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Siria

Perché un’enclave curda in Siria è una pessima idea

Alcune semplici ragioni del perché le richieste di autonomia federale di PYD e YPG e i tentativi di annettere territorio siriano siano illegittimi, non democratici e potrebbero condurre ad un genocidio.     1. I Curdi non sono la maggioranza nell’area che il PYD e l’YPG stanno tentando di annettere. La regione di Hassaké, che il Partito dell’Unione Democratica curdo (PYD) e la sua ala militare YPG [Unità di Protezione

In Siria, la Russia difende la civiltà, l’Occidente si schiera con la barbarie

Il recente concerto russo a Palmira è stato un evento carico di simbolismo. Anche se sono stati i Siriani a liberare questa antica città, ed anche se i Russi sono stati solo di supporto, questo sostegno è stato fondamentale; inoltre, non è stata solo Palmira ad essere stata salvata dai Russi, ma la stessa nazione siriana. Aggiungerei anche che i Russi a Palmira non hanno salvato solo la Siria, ma

I Turchi e i Sauditi dovrebbero stare in guardia dalle Idi di Marzo

I media ufficiali occidentali e mediorientali stanno freneticamente dipingendo la riduzione pianificata del contingente russo in Siria come una sconfitta militare ed un tradimento del proprio alleato chiave; ma esattamente chi sta tradendo chi? Il presidente Putin ha annunciato che la Russia inizierà a ridurre la propria forza militare in Siria il 15 marzo, data generalmente conosciuta come le Idi di Marzo e come infausto giorno in cui l’imperatore Giulio

Erdogan trama a favore del Piano B statunitense

La Turchia sta per dispiegare sui suoi confini lanciarazzi di fabbricazione americana che saranno a tiro la città strategica di Aleppo. Questa mossa suggerisce che la Turchia stia sollecitando l’intervento militare diretto degli USA nella guerra in Siria. Il pretesto immediato per l’acquisto di armi americane è il bombardamento della città di confine turca di Kilis nel fine settimana, apparentemente eseguito dal gruppo terroristico Stato Islamico (IS o Daesh), che ha

Le elezioni siriane confermano le peggiori paure dell’Occidente

Nonostante l’attuale conflitto in Siria, la vita va avanti in molte parti della nazione. L’appuntamento elettorale siriano in questo non fa eccezione. Le precedenti elezioni parlamentari prima delle ultime tenutesi questo mese si sono svolte nel 2012. Partendo dal fatto che tali elezioni si svolgono ogni 4 anni, le attuali sono ben lontane dall’essere una “spinta politica” necessaria a rinforzare la legittimità dell’attuale governo, ma piuttosto rappresentano la continua prosecuzione

Siria: “La Resistenza Siriana” (Al Muqāwamat al-Sūriyah)

  La Resistenza siriana è un’organizzazione guidata da Mihraç Ural, anche chiamato Ali Kayali, un turco alawita con la cittadinanza siriana. Inizialmente Ural era il leader di un gruppo clandestino nella provincia di Hatay nel sud della Turchia, il “Partito/Fronte Popolare di Liberazione Turco ‘Acilciler’”.   Questa formazione rappresentava in particolare la popolazione alawita di Hatay e la difendeva dagli attacchi dell’esercito turco; dopo lo scoppio della guerra in Siria

La Balcanizzazione della Siria non è il Piano B, è il Piano A

Il mese scorso, il segretario di stato USA John Kerry, ha parlato della partizione della Siria dicendo che sarebbe il “Piano B” se fallissero i negoziati. In realtà questo è sempre stato il piano A. Progetti di balcanizzazione della Siria, dell’Iraq e di altri stati mediorientali vennero preparati dall’ex Segretario di Stato USA Condoleeza Rice in un viaggio a Tel Aviv del 2006. Erano parte del cosiddetto “Progetto per un

Autonomia curda – partizione o progetto pilota

Nessuno può affermare di capire cosa accade nella mente curda tranne che gli stessi Curdi, e forse non tutti tra loro ci riescono. È piuttosto sorprendente che i non Curdi si aspettino che i Curdi abbiano una sola voce, un’aspirazione, un orientamento politico, come se tutte le altre nazioni fossero unite in modo da manifestare una singola voce. Interessante! Esiste una sola nazione sulla terra che soddisfi queste aspettative? I

Cosa succederà dopo Palmira?

La liberazione di Palmira (Tadmur) grazie all’Esercito Arabo Siriano (SAA) ha aperto le porte ad una lunga lista di opzioni per le forze governative, inclusa una possibile offensiva per liberare il distretto di Al-Raqqa. Ma la possibilità che l’Esercito Arabo Siriano si spinga a nord verso la città di Raqqa è molto improbabile a questo punto della guerra, dato che le loro forze sono assediate dallo Stato Islamico dell’Iraq e Al-Sham

Siria: come la vittoria di Palmira cambia la narrazione

La liberazione di Palmira è il punto di svolta decisivo della Guerra in Siria. Anche se in precedenza ci sono stati dei successi militari da parte dell’Esercito Arabo Siriano e dei suoi alleati, il valore promozionale dell’aver messo al sicuro i preziosi resti archeologici romani di Palmira supera quelli di tutte le altre vittorie. E questo contribuirà a cambiare un po’ la falsa narrazione di questo conflitto. Il governo siriano