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America Latina

Venezuela – l’Assemblea Costituente Nazionale è al suo posto – ma la lotta per la sovranità non è finita

Il 30 luglio il Venezuela ha votato  a favore di un’Assemblea Costituente Nazionale (ANC – Asamblea Nacional Constituyente) con un clamoroso risultato di 8,1 milioni di voti favorevoli, ovvero oltre il 41% dell’elettorato totale avente diritto. La stima è stata confermata dalla Presidentessa del Consiglio Elettorale Nazionale, Tibisay Lucena. Il grido di battaglia Chavista prima delle elezioni era Venceremos! – lo slogan rivoluzionario preferito di Che Guevara. E il giorno

Il Venezuela alle urne, la fila si forma all’alba

All’Unità educativa Miguel Antonio Caro la gente è in fila dalle 4 di mattina. Il presidente Nicolas Maduro, che avrebbe dovuto votare in questo liceo di Caracas, arriva all’improvviso, accompagnato dalla “prima combattente” Cilia Flores, candidata all’Assemblea Nazionale Costituente. Vuole essere il primo a votare. “E’ un voto per la tranquillità del Venezuela”, dice ricordando l’anno 2000, quando Chavez ha rimesso alla prova delle urne i risultati dell’Assemblea Nazionale Costituente

Venezuela, le Magliette Rosse occupano la scena

A Caracas, l’avenida Bolivar straripa, straripano le vie adiacenti. Sul palco, tutte le dirigenti e i dirigenti del socialismo bolivariano. Il presidente Maduro prende un binocolo per guardare dove finisce la folla. E’ il principale atto di chiusura della campagna elettorale per l’Assemblea Nazionale Costituente (Anc). Il 30 si vota. Il discorso del presidente culmina con un nuovo appello all’opposizione per un “accordo di unità nazionale” e l’inizio di un

Venezuela, i Lavoratori respingono lo Sciopero indetto dall’Opposizione

Geraldina Colotti lavora per il Manifesto e copre l’America Latina, a cui ha dedicato la sua vita professionale. Purtroppo (lo racconta lei stessa) il suo modo di raccontare la crisi la rende una voce controcorrente, tanto controcorrente che il “quotidiano Comunista” ha pensato bene di censurarla. Geraldina, usando le ferie, è andata comunque in Venezuela a raccontare i disordini di piazza e le elezioni per l’Assemblea Costituente indette da Maduro,

L’ultimo tentativo di colpo di Stato contro Maduro dell’opposizione venezuelana ha a che fare con la DEA e la CIA

Più di 80 persone sono rimaste miracolosamente illese in un attacco eseguito tramite un elicottero che questa settimana ha preso di mira edifici governativi venezuelani. L’attacco potrebbe essere stato parte di un tentativo di colpo di Stato sostenuto dagli USA, che stanno cercando di rovesciare il governo del Venezuela per accedere alle sue enormi riserve di petrolio. Gli sforzi dell’opposizione per esautorare il governo del presidente venezuelano Nicolas Maduro si

La vera storia di Noriega

I necrologi dei media tradizionali per il Generale Manuel Noriega non hanno raccontato la vera storia: l’ipocrisia del governo statunitense nel giustificare un’invasione sanguinosa che ha approfondito il ruolo di Panama nel traffico di droga, spiega Jonathan Marshall. La morte dell’ex uomo forte panamense Manuel Noriega il 29 maggio ha suscitato poche lacrime, se non nessuna. Ma avrebbe dovuto innescare più riflessioni negli Stati Uniti sul suo brutto stato di

Addio Fidel

“He was a man, take him for all in all, I shall not look upon his like again.” [Era un uomo, in tutto e per tutto, non ne vedrò l’eguale.] Amleto Per molti in tutto il mondo, la morte di Fidel Castro ha avuto l’effetto di un’oscura sensazione, simile all’ascoltare il suono delle tenebre. E anche se l’evento era previsto, c’era un’indistinta muta speranza in un rinvio a un futuro

L’altra manifestazione venezuelana

I media corporativi internazionali hanno riferito di una grande manifestazione a Caracas, Venezuela, il 1° settembre, ma quel giorno ci sono state due manifestazioni. Quella, enorme, non coperta dai media americani, è stata a sostegno del governo progressista del Presidente Nicolás Maduro. I sostenitori, vestiti di rosso, si sono radunati sulla Avenida Bolívar, nel cuore della capitale, affollandola a perdita d’occhio. Stavano rispondendo alla chiamata per una “Grande Occupazione” fatta da

Lista degli obiettivi: distruggere la “B” dei BRICS

La posta in gioco non potrebbe essere più alta. Non solo è in bilico il futuro dei BRICS, ma il futuro di un nuovo mondo multipolare. E tutto dipende da cosa accadrà in Brasile nei prossimi mesi. Cominciamo con la kafkiana agitazione interna. Il colpo di Stato contro il Presidente Dilma Rousseff rimane una tragicommedia politico/teatrale mediatica senza pari che continua a dare i suoi frutti. Vale anche come caso

Gli USA si stanno preparando a cacciare Evo Morales

Le agenzie di intelligence statunitensi hanno accelerato le operazioni intese a rimuovere dall’incarico il presidente boliviano Evo Morales. Tutte le opzioni sono sul tavolo, incluso l’assassinio. Barack Obama, che vede l’indebolimento del “blocco ostile di stati populisti” dell’America Latina come una delle vittorie della politica estera della sua amministrazione, intende portare a casa questo successo prima di cedere il passo. Inoltre Washington si sente sotto tiro in Bolivia, a causa della riuscita