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Il Tenente-Colonnello Mikhail Tolstykh, detto “Givi”, è stato assassinato

Questa è una di quelle volte in cui desidererei sinceramente di essermi sbagliato e che tutti quelli che mi avevano criticato per aver fatto scattare l’allarme dopo l’uccione di Motorola avessero avuto ragione. Invece, una delle mie peggiori paure si è materializzata: il Tenente-Colonnello Mikhail Tolstykh, detto “Givi”, è stato assassinato. Questo è ciò che si ottiene quando non si fanno le domande scomode e quando stupidamente si nega di

Mikhail Tolstykh (Givi) ucciso a Donetsk

Il comandante dell’ unità “Somalia” delle Forze Armate Mikhail Tolstykh (nome di battaglia “Givi”) è stato ucciso a Donetsk alle 6.12 di questa mattina. Givi era nato ad Ilovaisk nel 1980. Aveva servito nelle forze armate ucraine prima della guerra, e poi nella milizia della Repubblica di Donetsk dall’ inizio del conflitto. Aveva partecipato alla difesa di Slovyansk, alle battaglie di accerchiamento dell’ estate 2014 (c.d. battaglia di Ilovaysk) e poi

USA e Russia non sanno più che fare col Donbass

La squadra di politica estera degli Stati Uniti è confusa, mentre la volontà politica della Russia di aiutare il Donbass è deludente. La squadra di politica estera di Donald Trump continua a percorrere un sentiero di confusione e indecisione, prendendo in prestito la retorica dei tirapiedi falliti di Obama. Ieri, il palcoscenico è stato quello delle Nazioni Unite, dove l’Ambasciatore alle Nazioni Unite di Trump, Nikki Haley, ha dimostrato quanto

Domande sulla “Babushka security” e tonnellate di risposte, tutte sbagliate

Ho appena guardato un video di un vicino di Motorola [in russo] che spiega come il Comandante non godesse di un vero regime di protezione, come fosse facile entrare nel suo palazzo, raggiungere il condotto dell’ascensore e metterci una bomba.  Per quanto riguarda l’uso di un dispositivo telecomandato, è facile anche per un dilettante costruirne uno. Risultato: ad aver ucciso Motorola potrebbero essere stati anche solo dei dilettanti male addestrati. Okay, la

“Tre Giorni d’Inferno” – Zakharchenko ricorda Debalzevo

IA REGNUM: Dopo la disfatta delle forze ucraine nella sacca di Debalzevo un anno fa, già siamo in grado di considerare gli eventi in modo più pacato. Come può valutare il significato di questa vittoria per la Repubblica Popolare di Donetsk, magari non solo da un punto di vista strettamente militare, ma anche simbolico? Zakharchenko: L’operazione per la liberazione della città di Debalzevo è unica ed è carica di significato

L’assassinio di Motorola: domande a cui bisogna rispondere

Prima una piccola premessa Voglio essere onesto, non sono affatto a mio agio nel parlare di questa storia ed ho esitato a lungo prima di iniziare a scriverci sopra. Come ho già detto moltissime volte prima d’ora, c’è tutta una folla di persone, manipolate dagli Stati Uniti, che io chiamo “patriottardi entusiasti”, che non vedono l’ora di usare qualunque argomento per dare addosso a Putin (proprio come fanno i loro

Attentato a Donetsk: ucciso Motorola

Le autorità della DNR confermano la morte di Arsenj Pavlov, nome di battaglia Motorola, in un attentato presso la sua abitazione. Motorola aveva 33 anni e lascia la moglie Elena e due figli. Nato ad Uchta nella Repubblica di Komi aveva partecipato alla primavera russa nel 2014 sin dai primi giorni: prima a Kharkov, poi a Slovjansk, difendendo la linea del Severodonetsk al comando della sua formazione, la Brigata Sparta.

Intervista con la Brigata Prizrak

Unità nella Lotta: Prima di tutto vorremmo sapere qualcosa sulla costituzione della Brigata Prizrak [“fantasma” n.d.t.]. C’era qualche piano per costituire una brigata del genere prima della guerra? “Krot” [“Talpa” n.d.t.]: Non solo non avevamo la minima idea di creare la Brigata Priztak prima della guerra, ma nessuno aveva mai pensato che sarebbe stato necessario, in generale, formare una milizia. Nessuno di noi aveva immaginato che avremmo dovuto imbracciare le

Esclusiva News Front. Andrej Babitsky: i russi non andranno via dal Donbass…

Andrej Babitsky: i russi non andranno via dal Donbass, da qui partirà la ricostruzione della nuova Ucraina L’inviato di guerra russo, giornalista e saggista Andrej Babitsky ora vive e lavora a Donetsk, ed è sicuro che i russi non lasceranno mai il Donbass. Non ha escluso la possibilità che la UE e la Russia riconoscano l’esito del referendum del 2014 nel Donbass. Ma il futuro dell’Ucraina il giornalista lo vede

La Battaglia dell’Arco di Svetlodarsk

Segue il precedente [in russo N.d.T.] In serata il Ministero della Difesa della Repubblica di Donetsk ha dichiarato: I reparti delle Forze Armate dell’Ucraina si sono ritirati dalle posizioni che avevano occupato la mattina del 29 giugno nei pressi di Debaltsevo, come comunica mercoledì 29 giugno l’agenzia di stampa di Donetsk (DAN), citando una fonte del Ministero della Difesa della Repubblica di Donetsk. “Le forze di sicurezza ucraine si sono ritirate