Il Globe & Mail è un rispettabile giornale da tempo riconosciuto come quotidiano nazionale canadese. Alcuni anni fa, il Globe ha pubblicato un articolo che raccontava i dettagli delle atrocità che venivano commesse contro gli Arabi in Palestina. L’articolo non era provocatorio o ideologico, era semplicemente una cronaca precisa degli eventi che i redattori credevano dovessero essere portati all’attenzione del mondo. La mattina successiva, tutta la parte superiore della prima pagina del Globe riportava una foto enorme di un soldato ebreo che dava una caramella a una bambina presumibilmente palestinese, con un testo descrittivo.  Non c’è bisogno di fantasia per sapere che cosa deve essere successo dietro una porta chiusa da qualche parte. Era il 1983 e, in 38 anni da quella data, il Globe non ha più pubblicato un singolo articolo di critica verso gli Ebrei e Israele. Anzi, è successo il contrario. Uno dei loro pezzi più famosi si intitolava “Shmeck the Halls”[gioco di parole con il titolo della celebre canzone natalizia “Deck the Halls”], la storia di come due cantautori ebrei “hanno creato il Natale”. (1)

E’ ampiamente noto che un gruppo relativamente piccolo di persone (tutti gli Ebrei) possiede o esercita un totale ed effettivo controllo su tutti i media occidentali (e molti altri). Ciò include non solo i giornali ma anche stazioni e reti radiofoniche e televisive, e anche le riviste più conosciute, praticamente tutta l’industria dell’editoria, tutti i social media e le relative piattaforme come Wikipedia e Google, oltre al 90% di Hollywood, che comprende sia i film che i programmi TV. Le persone coinvolte non amano che questa informazione venga dichiarata pubblicamente ma i fatti non sono in discussione e, in pratica, le pubblicazioni ebraiche si vantano in privato di quanto sia esteso il loro possesso dei media così come del loro controllo dei film e della televisione.

Philip Weiss ha scritto un articolo su Mondoweiss intitolato “Gli Ebrei dominano i media in America? E anche se fosse?” (2). Nel suo articolo ha inserito questa osservazione e citazione: come ha detto l’ex corrispondente della CNN Linda Scherzer “Noi, come Ebrei, dobbiamo capire che veniamo con un certo pregiudizio…noi crediamo nella narrativa fatta da Israele della storia. Sosteniamo i valori che noi, come Americani, Occidentali ed Ebrei, sposiamo. Quindi, riportiamo le notizie attraverso il nostro prisma” (3).

Sì, e questo non è necessariamente una cosa cattiva, a seconda ovviamente dell’orientamento delle sfaccettature di quel prisma. Gran parte del modo di riportare le notizie attraverso il “prisma ebraico” è inoffensivo e una parte è anche utile. Infatti, gran parte del secondo e terzo livello di Internet è costituito da piattaforme che ci forniscono le nostre uniche fonti alternative di pubblicazioni e informazione, e sono gestite in gran parte (ma non interamente) da Ebrei, come Unz Review, Global Research e altre simili. Senza queste fonti il nostro mondo sarebbe mono-dimensionale. Il problema è che, a parte i “prismi utili”, la maggior parte di questi giornalisti ebrei sono delle reclute di basso livello. Non voglio denigrare le loro capacità giornalistiche: dico semplicemente che loro non sono affatto vicini alla sommità della piramide dove vengono decisi i “valori” e viene costruita la narrativa. Ed è la sommità della piramide che richiede la nostra attenzione.

