Ancora una volta l’alleanza militare occidentale avvia manovre provocatorie contro la Russia sul suolo europeo. 28.000 soldati provenienti da 27 paesi, guidati dall’esercito americano, stanno partecipando a “Defender Europe 2021”, un audace progetto di addestramento militare e simulazione di combattimento che opera in più di 30 aree di occupazione in più di una dozzina di paesi contemporaneamente.

Defender Europe 2021 segue il progetto dello scorso anno, e avrebbe dovuto essere la più grande esercitazione militare occidentale degli ultimi 25 anni, ma è stata ridotta a causa della nuova pandemia di coronavirus. Nello scenario attuale, il nuovo progetto è più realistico, e quindi può essere visto come più pericoloso, soprattutto se si tiene conto del fatto che copre un’area territoriale più ampia, inclusi i Balcani e il Mar Nero, oltre ad utilizzare territori e rotte marittime che collegano Europa, Asia e Africa per la circolazione di soldati, attrezzature e monitoraggio a distanza. Soldati ed equipaggiamenti sono arrivati in Europa il mese scorso, quando sono iniziate le esercitazioni, e a maggio inizierà il dispiegamento di truppe NATO pre-posizionate nei Paesi Bassi, in Italia e in Germania. Le esercitazioni termineranno a giugno.

È interessante notare che la situazione globale della pandemia non è migliorata – al contrario, le ondate di infezione stanno progressivamente peggiorando e nemmeno le campagne di vaccinazione stanno efficacemente impedendo il ciclo del virus (principalmente in Europa, dove la vaccinazione è più lenta di quanto previsto dalle autorità mesi fa). Tuttavia, la malattia non sembra essere una ragione sufficiente per rinviare i piani di guerra della NATO. Commentando la situazione il Generale Christopher Cavoli, comandante in capo dell’esercito americano per l’Europa e l’Africa, ha dichiarato [in inglese]: “Mentre stiamo monitorando da vicino la situazione COVID, abbiamo dimostrato di avere la capacità di addestrarci in sicurezza nonostante la pandemia. Non importa, le nostre nazioni contano sul fatto che le nostre forze siano pronte a difendere la pace”. È curioso notare il discorso dei militari americani che classifica come “difesa della pace” un piano che schiera migliaia di soldati in regioni di forte tensione politica proprio per provocare reazioni da parte di una potenza militare.

In un’altra dichiarazione, il Generale Cavoli ha affermato che le esercitazioni fungono da vetrina per le risposte in caso di crisi. La natura multiforme dei test militari dovrebbe mostrare come sarebbe un piano di difesa occidentale in caso di una situazione di combattimento, e la diversità delle rotte e delle zone di occupazione mostra quanto siano complessi i piani della NATO.

Tuttavia, c’è ancora un conflitto di narrazioni sui dati effettivi di Defender Europe 2021. I funzionari russi ritengono che il numero effettivo di truppe NATO sia molto maggiore di quanto è stato ufficialmente segnalato. Recentemente, il ministro della difesa russo Sergej Shoigu ha affermato [in inglese] che la NATO sta inviando 40.000 soldati al confine russo, occupando principalmente la Polonia e gli Stati Baltici. Secondo Shoigu, Defender Europe 2021 è, infatti, la più grande esercitazione militare occidentale degli ultimi 30 anni, e si svolge “con un chiaro orientamento antirusso”.

Un funzionario di Kiev, il rappresentante ucraino nel Gruppo di Contatto Trilaterale sul Donbass, Oleksiy Arestovich, aveva precedentemente informato UKRLife.TV che una guerra con la Russia sarebbe stata praticata come parte dell’esercitazione Defender Europe 2021. Una prova di questa preparazione alla guerra è che, mercoledì, c’è stata un’insolita esercitazione militare [entrambi i link in inglese] da parte delle forze armate ucraine, che simulava il respingimento di un attacco con carri armati e fanteria russi in Crimea.

E il ministro della Difesa ucraino Andrij Taran ha accusato la Russia di tentare di posizionare armi nucleari in Crimea, il che “giustificherebbe” i test come una risposta ucraina. Le accuse di Taran sono state presentate senza alcuna prova, trattandosi di accuse superficiali.

In ogni caso, è innegabile la realtà che il pensiero antirusso comune all’Ucraina e all’Occidente viene elevato ad un confronto aperto, con lo scopo della guerra. Pochi giorni fa, la rivista Foreign Policy ha pubblicato un articolo [in inglese] di Amy Mackinnon, giornalista della sicurezza nazionale e dell’intelligence, suggerendo che la Russia si sarebbe preparata ad entrare in guerra con l’Ucraina, cosa che è sempre stata negata dai funzionari di Mosca. Alla fine, tali analisi degli strateghi occidentali servono come giustificazione per elevare la paranoia della “minaccia russa” a un desiderio di guerra – qualcosa che deve essere respinto da tutte le parti.

Di fronte a tutto questo scenario teso, non a caso Biden ha deciso di chiamare Putin per fissare un incontro [in inglese] in un paese neutrale. Washington ha perso il controllo sui propri attacchi alla Russia, e ora sta cercando di affrontare i danni che potrebbero portare ad un nuovo conflitto nell’Europa orientale. È curioso notare come gli Stati Uniti abbiano promosso la narrativa antirussa e dispiegato migliaia di soldati sul confine russo, alimentando la tensione prebellica che si sta verificando ora, e stiano improvvisamente cercando di negoziare con la Russia.

Se i colloqui proposti si terranno, Mosca insisterà sicuramente sul ritiro di una parte considerevole delle truppe della NATO dal suo confine, e chiederà agli Stati Uniti una condotta più pacifica e meno interventista. Se Biden, essendo un avido ideologo filo-americano, è disposto a negoziare, è perché l’Occidente non è davvero in grado di resistere alla situazione esplosiva che esso stesso ha creato.

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Articolo di Lucas Leiroz de Almeida pubblicato su InfoBRICS il 15 aprile 2021
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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