Novorussia

Intervista con la Brigata Prizrak

Unità nella Lotta: Prima di tutto vorremmo sapere qualcosa sulla costituzione della Brigata Prizrak [“fantasma” n.d.t.]. C’era qualche piano per costituire una brigata del genere prima della guerra? “Krot” [“Talpa” n.d.t.]: Non solo non avevamo la minima idea di creare la Brigata Priztak prima della guerra, ma nessuno aveva mai pensato che sarebbe stato necessario, in generale, formare una milizia. Nessuno di noi aveva immaginato che avremmo dovuto imbracciare le

Esclusiva News Front. Andrej Babitsky: i russi non andranno via dal Donbass…

Andrej Babitsky: i russi non andranno via dal Donbass, da qui partirà la ricostruzione della nuova Ucraina L’inviato di guerra russo, giornalista e saggista Andrej Babitsky ora vive e lavora a Donetsk, ed è sicuro che i russi non lasceranno mai il Donbass. Non ha escluso la possibilità che la UE e la Russia riconoscano l’esito del referendum del 2014 nel Donbass. Ma il futuro dell’Ucraina il giornalista lo vede

La Battaglia dell’Arco di Svetlodarsk

Segue il precedente [in russo N.d.T.] In serata il Ministero della Difesa della Repubblica di Donetsk ha dichiarato: I reparti delle Forze Armate dell’Ucraina si sono ritirati dalle posizioni che avevano occupato la mattina del 29 giugno nei pressi di Debaltsevo, come comunica mercoledì 29 giugno l’agenzia di stampa di Donetsk (DAN), citando una fonte del Ministero della Difesa della Repubblica di Donetsk. “Le forze di sicurezza ucraine si sono ritirate

Poroshenko non ha offerto di cedere il Donbass alla Russia

L’edizione russa di Forbes sostiene che Putin ha riferito agli industriali che durante i negoziati di Minsk 2 l’Ukraina di Poroshenko avrebbe offerto di cedere il Donbass alla Russia. Un articolo recentemente apparso sull’edizione russa di Forbes sostiene che Putin, durante un meeting di industriali svoltosi il 19 Marzo, avrebbe riferito  che durante le negoziazioni di Minsk del Febbraio 2015 il presidente ucraino Poroshenko avrebbe offerto di cedere il Donbass alla Russia. Si

Il Donbass va verso la Russia. Le Repubbliche sono una Tappa nel Cammino verso Casa

La realtà è ciò che avviene nei fatti, non ciò che appartiene all’immaginazione, né le previsioni, né i sogni. Il Giappone considera propria una parte delle isole Kurili, ma in realtà già da più di mezzo secolo esse si trovano sotto il controllo della Russia. Passiamo in rassegna la reale situazione dei fatti nelle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk (RPDL) in questo momento: 1. Valuta: Nelle RPDL la valuta principale è

Il Processo Minsk 2, la Tela di Penelope

– Marco Bordoni – Secondo alcuni il processo di Minsk è un fallimento, ma questa opinione è frutto del pregiudizio secondo cui Minsk sarebbe inteso a risolvere la crisi. Le cose stanno diversamente. Minsk II è una grande macchina che restituisce l’input come prodotto o, se preferite, un labirinto concepito per riportare chi vi si addentra al punto di partenza e, in quanto tale, non solo è un indiscutibile successo,

Surkov – Nuland: come porre Fine alla crisi nel Donbass?

Venerdì sera, nella regione di Kaliningrad, si sono incontrati Victoria Nuland, inviato del Dipartimento di Stato americano per gli affari europei ed eurasiatici e Vladislav Surkov, consigliere per l’Ucraina del presidente russo. L’eccessiva copertura mediatica della riunione, senza che venisse nulla della sostanza, suggerisce che un ulteriore punto di svolta nel processo di risoluzione delle crisi ucraina è in atto. Ma come e a che prezzo rimane tutto da scoprire.