Nella sezione dei commenti del mio articolo [in inglese] “Propaganda e Media – Parte 1”, un lettore ha postato il seguente paragrafo di Michael Cieply:
In linea di massima, i reporter di talento si sono dati da fare per associare le storie a ciò che internamente viene spesso chiamata “la narrativa”.  Ogni tanto ci veniva chiesto di tracciare una narrativa in base alle varie richieste con un anno di anticipo, definire il piano con gli editori e poi produrre storie che fossero coerenti con la linea predefinita. Lo shock più grande ci fu quando gli editori del Times hanno detto (almeno due volte, descrivendo la riunione di redazione quotidiana per la prima pagina del giornale): “In quella stanza abbiamo definito l’agenda per il paese”. (4) (5)

 

Questo è il vero tema: il New York Times non si occupa di riferire notizie ma di crearle e poi di pubblicarle secondo l’ideologia, i “punti di vista” e la loro “agenda per il paese”. E non sono gli unici. In mezzo a tutto questo insieme di media di proprietà ebraica, esiste una cosa in comune, una sincronicità, una simultaneità, un’identità condivisa, che non proviene da questi pezzi sparsi del gregge mediatico ma deriva da un qualcosa che sta più in alto sulla piramide, da un’unica origine che opera silenziosamente dietro le scene in Europa. Non può essere altrimenti: quando ogni giornale del mondo occidentale e di gran parte di quello restante ripete le notizie degli stessi eventi e nello stesso modo con una sorprendente totale uniformità, non può essere casuale e non può essere attribuito all’utilizzo di agenzie di stampa. Qualcuno da qualche parte sta “tirando i fili che controllano l’opinione pubblica”, come amava dire Bernays. (6)

A prova (certo, circostanziale ma anche ovviamente potente) di questo, guardate la campagna d’odio contro la Cina che da almeno 18 mesi è in corso a pieno ritmo in ciascun paese occidentale e la seguente gioiosa pubblicazione dei risultati, relativi a solo tre dei tanti paesi in cui sono stati fatti programmi e sondaggi simili:

Fatevi questa domanda: come è potuto accadere che praticamente ogni editore e ogni direttore di redazione televisiva in Occidente (e in gran parte del resto del mondo) abbiamo deciso indipendentemente e simultaneamente, senza istruzioni e contatti esterni, di montare una intensa, incessante e implacabile campagna negativa contro la Cina e contro tutto ciò che è cinese? Come è potuto accadere che simili, unanime e simultanee campagne di demonizzazione siano state montate contro Iraq e Libia prima della loro invasione e colonizzazione? E contro la Russia, Cuba e la Corea del Nord? Contro il Venezuela oggi? Come è possibile che una enorme fetta di questi media, non solo di giornali ma anche (apparentemente senza correlazione) di reti televisive e riviste, riportino la stessa storia sulla ZIKA, tutti unanimi negli appelli all’America Latina per allentare le sue restrizioni sull’aborto?

Come ho affermato nella Parte 1 di questa serie, il punto fondamentale è che queste “inondazioni mediatiche” (così come io le definisco) non accadono e non possono accadere per caso. Tali circostanze vengono pianificate meticolosamente e implementate con strategie scelte con cura secondo le teorie freudiane per generare nelle persone disagio e pressione emotiva per fargli accettare “l’agenda”, per manipolare l’atteggiamento pubblico su temi politici, sociali e commerciali: in pratica, “tirare i fili che controllano la pubblica opinione”.

Delle volte l’agenda è a beneficio delle sue innumerevoli enormi multinazionali, molte più di quante possiate immaginarne, molte controllate in modi che non potete immaginare. Per fare un esempio, la famiglia ebrea Wallenberg è da considerarsi come la controllante di più del 40% delle azioni della Borsa svedese, così come di circa il 40% del PIL della nazione. Uno studio dettagliato e molto ben documentato concludeva che meno di 150 società controllano almeno il 40% delle azioni quotate nelle borse di tutto il mondo (7) (8). Il primo di questi due link offre un ottimo riassunto, con riferimenti a fonti importanti.  

