O forse, come il Cancelliere Olaf Scholz, bisnipote di Franz von Scholz, tenente generale delle SS che supervisionò il massacro degli ebrei in Polonia e in Ucraina, pensa che il genocidio sia un gioco? Esploriamo la faccenda…

Un lettore mi ha chiesto di commentare un post recente di Roberts dal titolo “Il Cremlino ha perso l’opportunità di porre fine alle provocazioni della Russia che stanno portando il mondo verso la guerra nucleare”. E allora gli ho dato un’occhiata. All’inizio mi sono incavolato, ma solo per un momento, perché non c’è alcuna possibilità che i suoi scarabocchi facciano danno: il suo consiglio non richiesto al “Cremlino” passerà inosservato, e perciò inascoltato. Piuttosto, mi ha fatto intristire. Ho sempre pensato bene di Roberts, ma ora è solo un altro anziano confuso che, come il nostro amico Brandon, ha perso un’ottima occasione per mollare e svanire. Badate, qui sto cercando di rimanere gentile ed educato.

Roberts ha ritenuto opportuno scrivere “se la Russia avesse colpito l’Ucraina con un devastante attacco convenzionale a tutto spiano, la guerra sarebbe finita prima di cominciare” e, dopo ulteriori riflessioni, aggiungere “non essendo riuscita ad impressionare l’Occidente con uno schiacciante esercizio di forza militare in Ucraina, un altro passo ci ha avvicinato all’Armageddon nucleare”. E poi sproloquia su “l’incapacità del Cremlino nel prevenire e la sua riluttanza a ripulire i circoli del potere dalle quinte colonne di Washington saranno il marchio della sconfitta russa”.

Veramente? Non proprio.

Non voglio fare alcuna assunzione su cosa voi o Roberts sapete o non sapete sull’Ucraina o sul “Cremlino”, perciò affermerò semplicemente l’ovvio.

Non ci sono differenze apparenti fra i russi e gli ucraini: stessa cultura, lingua, religione e storia. Come Stato, la Repubblica Socialista Sovietica dell’Ucraina è uno stato fallito; come territorio, è una parte della Russia.

Perciò, un attacco a tutto spiano contro l’Ucraina sarebbe essenzialmente un attacco contro la stessa Russia. A quanto pare, Roberts sente che i russi dovrebbero ammazzare milioni di altri russi allo scopo di impressionare l’Occidente. Ciò è veramente carino, sapete, in un certo qual modo maniacale e genocida, ma completamente impossibile.

La complessità dell’Operazione Militare Speciale russa in Ucraina ha a che fare col districare la popolazione civile (che deve essere evacuata) e l’esercito regolare ucraino (a cui si deve dare la possibilità di arrendersi senza combattere) dai battaglioni nazisti (che devono essere uccisi in battaglia o catturati, processati in tribunale e fucilati). Questo non è qualcosa che può essere fatto velocemente.

Ci sono altre ragioni, meno importanti ma ancora molto significative, per prenderla con calma:

