Il perfetto tempismo dell’avvelenamento dell’impopolare e inefficace figura di opposizione Alexey Navalny e il coinvolgimento della Germania arrivano mentre Washington cercava di esercitare la massima pressione su Berlino per cancellare l’oleodotto russo-tedesco del Nord Stream 2.

Secondo i medici tedeschi, l’oppositore russo Alexey Navalny sarebbe stato avvelenato ed è prevedibile che sopravviverà. Se Navalny è stato avvelenato e se l’obiettivo era quello di assassinarlo, si è trattato di un piano mal concepito, mal eseguito e, soprattutto, mal programmato.

L’improvvisa ricomparsa di Navalny sui media occidentali avviene proprio al culmine dei tentativi americani di esercitare la massima pressione sulla Germania affinché annulli la costruzione del gasdotto – il Nord Stream 2 – che sta realizzando con la Russia. Il gasdotto porterebbe gli idrocarburi russi direttamente in Europa occidentale, bypassando l’Ucraina ora totalmente destabilizzata dall’intervento degli Stati Uniti e della NATO.

Proprio la settimana scorsa, nell’articolo intitolato “Senatori americani minacciano la città portuale tedesca di Sassnitz sul progetto del gasdotto Nord Stream 2”, l’emittente pubblica tedesca Deutsche Welle ha messo in luce la natura della pressione americana, riportando che:

Tre senatori americani stanno minacciando il porto dei traghetti sull’isola di Rügen con “terribili” sanzioni per impedire il controverso gasdotto Nord Stream 2. Temendo la rovina finanziaria, la popolazione di Sassnitz si ribella.

Quest’ultima minaccia da parte degli Stati Uniti contro i loro stessi “alleati” tedeschi arriva dopo una lunga e coordinata campagna di pressione sulla Germania per farle annullare il progetto del gasdotto insieme alla Russia.

All’inizio di quest’anno, il New York Times riferiva in un articolo intitolato “Un gasdotto russo aumenta la tensione tra Stati Uniti ed Europa” che:

Il Dipartimento di Stato si è mosso per imporre potenziali sanzioni economiche sugli investitori e altri partecipanti al progetto, un allargamento delle sanzioni esistenti.

Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha detto ai giornalisti che le nuove misure erano un “chiaro avvertimento alle aziende” che “non sarebbe stato tollerato alcun aiuto e agevolazione della maligna influenza russa. Andatevene ora o pagherete le conseguenze”.

Il New York Times osserva che la crescente pressione americana è stata condannata dai leader europei che hanno accusato Washington di interferenza nei loro affari sovrani, e in particolare nella politica energetica europea.

Il gasdotto è ben oltre il 90% di completamento.

Un’acrobazia politica con tempistica perfetta

In un articolo più recente intitolato “I medici tedeschi dicono che Aleksey Navalny, l’oppositore di Putin in coma, è stato avvelenato”, il New York Times si inventa il fatto.

Navalny è realmente in coma ma, secondo quanto dichiarato ufficialmente dall’ospedale tedesco che attualmente lo sta curando, è in coma farmacologico. La dichiarazione diceva che:

Dal suo ricovero nel fine settimana, Alexey Navalny è in cura presso il Charité – Universitätsmedizin di Berlino. Il paziente è in terapia intensiva ed è in coma farmacologico. Le sue condizioni sono serie, ma attualmente non è in pericolo di vita.

Nel suo articolo il New York Times osserva quanto impopolare e inefficace sia stato Navalny nel corso degli anni come personaggio di opposizione in Russia, ammettendo che:

La provocatoria opposizione di Navalny contro Putin non è mai stata una seria minaccia elettorale per il leader russo, e Putin rimane popolare tra molti Russi.

Va detto che Navalny stesso e l’anemica opposizione di cui è leader sono un prodotto del Dipartimento di Stato americano, beneficiari dei soldi del Governo americano incanalati attraverso il famoso ramo per i cambi di regime di Washington, cioè il National Endowment for Democracy (NED) [in inglese].

Il sostegno americano a Navalny

Alexey Navalny ha avuto una borsa di studio del programma Yale World Fellow [in inglese] (che recentemente ha rilasciato una dichiarazione di solidarietà con Navalny dopo il suo ultimo incidente) e nel suo profilo si legge (il grassetto è aggiunto):

Navalny guida le sfide legali per conto di azionisti di minoranza nelle grandi aziende russe, tra cui Gazprom, Bank VTB, Sberbank, Rosneft, Transneft e Surgutneftegaz, attraverso l’Unione degli Azionisti di minoranza. Lui è riuscito a costringere delle aziende a divulgare più informazioni ai loro azionisti, e in molte grandi società ha citato in giudizio singoli manager per presunte prassi di corruzione. Navalny è anche co-fondatore del movimento Alternativa Democratica, ed è stato il vice-presidente della sezione moscovita del partito politico YABLOKO. Nel 2010, ha lanciato RosPil, un progetto pubblico finanziato da una raccolta fondi senza precedenti in Russia. Nel 2011, Navalny ha dato il via a RosYama, che combatte le frodi nel settore delle costruzioni stradali.