La maggior parte delle multinazionali che conoscete molto bene (e moltissime che forse non conoscete) fanno parte di questo gruppo incestuoso, controllato principalmente da banche private, relativi fondi speculativi e simili. Le statistiche però omettono il punto fondamentale e la realtà di questa condizione, perché non sono le 150 società che controllano praticamente tutto e che definiscono l’“agenda” economica internazionale, ma i beneficiari ultimi di queste società: persone vere con nomi e cognomi. Per esempio, se Berkshire-Hathaway compra Coca-Cola, non è la “Berkshire-Hathaway” che definisce l’agenda della Coca-Cola per liquidare gli organizzatori sindacali in America Latina, ma è Warren Buffett che lo fa.

Per fare un altro esempio, si è provato molte volte a quantificare i beni della famiglia dei banchieri Rothschild. Un risultato attendibile di alcuni anni fa ha ottenuto una stima che va dai 6 ai 7 trilioni di dollari, e molte famiglie di banchieri ebree in Europa sono a un livello simile. Da allora, io ho ottenuto un grafico che mostra le immense proprietà dei Rothschild. A vederlo, è simile a un organigramma aziendale, con piccoli riquadri e linee che indicano le partecipazioni e le direzioni controllate. Per stampare questa grafica nel formato leggibile più piccolo, servirebbe un foglio di carta di mezzo metro quadrato. Recentemente è stato riferito che i Rothschild hanno istituito una banca solo per raggruppare l’insieme dei terreni coltivabili acquisiti in così tante nazioni.

In un breve riassunto preso dal database di riviste cinesi scientifiche e tecnologiche “L’era dell’innovazione”, edizione 6 del 2013 (le 3 pagine di 1003, da 95 a 97), si legge che i Rothschild “nel 1850 sedevano su una fortuna del valore di 6 miliardi di dollari ed erano conosciuti (in Cina) come ‘il nemico’”. Si parla anche accuratamente della profonda influenza degli Ebrei sul governo americano dell’epoca: “Il Partito Democratico appartiene alla famiglia Morgan e il Partito Repubblicano appartiene alla famiglia Rockefeller”. Rockefeller e Morgan appartenevano, comunque, ai Rothschild.

A dire la verità, è una ipotesi perché le prove concrete sono raramente disponibili, a causa dell’alta segretezza e dall’utilizzo di così tanti paradisi fiscali, ma la mia stima aggiornata della ricchezza accumulata dai Rothschild si attesta tra i 20 e i 30 trilioni di dollari. Potete immaginare il potere associato a una ricchezza di tale grandezza, incluso il potere politico che è esistito e cresciuto da secoli.

E’ stato scritto molto e molte stime sono state presentate sull’“uomo più ricco del mondo”, un onore che per anni si sono alternati Bill Gates, Warren Buffett, Carlos Slim e, più di recente, Jeff Bezos. Tutto questo è stata una falsa propaganda che ha origine dalla stessa fonte di ogni elemento dell’“agenda”: i Rothschild e le famiglie ebree di banchieri, come Sassoon, Warburg, Montefiori e molti altri, sono completamente scomparse dalla vista e apparentemente inesistenti. Ci sono molti siti ebrei che “sfatano” la storia della ricchezza delle famiglie dei banchieri ebrei e Wikipedia ci dice che una volta i Rothschild erano ricchi ma hanno ampiamente distribuito la loro ricchezza tra i loro tanti figli, e ora sono semplicemente degli europei della classe media. Questo silenzio (e la finzione associata) è una parte dell’“agenda” che viene dal nucleo centrale.

Per fare un rapido esempio, il Canada, attraverso la sua banca centrale abilmente controllata dagli Ebrei, ha pagato questi banchieri europei più di un trilione di dollari di interessi negli ultimi 30 o 40 anni. E questa è una delle decine di banche centrali che controllano. La verità reale su questo “uomo più ricco” che nessun media da nessuna parte ha avuto il coraggio di dichiarare apertamente, è che Bill Gates, paragonato a questi banchieri ebrei in Europa, vale qualche spicciolo. I soli interessi che queste persone guadagnano ogni anno da queste banche centrali valgono molto di più dell’intera ricchezza di Gates, senza tener conto dei ricavi provenienti dalle loro centinaia di multi-nazionali.

