Blog

Breve aggiornamento sulla (molto pericolosa) situazione ucraina

Cari amici, Per prima cosa, voglio solo farvi sapere che sto lavorando a due interviste che, penso, troverete interessanti: una con Michael Hudson ed un’altra con un esperto sulla Siria, che preferisce rimanere anonimo. Entrambe dovrebbero essere molto interessanti. Datemi qualche altro giorno per pubblicarle. Adesso passiamo all’Ucraina. Un rapporto da leggere ed un video da guardare [NdT: entrambi in inglese]. Tirando le somme: la situazione è molto MOLTO tesa.

“Frau Merkel, con gli USA non andiamo da nessuna parte”

Un attacco frontale al filo-atlantismo e alla politica di rigore della Merkel. Dalla leader dell’opposizione Sahra Wagenknecht una dura critica alle ingerenze USA in Europa. Dai rapporti con la Russia all’approvazione del TTIP, dal caso Grecia alla sudditanza alla Troika. ***** Video pubblicato da PandoraTV Traduzione a cura di Maria Heibel

Eurasia e Dontorni: contro lo Sciovinismo, contro la Globalizzazione, un nuovo Stato Nazionale

L’Unione Europea è oggi considerata da molti un fattore di prevaricazione e di dominio. Tuttavia ci ricordiamo cosa c’è stato prima: secoli di guerre fratricide fra gli stati nazionali. E’ possibile rivalutare l’elemento nazionale senza precipitare in una spirale di conflitti? – Paolo Borgognone – Questa è più o meno la valutazione di Noam Chomsky, che in Capire il potere affermò: «Ritengo che in ultima analisi sarebbe necessario rompere il

Da Odessa alla Transnistria – una nuova guerra cominciata da Misha il Folle?

Mentre la situazione nel Donbass sembra essere al momento “congelata” in una situazione del tipo “violenza durante una tregua”, gli eventi nell’Ucraina Sud-Occidentale hanno preso una brutta piega. Odessa Dovreste ormai aver sentito dire che Saakashvili è stato nominato governatore della regione di Odessa e, come chiunque altro, dovreste aver fatto una risatina mentre lo avete letto. Così è stato anche per me. Ma tralasciando il comico e ridicolo aspetto

Scontri a Maryinka

Maryinka (Donetsk), forze corazzate della DPR, in collaborazione con la brigata internazionale “Pyatnashka”, battono le postazioni ucraine. Servizio di Andrey Filatov di Anna News. ***** Sottotitoli in Italiano a cura di Mario per SakerItalia.it

Situazione Militare, 3 giugno 2015

– Stefano Orsi – Bollettino di guerra n. 124 Situazione militare nel Donbass al 4 giugno 2015. Nella giornata odierna le truppe di Kiev bombardato pesantemente la città di Donetsk: ci sono stati più di 60 feriti, secondo alcune agenzie. Colpiti i quartieri di Petrovskyi, Kirov, distretto Kiev, Staromihaylovka, Krasnogorovka, Marinka. Questo bombardamento non è stato un episodio isolato.  Sono stati colpiti altri centri abitati in altre parti della Repubblica di Donetsk precisamente

Una guerra è alla nostra porta. Come al solito, abbiamo bisogno di un altro anno.

Alessandro il Benedetto aveva bisogno di un anno in più per finire la guerra con la Turchia, addestrare le reclute già arruolate e dispiegare lungo il confine contro Napoleone non 200 mila soldati, ma un’armata forte di mezzo milione di uomini che non si sarebbe presa la briga di ritirarsi nel cuore dell’Impero. Iosif Vissarionovic Stalin aveva bisogno di un altro anno per completare l’aggiornamento tecnico dell’esercito, la formazione di

L’Ucraina che ho conosciuto non esiste più

  In futuro potrebbe esserci una sorta di Ucraina, ma sarà molto, molto diversa da quella che conoscevamo e che purtroppo è finita. Per quanto sia difficile dirlo, per quanto sia triste per quelli di noi che hanno amato l’Ucraina, come me– vivendo lì oltre 2 anni prima della guerra, era un Paese a cui ero molto legato – ma dopo l’Euromaidan, l’Ucraina è morta. Ed ecco perché. Se non

Intervista del Saker con Jeff J. Brown

Prefazione del Saker: Proprio quando stavo per pubblicare l’intervista con Jeff J. Brown, ho ricevuto quest’email da Larchmonter445: http://news.xinhuanet.com/english/2015-05/26/c_134269678.htm     Yang, l’uomo seduto accanto alla interprete, è il capo dei Consiglieri per la Politica Estera, e spesso agisce da secondo Ministro degli Esteri. Ne nascondono l’importanza, parlando poco del suo portafoglio, della sua attività e delle sue interazioni. E’ una mente per quanto riguarda la formazione di strategie politiche. Io

Il caos (non la vittoria) è ciò che conta per l’Impero

“Ancora una volta un Paese ‘liberato’ dall’Occidente sta affondando sempre di più nel caos”. Global Research Potrebbe essere uno qualunque dei Paesi in conflitto in cui Washington e le sue pedine occidentali e mediorientali stanno seminando la guerra: caos eterno, miseria, morte e sottomissione. Il punto è esattamente questo: la strategia di Washington e della NATO non è quella di “vincere” una guerra o un conflitto ma di creare un