Oltre all’impotenza dell’Unione Europea e al crollo dell’unità occidentale, la pandemia di coronavirus ha anche chiaramente dimostrato che molto tempo fa le Nazioni Unite sono diventate ostaggio dei giochi politici. Dopo che Stati Uniti, Gran Bretagna, Unione Europea e i loro lacché hanno bloccato la dichiarazione che la Russia aveva proposto, la nostra delegazione permanente presso le Nazioni Unite ha espresso pubblicamente il proprio disprezzo per coloro che sono al servizio dei globalisti.

Si può solo ridere sotto i baffi per il comportamento degli Stati europei, che sono strisciati nelle loro tane e si sono rifiutati di aiutare i loro vicini appena è arrivato il disastro. Anche se, com’è tipico, questa spaccatura non impedisce affatto alla burocrazia euroglobalista di appoggiare gli Anglosassoni sui temi geopolitici.

Per esempio, quando c’è bisogno di contrastare delle iniziative di pace, presentate dal membro permanente alle Nazioni Unite Vasiliy Nebenzya. Qui di seguito è riportato il commento ufficiale dei nostri diplomatici in merito a questo problema, rilasciato dopo che Ghana, Lichtenstein, Norvegia, Singapore e Svizzera avevano formulato una risoluzione di solidarietà nella lotta contro il coronavirus, e la Russia aveva proposto di ampliare l’ambito degli sforzi.

Fonte: Delegazione Permanente della Federazione Russa alle Nazioni Unite

“Accogliamo con favore la risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Uniti su tale questione, che è stata avviata da sei Stati… Manda un segnale importante che dovrebbe aiutare a concentrare gli sforzi degli Stati membri delle Nazioni Unite e i meccanismi internazionali in pista…

Ma gli autori di questa risoluzione non hanno preso in considerazione i commenti degli altri Stati in merito al testo, trascurando così una serie di temi cruciali che, secondo gli appelli del Segretario Generale delle Nazioni Unite e di un numero di alti funzionari ONU, devono essere indirizzati con urgenza.

A tale proposito, parallelamente, la Russia ha presentato una proposta di dichiarazione degli Stati membri dell’ONU a sostegno della lotta contro la diffusione del coronavirus”.

Guardiamo come le proposte fatte dalla Russia siano differenti da quelle fatti dai sei Paesi summenzionati.

L’obiettivo principale prevedeva che i Paesi dovessero ribadire il loro impegno per il principio della Carta delle Nazioni Unite sulla cooperazione degli Stati. Nelle condizioni di diffusione del coronavirus, quest’ultima acquisisce maggiore significato.

 

Fonte: Delegazione Permanente della Federazione Russa alle Nazioni Unite

“Inoltre, diversamente dal testo proposto dai sei Paesi, il nostro testo prevedeva: riconoscimento del ruolo di guida dell’OMS nel combattere la pandemia; consenso da parte degli Stati a cooperare, per esempio con la finalità di sviluppare i metodi che dovrebbero fermare la diffusione e assicurare la cura per il Covid-19; fornire assistenza agli Stati più vulnerabili, specialmente quelli in via di sviluppo; rifiuto delle guerre commerciali e delle sanzioni unilaterali adottate senza il mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, al fine di assicurare un accesso tempestivo al cibo e alle medicine; contrastare le speculazioni finanziarie sulle forniture essenziali”.

Un punto importante è stato anche fatto sulla inammissibilità di stigmatizzare Paesi, nazioni e individui in relazione alla pandemia e sulla necessità di distribuire informazioni affidabili e scientifiche in merito.

28 Stati membri delle Nazioni Unite sono diventati co-autori di questa dichiarazione.

Quindi, come hanno reagito gli avversari geopolitici a queste proposte, considerando che la Russia ha di fatto offerto, se non la pace, un cessate il fuoco per il periodo della comune calamità?

 

Fonte: emittente radio Vesti

Ucraina, Georgia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Unione Europea sono contrarie alla revoca delle sanzioni introdotte senza il consenso delle Nazioni Unite e a fornire aiuto ai Paesi che sono stati colpiti dal coronavirus. La Russia ha proposto questo nella sua dichiarazione, ma comunque i partner dell’Assemblea Generale hanno bloccato il documento. Nessuno vuole aiutare nessuno. Tranne la Russia. Proprio ora, i diplomatici stanno aspettando delle spiegazioni sulla questione da parte di Unione Europea, Stati Uniti e Gran Bretagna. Nessuno si aspetta nulla da Ucraina e Georgia”.

L’ultimo punto merita di essere considerata in maniere specifica. La Delegazione Permanente della Russia non solo ha deciso di non chiedere nulla agli Ucraini e ai Georgiani, ma ha pubblicamente espresso sdegno verso di loro e verso il loro comportamento da ruffiani. Lo hanno fatto in maniera diplomatica, ovviamente, perché le buone maniere sono tutto per noi.

Ci rammarichiamo del fatto che un piccolo gruppo di Stati, sostenitori di una politica basata sulle sanzioni, sia apparsa impreparata a rispondere alla richiesta del Segretario Generale delle Nazioni Unite e si sia rifiutato di rigettare approcci e interessi politicizzati. Di conseguenza, sarà molto più difficile dare una risposta globale e solidale alla minaccia della nuova pandemia. Un gran numero di persone, in primo luogo nei Paesi in via di sviluppo, potrebbero risentirne”.

Fonte: Delegazione Permanente della Federazione Russa alle Nazioni Unite

Saremmo molto interessati ad ascoltare e a vedere per iscritto i ragionamenti e le argomentazioni di Unione Europea, Stati Uniti e Gran Bretagna che hanno bloccato la nostra proposta di dichiarazione. Saremmo favorevoli e felici di risparmiare ed esonerare da questo compito Ucraina e Georgia, in quanto le loro argomentazioni, come sempre sprezzanti e politicizzate, non darebbero alcun valore aggiunto alla comprensione da parte della maggior parte degli Stati membri”.

Tradotto dal gergo diplomatico, sarebbe “Sì, capiamo perfettamente che siete degli stupidi lacché e fate come vi viene detto dai vostri padroni. Quindi, non c’è bisogno che vi sforziate: non ci interessano comunque le spiegazioni che tirerete fuori da sapete dove”. Questa è la realtà della relazione tra Russia e i Paesi limitrofi post-sovietici, che hanno scelto il cammino della cosiddetta euro-integrazione. Non c’è nulla di cui parlare, perché Ucraina e Georgia hanno da tempo smesso di essere controparti nelle relazioni internazionali. Ci sono gli Euro-Ucri e i cafoni che leccano gli stivali dei loro signori. E i Russi, che hanno sconfitto Hitler, disprezzano i leccapiedi.

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Articolo di Ruslan Ostashko pubblicato su The Saker l’8 aprile
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per Saker Italia.


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