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Iran

Attaccare l’Iran: le fake news su un collegamento con i terroristi potrebbe servire come pretesto per la guerra

Chi osserva gli sviluppi in Medio Oriente considera da tempo un dato di fatto che gli Stati Uniti e Israele stiano cercando un pretesto per attaccare l’Iran. La conferenza che si è svolta recentemente a Varsavia aveva questo obiettivo, che è stato chiaramente espresso dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che però non è riuscito a raccogliere consenso per la causa da parte degli stati europei e mediorientali. Al contrario,

Loading… Obiettivo Iran

Dopo che l’Albania, il 19 dicembre scorso, ha espulso due diplomatici iraniani, l’ambasciatore Gholamhossein Mohammadnia e il funzionario Mostafa Roudakì, l’Unione europea l’8 gennaio ha esteso le sanzioni già precedentemente adottate contro Teheran e approvato all’unanimità l’inclusione dell’intero l’organigramma del ministero dell’Intelligence e della sicurezza iraniano nell’elenco dei terroristi. La decisione, che blocca i beni finanziari dell’unità del ministero iraniano e di due suoi funzionari, il viceministro e direttore generale

Il motivo per uccidere gli iraniani

Anche se tecnicamente le sanzioni statunitensi consentono in apparenza all’Iran di importare medicinali, nella realtà questo è solo un trucco per far sembrare che i politici statunitensi siano gentili, compassionevoli e benevoli. Nella realtà, il modo in cui le sanzioni sono configurate comporterà che il popolo iraniano sarà inevitabilmente privato di medicine indispensabili. Questo perché gli Stati Uniti comprendono nel loro sistema di sanzioni le banche intermediarie dei pagamenti all’Iran, e

L’Iran merita il giusto riconoscimento per la caduta dell’ISIS

Ma gli Stati Uniti stanno ora permettendo che i suoi ultimi resti sopravvivano in Siria per far dispetto a Teheran?  Fino a poco tempo fa gli Stati Uniti consideravano lo Stato Islamico in Iraq e Siria, o ISIS, una delle principali minacce alla stabilità regionale in Medio Oriente. Barack Obama si è dato la missione di ridurre [in inglese] le conquiste territoriali e propagandistiche dell’ISIS, Donald Trump ha fatto una campagna per promettere

La risposta dell’Iran: niente guerra e niente negoziati

Possiamo tutti ringraziare Dio per il fatto che gli Anglo-Sionisti non hanno lanciato una guerra contro la Corea del Nord, che nessun attacco ucronazista al Donbass sia avvenuto durante la Coppa del Mondo in Russia, e che i leader dell’impero abbiano apparentemente rinunciato ai loro piani per lanciare una riconquista della Siria. Tuttavia, ognuna di queste ritirate dalla loro retorica isterica ha solo reso i Neoconservatori più frustrati e determinati

L’escalation Iran-USA ed il fattore dello stretto di Hormuz

Con il tweet del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla distruzione di massa e con la risposta del generale iraniano Soleimani, la guerra delle parole tra Iran e Stati Uniti ha raggiunto nuovi livelli d’intensità. L’attacco verbale di Soleimani simboleggia molte cose. Oltre a riflettere correttamente il crescente stato d’animo anti-americano prevalente oggi nel paese, sembra voler indicare che l’attuale guerra fredda potrebbe trasformarsi, al sopravvenire di un attacco

Le opzioni Anglo-Sioniste per un attacco all’Iran

Nei giorni scorsi, Internet è stato inondato da una voce francamente sciocca sugli Stati Uniti che chiedono l’aiuto dell’Australia in preparazione di un attacco all’Iran [in inglese]. Inutile dire che quel rapporto non spiega quali capacità possiederebbe l’Australia che gli Stati Uniti non hanno, ma lasciamo stare. Tuttavia, il rapporto è stato pubblicato in troppi luoghi (vedi qui, qui e qui) per essere ignorato. In uno di questi rapporti, Eric

Il discorso di Pompeo

Suzanne Maloney              @MaloneySuzanne 06:24 – 21 mag 2018 Mike Pompeo [Segretario di Stato statunitense, nel suo primo discorso, qui in italiano] non ha delineato una strategia, ma piuttosto una accozzaglia di pii desideri che può essere solo interpretata come una chiamata al cambio di regime in Iran.   Suzanne Maloney              @MaloneySuzanne   Il discorso lascia trapelare la convinzione

Gli “Iran files” di Netanyahu sono ben noti, vecchi e rubati a Vienna

Il siparietto [in inglese] del primo ministro israeliano Netanyahu di ieri (vedi il video, e la presentazione [entrambi in inglese]) non era basato su materiale acquisito in Iran dai servizi segreti israeliani, ma molto probabilmente sui dati forniti dall’Iran all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) durante il periodo di attuazione del Piano di Azione Comprensivo Congiunto (JCPOA  [in inglese]). Ali Vaez, direttore dell’Iran Project presso il Crisis Group, è stato

L’accordo sul nucleare con l’Iran

Kelsey Davenport          @KelseyDav 04:52 – 8 mag 2018   In attesa della dichiarazione di Trump sull’accordo con l’Iran, in cui ci si attende l’annuncio di nuove sanzioni in violazione dell’accordo, vale la pena di ricapitolare ciò che l’accordo ha ottenuto e sottolineare il suo valore per la non proliferazione.     Kelsey Davenport          @KelseyDav     Come risultato dell’accordo temporaneo del 2013, sono state