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Posts From Marco Bordoni

L’occidente finge di non vedere la censura in Ucraina

Il Governo ucraino ha disposto il blocco di alcuni social network, motori di ricerca, gestori email e siti d’informazione. La motivazione ufficiale è che si tratta di una misura inserita nel più ampio quadro di sanzioni contro la Russia, ma è chiaro che non è così. Inutile cercare altre spiegazioni, è un’evidente caso di censura. Innanzitutto si deve notare il fatto che l’operazione è scattata dopo che si sono spenti

La paranoia Americana merita lo Scherno Russo

Politici e media statunitensi sono usciti a tal punto di testa a causa della teoria della cospirazione russa, che forse il meritato scherno è la cura migliore per loro. Il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov si trovava a Washington questa settimana per discutere importanti tematiche globali con la sua controparte americana Rex Tillerson. Invece fare alla coppia domande sul conflitto siriano, o sul pericolo che scoppiasse una guerra nucleare

L’Ucraina non deve legalizzare la prostituzione e le droghe leggere

Alcune settimane fa è circolata la notizia che il Governo ucraino stava prendendo in considerazione l’idea di legalizzare la prostituzione e le droghe leggere per beneficiare del gettito fiscale che queste attività avrebbero potuto apportare. Qualcuno sostiene che si tratti di un “fake”, ma è irrilevante se lo sia o meno, perché tanto ormai l’argomento è entrato nell’agenda politica ucraina ed è motivo di acceso dibattito anche tra la popolazione.

Igor, testimone della strage di Odessa: Parubij conosce i carnefici

E’ da poco trascorso il terzo anniversario della Strage di Odessa del 2 maggio 2014. Questo evento rappresenta a tutti gli effetti il “punto di non ritorno” della crisi Ucraina: qualche giorno dopo Donetsk e Lugansk avrebbero votato la propria indipendenza con un referendum e la guerra civile sarebbe entrata nella sua fase più sanguinosa. Odessa è una piaga aperta nel corpo e nell’anima della nuova Ucraina. In un primo

Ucraina: una nuova Guerra?

Il Donbass è di nuovo travagliato. Questa volta sono gli osservatori OSCE ad essere vittime del conflitto. E’ morto un inviato britannico, e altri due osservatori internazionali sono rimasti feriti. Kiev e le repubbliche autoproclamate si accusano a vicenda di aver organizzato l’attentato terroristico. Difficile dire cosa sia successo davvero. Ma se restiamo aderenti ai fatti, sarà tutto più chiaro. Nel 2017 i negoziati per una composizione del conflitto nel

Saker Italia a Bologna il 18 maggio: il Silenzio degli Indecenti

La collaborazione con il gruppo di controinformazione bolognese Belzebò negli ultimi mesi si è allargata ed estesa all’Associazione Emilia Romagna Russia. E’ con queste importanti realtà che Saker Italia presenterà a Bologna il docufilm Donbass Seasons nel corso di un incontro dal titolo “Il silenzio degli indecenti”. Seguirà un dibattito con Sara Reginella (regista del film) ed Ennio Bordato (presidente della Onlus Aiutateci a Savare i Bambini).  Anche questo incontro, come i precedenti

Vladimir Putin al Forum del Fronte Popolare Panrusso

Lo scorso 3 aprile Vladimir Putin ha partecipato al Forum organizzato dal Fronte Popolare Panrusso, un movimento apartitico di attivismo politico. L’incontro di quest’anno era dedicato ai Media Locali e Regionali. Il Presidente ha risposto alle domande dei cittadini partecipanti, intervenendo su tanti temi: la libertà di stampa, la rappresentanza politica, la sicurezza stradale, il teatro, la pesca nel lago Baikal e l’ecologia in Crimea. Ha risposto anche a numerose

Inquietanti Statistiche Ucraine

Sull’attendibilità delle statistiche ufficiali ucraine c’è da farsi ben poche illusioni, basta uno sguardo ad alcuni indicatori come l’inflazione e il tasso di disoccupazione per capire subito che c’è qualcosa che non quadra. Chi un minimo conosca l’Ucraina sa bene che quei dati sono assolutamente inverosimili. D’altronde, l’ufficio statistico ucraino è da tempo al centro di polemiche per il rifiuto di voler divulgare i risultati del censimento effettuato nel 2013.

“Qui c’è ancora odore di sangue: tutti i profumi d’Arabia non lo cancelleranno da questa piccola mano” Shakespeare, Macbeth, V-I

Per fortuna Gabriele Del Grande è tornato a casa. Impossibile non gioirne, perché le carceri turche non si augurano a nessuno, ma anche perché a questo punto il martirologio, in mancanza di martire, probabilmente cesserà. Nonostante questo, prosegue il processo di beatificazione del “blogger, giornalista indipendente mai iscritto all’albo, documentarista, regista” che, in circostanze e per motivi ancora da chiarire, è stato fermato in Turchia mentre, così ha riferito, cenava

Naman Tarcha: vi racconto il Martirio della mia Patria che resiste

La modernità ci presenta (spesso come aspetti dello stesso fenomeno) sfide e soluzioni. La rete ed i social network sono armi di “distrazione di massa” che inaridiscono la società e scoraggiano l’impegno politico, ma nello stesso tempo offrono gli unici spiragli alle voci di informazione alternativa. La facilità con cui è possibile produrre e contraffare documenti visivi (foto e filmati) ci espone a raffinate forme di  manipolazione, ma ci offre