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America del Nord

Trump contro i media corporativi: chi fa abbassare la cresta a chi?

È evidente che uno degli aspetti più importanti della vita politica moderna è l’apparato dei media, quello a cui spesso ci si riferisce come il quarto braccio del governo. Ormai è da molto tempo la gente si rivolge ai quotidiani e ai periodici corporativi per informarsi. Al giorno d’oggi, queste fonti tradizionali sono affiancate dai media on line e dai social networks, che hanno iniziato a surclassare i media tradizionali

Un ex (?) ufficiale del Mossad prevede che Trump verrà sottoposto ad impeachment con l’accusa di tradimento

  Devo ringraziare “MS” che mi ha fatto notare questo incredibile video. Questo è un estratto da un programma di RT chiamato “Watching the Hawks” [Osservando i falchi] (il video completo è qui). In questo stralcio, un (presumibilmente) “ex” ufficiale del Mossad, Juval Aviv, prevede che Donald Trump verrà sottoposto ad impeachment nei prossimi mesi, con l’accusa di tradimento. Guardate voi stessi: Non fate caso al modo, assai eloquente, in

Il sogno di Trump contrapposto alla realtà di Trump – Possiamo ancora sperare!

Per molti sostenitori di Trump, la settimana scorsa è stata una di quelle dolorose. Sia che si scelga di reagire con un vero e proprio attacco di panico, oppure facendo finta che non sia successo nulla, qualcosa è comunque successo, ed è stato anche un qualcosa di grosso: le Agenzie dalle Tre Lettere hanno in pratica attuato un golpe nei confronti di Donald Trump, obbligandolo a licenziare il suo più

La palude colpisce ancora

La pacchiana soap opera di Michael Flynn si riduce a profuse fughe di notizie della CIA a vantaggio dei giornali locali, il che porta al finale di partita desiderato: una vittoria clamorosa per le fazioni dello Stato Profondo americano Neoconservatrici/Neoliberalconservatrici dure e pure in una particolare battaglia. Ma la guerra non è finita; in realtà è solo all’inizio. Anche prima della caduta di Flynn, gli analisti russi stavano avidamente discutendo

Il golpe dello “Stato Profondo” contro Flynn spiegato nel modo più chiaro possibile

Va bene, ho l’impressione che un gran numero di commentatori stia fraintendendo la natura di ciò che sta accadendo. Così, questa volta, invece di scrivere un’analisi, farò una spiegazione in stile “argomenti di discussione”- e, si spera, farò un lavoro migliore che esponendo le mie opinioni. Detto questo, partiamo. 1. NON SI TRATTA DI FLYNN. Lasciatemelo ripetere ancora una volta. NON SI TRATTA DI FLYNN!!! Per favore, non venite a dirmi

I Neoconservatori e lo “Stato Profondo” hanno castrato la presidenza Trump, è finita gente!

Meno di un mese fa avevo messo in guardia sul fatto che negli Stati Uniti era in corso una rivoluzione colorata [in italiano]. Il mio primo elemento probatorio era stata la cosiddetta ”indagine” che CIA, FBI, NSA ed altri stavano conducendo sul candidato che avrebbe dovuto diventare il Consigliere alla Sicurezza Nazionale del Presidente Trump, il generale Flynn. Questa notte, il complotto per liberarsi di Flynn ha finalmente avuto successo e

Russia, attenzione ai dietrofront di Trump

La Russia ha accolto cautamente la presidenza USA di Donald Trump, ma sta ancora saggiamente aspettando di vedere se un miglioramento delle relazioni internazionali possa essere attuato col nuovo occupante della Casa Bianca. Il desiderio di Trump di ripristinare dei legami amichevoli con la Russia [in inglese] e l’aver affermato la scorsa settimana che darebbe al leader russo Vladimir Putin tanta fiducia quanta ne darebbe alla leader tedesca Angela Merkel, sono

PRESIDENZA TRUMP – Siamo già ai primi casini

E’ un raro privilegio quello di poter criticare un uomo politico solo perché rispetta le promesse della sua campagna elettorale, ma Donald Trump è un presidente unico nel suo genere e questa settimana ci ha offerto proprio questa opportunità, con non una, ma con ben tre differenti situazioni disastrose di cui parlare. Primo, c’è stata la maldestra incursione contro il presunto rifugio di al-Qaeda a Yakla, nello Yemen. Lasciatemi pensar

Una “rivoluzione colorata” è in corso negli Stati Uniti

  C’è una barzelletta russa che fa così: “Domanda: perché non ci possono essere rivoluzioni colorate negli Stati Uniti? Risposta: perché negli Stati Uniti non ci sono ambasciate americane.” Divertente, magari, ma di fatto sbagliata: credo che, proprio in questo momento, negli Stati Uniti si stia cercando di attuare una rivoluzione colorata. Politico sembra pensarla allo stesso modo. Guardate la sua ultima copertina: Mentre, non più tardi di ottobre dell’anno scorso, un

L’era Trump inizia adesso – nei campi geopolitico e geoeconomico una serie di colpi di scena imminenti e imprevedibili

Ho spiegato già [in inglese] che la strategia di Henry Kissinger, il guru di Trump in politica estera, per affrontare il formidabile trio dell’integrazione eurasiatica – Russia, Cina ed Iran – è una rivisitazione del Divide et Impera; sedurre la Russia allontanandola dalla sua partnership con la Cina, e contemporaneamente continuare a tormentarne il membro più debole, l’Iran. E infatti è quello che sta già succedendo – come si capisce dalle