La Sanofi-Aventis-Connaught di Rothschild è forse la più grande produttrice di vaccini al mondo. Se alcuni membri di questa élite possono trarre beneficio dalla vendita del vaccino del Covid-19 (o di altro), i loro stretti partner dell’informazione collaboreranno per incentivare fortemente le vaccinazioni, mentre i rappresentanti eletti faranno delle leggi per renderli obbligatori, con i loro governi controllati che progettano “passaporti vaccinali” per garantire le vendite (uno dei “vantaggi” della democrazia), sollevando da ogni responsabilità i produttori dei vaccini. Faranno forti pressioni sui governi poveri per fargli acquistare i vaccini e utilizzeranno ogni struttura delle Nazioni Unite, tra cui la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e anche l’OMS, per vincolare i prestiti e altra assistenza a questi acquisti; nel frattempo, stabiliranno l’esclusione dei vaccini non prodotti dal loro gruppo (come quelli cinesi e russi), che i media opportunamente denigreranno come “non testati” e “inefficaci”, così come negheranno opportunamente la loro approvazione le Nazioni Unite e vari governi occidentali. E’ un club molto piccolo.

Ovviamente, i membri di questo gregge di media possono determinare un’agenda sulle questioni locali, sebbene lavorino di concerto, ma non sui seri affari geopolitici internazionali, che sono al di sopra del loro livello. In parole povere, né il New York Times né l’Huffington Post possono decidere da soli che la Libia debba essere invasa e colonizzata, e che tutto il suo oro e il suo petrolio vengano accaparrati da pochi banchieri e industriali bancari. Se avessero tentato una manovra tale, sarebbero stati da soli e probabilmente ritenuti ridicoli. Ma quando l’intero elenco delle fonti dei media internazionali improvvisamente e simultaneamente sposa questa agenda, noi sappiamo che la fonte originaria è l’“agenda” che viene consegnata ai media luogotenenti per la sua esecuzione.

Gran parte dell’agenda – come già sapete- è geopolitica ed esiste nella sua forma attuale da circa 100 anni. E’ iniziata con Lippman e Bernays nel marketing di entrambe le guerre mondiali (9) e ha continuato, in particolare, quando il 5 giugno 1989 ognuna di queste fonti media ha riferito all’unanimità la stessa storia sulla dimostrazione studentesca di piazza Tiananmen, una storia che è stata dimostrata come completamente falsa anche dalla stessa ambasciata americana (10).

L’uniformità dell’agenda era totalmente evidente durante le inondazioni mediatiche che preparavano il mondo all’invasione e alla completa espropriazione dei beni dell’Iraq e della Libia, ed è molto evidente oggi nell’attuale campagna d’odio contro la Cina (11). Abbiamo il Covid-19 “che sfugge” da un laboratorio cinese, il “genocidio” in corso nello Xinjiang, le farse in Tibet, le proteste “democratiche” ad Hong Kong, la minaccia dell’invasione di Taiwan, la “minaccia militare” della Cina su tutto il Sud-Est asiatico, la “militarizzazione” del Mar Cinese Meridionale. Abbiamo Huawei, Tik-Tok e WeChat (12); abbiamo le accuse di spionaggio informatico. Abbiamo “discutibili dati economici cinesi” (13) prodotti da “dittatori autoritari” che vogliono disperatamente attaccarsi alla “debole presa che hanno sul potere”.

