare le vittime (maggiori informazioni più avanti) e hanno informato gli Stati Uniti attraverso molti canali informali. Ma anche se non l’avessero fatto, dato che la prestazione dei missili Patriot è terribilmente scadente, gli Stati Uniti hanno molti mezzi di intelligence tecnica ad alto livello che gli permettono prima di rilevare il lancio dei missili dall’Iran, e poi di calcolarne la traiettoria balistica. Per quanto ne so, ma ora potrei sbagliarmi, i missili iraniani non hanno la capacità di manovra finale (che è diversa dalla guida finale). Non riesco ad immaginare perché i comandanti americani non sarebbero riusciti a far scattare l’allarme di un missile in arrivo e quindi portare nei rifugi tutto il personale locale. Di nuovo, potrei essermi perso qualcosa, e se così fosse sarai grato a chiunque volesse correggermi.

Quindi, che cos’è successo realmente?

Di seguito ci sono alcune delle mie attuali ipotesi di lavoro:

1) SIA gli Stati Uniti CHE l’Iran non vogliono una guerra su ampia scala. Ma per ragioni MOLTO diverse:

  • Gli Stati Uniti probabilmente capiscono che non possono vincere una guerra contro l’Iran
  • Gli Iraniani sicuramente capiscono che, se gli Stati Uniti non possono “vincere”, possono sicuramente uccidere migliaia di Iraniani e infliggere danni immensi alla società iraniana

2) Quello che è appena successo è stato il solo momento più pericoloso dal 14 aprile 2018, da quando Russia e Stati Uniti arrivarono vicino, molto vicino ad una guerra su larga scala.  Nella situazione attuale, anche gli Stati Uniti e l’Iran sono arrivati vicino, molto vicino ad una guerra su larga scala. La sola ragione per cui classifico questa crisi al di sotto del livello di quella del 14 aprile, è che in un caso abbiamo rischiato una guerra nucleare mondiale, mentre in questo abbiamo rischiato “solo” una guerra regionale che, comunque, avrebbe potuto prevedere anche l’uso di armi nucleari da parte degli Stati Uniti e di Israele.

3) C’è ANCORA, comunque, il rischio di una guerra su larga scala tra Stati Uniti e Iran e, salvo un evento imprevisto più grave, io abbasserei la probabilità di guerra da 80% a un più tollerabile 50%. Perché 50%? Perché Israele e la lobby israeliana continueranno a spingere per un attacco americano contro l’Iran e perché, se confido che gli Iraniani tengano le loro operazioni anti-americane giusto al di sotto della soglia della “negazione plausibile”, non posso essere sicuro che tutti gli alleati iraniani manifestino una simile moderazione. Infine, la possibilità di un attentato di falsa bandiera da parte di Israele è ancora molto alta.

4) Mi aspetto che le operazioni anti-americane continuino, e anzi si diffondano in tutto il Medio Oriente. Non mi aspetto che tali operazioni siano effettuate dall’Iran, e non mi aspetto che le forze iraniane siano coinvolte, almeno non ufficialmente. Gli Iraniani sanno che gli Stati Uniti hanno perso ogni singola guerra di contro-guerriglia in cui sono stati coinvolti, e sanno che la loro migliore chance ora è quella di ingaggiare tutte le forme di operazioni asimmetriche.

Infine, voglio spiegare chiaramente ciò che potremmo chiamare la nuova minaccia iraniana.

Dobbiamo presumere che ora l’Iran abbia molti (o la maggior parte) dei suoi missili balistici e da crociera con capacità di guida finale, e che sia in grado di distruggere un edificio specifico tra molti altri. Ora, ricordate che l’Iran rispose che aveva 35 basi americane nel raggio dei suoi missili? Ora immaginate questo primo caso:

  • L’Iran lancia 10-12 missili su ognuna delle 35 basi americane in lista, e prende di mira caserme, depositi di carburante e munizioni, posti di comando chiave, ecc. Quante perdite pensate che tale attacco possa causare?

