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Posts From Marco Bordoni

Aprile 2014: il candidato presidente, che denuncia il colpo di stato targato USA, è costretto al ritiro

Traduzione a cura di Marinella Mondaini per sakeritalia.it ***** Poroshenko ha festeggiato l’anniversario del Maidan, istituendo la festa del 21 novembre come “Giornata della Dignità e Libertà dell’Ucraina”. Il 21 novembre del 2013 sono iniziati i fatti della piazza denominata “EuroMaidan”. In questo anno in Ucraina si sono tenute due tornate elettorali e questo, unito al tempo trascorso ed alla pessima qualità dell’informazione cui l’opinione pubblica occidentale ha accesso, ha

L’unica bugia di Putin

 – Marco Bordoni – Molti commentatori hanno riconosciuto nel discorso tenuto da Putin il 24 ottobre scorso a Valdaj (disponibile in italiano qui) una piattaforma di grande valore politico e di portata storica. Ed in effetti il Presidente Russo ha proposto una contro narrazione compiuta e matura, forse la prima, da molti anni, in grado di contendere al “pensiero unico” i “cuori e le menti” di uomini e donne di tutto

Bezler è davvero un ingenuo?

“Una Ucraina libera, federale, denazificata? Ma per favore. Quel treno ha già lasciato la stazione. A questo punto si tratta di una pura fantasia“ Andreas Walsh Questo è uno di quegli argomenti che dividono molte persone oneste e di buoni sentimenti, e che vedo raramente affrontati di petto. E tuttavia, si tratta di una questione cruciale. Oggi voglio prendere il toro per le corna. Interpretazione realistica (prima versione). Come disse

Cinque Conseguenze della Crisi Ucraina

Il colpo di stato orchestrato dall’ Occidente a Kiev doveva essere un lavoretto sporco ma veloce: rovesciato il governo eletto, fatta piazza pulita di politici e partiti insensibili ai “valori europei” ed alla integrazione nell’ Unione, l’Ucraina sarebbe stata inserita velocemente nella NATO.     La “ricetta dei biscotti” di Victoria Nuland per l’Ucraina era in sostanza finalizzata a colpire la sicurezza nazionale e gli interessi geopolitici russi. Ebbene, non

Tempi duri per i denigratori di Putin

Non so se l’avete notato, ma la solita folla di denigratori di Putin è stata stranamente silenziosa in questi giorni, specialmente coloro che io chiamo “patrioti dell’ urràh”. Alcuni dei loro blog hanno semplicemente chiuso, altri paiono congelati, e quelli ancora minimamente attivi hanno pochissimi visitatori (no, non dirò qui i loro nomi, sia per una questione di principio sia per non indirizzare traffico verso quelle cloache). In apparenza si stano tutti stancando di