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Vladimir Putin

Rassicurante

di Boris Alexandrovich Roshin – traduzione a cura di Marinella Mondaini per sakeritalia.it ***** Riassumiamo in breve il “Discorso alla Nazione” di Putin. Molti si aspettavano delle svolte decisive, chi verso la “mobilitazione”, chi verso una brusca “liberalizzazione”, in realtà il contenuto del Discorso si è rivelato assolutamente “normale”. Eccone i tratti salienti: 1. La Crimea è della Russia e di ridarla non hanno alcuna intenzione. Ciò significa che la

Disgustata, La Russia Rinuncia Ufficialmente A Qualsiasi Pretesa Di “Dialogo” Con l’Impero Anglo–Sionista

Cari Amici, Il discorso completo del Presidente Putin all’Assemblea federale è ora disponibile online e, dal momento che il testo e’ molto lungo, non lo ri-posto. Mi propongo, tuttavia, di portare alla vostra attenzione quattro brani testuali del suo discorso con alcuni segmenti chiave in grassetto. La maggior parte del discorso trattava di questioni economiche interne, ma credo che questi quattro punti e, in particolare, le espressioni scelte da Putin

L’unica bugia di Putin

 – Marco Bordoni – Molti commentatori hanno riconosciuto nel discorso tenuto da Putin il 24 ottobre scorso a Valdaj (disponibile in italiano qui) una piattaforma di grande valore politico e di portata storica. Ed in effetti il Presidente Russo ha proposto una contro narrazione compiuta e matura, forse la prima, da molti anni, in grado di contendere al “pensiero unico” i “cuori e le menti” di uomini e donne di tutto

La Merkel, inconsapevole fin dall’inizio, sta diventando disperata

La Merkel è una pasticciona gravemente sopravvalutata. È da lungo tempo la babbea di Washington ed ha urtato contro l’implacabile muro di pietra della posizione di Putin sull’Ucraina, dove lui ha le carte migliori. Presa fra i due, sta iniziando a creparsi, sia politicamente che emozionalmente. I suoi oppositori interni odorano il suo sangue.   Un recente dispaccio della Reuters conferma la nostra versione di quel che è veramente successo

Tempi duri per i denigratori di Putin

Non so se l’avete notato, ma la solita folla di denigratori di Putin è stata stranamente silenziosa in questi giorni, specialmente coloro che io chiamo “patrioti dell’ urràh”. Alcuni dei loro blog hanno semplicemente chiuso, altri paiono congelati, e quelli ancora minimamente attivi hanno pochissimi visitatori (no, non dirò qui i loro nomi, sia per una questione di principio sia per non indirizzare traffico verso quelle cloache). In apparenza si stano tutti stancando di