Autunno nel Donbass

Da quando è stata sparata l’ultima cannonata è passato già abbastanza tempo da poterne dimenticare il suono. La tregua si mantiene. Questo da una parte dà speranza, ma dall’altra genera attacchi di leggera paranoia. Le piogge battenti sono terminate. A Donetsk ha fatto il suo arrivo l’autunno vero, quello colorato d’ambra delle cartoline. Come in una commedia romantica ambientata a New York, ma con tinte locali. La brezza trasporta l’odore delle

Integrazione del Donbass e ri-russificazione della Russia – un’opinione

Il commentatore politico di “Russia Today” Rostislav Ishchenko parla dell’attrattiva che il Donbass esercita sulla Russia moderna, della possibilità di aumentare la popolazione russa nella Federazione Russa, e di come la riunificazione storica di tutto il popolo russo, prometta enormi vantaggi al mondo russo. Lo stato russo è stato costruito come entità multinazionale sin dai tempi dell’antica (pre-Mongola) Rus. In ogni caso, pur nella totale uguaglianza di popoli, nazionalità e

La Siria salverà il Donbass?

Ecco che finalmente il modello di comportamento della Russia nelle attività non ufficiali sul piano  internazionale ha cominciato a delinearsi. La Russia è entrata nella fase finale di trattative, che non  saranno menzionate dalla stampa ed i cui risultati non diverranno mai pubblici. La Russia è stata  riconosciuta come importante referente geopolitico ed in questo momento si stanno svolgendo le  “trattative” per la definizione delle rispettive sfere di influenza. Stanno cercando di buttar fuori la Russia dal Donbass, facendole mancare l’ossigeno per mezzo delle sanzioni, sottoponendola a pressioni politiche, stanno tentando di destabilizzarne la sua sfera  sociale dall’interno. La Russia si attiene ad  una linea ben determinata, che è contraria agli interessi  della comunità mondiale. Ma dopo la visita di Putin a New York e gli incontri di Parigi, nel quadro  delle consultazioni quadrilaterali in formato “normanno”, tutta la situazione ha cominciato a cambiare. La Russia corregge la sua posizione riguardo alle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, ma  parallelamente manda le truppe in Siria. Sembrerebbe che non ci sia nessuna logica nel rinunciare  alle repubbliche, che si trovano appena oltre il confine, in cambio del diritto, sul quale ci possono  essere dei dubbi, di sostenere Assad e colpire ISIL (organizzazione fuorilegge nel territorio russo per  decisione della Corte Suprema). Che  ISIL sia una minaccia diretta anche per la Russia è un dato di  fatto. Ma il Donbass? Hanno concesso alla Russia l’annessione della Crimea. Non avevo praticamente nessun dubbio su  questo. Ma non possono concedere il Donbass alla Russia. Quest’ultimo diviene quindi oggetto  di trattativa. Si aggiunge il desiderio espresso dalla Francia e anche da tutta una serie di paesi  dell’Unione Europea, di porre fine alla politica delle sanzioni nei confronti della Russia. Si capisce che  le cose non stanno semplicemente così. Anche a Poroshenko sono stati imposti limiti rigorosi. Tali  limiti si chiamano “Accordi di Minsk”. É giunta l’ora di mettere in atto ciò che è stato sottoscritto. Per  tutti. Dopo l’incontro di Parigi Putin si è espresso in modo abbastanza inequivoco: “è assolutamente  necessario portare a compimento gli accordi di Minsk”. In primo luogo ha richiamato a far ciò Poroshenko, al quale ha ricordato della riforma costituzionale. É necessario portarla a compimento, nei  termini degli accordi raggiunti, invece che secondo una libera interpretazione, così come ha fatto Kiev.  Le correzioni apportate alla costituzione dell’Ucraina, riguardanti lo statuto speciale del Donbass, senza accordarsi su di esse con i governi delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, costituiscono una flagrante violazione degli accordi di Minsk e possono costituire causa sufficiente per il loro annullamento. Così si è espresso Putin. Poroshenko lo ha ascoltato,