L’editorialista ebreo Jonathan Kay del canadese National Post (di proprietà ebraica) ci dice che “la spietata politica estera della Cina sta cambiando il mondo in maniera pericolosa”, e che “a differenza dagli Stati Uniti” la “Cina non fa neanche finta di operare in base a un altro principio che non sia il suo mero interesse personale” (14). Abbiamo Roderic Broadhurst di South China Morning Post che ci dice che la “corruzione è un effetto secondario dei difettosi geni del partito-Stato cinese” (15). Adesso i siti ebrei di storia (16) e il New York Times (17) ci stanno dicendo che la peste bubbonica che ha ucciso il 30% della popolazione europea ha di fatto avuto origine in Cina, come nel 1918 ha fatto la pandemia da “influenza” del Rockefeller Medical Institute che ha ucciso quasi 100 milioni di persone. Oggi la Cina “ci sta rubando i segreti” mentre “assoggetta il mondo”, non ha alcun “stato di diritto” e “sta soffocando a causa del suo successo” in città che sono “a stento vivibili” e abitate solo da bambini senza futuro.

Il nucleo centrale dell’“agenda” definita prevede un cambiamento radicale nel mondo dei valori educativi, sociali, sessuali, religiosi e famigliari. In un mio precedente articolo intitolato “Unire i puntini” (18), ho scritto che “succede spesso che gli eventi che consideriamo eventi isolati siano connessi come parti integranti di un quadro molto più grande, spesso come parte di un piano di ampia portata e spesso con importanti implicazioni sociali, economiche e/o politiche che diventano evidenti solo quando considerate nella loro insieme”. Oggi dobbiamo fare un vero sforzo per mettere in relazioni gli eventi e vederli come parti del piano complessivo che rappresentano.

Per fare un esempio dei risoluti sforzi di indottrinamento per rinnovare i nostri valori sociali e sessuali, il Canada sta per passare una nuova legislazione (l’unica nuova legislazione del paese, di conseguenza) per abbassare (e poi eliminare) l’età per il sesso anale consensuale, mentre adotta nuove ed eclatanti misure per la “morte assistita” dei famigliari, soprattutto di coloro che costano soldi o hanno soldi da ripartire. Il governo della Columbia Britannica canadese appoggia ufficialmente la pratica sessuale dei “glory holes” (19) (20) e ha pubblicato una dettagliata brochure di 16 pagina su come usarli al meglio, con nuovi suggerimenti per la masturbazione e le orge. Le nuove indicazioni traggono ispirazione da un documento pubblicato dalle autorità sanitarie di New York (21) e condividevano “alcune preziose idee su come organizzare delle orge…durante la pandemia”. Pornhub, il più grande sito di pornografia al mondo, che ha sede a Montreal in Canada (22) (23), è diventato un media mainstream con l’evidente approvazione silenziosa del Primo Ministro canadese Justin Trudeau. Ovviamente, lui non ha avuto nulla di negativo da dire, nonostante lo sdegno che il sito ha causato per gravi violazioni.

Nella sua sezione “Intrattenimento”, l’Huffington Post fornisce utili informazioni sui migliori siti in cui le donne possono trovare pornografia online (24), insieme a un altro articolo che ci dice che lo “scambismo è tornato di moda” e ci dà consigli su come capire “se è adatto a te” (25). In altre parti vengono incentivati pedofilia, incesto e orge. L’ABC parla di giovani ragazze che pagano i loro prestiti studenteschi facendo le “escort” (26), operando una separazione tra sesso e moralità, e incoraggiando le ragazzine a prostituirsi. Un tale dibattito sui media mainstream serve non solo a legittimare ma anche ad “approvare” questi comportamenti.

Aggiungeteci il flusso continuo dei quel pasticcio di acronimi delle “preferenze sessuali” che vengono tanto pubblicizzati oggi e provatela a vedere come una enorme campagna di propaganda che viene pompata in tutto il mondo come una parte dell’“agenda” definita e varata da queste stesse persone. Con il potere dei mass media, stanno di fatto dettando i nuovi comportamenti e i nuovi punti di vista da accettare, censurando e condannando al contempo le opinioni contrarie.

