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Medio Oriente

Erdogan trama a favore del Piano B statunitense

La Turchia sta per dispiegare sui suoi confini lanciarazzi di fabbricazione americana che saranno a tiro la città strategica di Aleppo. Questa mossa suggerisce che la Turchia stia sollecitando l’intervento militare diretto degli USA nella guerra in Siria. Il pretesto immediato per l’acquisto di armi americane è il bombardamento della città di confine turca di Kilis nel fine settimana, apparentemente eseguito dal gruppo terroristico Stato Islamico (IS o Daesh), che ha

Le elezioni siriane confermano le peggiori paure dell’Occidente

Nonostante l’attuale conflitto in Siria, la vita va avanti in molte parti della nazione. L’appuntamento elettorale siriano in questo non fa eccezione. Le precedenti elezioni parlamentari prima delle ultime tenutesi questo mese si sono svolte nel 2012. Partendo dal fatto che tali elezioni si svolgono ogni 4 anni, le attuali sono ben lontane dall’essere una “spinta politica” necessaria a rinforzare la legittimità dell’attuale governo, ma piuttosto rappresentano la continua prosecuzione

Notti arabe di paura e delirio

Il presidente statunitense Barack Obama è andato in Arabia Saudita per un vertice con le petromonarchie del Consiglio di cooperazione del Golfo [CCG, NdT] e per “rassicurare gli alleati del Golfo” nel mezzo della più burrascosa guerra del petrolio.   Il summit tenutosi a Doha lo scorso fine settimana, che avrebbe dovuto prevedere un taglio alla produzione del greggio da parte dei membri dell’OPEC, insieme alla Russia – accordo praticamente sicuro

Niente di nuovo sul fronte eurasiatico

E così l’Iran è di nuovo demonizzato dall’Occidente perché “provocatorio” e “destabilizzante”. Come mai? L’accordo sul nucleare non doveva forse riportare l’Iran all’interno del “concerto di nazioni” diretto dall’Occidente? Al Consiglio di Sicurezza dell’Onu si discuterà di nuovo dell’Iran. La ragione: i recenti test di missili balistici che, secondo l’Occidente, “sarebbero in grado di portare armi nucleari” – in presunta violazione del Risoluzione 2231 del 2015 del Consiglio di Sicurezza

Siria: “La Resistenza Siriana” (Al Muqāwamat al-Sūriyah)

  La Resistenza siriana è un’organizzazione guidata da Mihraç Ural, anche chiamato Ali Kayali, un turco alawita con la cittadinanza siriana. Inizialmente Ural era il leader di un gruppo clandestino nella provincia di Hatay nel sud della Turchia, il “Partito/Fronte Popolare di Liberazione Turco ‘Acilciler’”.   Questa formazione rappresentava in particolare la popolazione alawita di Hatay e la difendeva dagli attacchi dell’esercito turco; dopo lo scoppio della guerra in Siria

La Balcanizzazione della Siria non è il Piano B, è il Piano A

Il mese scorso, il segretario di stato USA John Kerry, ha parlato della partizione della Siria dicendo che sarebbe il “Piano B” se fallissero i negoziati. In realtà questo è sempre stato il piano A. Progetti di balcanizzazione della Siria, dell’Iraq e di altri stati mediorientali vennero preparati dall’ex Segretario di Stato USA Condoleeza Rice in un viaggio a Tel Aviv del 2006. Erano parte del cosiddetto “Progetto per un

Autonomia curda – partizione o progetto pilota

Nessuno può affermare di capire cosa accade nella mente curda tranne che gli stessi Curdi, e forse non tutti tra loro ci riescono. È piuttosto sorprendente che i non Curdi si aspettino che i Curdi abbiano una sola voce, un’aspirazione, un orientamento politico, come se tutte le altre nazioni fossero unite in modo da manifestare una singola voce. Interessante! Esiste una sola nazione sulla terra che soddisfi queste aspettative? I

Cosa succederà dopo Palmira?

La liberazione di Palmira (Tadmur) grazie all’Esercito Arabo Siriano (SAA) ha aperto le porte ad una lunga lista di opzioni per le forze governative, inclusa una possibile offensiva per liberare il distretto di Al-Raqqa. Ma la possibilità che l’Esercito Arabo Siriano si spinga a nord verso la città di Raqqa è molto improbabile a questo punto della guerra, dato che le loro forze sono assediate dallo Stato Islamico dell’Iraq e Al-Sham

Siria: come la vittoria di Palmira cambia la narrazione

La liberazione di Palmira è il punto di svolta decisivo della Guerra in Siria. Anche se in precedenza ci sono stati dei successi militari da parte dell’Esercito Arabo Siriano e dei suoi alleati, il valore promozionale dell’aver messo al sicuro i preziosi resti archeologici romani di Palmira supera quelli di tutte le altre vittorie. E questo contribuirà a cambiare un po’ la falsa narrazione di questo conflitto. Il governo siriano

Come sopravvivere sul campo di battaglia della guerra di informazione

C’è indubbiamente una guerra mediatica in corso. Ci sono mentitori convinti, gente che stupidamente ripete le stesse bugie, analisti scadenti ed opinioni promosse al rango di analisi. Per poter distinguere sempre una maggior quantità di informazione dalla disinformazione, si possono usare alcuni sistemi molto semplici. Ma, prima di tutto, bisogna che le persone si dedichino personalmente ad inseguire la verità, non importa dove, avendo il coraggio di accettare una realtà