Il movimento Alternativa Democratica, scritto anche DA!, è un beneficiario dei fondi americani del NED, cosa che implica Navalny come un agente della sedizione finanziata dagli Stati Uniti. Lo stesso Dipartimento di Stato lo rivela quando elenca DA! tra i molti “movimenti giovanili” che sostiene per operare in Russia:

Da!: Mariya Gaydar, figlia dell’ex Primo Ministro Yegor Gaydar, guida DA! (Alternativa Democratica). E’ un’appassionata promotrice della democrazia ma consapevole degli ostacoli che affronta. La Gaydar ha dichiarato che DA! si concentra su attività indipendenti volte alla sensibilizzazione politica. Ha ricevuto fondi dal National Endowment for Democracy, un fatto che lei non pubblicizza per paura di sembrare compromessa per un legame con gli Americani.

Il fatto che questo finanziamento non sia da nessuna parte sul sito ufficiale del NED [in inglese] e che sia effettivamente nascosto al pubblico da parte dei beneficiari del finanziamento, indica che intenzionalmente non vengono rese pubbliche tutte le informazioni, e che il finanziamento occulto degli Stati Uniti è probabilmente molto più diffuso in tutta l’“opposizione” russa e tra individui come lo stesso Navalny.

Anche il riferimento alla co-fondatrice Mariya Gaydar è eloquente: ha collaborato a lungo e qualche volta è stata arrestata con Ilya Yashin, proprio un altro leader di un gruppo russo “attivista” di opposizione finanziato dal NED.

Ilya Yashin guida la sezione moscovita del partito Libertà del Popolo ed è un membro di spicco della campagna “Strategia 31” le cui fila sono piene di attivisti formati e coordinati dalle ONG finanziate dal NED americano. Cancellato dal sito ufficiale NED.org, così veniva descritto il finanziamento americano di Strategia 31:

Gruppo moscovita di supporto nell’applicazione degli Accordi di Helsinki: 50.000 dollari

Attirare una maggiore attenzione sul tema della libertà di riunione in Russia e sul movimento “Strategia 31”, che cerca di tutelare questo diritto fondamentale. L’organizzazione formerà una rete di attivisti regionali e coordinerà le loro attività attraverso dei mini-seminari e visite sul campo, condurrà una campagna di informazione attraverso conferenze stampa e affissioni, e ai partner regionali farà distribuire al pubblico degli opuscoli educativi sulla libertà di riunione.

E’ stato cancellato anche un articolo sul “Democracy Digest” del NED intitolato “Strategia 31: un segno della resilienza della società civile”. In esso, il “Gruppo di Helsinki moscovita” viene esplicitamente definito come leader dei cortei di Strategia 31 e si legge che il gruppo è un “garante di lunga data del National Endowment of Democracy”.

Il martirio per promuovere un marchio in declino

E’ un fatto documentato che Navalny sia stato finanziato da e specificamente per servire gli interessi degli Stati Uniti attraverso il NED e una varietà di altri programmi e borse di studio americani, ed è chiaramente pubblicizzato da tutti i media mainstream occidentali.

La sua incapacità di catalizzare il tipo di opposizione dirompente che l’Occidente cerca di creare in Russia per minare ed eventualmente rovesciare l’attuale ordine politico, rappresenta uno scarso ritorno dell’investimento.

Che il marchio di Navalny sia in declino è apertamente riconosciuto anche dai suoi più accaniti sostenitori dei media occidentali, come di recente nel succitato articolo del New York Times dedicato al suo presunto avvelenamento.

In questo momento le relazioni russo-tedesche sono particolarmente importanti per entrambi i Paesi e forse più per Mosca, che cerca delle vie per aggirare la guerra economica ad ampio spettro che gli Stati Uniti le fanno.

Il completamento e l’utilizzo del Nord Stream 2 con i suoi partner tedeschi aiuterebbe a consolidare i legami russo-europei, mandando forse in corto circuito in maniera irreversibili gli sforzi americani per boicottarli.

L’idea che in questo momento il Cremlino abbia ordinato l’assassinio di Navalny sfida la logica e il buon senso comuni.

Il fatto che una ONG occidentale con finanziamenti poco chiari chiamata “Cinema per la Pace[in inglese] abbia organizzato il trasporto di Navalny dalla Russia alla Germania in questo specifico momento critico per le relazioni russo-tedesche – secondo un articolo pubblicato dalla Voice of America del Dipartimento di Stato americano – sembra essere più di una coincidenza.

Un’indagine e dei fatti successivi possono essere d’aiuto nel definire meglio l’intera verità su questo recentissimo incidente ma al momento, specialmente per gli “attivisti” sostenuti da degli Stati Uniti tangibilmente disperati, devono tener conto di chi trarrebbe più beneficio dal loro danno o fine: le nazioni che stanno contrastando in maniera inefficace o le nazioni che hanno investito milioni nella loro causa e non hanno ottenuto il risultato che volevano.

Questi “attivisti” devono quindi decidere se per i loro delusi sponsor stranieri valgono di più come figure di opposizione viventi, inefficaci e impopolari, oppure se valgono di più per il potenziale impatto – anche se per un momento – come martiri.

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Intervista di Toni Cartalucci pubblicata su Land Destroyer Report il 25 agosto 2020
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per Saker Italia.

[I commenti in questo formato sono del traduttore]


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