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Economia

La Russia non è sicura che il prezzo del petrolio sia una cospirazione USA-SAUDITI

Il Presidente russo dice personalmente che non ci sono evidenze sufficienti. “La politica saudita del petrolio…. È stata soggetta ad un sacco di inaccurate congetture nelle recenti settimane. Noi non cerchiamo di politicizzare il petrolio….Per noi è una questione di domanda ed offerta, sono solo affari” -Ali al Naimi, Ministro del Petrolio saudita “Non c’è cospirazione, non c’è nessun bersaglio. Questo è un mercato che va su e giù” -Suhail

Il 2015 sarà l’anno di Iran, Cina e Russia

  Pechino, 31 dicembre. Allacciate le cinture: il 2015 sarà un tornado che opporrà Cina, Russia e Iran a quello che ho descritto come l’Impero del Caos. Quindi sì – ruoterà tutto attorno alle prossime mosse verso l’integrazione dell’Eurasia, mentre gli USA ne saranno sempre più spinti fuori. Vedremo una complessa interazione geostrategica che minerà progressivamente l’egemonia del dollaro come valuta di riserva e, soprattutto, del petrodollaro. Con le enormi

L’oro di Putin

Come promesso sul finire del 2014, nei prossimi paragrafi affronteremo una delle vicende che più ha sollevato curiosità ed interesse da parte di analisti e osservatori. Ci riferiamo alla prepotente attività di acquisto di oro da parte della Russia. La vicenda è estremamente complessa e sicuramente su Internet e siti specializzati è possibile trovare numerose interpretazioni. Geopoliticalcenter ha la sua versione che cerca di essere totalmente super partes nella annosa diatriba

Ecco a voi Natalie Jaresko, dipendente del governo degli Stati Uniti e Ministro delle Finanze dell’Ucraina

Ciao a tutti, qui Yves. Oltre alla relazione scritta da John Helmer su come il governo degli Stati Uniti stia tenendo sotto stretta sorveglianza il governo-fantoccio dell’Ucraina, abbiamo notizia di un articolo apparso a riguardo sulla stampa tedesca, come ci fa notare l’utente “YY”: http://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de/2014/12/02/ukraine-us-investment-bankerin-ist-neue-finanzministerin/ http://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de/wp-content/uploads/2014/12/jaresko-e1417560819946.jpg Ho come il sospetto che i media negli Stati Uniti non faranno particolarmente rumore circa la sua nomina, né sulle accuse mosse dal suo

Sergei Glaziev: La stupidità è peggiore del furto

Nell’idea di de-dollarizzare l’economia ed isolare la valuta ed il sistema finanziario del paese dagli attacchi speculativi, ha senso imporre il 5% di tasse sull’acquisto di valuta estera o buoni del tesoro denominati in valuta estera. Le misure suddette per regolare le transazioni estere dovrebbero essere applicate esclusivamente alle transazioni in valuta estera. Fino alla crisi del 2007 la mancanza di questo metodo non ha avuto grande impatto sulla stabilità

Qualcuno mi può trovare… un banchiere centrale da amare?

L’11 di dicembre, la banca centrale della Russia ha alzato il suo tasso di sconto dell’un percento, dal 9,5% al 10,5%.  Come fondamento logico della mossa, il governatore della banca, Elvira Nabiullina, ha offerto quello della interruzione della discesa del valore del rublo. Ma nessuno ha riso. Allora è stata offerta una spiegazione ancora più comica: il rialzo del tasso avrebbe aiutato a contenere l’inflazione. Vediamo perché è divertente: supponiamo

Putin, sulla difensiva, costretto ad investire molto del suo capitale politico

Iniziamo con quella che personalmente considero una brutta notizia: o Putin crede davvero nelle politiche liberali di mercato o, perlomeno, afferma di crederci. Nella sua conferenza stampa ha esordito e concluso con una affermazione categorica di pieno supporto per le politiche della Banca Centrale e della sua Presidentessa Nabiulina, e con una non meno assertiva dichiarazione di appoggio del Governo e del suo Primo Ministro Medvedev. Peggio: Putin ha dichiarato

Sergei Glaziev: La stupidità è peggiore del furto

  – Seconda Parte – Durante la crisi finanziarie del 2008 l’Oligarchia Russa, avendo a quel punto imparato i metodi dai primi investitori stranieri iniziarono ad interferire, anche loro, sulla emissione della moneta. Le autorità finanziarie russe, avendo pagato tutti i debiti esteri, non avevano più bisogno di essere subordinate al FMI o ai loro padroni negli Stati Uniti. Sotto pressione per la fuga dei capitali per innescati dalle crisi,

Il Rublo, il petrolio, lo shale gas, I derivati e l’egemonia americana

Federico Pieraccini (da Fractions of Reality) Ci sono due nodi centrali relativi alla svalutazione del Rublo e nel deprezzamento del dollaro da tenere in considerazione: la conservazione dell’egemonia Americana e la bolla speculativa dei derivati legati all’industria dello Shale Gas. Senza questi elementi interconnessi tra loro, risulta impossibile comprendere quali siano le motivazioni e le conseguenze di queste azioni economiche artificiali. Questa vicenda va quindi necessariamente affrontata da prospettive diverse, una geopolitica

Sergei Glaziev: La stupidità è peggiore del furto

-Perché la Banca Centrale ha alzato il tasso di interesse e lasciato il rublo libero di fluttuare?   Un altro aumento del tasso base di interessi sui prestiti emessi dalla Banca di Russia, con lo scopo di rifinanziare le banche commerciali, hanno reso i prestiti completamente inaccessibili per la maggioranza delle imprese del vero, reale, settore dell’economia. Quando la media di profitto per la maggioranza dell’industria manifatturiera è del 7,5-8%,