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Medio Oriente

Ora gli USA sono in guerra, de facto e de jure, SIA con l’Iraq che con l’Iran (AGGIORNATO 6 volte)

I contraccolpi sono iniziati Innanzitutto, cominciamo con un breve riepilogo di ciò che è accaduto (nota: le informazioni continuano ad arrivare, quindi potrebbero esserci correzioni una volta che le fonti ufficiali avranno rilasciato le loro dichiarazioni ufficiali). Il Primo Ministro iracheno Adil Abdul-Mahdi ha ora rivelato ufficialmente che gli Stati Uniti gli avevano chiesto di mediare tra loro e l’Iran, e che il generale Qasem Soleimani era arrivato per parlargli

L’assassinio di Soleimani: cosa accadrà adesso?

Innanzitutto, un breve riepilogo della situazione Dobbiamo iniziare riassumendo rapidamente ciò che è appena accaduto: Il Generale Soleimani era a Baghdad in visita ufficiale per partecipare al funerale degli iracheni assassinati dagli Stati Uniti il 29 Gli Stati Uniti hanno ora rivendicato ufficialmente la responsabilità di questo omicidio Il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei ha dichiarato ufficialmente [in inglese] che “Una grave rappresaglia attende i criminali che hanno sporcato

L’assassinio di Qassem Soleimani

  Elijah J. Magnier         @ejmalrai 6:17 AM · 3 gen 2020   L’Iran ha deciso di rispondere direttamente all’assassinio statunitense di Qassem Soleimani, generale delle IRGC, e di Abu Mahdi al-Muhandes, comandante delle Hashd al-Shaabi irachene [PMU, Forze Popolari di Mobilitazione, una branca dell’esercito].   Elijah J. Magnier         @ejmalrai     I movimenti di Qassem Soleimani non erano un segreto perché era assodato che il suo assassinio avrebbe scatenato una

Camp Bucca, Abu Ghraib e la crescita dell’estremismo in Iraq

Ieri mattina [27 ottobre 2019] il presidente Trump ha annunciato la morte di Abu Bakr Al-Baghdadi [in inglese] e di tre dei suoi figli. Il presidente Trump ha detto che Al-Baghdadi, fondatore dell’ISIS, stava fuggendo dalle forze militari statunitensi, in un tunnel, e poi si è ucciso facendo esplodere il giubbotto suicida che indossava. Nel 2004, Al-Baghdadi era stato catturato dalle forze statunitensi e, per dieci mesi, imprigionato sia ad

Israele si prepara a rendere i cittadini Beduini profughi nel proprio paese

La lotta che dura da decenni per decine di migliaia di israeliani contro l’essere strappati dalle proprie case, per alcuni si tratta della seconda o terza volta, dovrebbe essere una prova sufficiente per vedere come Israele non sia quella democrazia liberale di stile occidentale che afferma di essere. La scorsa settimana, 36.000 beduini, tutti cittadini israeliani, hanno scoperto che il loro stato sta per renderli rifugiati nel proprio paese, portandoli

Perché il Libano e l’Iraq sono sulla via di ulteriori conflitti

Oggi [29 Ottobre 2019] il Primo Ministro del Libano Saad Hariri ha rassegnato le dimissioni [in inglese] dopo un’ondata di proteste, a volta anche violente. In Iraq l’irritante religioso Moqtada Sadr si è unito alle proteste [in inglese] dopo che le precedenti proteste in Iraq erano anch’esse sfociate in violenze. In entrambi i paesi almeno una parte dei manifestanti chiede che i loro governi rassegnino le dimissioni. Sebbene le manifestazioni

La strada verso Damasco: come è stata vinta la guerra in Siria

Quello che sta succedendo in Siria con un altro accordo propiziato dalla Russia è un punto di svolta geopolitico decisivo. Ho provato a riassumerlo [in inglese] nel seguente paragrafo: “E’ una quadruplice vittoria. Gli Stati Uniti si ritirano salvando la faccia, e Trump può vantare di aver evitato un conflitto con la Turchia, alleato NATO. La Turchia ha la garanzia – fornita dai russi – che l’Esercito Siriano controllerà il

Rivisitiamo l’esito win-win-win-win in Siria

Nel suo recente articolo intitolato “La via per Damasco: com’è stata vinta la guerra in Siria” [in inglese], Pepe Escobar riassume il risultato della guerra in Siria nel modo seguente: E’ una vittoria quadrupla: gli Stati Uniti compiono una ritirata che gli salvano la faccia, e tale che Trump la possa rivendere come un modo per evitare il conflitto con un alleato della NATO, cioè la Turchia; la Turchia ha

Chi tenta di destabilizzare l’Iraq?

L’ondata di proteste scoppiata in Iraq il 1° ottobre, secondo diversi resoconti, ha provocato decine di morti civili e diverse centinaia di feriti tra i manifestanti. Secondo quanto riportato dalla stazione televisiva Al Arabiya, gli attivisti dei diritti umani affermano che almeno un centinaio di persone  hanno perso la vita nel corso delle proteste, e circa tremila sono rimaste ferite. I disordini, innescati dalla frustrazione che gli iracheni condividono per

Come gli Houthi dello Yemen stanno abbattendo un Golia

Da un punto di vista militare, nessuno ha preso seriamente le nostre forze, dice lo studioso [Hassan Ali Al-Emad].  “Ci è chiaro che l’Iran porta la responsabilità di questo attacco. Non c’è altra spiegazione possibile. Noi sosteniamo le indagini in corso per stabilire ulteriori dettagli.” L’affermazione qui sopra non è stata scritta da Franz Kafka, è stata infatti scritta da una derivata di Kafka: la burocrazia europea di stanza a