La giornalista indipendente e attivista canadese per i diritti umani Eva Bartlett, che ha partecipato alla manifestazione autorizzata su via Akademika Sakharova di Mosca del 10 agosto, ha raccontato a Russia Today le sue impressioni, e ha confrontato le manifestazioni in Russia con quelle in Venezuela, Canada e nella striscia di Gaza. Secondo quanto affermato, lei si è sorpresa del fatto che molti giovani che hanno partecipato alla manifestazione erano completamente indifferenti a ciò che stava succedendo. La Barlett non è d’accordo con le valutazioni dei media occidentali sulle azioni della polizia durante la detenzione dei manifestanti. Ha sottolineato che in Francia e in America i manifestanti affrontano una maggiore durezza. In più, l’attivista per i diritti umani ha notato truffe evidenti nella copertura degli eventi nella capitale russa da parte dei giornalisti stranieri.

Tu eri presente all’azione di protesta su via Sakharova, che, se non erro, è la più grande degli ultimi nove anni. Quali sono i tuoi commenti?

Ero interessata a vedere che cosa sarebbe successo durante l’evento di sabato. Ho trovato molti articoli, soprattutto di media occidentali ma alcuni anche russi, riguardo le azioni eccessivamente dure contro chi manifestava pacificamente. Volevo scoprire come fosse la situazione: se la polizia si comportava con severità, in quali circostanze, se procedeva con arresti, cosa e come. Volevo capire quanto fossero vere le notizie dei media occidentali. La manifestazione di sabato era stata autorizzata dalle autorità. I manifestanti erano cioè autorizzati a raccogliersi nel detto posto, a differenza di una serie di casi precedenti, che hanno visto a quanto sembra un numero molto maggiore di arresti. Sono arrivata presto, ho passato due o tre ore lì, e ho visto che c’erano molte persone. Le fonti di opposizione hanno parlato di 50/60 mila persone, mentre le fonti governative indicavano 20 mila persone. Non so dire quanto i rapporti siano vicini alla cifra reale, ma anche supponendo che ci fossero 50 mila persone, paragonate alla popolazione di Mosca (che, da quanto so, supera i 12 milioni), non è tanto. In ogni caso, non ho visto brutalità da parte della Polizia durante la manifestazione autorizzata o in quella successiva non autorizzata. Ma ci sono stati degli arresti, li ho visti. Parlando delle proteste in altri paesi, in quelle in cui io ero presente ho visto e ho sperimentato la brutalità della Polizia e dell’esercito. A Mosca le persone sono state in gran parte portate via. Forse ci sono stati dei casi che non ho visto, ma sono stata sulla scena della seconda manifestazione fino a quando l’area non è stata completamente svuotata dei manifestanti.

E sei riuscita a capire quale fosse l’obiettivo dell’opposizione?

Da quanto ho capito, le persone sono scontente del fatto che alcuni candidati non sono stati ammessi alle elezioni del sindaco…
Ho pensato che le persone che vedevo alle proteste erano molto giovani. E sono rimasta sorpresa che tutta questa gioventù fosse così interessata al tema. Ma ci sono stati dei momenti in cui erano molti vivaci e altri lunghi momenti in cui si sono comportati in maniera molto tranquilla. E c’era l’impressione che alcune persone semplicemente non sapessero cosa fare, e anche perché fossero là.

Poi su Twitter ho visto alcuni messaggi. Non ricordo il nome di questo giornalista ma sembrava che avesse intervistato dei manifestanti e gli avesse chiesto il loro punta di vista politico, e non ha fatto alcuna sfumatura…
Non posso dire nulla qui in base alla mia esperienza perché non parlo la vostra lingua. Ma ho avuto l’impressione che alcune persone fossero andate lì, per esempio, per assistere alle performance musicali…

Tu hai assistito a molte dimostrazioni di opposizione in tutto il mondo… come le paragoneresti a quella di Mosca?

Sì, posso fare dei paragoni, per esempio, con le altre proteste a cui ho partecipato: a Caracas in Venezuela, a Toronto in Canada e nella striscia di Gaza in Palestina. Per quanto riguarda Caracas, possiamo fare un paragone in termini di atmosfera. Sono stata a due dimostrazioni pro-governative. Ho provato a partecipare a delle manifestazioni di opposizione ma non si sono mai svolte. Anche se ho cercato con forza di andarci… ma per quanto riguarda le manifestazioni pro-governative, si svolgono in maniera molto vivace e felice… le persone con cui ho parlato nelle strade avevano delle posizioni molto differenziate e le  spiegavano bene, cioè ciò che stavano difendendo e perché fossero lì.
Durante le proteste dello scorso sabato non ho avuto questa impressione.

Per quanto riguarda le proteste nella striscia di Gaza e anche a Bilin, in Palestina, ho partecipato a più di 10 proteste. So che l’esercito israeliano ha mostrato un’inaccettabile violenza contro i manifestanti. Nel villaggio di Bilin, hanno sparato i gas lacrimogeni ad alta velocità contro i Palestinesi, uccidendo e ferendo le persone. E nella striscia di Gaza (lo dico per esperienza personale, ci sono stata tre anni) vengono immediatamente sparati proiettili veri. Sono stata a diverse proteste nella striscia di Gaza dove i soldati israeliani sparano proiettili veri su giovani uomini e donne.
E mentre molte persone come me hanno riportato gli eventi e ne hanno scritto, non ricordo i media occidentali parlare con rabbia della brutalità dell’esercito israeliano. Ma ora sentiamo dell’astio in merito alle detenzioni o alle violente misure di livello completamente diverso. Anche se, ripeto, io personalmente qui non ho visto alcuna violenza.

