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Un giorno chiave nel conflitto ucraino?

Questo può risultare un giorno [NdT:23 gennaio 2015] critico nella evoluzione del conflitto ucraino. 1. Il Consiglio di Sicurezza Russo si riunisce oggi. Noi, ovviamente, non abbiamo un resoconto completo ma il sito ufficiale di Putin ha fornito qualche dettaglio. Sorprendentemente, Putin si riferisce alla junta come “la Kiev ufficiale” e non “il governo ucraino” o “la parte ucraina”. Si è anche riferito alle due repubbliche est-ucraine come “la Repubblica

Il controintuitivo piano di Putin in 8 punti per la pace in Ucraina

Ci si fa un sacco di domande sullo scopo finale di Putin. Si spazia da “Putin vuole conquistare l’Ucraina e poi la Moldova, gli stati baltici e (chissa?) magari anche la Polonia” a “Putin vuole pugnalare alle spalle la Novorussia e venderla, barattandola con la Crimea”. E questi non sono solo ragionamenti fini a sè stessi, perchè la vostra comprensione degli eventi odierni dipenderà in grande misura da quello che

Ma quanto odiano la Russia questi polacchi…

Incredibile. Voglio dire, tutti sanno che Iatseniuk è un bugiardo malevolo e congenito, che tuttavia è a capo di un regime di pazzoidi. Davo però per scontato che la Polonia fosse una nazione civilizzata, governata da gente mentalmente sana, anche se leggermente prona ai voleri degli Stati Uniti. E poi arriva questa notizia clamorosa: In un’intervista trasmessa da una stazione radio polacca, alla domanda sul perchè Putin non fosse stato

Givi pesca un pesce grosso

In un primo momento è stato descritto come comandante di battaglione. Ma non è così. Oleg Mikats è il comandante della 93a Brigata. Durante le recenti elezioni della Rada, era il terzo nella lista di Settore Destro [il secondo da sinistra in alto nelle foto]. Desidero quindi congratularmi con i combattenti novorussi per la buona pesca. E spero si rendano conto delle dimensioni del pesciolone caduto nella loro rete. Gli

Situazione militare: aggiornamento al 23 gennaio

– Stefano Orsi – In questi giorni l’ attualità nel Donbass è ricomparsa su giornali e telegiornali media nazionali. Purtroppo non cessa smette di stupire la disinvoltura con la quale in queste cronache si mistificano i fatti e si ignorino completamente gli antefatti. Ad esempio i notiziari di ieri, nel riportare la strage compiuta a Donetsk, presso la fermata degli autobus del quartiere di Leninskyi, fornivano resoconti totalmente fuorvianti, come

Particolarità dell’animo nazionale russo

Zimnik, una divinità degli antichi slavi: un vecchio tarchiato, con lunghi capelli color della neve e addosso un cappotto bianco, sempre scalzo. Porta una verga di ferro, con cui ghiaccia qualunque cosa in un sola mossa. Può chiamare le bufere di neve, le tempeste di ghiaccio e le tormente. Va in giro prendendo ciò che vuole, specie i bambini  che si comportano male. Gli eventi recenti, come il rovesciamento del

In ogni parte dell’operazione psicologica Charlie Hebdo troviamo doppi standard, mancanza di logica e ignoranza crassa

In molti hanno denunciato che i francesi e la maggior parte degli occidentali sembrano apparentemente essere assai più alterati quando a Parigi muoiono 12 persone, di quando ne muoiono centinaia, migliaia e decine di migliaia in qualche altro posto. Sembra che lo slogan degli anni ’80 “non toccare il mio amico”, coniato originariamente per criticare il razzismo, sia stato ora rielaborato in modo tale da farlo diventare, anche se non

La Russia abbandona il petrodollaro

Invece di reinvestire i petrodollari in assets USA, ora li scambia prontamente in rubli da spendere in patria. In precedenza, a novembre, prima che molti capissero com’era serio il crollo del greggio (e lo diventerà, con le sue pesanti implicazioni), scrivemmo “Come il petrodollaro morì dolcemente e nessuno se ne accorse”, poiché per la prima volta, in almeno due decadi, i paesi esportatori di energia potrebbero ritirare i loro “petrodollari” dal

Ciò che resta dell’aeroporto di Donetsk.

Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad una nuova offensiva ucraina caratterizzata da feroci combattimenti per il controllo dell’aeroporto di Donetsk. Questo materiale video girato da un drone ucraino mostra quanto poco è rimasto del moderno aeroporto internazionale di Donetsk a cui è stato aggiunto un nuovo terminal nel 2012. Gli effetti visibili, grazie all’aiuto di un drone, sono scioccanti, non mostrano solo danni agli edifici: tra le rovine si possono

Un esame delle premesse chiave nel discorso “Je suis Charlie”

Quando ho sentito la prima volta le notizie di Charlie Hebdo, ho concluso molto rapidamente che era una sorta di evento messo in scena, un “false flag” (operazione sotto falsa bandiera). La storia di base, che un gruppo di i musulmani scontenti si era mostrato nel centro di Parigi, con kalashnikov e un lanciarazzi, per risolvere le loro rimostranze nei confronti di alcuni vignettisti, mi è sembrato un pezzo da