Caucaso

Infuria la guerra tra Armenia e Azerbaijan nel Caucaso meridionale

https://southfront.org/wp-content/uploads/video/IMR_28_09_20.mp4 Il 27 settembre è scoppiata una nuova guerra regionale nel Caucaso meridionale a seguito del conflitto tra Armenia e Azerbaijan sulla contesa regione del Nagorno-Karabakh. Nei primi anni ’90 le forze filo-armene avevano conquistato la regione scatenando un conflitto tra Armenia e Azerbaijan. Un intervento russo nel maggio 1994 aveva fermato l’ulteriore sviluppo delle ostilità e la prevista offensiva delle forze filo-azere. Durante la crisi politica del 2018 in

Evitare la Terza Guerra Mondiale nel Caucaso

“Il Caucaso è il punto zero nella nuova guerra fredda tra Stati Uniti e Russia”. L’ho scritto diversi anni fa, ed è ancora vero, soprattutto dopo che l’Armenia ha respinto con decisione un attacco a metà luglio da parte dell’Azerbaigian. Forse decine di Azeri sono morti in battaglia, tra cui un maggiore-generale, un colonnello, e due maggiori. L’Armenia ha riportato molti meno morti e ha catturato una nuova posizione difensiva,

La guerra nel Nagorno Karabakh porrà fine all’amicizia tra Russia e Turchia

Alla vigilia di nuovi scambi di artiglieria al confine tra Azerbaigian e Armenia, ci sono morti da entrambe le parti. Tutti questi sono echi della vecchia guerra per il Nagorno Karabakh. Apparentemente, dopo aver perso allora, Baku è di nuovo pronta a vendicarsi. Resta solo da capire perché questo sta accadendo proprio ora. Il Ministro degli Esteri dell’Azerbaigian in questa occasione ha dichiarato quanto segue: Il punto è che il

Il ruolo della “carta religiosa” nella battaglia dell’Occidente contro l’unità della Georgia

Negli ultimi anni, l’uso delle carte “internazionale” e “religiosa” è diventato uno strumento comune per i promotori delle “rivoluzioni colorate” e nei conflitti regionali. Ed è abbastanza facile trovare prove di ciò. Ad esempio, ci sono tentativi di destabilizzare la situazione in Ucraina per generare dissenso tra il clero locale del mondo Ortodosso, promuovendo il tomos della Chiesa Ortodossa ucraina. È altrettanto evidente dal conflitto (attivamente alimentato da Washington) tra

Isteria anti-russa in ascesa in Georgia, nel mezzo di tensioni politiche

Il 22 giugno manifestanti anti-governativi sono scesi per le strade di Tbilisi, in Georgia, per il terzo giorno consecutivo. Le proteste sono state in gran parte pacifiche, rispetto al giorno precedente [in inglese]. Lo speaker del parlamento, Irakli Kobakhidze, si è dimesso per accogliere una delle richieste dei manifestanti. Ci sono stati alcuni “scontri” non violenti [in russo]. I manifestanti hanno rifiutato di permettere ai membri dell’opposizione di protestare con

Notizie dall’Ossezia del Sud

  Per la prima volta nella storia, l’Università Statale dell’Ossezia del Sud ha ricevuto studenti dalla Siria Per la prima volta nella storia della Repubblica, l’Ossezia del Sud ha ricevuto studenti dalla Repubblica Araba Siriana, ha comunicato il rettore dell’Università di Stato dell’Ossezia meridionale, Vadim Tedeev. “Da gennaio di quest’anno, i primi due giovani provenienti dalla Siria, si sono iscritti alla facoltà di filologia russa, uno nel corso dell’istruzione superiore

Esiste una soluzione pacifica per il conflitto congelato in Georgia?

È difficile ignorare il fatto che Tbilisi ha cercato di reintegrare pacificamente le regioni separatiste dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud per più di un decennio, ma senza successo. Di fatto, la Georgia ha perso il controllo su Tskhinvali e l’Abkhazia nei primi anni ‘90, e ha faticato a ristabilirlo da allora. Dopo l’assalto armato della Georgia contro l’Ossezia del Sud nel 2008, con conseguente breve conflitto russo-georgiano, Mosca ha scelto

10 anni fa la Georgia iniziò la guerra con la Russia

L’esercitazione Noble Partner 2018 della NATO ha preso il via in Georgia l’1 agosto e durerà fino al 15 agosto. Più di 3.000 militari provenienti da 13 paesi membri e partner partecipano a questo evento addestrativo che si tiene vicino ai confini della Russia. Sono coinvolte un totale di 140 mezzi militari. Mosca considera queste attività come una chiara provocazione. L’esercitazione è ovviamente un segnale del forte sostegno della NATO

La Russia avverte la Georgia di non unirsi alla NATO

La NATO dominata dagli Stati Uniti vuole che l’alleanza si trasformi in una forza militare globale da far controllare agli USA. Vuole schierare forze della NATO a guida statunitense lungo i confini di Russia, Cina, Iran e altri stati sovrani indipendenti – come parte della sua strategia per il cambiamento di regime globale, con l’obiettivo di creare e preservare un dominio unipolare controllato dagli Stati Uniti su tutto il mondo.