Poi, proviamo a fare la stessa cosa con Israele:

  • L’Iran lancia 2-3 missili verso Israele, ma li punta con attenzione su basi aeree, alloggi del personale militare, siti industriali (incluso siti chimici e nucleari, non solo necessariamente quelli militari! Qualcuno su Dimona?), sulla Knesset [il Parlamento israeliano] o addirittura sulla residenza personale di Bibi. Potete immaginare il panico in Israele?

E se consideriamo l’Arabia Saudita?

  • L’Iran lancia una grande quantità di missili con l’obiettivo di paralizzare veramente i siti petroliferi sauditi, le caserme della Guardia Nazionale, i campi di aviazione, ecc. Già sappiamo cosa potrebbero fare gli Huthi con le loro risorse molto limitate. Immaginate solamente cosa potrebbe fare l’Iran all’Arabia Saudita (o agli Emirati Arabi Uniti e al Kuwait) se volesse!

Io penso che la conclusione sia chiara: l’Iran può infliggere un danno inaccettabile a qualsiasi parte lo attacchi. Inoltre, invece di avere “qualche” bomba atomica, l’Iran ha centinaia (o forse migliaia) di missili balistici e missili da crociera, e potete scommetterci che sono ben distribuiti e ben protetti, come dimostrato da questo breve video pubblicato dal Corpo delle guardie della rivoluzione islamica e postato dall’agenzia stampa FARS:

e questo vuol dire che un primo attacco che disarmi l’Iran non è possibile.

Di base esistono due modi di rispondere ad un attacco: impedendolo e punendolo. Nel primo caso, si hanno i mezzi per impedire al tuo nemico di attaccare, ed è ciò che è accaduto quando i Siriani hanno intercettato quasi tutti i missili da crociera lanciati dagli Americani. Punendolo è quando non puoi prevenire un attacco nemico, ma hai i mezzi per infliggere danni inaccettabile come ritorsione.

La parola chiave è “danni inaccettabili”.

Che cosa, secondo voi, costituisce dei “danni inaccettabili” per (l’edonistico terminale) Israele?

Cosa potrebbero essere secondo voi dei “danni inaccettabili” per l’Arabia Saudita o per i mercati (specialmente del petrolio)?

Che dire dei “danni inaccettabili” in termini di perdite per il Centcom?

E, infine, cosa significa secondo voi “danni inaccettabili” per gli Iraniani?

C’è un’asimmetria così enorme in merito alla definizione di “danni inaccettabili” tra le parti di questo conflitto, che viene controbilanciata dall’asimmetria della forza. Sì, sicuramente, gli Stati Uniti+Israele sono molto più potenti dell’Iran (bene, non proprio Israele, ma Israele che si nasconde dietro le forze americane) ma l’Iran è molto più capace di assorbire attacchi devastanti sia degli Stati Uniti che di Israele.

Infine, nel mio ultimo articolo ho proposto la seguente definizione di ciò che costituisce un successo o un fallimento dell’Iran: “tutto ciò che rende più facile agli Stati Uniti rimanere nel Medio Oriente è una vittoria dell’Impero, e tutto ciò che rende più difficile agli Stati Uniti rimanere nel Medio Oriente è una vittoria per il resto del pianeta”.

A questo punto la mia opinione personale è che il modo in cui gli Iraniani hanno condotto la loro prima operazione anti-Impero è a dir poco eccezionale: hanno raggiunto un risultato veramente fenomenale con davvero pochi mezzi e, soprattutto – cosa più importante – senza costringere l’Impero a contrattaccare.

La guerra tra Stati Uniti e Iran è davvero iniziata? Sì, penso di sì. E’ di fatto iniziata nel 1979, ma ora ha raggiunto un livello nuovo dal punto di vista qualitativo. Il risultato di quella guerra mi è assolutamente chiaro. Il costo, tuttavia, non lo è.

La situazione si è relativamente calmata, ma è un’illusione, e non dovremmo assolutamente distogliere l’attenzione dalla situazione in Medio Oriente: aspettatevi che inizino molto presto delle operazioni asimmetriche anti-americane.

Il Saker

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Pubblicato su The Saker.is il 12 gennaio
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per
Saker Italia.

[i commenti in questo formato sono del traduttore]


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