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America del Nord

La dipendenza dalla guerra degli Stati Uniti

  Gli Stati Uniti hanno un serio problema di dipendenza. George W. Bush aveva già messo in guardia dalla “dipendenza dal petrolio”; l’attuale presidente Trump, questa settimana, ha dichiarato che la dipendenza da oppioidi è “un’emergenza” nazionale. Inoltre, il suo predecessore Barack Obama aveva evocato lo spettro della “dipendenza da armi”, e aveva chiesto maggiori controlli sulle armi da fuoco a seguito delle numerosi stragi. Ma la più grande dipendenza

Pensi che la sua valutazione sia accurata?

“Pensi che la sua valutazione sia accurata?” è stato l’oggetto di una e-mail che ho ricevuto di recente da un buon amico. L’e-mail si riferiva all’articolo di Paul Craig Roberts “Un giorno il domani non arriverà” [“One Day Tomorrow Won’t Arrive” in inglese], che afferma che “l’esercito statunitense è ora di seconda classe rispetto all’esercito russo”. L’articolo poi prosegue elencando un certo numero di sistemi d’arma russi che sono chiaramente superiori

Facebook dovrebbe essere indagato per il suo ruolo nel colpo di stato di Kiev nel 2014

Mentre la leadership di Facebook insulta la Russia, la storia reale dell’uso di Facebook come arma politica si è verificata durante il golpe ucraino del 2014. Uno dei grandi problemi che riguarda Facebook è che il pubblico più ampio, l’elite politica e il suo regime aziendale non sanno se Facebook è uno strumento delle telecomunicazioni oppure una piattaforma del settore privato con un orientamento ideologico, anche se con stretti legami

Una prova ulteriore del perché non ci si può fidare della parola dell’America

Gli eventi recenti confermano la visione di molti che, per gli Americani,  il rispetto delle leggi internazionali è – se va bene – un optional aggiuntivo, piuttosto che una componente essenziale del comportamento fra Stati. Il primo esempio si riferisce al recente stallo tra USA e Corea del Nord. L’articolo 2 (3) della Carta delle Nazioni Unite, un documento della cui formulazione gli Stati Uniti sono stati determinanti, recita: “Tutti

L’ultimo destino fatale dell’America: disonorare Robert E. Lee

La decostruzione completa degli Stati Uniti d’America è in corso. Quei “valori” americani che l’ex Presidente Barack Obama e il suo gruppo ci hanno ripetuto a pappagallo più volte, andranno persi presto, come lacrime nella pioggia. Charlottesville in Virginia, e la reazione isterica dei liberali a questi eventi, sono un presentimento che tutti gli americani dovrebbero temere. Qualunque persona con un minimo di buon senso sa che Jeff Bezos ha trasformato il

“La diffamazione”: come professionisti occulti distruggono reputazioni e fanno pressione sull’agenda politica

E’ cresciuta da “una delle più grandi aziende di colletti bianchi di Washington DC” ed è diventata un fenomeno realmente globale. Nel suo nuovo libro da leggere assolutamente “La diffamazione”, Sharyl Attkisson, cinque volte vincitrice dell’Emmy Award e precedente reporter investigativa della CBS, rivela come i diffamatori sono diventati un’azienda enorme e multi-miliardaria. Sharyl Attkisson dettaglia in maniera meticolosa come coloro che sono al potere, adattando il loro lavoro sulle

Aggiornamento su Charlottesville

Nell’articolo precedente (http://sakeritalia.it/?s=le+due+americhe) avevo scritto che c’erano ancora diversi punti oscuri sugli eventi di Charlottesville, soprattutto riguardo della morte della 32enne Heather Heyer. Quanto appurato e che qui riporto è significativo, specialmente considerando che il 13 Settembre 2017, il Congresso americano, all’unanimità, ha inviato una “risoluzione” a Trump, “SJ Resolution 49,” che dice, “Condanniamo la violenza e l’attacco terroristico…. in Charlottesville… riconosciamo i primi soccorritori che hanno perso la vita

Ascoltando The Donald all’ONU

Nella tarda mattinata di oggi sono iniziate ad arrivarmi in gran quantità e-mail indignate. I miei corrispondenti riferivano di “essere nauseati” e di provare “dolore al cuore”. La causa di tutto questo? Avevano appena guardato il discorso di Trump all’ONU. Ho sospirato, e ho deciso di guardare il discorso completo. Sì, è stato doloroso. Qui potete leggere il testo completo (non ufficiale) oppure guardare qui il video [in inglese]. La

Lettera ai miei amici americani

Introduzione del Saker: durante l’evacuazione dalla Florida dovuta all’uragano, ho avuto il piacere di vedere alcuni buoni amici (emigrati russi bianchi ed ebrei americani che adesso si considerano americani e che aderiscono completamente alla propaganda ufficiale sugli USA) che pensano sinceramente di essere liberali, progressisti ed anti-imperialisti. Si tratta di persone gentili, dignitose e sincere, ma nel corso dei nostri incontri hanno fatto un certo numero di affermazioni che contraddicevano

Prima vennero per i nazisti e i pedofili…

Prima vennero per i comunisti e io non alzai la voce perché non ero un comunista. Poi vennero per i socialdemocratici e io non alzai la voce perché non ero un socialdemocratico. Poi vennero per i sindacalisti e io non alzai la voce perché non ero un sindacalista. Poi vennero per gli ebrei e io non alzai la voce perché non ero un ebreo. Poi vennero per me e non