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Medio Oriente

Hosni Mubarak, l’alleato egiziano degli USA

La morte dell’ex leader egiziano Hosni Mubarak serve per ricordarci che gli USA scaricano senza alcun riguardo i vecchi alleati se non servono più agli interessi geopolitici dell’Impero. “Dittatore spalleggiato dall’America” è come molta gente vedrà Hosni Mubarak, il deposto ex leader dell’Egitto che è morto all’età di 91 anni. Bene, questo è vero, ma ci dice solo una parte della storia. Gli USA hanno spalleggiato Mubarak, che è giunto

“NATO Go Home!”

Il Presidente Trump trascorrerà l’ultimo anno del suo primo mandato portando i suoi ragazzi a casa. Ci si aspetta che tutte le truppe statunitensi di stanza nel Medio Oriente e in Africa si ritirino. Tuttavia, questo ritiro delle truppe non significherà in alcun modo la fine dell’autorità degli Stati Uniti in queste regioni del mondo. Al contrario.   La strategia del Pentagono Dal 2001 – e questo è uno dei

Erdogan perde la battaglia, ma la guerra è lontana dalla fine

Dopo 6 ore di estenuanti negoziati, inclusi negoziati diretti tra Putin ed Erdogan, le due parti hanno finalmente concordato quanto segue [in inglese]: Un cessate il fuoco che inizierà a mezzanotte. Russia e Turchia pattuglieranno congiuntamente l’autostrada M4 (l’M5 ora appartiene a Damasco). Una zona cuscinetto di 6 km dovrà essere creata e applicata su ciascun lato della M4 entro il 15 marzo (si veda la mappa sopra) Entrambe le

Rapido aggiornamento sulla Turchia contro Siria, Russia e Iran

Cari amici, Solo un rapido aggiornamento: come avevo previsto, le forze siriane hanno ripreso gran parte della strategica città di Saraqib. La Russia ha confermato che le unità di polizia militare russa sono già entrate in città. Questa città cruciale è stata persa dai Siriani, in gran parte a causa di un utilizzo molto efficace degli attacchi con i droni fatti dai Turchi che, evidentemente, i Siriani non avevano previsto.

Russia e Turchia sono in rotta di collisione?

L’omicidio dell’eroe martire iraniano Generale Soleimani ha creato una situazione in cui una guerra tra l’Iran e l’Asse della Bontà (USA/Israele/Arabia Saudita) è diventata una reale possibilità ma, all’ultimo minuto, lo Zio Shmuel ha deciso di non avere il fegato per una guerra su vasta scala contro l’Iran. Decisione saggia. Ciò, tuttavia, non implica affatto che l’Impero Anglo-Sionista abbia deciso di rimanere a guardare, tutt’altro. La necessità di agire rapidamente

Mentre nello Yemen gli Houthi si avvicinano ad al-Qaeda, i droni degli Stati Uniti ne colpiscono i leader

Un’escalation di attacchi di droni americani nello Yemen ha scatenato la rabbia dei residenti e dei capi tribù. Gli attacchi, secondo i parenti delle vittime, non solo hanno ucciso i sospetti membri di al-Qaeda nella Penisola Arabica (AQAP), ma hanno ucciso e ferito anche un certo numero di civili. La recente intensificazione arriva dopo che il comandante delle U.S Central Forces, Joseph Votel, ha consegnato [in arabo] all’ex presidente yemenita

Le bugie, la dottrina di Bethlehem e l’illegale uccisione di Soleimani

In una delle tante sfacciate bugie che gli Stati Uniti hanno detto per giustificare l’uccisione di Soleimani, Mike Pompeo ha affermato che il Generale iraniano è stato ucciso perché pianificava “attacchi imminenti” [in inglese] a cittadini americani. La scelta delle parole è non è casuale. Pompeo sta precisamente facendo riferimento alla dottrina di Bethlehem sull’auto-difesa preventiva. Formulata da Daniel Bethlehem quando era consigliere legale del primo governo di Netanyahu e

Politica USA contro Iran: l’apice della disperazione

La politica americana contro l’Iran ha toccato nuovi picchi di disperazione e di sovvertimento del diritto internazionale. Nel combattere la perdente battaglia per l’egemonia nel Medio Oriente, a spese delle sue popolazioni colà stanziate, Washington ha fatto ricorso a mezzi quali l’assassinio di personalità di alto profilo, e ad attacchi unilaterali contro obiettivi all’interno dei confini di stati sovrani e contro la volontà espressa dai rispettivi governi, rivelando in questo

L’atteggiamento americano nel Medio Oriente: prepararsi al disastro

Bugie, maledette bugie e statistiche Si scopre che Trump e il Pentagono hanno mentito. Di nuovo. Questa volta sul vero impatto del contrattacco iraniano alle forze statunitensi in Iraq. Prima hanno affermato che non vi è alcun ferito tra il personale statunitense, per poi dover confessare che 34 soldati avevano subito lesioni cerebrali traumatiche (che Trump ha “ridefinito” come “mal di testa”). Quindi hanno dovuto ammettere che in realtà non

I media statunitensi dicono che la Russia è il vero vincitore delle ostilità contro l’Iran

Mentre il risultato finale del conflitto tra Stati Uniti e Iran non è ancora chiaro, i media [in inglese] e i gruppi di esperti [in inglese] statunitensi stanno già affermando che il presidente russo Putin è il vincitore. Le ostilità USA-Iran hanno minato la fiducia e la reputazione di Washington nella regione, consentendo all’influenza russa in Medio Oriente di rafforzarsi come forza di pace e di stabilità. Sebbene non sia