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America Latina

La vera storia di Noriega

I necrologi dei media tradizionali per il Generale Manuel Noriega non hanno raccontato la vera storia: l’ipocrisia del governo statunitense nel giustificare un’invasione sanguinosa che ha approfondito il ruolo di Panama nel traffico di droga, spiega Jonathan Marshall. La morte dell’ex uomo forte panamense Manuel Noriega il 29 maggio ha suscitato poche lacrime, se non nessuna. Ma avrebbe dovuto innescare più riflessioni negli Stati Uniti sul suo brutto stato di

Addio Fidel

“He was a man, take him for all in all, I shall not look upon his like again.” [Era un uomo, in tutto e per tutto, non ne vedrò l’eguale.] Amleto Per molti in tutto il mondo, la morte di Fidel Castro ha avuto l’effetto di un’oscura sensazione, simile all’ascoltare il suono delle tenebre. E anche se l’evento era previsto, c’era un’indistinta muta speranza in un rinvio a un futuro

L’altra manifestazione venezuelana

I media corporativi internazionali hanno riferito di una grande manifestazione a Caracas, Venezuela, il 1° settembre, ma quel giorno ci sono state due manifestazioni. Quella, enorme, non coperta dai media americani, è stata a sostegno del governo progressista del Presidente Nicolás Maduro. I sostenitori, vestiti di rosso, si sono radunati sulla Avenida Bolívar, nel cuore della capitale, affollandola a perdita d’occhio. Stavano rispondendo alla chiamata per una “Grande Occupazione” fatta da

Lista degli obiettivi: distruggere la “B” dei BRICS

La posta in gioco non potrebbe essere più alta. Non solo è in bilico il futuro dei BRICS, ma il futuro di un nuovo mondo multipolare. E tutto dipende da cosa accadrà in Brasile nei prossimi mesi. Cominciamo con la kafkiana agitazione interna. Il colpo di Stato contro il Presidente Dilma Rousseff rimane una tragicommedia politico/teatrale mediatica senza pari che continua a dare i suoi frutti. Vale anche come caso

Gli USA si stanno preparando a cacciare Evo Morales

Le agenzie di intelligence statunitensi hanno accelerato le operazioni intese a rimuovere dall’incarico il presidente boliviano Evo Morales. Tutte le opzioni sono sul tavolo, incluso l’assassinio. Barack Obama, che vede l’indebolimento del “blocco ostile di stati populisti” dell’America Latina come una delle vittorie della politica estera della sua amministrazione, intende portare a casa questo successo prima di cedere il passo. Inoltre Washington si sente sotto tiro in Bolivia, a causa della riuscita

Dilma è fuori: la plutocrazia brasiliana ha mandato in fumo 54 milioni di voti

Mai nella storia politica moderna era stato così facile “abolire la gente” e cancellare in un colpo solo 54 milioni di voti, espressi in un’elezione presidenziale libera e corretta. Dimenticatevi i brogli elettorali (1), come in Florida nel 2000. Questo è un giorno che verrà ricordato con infamia in tutto il Sud del mondo, quando una delle sue più dinamiche democrazie è stata fatta diventare, con una fragile parvenza giuridico-parlamentare,

L’Impero del Caos colpisce ancora

Subito dopo l’approvazione del Congresso Brasiliano della mozione di Impeachment contro il Presidente Dilma Rousseff da parte di quelli che ho scelto di chiamare le iene della Guerra Ibrida, il Presidente-in-attesa Michel “Brutus” Temer, uno degli artefici del golpe, ha inviato a Washington un senatore, in veste di fattorino speciale, con le ultime notizie sul Colpo di Stato in atto. Il senatore in questione non era in missione ufficiale per

Le iene della Guerra Ibrida fanno a pezzi il Brasile

La notte lugubre e disgustosa, in cui il presidente-donna della 7° maggiore economia mondiale è stata la vittima designata, data in pasto ad un branco di iene in uno squallido e provinciale Circo Massimo, sarà sempre ricordata con infamia. Con 367 voti a favore e 137 contro, tutta la sceneggiata-imputazione/Colpo di Stato/cambio di regime contro Dilma Rousseff ha lasciato il Circo Congressuale Brasiliano per dirigersi al Senato, dove verrà approntata

‘Primo Ministro’ Lula: la svolta nella partita brasiliana

A confronto dell’otto-volante politico/economico brasiliano, quelli di House of Cards sono giochi da asilo infantile. Solo tre giorni dopo le imponenti manifestazioni che chiedevano l’impeachment della presidentessa Dilma Rousseff, e meno di due settimane dopo la, discutibile dal punto di vista legale, detenzione di quattro ore per sottoporre a interrogatorio l’ex presidente del Brasile Lula, quest’ultimo si prepara ad uno spettacolare rientro nel governo del Brasile come ministro, in effetti

Il Terremoto Brasiliano

Immaginate uno dei leader politici globali più ammirati nella storia moderna prelevato dal suo appartamento alle 6 di mattina da agenti armati della Polizia Federale Brasiliana e condotto a forza in un’auto senza contrassegni all’aeroporto di San Paolo, dove è stato interrogato per quasi quattro ore su fatti collegati ad uno scandalo di corruzione da miliardi di dollari che coinvolge la mega-compagnia petrolifera di stato Petrobras. Questo è ciò di cui è