Prima ho affermato che i media americani sono il microfono del Dipartimento di Stato USA, partner a pieno titolo nella scrittura delle campagne di propaganda per raggiungere gli obiettivi di politica estera. E’ però fondamentale capire che gli Americani non stanno guidando questi assalti internazionali geopolitici, sociali e morali: loro hanno semplicemente il ruolo di esercito privato dei banchieri per raggiungere gli obiettivi di una élite anglo-europea che sta sempre nell’ombra ed è guidata da uno che, come Voldemort, è “colui che non deve essere nominato”.

Il controllo del marketing di questa agenda è quasi totale. Non ci sono solo giornali, riviste, stazioni radio e tv, case editrici, ma anche i social media sono stati arruolati al 100% in questa agenda. Decine di siti, tra cui alcuni molto noti, sono stati “filtrati” da Google, tanto che alcuni dei loro contenuti non compaiono quasi mai tra i risultati delle ricerche. Facebook e Twitter sono diventati piuttosto aggressivi nel censurare e silenziare tutte le voci di dissenso, fino al punto che anche solo citare il nome di un autore o postare la url di un articolo viene ora segnalato come “notizia falsa”, bannata o cancellata. I cosiddetti “fact -checker” stanno facendo la loro parte per cestinare chiunque sfugga dalle maglie della censura.

Di nuovo: fermatevi un momento a pensare a tutte le persone che devono essere coinvolte per ottenere tali risultati, quanti individui e in quanti posti devono essere coinvolti per assicurare un flusso ininterrotto di propaganda o un totale velo di silenzio, e chiedetevi quale sia la fonte del loro potere per fare una cosa del genere.

Il collegamento da fare è che tutte queste categorie dell’agenda (e molte altre) hanno origine dalla stessa fonte. Non sono “i media” che vogliono invadere l’Iran e confiscare il petrolio iraniano; non sono i giornalisti del New York Times che vogliono distruggere la Cina e la Russia o gli editori del Wall Street Journal che sono determinati a far scoppiare la Terza Guerra Mondiale; non è Arianna Huffington che vuole che voi diventiate dei pervertiti sessuali e abbandoniate i vostri valori morali, sociali, religiosi e famigliari: queste persone dei media sono strumenti per diffondere la propaganda e manipolare l’opinione pubblica secondo i vari temi attualmente “in agenda”. Gli editori e i giornalisti dei media sono dei luogotenenti: ricevono istruzioni e agiscono di conseguenza. Succede perché le relativamente poche persone reali che definiscono l’agenda, hanno solidi legami etnici e filosofici con i proprietari e gli editori dei media, legami tali da assicurare la collaborazione sulla loro reciproca visione del mondo. Tutti loro appartengono allo stesso piccolo gruppo e condividono gli stessi “interessi” e “valori”. Tutto questo fa parte di una cosa sola, che deriva da un piccolo gruppo di persone reali con nomi e cognomi.

All’inizio di un mio precedente articolo intitolato “L’umanità al bivio” (27), ho scritto:

“L’umanità è a un limite, in un punto di transizione tra due differenti fasi di governo e di esistenza. Oggi il mondo è come un sacco che si riempie lentamente mentre la corda legata intorno all’apertura viene stretta sempre di più per evitare che il contenuto fuoriesca dal suo contenitore. Le ombre di questo futuro sono visibili ovunque ma anche il più acuto degli osservatori tende a vedere i presagi non come gli avvertimenti (come essi sono), ma guarda tutti questi pezzi di un unico puzzle disperato come eventi separati e non correlati. In questo articolo, guarderemo in che direzione sta andando il mondo, come ci sta arrivando e perché sta andando in quella direzione”.

*

Gli scritti di Larry Romanoff [in inglese] sono stati tradotti in più di 30 lingue e i suoi articoli sono stati pubblicati su oltre 150 siti web di informazione e politica in lingua straniera di più di 30 paesi, oltre a più di 100 piattaforme in lingua inglese. Larry Romanoff è un consulente aziendale e uomo d’affari in pensione. Ha ricoperto posizioni dirigenziali di alto livello in aziende internazionali di consulenza e ha gestito un’attività di import-export internazionale. È stato professore ospite presso l’Università Fudan di Shanghai, in cui ha presentato dei casi di studio in Affari Internazionali a classi di EMBA di livello superiore. Romanoff vive a Shanghai e attualmente sta scrivendo una serie di dieci libri per lo più legati alla Cina e all’Occidente. E’ uno degli autori della nuova antologia di Cynthia McKinney “When China sneezes” [“Quando la Cina starnutisce”], capitolo 2 “Dealing with Demons” [in inglese, “Affrontare i demoni”].

