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Europa

Inghilterra e jihadismo: cosa ci dice il terzo attacco terroristico in meno di tre mesi?

Il terzo attacco terroristico di fila che ha colpito la Gran Bretagna in meno di tre mesi ha causato la morte di sette persone e il ferimento di altre 48. Questa volta i terroristi hanno adottato la stessa strategia utilizzata nell’attacco del 22 marzo, facendo schiantare un veicolo contro la folla per poi attaccare altre persone con dei coltelli. Il minibus ha investito i pedoni nella zona del London Bridge,

Trump e il gorgoglìo di un (vecchio) mondo inabissato

Prima di tutto, una confessione: non so proprio come i media tradizionali abbiano trattato il viaggio di Trump verso i summit della NATO e del G7. Francamente, non mi interessa molto – è già passato molto tempo da quando ho smesso di ascoltare questi imbonitori imperiali. C’è un rischio nell’ignorarli completamente, ed è il rischio di dire “bianco” quando tutti dicono “nero”. Questo è un piccolo rischio – e, dopo

La Germania e la NATO si preparano a una repressione fascista in Europa?

Mentre Washington è nel caos, e mentre il licenziamento del direttore dell’FBI Comey da parte di Trump viene festeggiato da alcuni, condannato da altri e fatto oggetto di insinuazioni da altri ancora, sembra che l’inversione a 180° che The Donald ha compiuto qualche settimana fa si stia affievolendo in una nuvola di confusione e chaos. E a beneficio di chi? I Neocon-sionisti-democratici, chi altro? Dunque Trump sta diventando, o è

La Grande Albania e i Balcani

Da sempre i Balcani portano con sé una maledizione ricorrente: che ogni entità al suo interno possa, ad un certo punto, ingrandirsi ai danni dei territori adiacenti. Ogni Nazione ha, e in alcuni casi continua ad avere, il sogno proibito di espandersi, travalicando i confini e sperando che se ne accorgano in pochi. Le strategie espansive tendono ad avere un problema: sono difficili da valutare nei termini convenzionali di accordo,

Eurolandia sul baratro della disintegrazione?

L’anno scorso, la decisione della maggioranza degli elettori britannici di uscire dall’Unione Europea, è stata più di una semplice votazione del popolo. La campagna a favore della Brexit è stata promossa e finanziata delle più influenti banche della City di Londra e della Casa Reale inglese. Lungi da essere la fine della Gran Bretagna, la Brexit è molto più probabilmente l’inizio della fine del disastroso esperimento dell’euro come moneta unica.

Come gli Stati Baltici si proteggono da qualche “pericolo imminente”

Negli ultimi anni, una serie di figure politiche occidentali e fonti giornalistiche sono state particolarmente esplicite a proposito di “politiche aggressive” perseguite da paesi non-NATO. Nella lista di questi presunti aggressori, non ci può sorprendere di trovare Russia, Cina e molti altri Paesi asiatici e mediorientali che non vogliono seguire i dettami di Washington. Tuttavia, dietro queste accuse improbabili, Washington e la NATO stanno rapidamente espandendo il numero delle loro

Emmanuel “Clinton” versus Marine “LeTrump”

Ecco la conta delle vittime del più recente terremoto geopolitico che sta affliggendo l’Occidente: il Partito Socialista in Francia è morto, la Destra tradizionale è in coma, quello che era l’estrema sinistra è ancora viva e vegeta . Ma ciò che si supponeva essere uno shock del nuovo, non è esattamente uno shock. Più le cose virano verso un cambiamento (in cui possiamo credere), più rimangono le stesse. Ecco la nuova

È ora di chiudere Gibilterra, parte importante di una rete criminale

La sovranità britannica su Gibilterra deriva dallo stesso trattato che ha dato alla Gran Bretagna il monopolio sul commercio degli schiavi e concesso il Brasile al Portogallo. E, come tutti questi abomini, appartiene alla pattumiera della storia. La scorsa settimana la classe dirigente britannica stava schiumando di indignazione dopo i commenti su Gibilterra del Presidente dell’Unione Europea Donald Tusk nella sua lettera a Theresa May. In risposta alla lettera [in Inglese]

La russofobia fa male all’Europa: la Polonia blocca il gas per l’UE come “sfregio” a Gazprom

La Compagnia Mineraria e Petrolifera polacca, o, in breve, PGNiG, il 72% delle cui azioni è di proprietà dello Stato polacco, ha vinto nella Corte Europea contro la Commissione Europea. La Corte ha sospeso le aste sul 40% del gasdotto Opal fino al 2018 e di conseguenza, la russa Gazprom perde l’opportunità per utilizzare il Nord Stream a pieno regime. La situazione è ora di nuovo a dove era alla

Scontro tra Grecia e Turchia: la Russia è la più adatta a sciogliere le tensioni

La Turchia è arrivata vicinissima ad attraversare la linea rossa con la Grecia nell’Egeo la scorsa settimana, quando un vascello della Guardia Costiera turca ha sparato colpi nelle acque territoriali greche ad est dell’isolotto di Farmaco, ha detto il Ministro degli Esteri greco Nikos Kotziás in un’intervista al quotidiano Kathimerini, il 21 febbraio, invitando Ankara ad “astenersi dal compiere di nuovo scherzi di questo genere”. “Alcune persone in Turchia credono