Per fare dei paragoni, i manifestanti in Palestina affrontano la brutalità dell’esercito israeliano e quelli in Francia quella delle forze dell’ordine e di sicurezza; stessa cosa in Canada e in America. Ma in un qualche modo (lo dico più in modo retorico) i media occidentali vedono come un’opportunità prendersela parlando delle attuali proteste in Russia e ad Hong Kong.

Questa mattina stavo approfondendo una questione: ero interessata a capire quante volte la CBC (Canadian Broadcasting Corporation) ha parlato delle proteste di cui ho parlato io nella Striscia di Gaza, in Russia e in Francia. Nella Striscia di Gaza ci sono proteste, a quanto pare, da marzo 2018 (questa campagna viene chiamata “La Grande Marcia del Ritorno”). Parlando delle proteste in Francia, io intendo, ovviamente, il movimento dei “gilet gialli”, cominciato all’incirca a novembre 2018. Le proteste a Mosca invece, a quanto pare, sono in corso da 5 settimane? Ho fatto una ricerca sul sito della CBC: “proteste a Mosca”, 467 risultati; “gilet gialli” (che stanno andando avanti da molto più tempo), 302 risultati; “proteste a Gaza”, 386 risultati. Come si può vedere, il numero dei risultati è sproporzionato. Non tutti i risultati sulle proteste in Russia riguardavano questo periodo, alcune riguardavano gli anni scorsi. E ancora c’è il preconcetto nella copertura delle proteste.

Sono arrivata sul luogo della manifestazione in anticipo in modo da essere puntuale. Così, ho potuto osservare i comportamenti di alcuni giornalisti. Le forze dell’ordine hanno formato un cordone con delle barriere tra la folla e la scena, i poliziotti erano anche dietro i manifestanti. Ho visto che molti giornalisti avevano avvicinato le telecamere ai volti degli agenti di polizia. Una donna ha sistematicamente ripreso con il suo telefono la faccia di tutti i poliziotti che riusciva a trovare. Altri giornalisti si sono fatti dei selfie, tipo “foto trofeo” con gli agenti di polizia.

Ho notato che la protesta è stata filmata in una maniera tale per cui le spalle dei poliziotti fossero nell’inquadratura. Potrebbe essere un espediente artistico ma mi è sembrato che in questa maniera i giornalisti definissero il tono dei loro reportage, e cioè che queste persone sono innocenti mentre le altre persone sono crudeli. Di fatto, tutto ciò che ti serve sapere. Ho avuto questa sensazione. Ho visto una giornalista tentare di provocare gli agenti della polizia ma questi non hanno reagito. Si è infastidita e se ne è andata.
Ho avuto l’impressione che la costruzione del quadro generale abbia giocato davvero un ruolo importante.

Tornando alla CBC… una delle azioni all’interno del programma generale della manifestazione è stata autorizzata e l’altra no. All’epoca non lo sapevo ma alcuni dei sostenitori dell’opposizione avevano suggerito che i partecipanti, dicono, “camminassero” dopo la manifestazione autorizzata, anche se non avevano avuto il permesso per fare questa marcia (di fronte all’amministrazione presidenziale). Nel frattempo, questa parte dell’azione è stata presentate nelle notizie dicendo che i manifestanti stavano “solo camminando”. Non sapevo allora che la manifestazione autorizzata avrebbe avuto un prosieguo, ho solo visto la marcia e per curiosità ho seguito i partecipanti fino alla piazza che avevano letteralmente riempito. Le persone urlavano slogan, tenendo ancora in mano gli striscioni.

Due giornalisti della CBC hanno partecipato alle manifestazioni. Abbiamo discusso con uno di loro su Twitter. Lei insisteva nel dire che era una semplice camminata, che non ha visto alcun striscione e che non ha sentito alcun slogan. E qui la cosa si fa interessante. Ho deciso di cercare alcuni video per confermare le mie parole, perché c’erano molti giornalisti sulla scena. Ho scoperto un video di un suo collega (che stava proprio accanto a lei) durante un’intervista in cui diceva che aveva visto arrestare un manifestante con uno striscione in mano. A quanto pare, ha mentito. Io sono convinta che abbia fatto così con l’intenzione di presentare il tutto come se fosse innocente, e che dei civili che camminavano semplicemente lungo la strada siano stati arrestati da aggressive forze dell’ordine, le cui foto ti erano già state mostrate preparandoti a un tale sviluppo.

I media parlano esclusivamente delle proteste di Mosca. Inoltre, in molti casi i giornalisti presentato il materiale secondo una retorica prestabilita. Sembra che le persone vogliano ragionevolmente che questo particolare problema venga risolto. Allo stesso tempo, è probabile che questo argomento venga manipolato da forze esterne con un obiettivo coerente degli Stati Uniti e dei suoi alleati: screditare la Russia.

 *****

Articolo pubblicato su Stalker Zone il 17 agosto 2019
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per Saker Italia.

Condivisione: