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Europa

Opinione dalla Lettonia: l’UE ci sta facendo fallire?

Nella storica data dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, un gran numero di specialisti di affari internazionali si sono riuniti per il secondo vertice consecutivo a Vienna, in Austria. Questa tappa dell’evento del Processo di Vienna era intitolata: “Europa – Futuro – Vicinato dopo 75 anni: Continuità di ricalibrazione delle interruzioni”. La conferenza, organizzata congiuntamente da quattro diverse entità (l’International Institute for Middle East and Balkan Studies IFIMES, Media Platform

La vittoria della diplomazia russa

Il redattore capo di “European Truth” [“Verità Europea”] (esiste online una pubblicazione di questo tipo in Ucraina) ha scritto un articolo [in inglese] sulla visita del capo del Ministero degli Esteri dell’Unione Europea a Mosca dal titolo “Umiliazione invece di riconciliazione: come la visita di Borrell in Russia è diventata una storia di vergogna per l’Unione Europea”. L’articolo è scritto in un tono aggressivo e tragico, con rari intervalli di

Affrontare l’enigma bosniaco

Il palcoscenico è stato preparato nella Repubblica Serba di Bosnia per quello che in Texas chiamano un doppio smacco. C’è un detto serbo secondo cui quando un prete ozioso non riesce a pensare a niente di meglio da fare, si diverte battezzando le capre. L’Alto Rappresentante per la Bosnia-Erzegovina, Valentin Inzko, si trova apparentemente in una posizione altrettanto assurda. Ignaro dei problemi del Grande Reset che attanagliano il mondo intorno

Il pollo senza testa e l’orso

Facciamo la conoscenza del pollo senza testa L’Unione Europea ha un problema grosso: è governata da una classe compradora interamente dipendente dagli Stati Uniti. Va beh, di per sé stesso, questo non è il problema a cui mi riferisco. Mi riferisco a quello che possiamo chiamare il problema del pollo decapitato: un pollo decapitato può correre senza testa ma, di sicuro, non sa dove stia correndo, né perché. Questo accade

I paradossi della società lituana

Le autorità lituane fanno il possibile per attirare i giovani affinché prestino servizio nelle forze armate. Ma ciò che fanno non porta sempre i risultati desiderati. A causa della situazione di sicurezza unica che la Lituania deve affrontare, nel 2015 è stato deciso di ripristinare la coscrizione, anche se, francamente, in una società democratica la coscrizione sembra molto anacronistica. Non esiste niente di paragonabile a forze armate professionali altamente addestrate

Truppe straniere in Lituania invece della sovranità

Gli Stati Baltici stanno facendo del loro meglio per approfondire la cooperazione militare con gli Stati Uniti. A tal fine, sono persino pronti a perdere la loro sovranità. I paesi baltici non sono paesi autosufficienti da un punto di vista politico. Pertanto, fanno affidamento sugli Stati Uniti per ottenere sicurezza militare e sostegno finanziario. In cambio, forniscono i loro territori per il dispiegamento di strutture e forze militari americane. I

La lenta implosione dell’Unione Europea

Doveva essere un’organizzazione commerciale, un modo per facilitare gli scambi di merci e in tal modo costruire un senso di amicizia e di intesa in un continente devastato dalla guerra. E infatti fu chiamato “Mercato Comune”. Ma anche dopo esserci entrata (dopo che per anni il presidente francese Charles de Gaulle ne aveva bloccato la partecipazione), la Gran Bretagna ha avuto dei dubbi. Un corteo di primi ministri ha per

La Lituania ha deciso di sbarazzarsi del gas di Gazprom, e riceve gas liquefatto dalla… Russia

Nel 2014, sulla scia delle sanzioni anti-russe, la Lituania ha deciso di sbarazzarsi del monopolio della russa “Gazprom” e di diventare energeticamente indipendente. Su questa ondata molto patriottica, a Klaipėda è stato costruito un terminale per il gas naturale liquefatto. La Lituania prevede di ritirarsi dall’anello energetico BRELL entro il 2025. Avendo iniziato la costruzione del terminale per il gas naturale liquefatto, la Lituania sperava di riceverne dai suoi partner

La crisi in Armenia si aggrava a causa della demarcazione dei confini con l’Azerbaigian

Come se la sconfitta nella guerra in Karabakh e il regime fantoccio filo-occidentale che non vuole cedere il potere non fossero sufficienti per far precipitare l’Armenia in una crisi profonda, adesso c’è un altro problema – la demarcazione del confine con l’Azerbaigian. Il Ministero degli Esteri armeno ribatte che il processo formale di demarcazione del confine tra Armenia e Azerbaigian non è ancora iniziato. “Di conseguenza, l’attuazione delle attuali misure

Non date la colpa ai sovietici per la guerra nel Nagorno Karabakh

Nell’ultima settimana di settembre, un’offensiva azera ha rinnovato le ostilità nel perenne conflitto armato nel Caucaso meridionale tra l’Armenia e il suo vicino sulla regione del Nagorno Karabakh (“il Montuoso Karabakh”). Ad ottobre, gli scontri si sono intensificati poco oltre il confine di stato tra l’Azerbaigian e la Repubblica dell’Artsakh, non riconosciuta a livello internazionale, che aveva subito pesanti bombardamenti da parte degli azeri, con ordigni a grappolo di fabbricazione