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Ucraina

Mettere Ordine nel Programma nucleare ucraino

L’Ucraina ha ereditato dall’Unione Sovietica un articolato programma nucleare a scopi civili che dispone di quattro centrali con quindici reattori. Una di queste è la più grande d’Europa e la terza del mondo. A quelle operative si deve poi aggiungere la centrale di Chernobyl. L’Ucraina è lacerata da una guerra civile: si tratta della prima volta che un conflitto coinvolge uno stato in cui si trovano centrali nucleari. Al momento

Lugansk 2 giugno 2014: il giorno in cui tutto divenne più chiaro

Esattamente tre anni fa tutto divenne più chiaro: la Junta di Kiev era pronta a qualsiasi cosa pur di affermarsi. Divenne chiaro come il sole che le Forze Armate ucraine erano pronte a sterminare tutta la popolazione del Donbass, senza fare distinzioni, non importava cioè se si fosse trattato di filo russi o semplicemente di persone che erano andate a votare al referendum. Dovevano colpire tutti, senza eccezioni a prescindere

L’occidente finge di non vedere la censura in Ucraina

Il Governo ucraino ha disposto il blocco di alcuni social network, motori di ricerca, gestori email e siti d’informazione. La motivazione ufficiale è che si tratta di una misura inserita nel più ampio quadro di sanzioni contro la Russia, ma è chiaro che non è così. Inutile cercare altre spiegazioni, è un’evidente caso di censura. Innanzitutto si deve notare il fatto che l’operazione è scattata dopo che si sono spenti

“Tutto è cominciato ad Odessa, tutto finirà ad Odessa”

La tragedia di Odessa del 2 maggio ha compiuto tre anni, ma nel frattempo nulla è cambiato: la città continua a vivere nella paura, i responsabili per le morti e gli istigatori del massacro non sono ancora stati puniti, e coloro che sono stati costretti a lasciare Odessa per motivi di incolumità personale non riescono a tornare in patria. Tuttavia gli abitanti non perdono la fiducia nella capacità di Odessa

I risultati della visita della Merkel: la Russia dovrebbe tradire il Donbass una volta per tutte?

Domenica 2 maggio il Presidente della Russia Vladimir Putin e la Cancelliera tedesca Angela Merkel hanno tenuto dei colloqui a Sochi. Le questioni in agenda includevano la situazione in Ucraina e Medio Oriente, la lotta al terrorismo, lo sviluppo di relazioni bilaterali e le relazioni Russia-UE. Ecco una breve panoramica dei risultati delle riunioni: le relazioni fra Russia e Germania si sono deteriorate drasticamente dal 2014 a causa della controversia

Un Putin arrabbiato dice alla Merkel che il processo di pace a Minsk in Ucraina è tutt’altro che morto

Il presidente russo Vladimir Putin utilizza la conferenza stampa con il cancelliere tedesco Angela Merkel per dire che il processo di pace di Minsk in Ukraina è a un punto morto. Putin attribuisce parte della colpa alla Merkel per il suo fallimento. Il presidente russo Vladimir Putin ha utilizzato la sua conferenza stampa con il cancelliere tedesco Angela Merkel per fare alcuni dei suoi più aspri commenti sulla situazione in

Inquietanti Statistiche Ucraine

Sull’attendibilità delle statistiche ufficiali ucraine c’è da farsi ben poche illusioni, basta uno sguardo ad alcuni indicatori come l’inflazione e il tasso di disoccupazione per capire subito che c’è qualcosa che non quadra. Chi un minimo conosca l’Ucraina sa bene che quei dati sono assolutamente inverosimili. D’altronde, l’ufficio statistico ucraino è da tempo al centro di polemiche per il rifiuto di voler divulgare i risultati del censimento effettuato nel 2013.

Se la sono cavata: L’Alta Corte di Londra ha dato ragione alla Russia, ma l’Ucraina non restituirà i soldi

Mercoledì 29 marzo, l’Alta Corte di Londra ha preso una decisione curiosa sulla controversia russo-ucraina riguardante un credito di tre miliardi di dollari concesso da Mosca nel dicembre 2013 al governo Yanukovych. Penso che questa decisione potrebbe entrare nei libri di testo dei cavilli legali come esempio di come si può evitare una responsabilità politica. Il 16 febbraio 2016 la Società The Law Debenture Trust Corp. (che si fece da

Il blocco – Perché Poroshenko ha tagliato i legami economici con il Donbass

  Il 15 marzo le autorità ucraine hanno deciso di imporre il blocco totale dei trasporti dai territori sotto il controllo delle repubbliche del Donbass. Così, un blocco parziale delle repubbliche secessioniste da parte dei radicali è stato sostituito dal blocco ufficiale da parte del governo, e sembra essere a tempo indeterminato. Chi e perché ha preso una decisione che ha avuto molta risonanza, qual è stata la reazione dell’Occidente

Il prezzo del blocco: solo a Mariupol rimarranno per strada in 120 mila

L’Ucraina non ha ancora sentito tutti gli effetti del blocco del Donbass effettuato dai nazionalisti radicali. Ma solo per il momento, come avvertono gli esperti ucraini e i dirigenti delle grandi imprese. Se dal 1° marzo le autorità delle repubbliche non riconosciute manterranno le loro promesse, cioè cominceranno la nazionalizzazione delle imprese dei proprietari ucraini, cessando inoltre completamente la fornitura di carbone, allora per l’Ucraina arriveranno tempi duri. Cominceranno le