Blog

L’ultimo urrà inglese per vandalizzare le relazioni UE-Russia

La follia globale ha sostituito le relazioni. Il governo britannico sta guidando una dozzina di nazioni sul percorso precario di una politica da cabaret stile Monty Python nei confronti della Russia. Ma è tutt’altro che divertente. Così è come vengono provocate le guerre mondiali. Più di 100 diplomatici sono stati espulsi dagli Stati Uniti, Canada, Australia e da alcuni paesi europei, in gran parte per motivi legati alle dichiarazioni ufficiali

Fermare ogni decisione di bombardamento in nome della sicurezza di tutti

La situazione militare in Siria e attorno ha ormai raggiunto il livello di guardia. Il presidente americano si accinge a prendere decisioni la cui portata e la cui pericolosità sono inimmaginabili. Le accuse ad Assad di avere bombardato con armi chimiche il centro di Douma non sono né provate né sensate. Il rischio di uno scontro diretto con la Russia, su qualcuno degli scenari che sono già da tempo in

E così è stato l’“invincibile Tsahal”

Ok, ora lo sappiamo: il panico di ieri per un attacco americano alla Siria è stato causato dall’“invincibile Tsahal”, che compiva il solito attacco simbolico contro alcune forze “iraniane” in Siria. Questi ragazzi sono stati così assolutamente macho e fichi che non si sono nemmeno preoccupati di informare la Russia, e così totalmente fedeli che hanno informato gli Stati Uniti [entrambi i link in inglese]. Il punteggio finale è il seguente:

La voce del padrone (o come un cane obbediente va alla guerra)

Questo è veramente patetico, ma non per questo meno pericoloso. Innanzitutto, c’è stato l’ordine dall’Alto: I politici israeliani [in inglese]: gli “USA devono colpire in Siria” perché “Assad è l’angelo della morte, e il mondo starebbe meglio senza di lui” Poi c’è stata la risposta immediata del servitore convocato: Trump [in inglese]: “Ci sono stati molti morti, tra cui donne e bambini, in un insensato attacco CHIMICO in Siria. La zona dell’atrocità

L’India preferisce i sistemi russi S-400 al bidone americano Patriot

Quando è in ballo la sicurezza di una nazione, a nessuno interessa quello che pensa Washington Questa settimana l’India ha inviato a Mosca il suo Ministro della Difesa, Nirmala Sitharaman, per finalizzare un accordo per l’acquisto di sistemi anti-missile S-400 russi tramite un accordo del valore di circa 6 miliardi di dollari. L’accordo sta procedendo nonostante le sanzioni americane contro la Russia e i suoi produttori di armi, e gli

Le rivoluzionari armi russe che non sono state menzionate nel discorso di Putin

Non tutte le rivoluzionarie armi russe sono state menzionate nel cruciale discorso del presidente [in inglese] del quale i media convenzionali continuano a scrivere tanto. Il discorso del presidente semplicemente non poteva includere tutte le numerose innovazioni in tecnologia militare che la Russia ha raggiunto di recente. Alcuni sistemi all’avanguardia [in inglese] esistono ma non sono ancora operativi. Alcuni sono già parte dell’arsenale russo, anche se in numero piuttosto ridotto. Ma questo

Sitrep con Stefano Orsi Nr.028

Anche in questo appuntamento Stefano ci farà il punto della situazione in Siria. Partiremo dalla sacca del Ghouta per spostarci poi alla sacca del Qalamoun e quella di Hama-Homs. Tratteremo i recenti combattimenti in corso tra le città di Raqqa e Mayadin, dove ancora ci sono dei residui ISIS. Poi ci sposteremo ad Afrin ed esamineremo le prossime mosse Turche, tenendo in considerazione i recenti incontri tra Russia, Turchia ed

Ah, le strade (Ekh, dorogi) (Эх, дороги)

Cari amici, negli ultimi anni uno dei miei principali sforzi è stato quello di cercare di convincere il maggior numero possibile di persone che la Russia si stava preparando per la guerra. Ho anche cercato di mettere in guardia dalla nozione completamente sbagliata secondo la quale, poiché il popolo russo teme la guerra (e la teme!), in qualche modo non è pronto per essa (ma lo è!). Ho provato con

Un italiano in Iran, intervista a Diego Vida

Qualche mese fa siamo entrati in contatto con un cittadino italiano residente in Iran, che ci ha raccontato con vivaci particolari la sua vita in un paese di cui i media dicono pochissimo, un pochissimo, oltre tutto sempre riflesso attraverso le lenti della contrapposizione aprioristica. Crediamo sia interessante pubblicare lo scambio che abbiamo avuto: una testimonianza che va oltre le idee personali del nostro concittadino per offrirci uno spaccato di