Il suo archivio completo può essere consultato su https://www.moonofshanghai.com/ 
e http://www.bluemoonofshanghai.com/ 

Può essere contattato a: 2186604556@qq.com

Note [tutti i link sono in inglese]

(1)https://www.theglobeandmail.com/arts/music/schmeck-the-halls-how-jewish-songwriters-created-christmas/article1320756/

(2) https://mondoweiss.net/2008/02/do-jews-dominat/

(3) http://www.ujc.org/page.html?ArticleID=78802

(4) http://deadline.com/2016/11/shocked-by-trump-new-york-times-finds-time-for-soul-searching-1201852490/

(5) https://www.yahoo.com/entertainment/stunned-trump-york-times-finds-205904328.html

(6) Bernays and Propaganda – Part 1 of 5 http://www.bluemoonofshanghai.com/politics/1562/

(7) https://www.newscientist.com/article/mg21228354-500-revealed-the-capitalist-network-that-runs-the-world/

(8) https://www.forbes.com/sites/bruceupbin/2011/10/22/the-147-companies-that-control-everything/

(9) http://www.bluemoonofshanghai.com/politics/1582/

(10) https://www.moonofshanghai.com/2020/04/tiananmen-square-failure-of-american.html

(11) https://www.moonofshanghai.com/2020/08/blog-post_49.html

(12) https://www.moonofshanghai.com/2020/08/huawei-tik-tok-and-wechat-august-8-2020.html

(13) http://www.theglobeandmail.com/report-on-business/economy/economy-lab/chinese-data-prompt-doubts-over-accuracy/article4414683/

(14) https://nationalpost.com/opinion/jonathan-kay-chinas-ruthless-foreign-policy-is-changing-the-world-in-dangerous-ways

(15) SCMP.com; 12 December, 2013

(16) http://www.jewishhistory.org.il/history.php?startyear=1340&endyear=1349

(17) http://www.nytimes.com/2010/11/01/health/01plague.html

(18) https://www.moonofshanghai.com/2020/06/connecting-dots-june-24-2020.html

(19) https://www.rt.com/news/495509-canada-covid-glory-hole/

(20) pic.twitter.com/sS7vmFuCDa

(21) https://www.rt.com/usa/491458-new-york-covid-sex-tips/

(22) https://www.ibtimes.com/sexual-abuse-victims-urge-canada-investigate-pornhub-3156530

(23) https://montreal.ctvnews.ca/montreal-luxury-home-of-pornhub-owner-destroyed-in-suspected-arson-1.5402120

(24) http://www.huffingtonpost.com/entry/best-porn-for-women-online_564f71f9e4b0258edb316a5a

(25) https://www.huffpost.com/entry/wife-adultress_b_12182082

(26) https://abcnews.go.com/US/paying-student-loans-sugar-baby/story?id=72175621

(27) http://www.bluemoonofshanghai.com/politics/2331/   Humanity at the Crossroads

 

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Articolo di Larry Romanoff pubblicato su The Saker il 21 maggio 2021
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per Saker Italia.
[I commenti in questo formato sono del traduttore]

La redazione di Saker Italia ribadisce il suo impegno nella lotta anti-mainstream e la sua volontà di animare il dibattito storico e politico. Questa che leggerete è l’opinione dell’autore; se desiderate rivolgere domande o critiche purtroppo questo è il posto sbagliato per formularle. L’autore è raggiungibile sul link dell’originale presente in calce.

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