  1. C’è un gruppo piuttosto grande di ucraini che vogliono essere parte dell’Europa, non parte della Russia. Stanno uscendo dal territorio ucraino, i più verso la Polonia e questo, dal punto di vista russo, è una cosa meravigliosa, perché l’Ucraina non è l’Europa, è la Russia, e a quelli che credono sia l’Europa o vogliono essere parte dell’Europa, deve essere data la possibilità di andare nell’Europa dei loro sogni e stare là per sempre, aiutando a migliorare la tragica situazione demografica generale dell’Europa e in particolare la carenza di persone bianche. Per questa ragione è stato importante lasciare aperto ai migranti in uscita il confine occidentale dell’Ucraina, anche se ciò ha permesso di far passare armi e mercenari (per farli distruggere dai russi).
  2. La voglia degli europei di assorbire milioni su milioni di migranti ucraini, mentre si rifiutano di accettare numeri neanche simili di migranti dal Medi Oriente o dal Nordafrica, esemplifica il loro razzismo di base. Per com’è adesso, due terzi del mondo sono neutrali o sostengono al Russia nel suo sforzo di rivendicare l’Ucraina; più si diffonderà il messaggio che l’Unione Europea e la NATO sono, in essenza, delle organizzazioni di suprematisti bianchi, e più nazioni passeranno dalla neutralità al sostegno senza che la Russia debba alzare un dito per convincerle. Da questo punto di vista, aiuta davvero tanto che agli ucraini piaccia dipingere svastiche sui monumenti e urlare slogan nazisti come “Slava Ukraini” (un vintage dei collaboratori nazisti della Seconda Guerra Mondiale) e “Ukraina ponad use” (la versione ucraina di “Ukraine über alles”).
  3. La Russia ha un grande e prospero futuro come nazione sana, ben istruita, civile, vasta e ricca di risorse. Ma il suo futuro non ha niente a che fare con l’Europa o il resto dell’Occidente, che si stanno avviando verso il collasso. Il fatto che la Russia sia stata integrata alquanto strettamente con l’Occidente fin da quando Pietro il Grande trasferì la capitale a San Pietroburgo, ha complicato il suo allontanamento dall’Occidente e il suo volgersi ad est. Le sanzioni occidentali, la russofobia rampante e l’applicazione della cultura di cancellazione alla cultura russa, hanno reso questa transizione inevitabile negli occhi di molti russi, ma il processo richiede tempo. Non sarebbe d’aiuto se le tensioni con l’Occidente diminuissero prematuramente o se le sanzioni antirusse fossero rimosse prima di diventare completamente irrilevanti. Inoltre, la riluttanza dell’Occidente a comprare dalla Russia l’energia, i metalli, i fertilizzanti e altre cose essenziali, accelera il suo collasso, e questo è positivo per la Russia.
  4. Immediatamente dopo aver cominciato la sua Operazione Speciale in Ucraina, tante quinte colonne rimaste in Russia, sono partite per altri lidi. Già non avevano alcuna presa sulla politica russa, ma esercitavano ancora un certo grado d’influenza sulla cultura e l’educazione, e la loro partenza è stata per lo più benvenuta. Dato il sostegno pubblico assolutamente schiacciante per l’Operazione Speciale in Russia, quei liberali che ne hanno parlato male si sono perciò autoesclusi dalla vita pubblica russa, lasciando spazio per talenti nuovi e sangue nuovo. Anche questo è un processo che richiede il suo tempo e che non deve essere affrettato.
  5. L’Operazione Speciale ha permesso alla Russia di dimostrare la soverchiante superiorità delle sue forze armate vis-à-vis con la NATO. Tutte le armi che l’Occidente è riuscito ad infiltrare in Ucraina sono state distrutte dagli attacchi missilistici o si stanno accumulando nelle pile abbandonate dalle truppe ucraine in ritirata, o arresisi. Nessuno degli obsoleti Stinger, Javelin o le altre cianfrusaglie militari, ha fatto la minima differenza. C’è veramente poco di significativo che l’Occidente possa fare per ostacolare l’attento e misurato progresso russo in Ucraina. Ancora una volta, il tempo è dalla parte della Russia: ci vorranno ancora alcuni mesi perché l’Occidente si renda conto che tutti quei miliardi spesi in aiuti all’Ucraina sono finiti in un buco nero senza lasciare traccia.
  6. Infine, c’è una cosa che la Russia deve fare oltre a prendersi cura della situazione nell’ (ex) Ucraina, ed è quella di smantellare la NATO. Per questo ci sarà bisogno di una specie di piccolo progetto dimostrativo: sottomettere un piccolo e insignificante membro della NATO, e guardare come scappano tutti gli altri membri della NATO invece di dichiarare guerra alla Russia per difenderlo. Il mito della NATO come organizzazione difensiva (in opposizione a offensiva) si dissolverebbe, e non esiterebbe più la NATO. La nazione dimostrativa potrebbe essere la Lituania per esempio: Pietro il Grande comprò i paesi baltici dalla Svezia per mille pezzi d’argento con il Trattato di Nystad il 10 settembre 1721, perciò è un territorio russo. Al contrario dell’Ucraina, che è grande, la Lituania è piccola e l’intera campagna sarebbe finita in una settimana circa. Ma se la Finlandia o la Svezia, tentando di entrare nella NATO, si volessero offrire per il ruolo di vittime esemplari, andrebbe bene lo stesso. La sicurezza della Finlandia è garantita dal suo impegno ad essere neutrale, in base al quale la Russia (allora Unione Sovietica) rimosse la sua base militare dal suolo finlandese. Se la Finlandia fa la mossa di recedere da quel trattato, rinuncerebbe alla sua sicurezza.

Roberts sembra credere che il rifiuto della Russia a distruggere l’Ucraina con una forza soverchiante, renderebbe più probabile la guerra nucleare perché “darebbe a Washington il controllo della spiegazione”. La posizione superiore della Russia nei riguardi di qualsiasi potenziale provocazione è il soggetto di un altro articolo, ma vi posso assicurare che non ha assolutamente niente a che fare con “il controllo di Washington sulla spiegazione”, perché come diavolo potrebbe spiegare Washington il suo desiderio di commettere un suicidio nazionale per l’Ucraina? La tesi che “il fallimento della Russia a distruggere velocemente l’Ucraina, aumenta la probabilità di una guerra nucleare” è… sto cercando la parola… stupida.

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 Articolo di Dmitry Orlov pubblicato su The Saker il 22 aprile 2022
Traduzione in italiano di Fabio_san per SakerItalia

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